introspezione numero 4 (luna nuova)

10 Gennaio 2012
1 minuto di lettura

Di tanto in tanto
nelle notti di luna nuova
un amico mi rimbocca le coperte
prima che affidi al sonno
ogni piena voglia di vita

Sovente accade
che nelle notti di luna piena
una nuova malinconia trabocchi dalle spore malate
di questa mente
che fuori dalle orecchie, dalla bocca, dal naso
si spacciano per acufene
tormentando il mio silenzio

Il dolore persevera in sovrastrutture condizionate dalle fasi lunari:
scende adesso, delicato, fino alla luna nuova
primo inizio di una lenta ascesa
che trova il culmine nella pienezza dell’astro lucente

E’ raro trovare un senso umano alle tragedie
esse ti spazzano lontano
finchè un appiglio non ne fermi la folle corsa
difficile al contrario
dov’è immobile il cuore
lì piangi fino ad annegare
in attesa della luna nuova
per poter prendere fiato
e prepararti poi ad una nuova apnea.

art

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articolo precedente

Comunicazione numero 2 (__ ___)

Prossimo articolo

Verso il fondo

Le ultime da Frammenti Notturni

Ad un amico importante

Il tuo amore sta scavandoti una fossa mi piace guardarti, mi piace pensare che al mondo può esserci gente come te ma io sono

Uridan

Uridan è stato l'acaro perfetto: mangiava la polvere e la notte dormiva con lei tenendola al riparo dai fratelli brutalmente affamati di squame cellulari

Riflessione post trauma

Torno a porre, all’attenzione di ogni fibra del mio corpo, l’ipotesi di un insano gesto idea partorita dall’odio sviscerante che nutro verso la chimica

Vero

Soffice cadde al suolo il frutto polposo, carnale creatura sparse il suo sangue languidamente. La gravità vertiginosa ci confonde, c’inebria e lo spazio, tinnulo
TornaSu