Delusione d’amore parte seconda: la fase del transfert

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Questo articolo è il proseguimento di: 10 modi per sopravvivere ad una delusione d’amore
Come già anticipato nel trattatello sopra mensionato, l’uomo che resta vittima di una delusione d’amore può, talvolta, attraversare quella che definisco:

FASE DEL TRANSFERT
Ho preso in prestito il termine TRANSFERT dal linguaggio della psicologia moderna e ne cito testualmente la definizione wilkipediana “Il transfert (o traslazione) è un meccanismo per il quale ogni individuo tende a spostare schemi di sentimenti e pensieri relativi a una relazione significante su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. […]”.

Mi spiego meglio, immaginiamo di incontrare una donna (o uomo) subito dopo essere stati brutalmente scaricati ed avere la sensazione di esserci innamorati di nuovo. Questo accade, solitamente, quando abbiamo saputo rassegnarci alla decisione dell’altro, o meglio, quando giudichiamo impossibile la possibilità di tornare ancora insieme.

Una strana gioia ci pervade all’improvviso, sembra che l’angoscia dei giorni precedenti sia definitivamente passata, ci sentiamo guariti dal mal d’amore e d’improvviso la vita torna a sorriderci, a ricordarci che siamo ancora capaci di amare.

Purtroppo in tutto questo c’è un meschino trucco della mente, per il quale vale la pena citare il classico detto “troppo bello per essere vero”. Per una magggiore consapevolezza di quello che viviamo (la conoscenza ci rende liberi), cercherò di spiegare le ragioni per cui, ancora una volta, siamo costretti a sperimentare meccanismi che invalidano la realtà delle nostre emozioni.

Ciò che in psicologia viene definitivo TRANSFERT è un atteggiamento mentale che, proprio perchè indotto da un meccanismo, induce ad una mistificazione della realtà. Il meccanismo in questione nasce dal bisogno della mente di far cessare il dolore mediante il TRANSFERT… ecco che il nostro perduto amore resuscita nel cuore di un altro essere umano che si avvina a noi con l’intenzione di conoscerci meglio.

Questi alcuni dei segnali che dovrebbero farci accorgere che la nostra nuova conquista è in realtà una proiezione ideale della nostra ex compagna/o:

  1. La nuova donna (o uomo) è fisicamente molto simile al nostro perduto amore
  2. Là dove non è uguale cerchiamo di convincerla/o ad adeguarsi
  3. Ci aspettiamo che la pensi allo stesso modo del nostro perduto amore
  4. Là dove non lo è, la/o istruiamo perchè lo diventi
  5. Intimamente cerchiamo la stessa carica di attenzioni del nostro perduto amore
  6. Là dove non si prodiga in tal senso, guidiamo ingenuamente la sua mano perchè lo faccia
  7. Se ci capita di incontrare per strada il nostro perduto amore, lei/lui scompare temporaneamente dai nostri pensieri e dalla nostra vista
  8. Se il perduto amore ritorna alla carica, lei/lui non esiste più

Ma il segnale più importante a mio parere è quello di percepire un disallineamento con la realtà condito da ipersensibilità; difficile spiegare le sensazioni precise, posso provare a farlo cercando un termine di paragone: ecco, immaginate di esservi ubriacati e di stare male, dopo aver vomitato siete ancora ubriachi ma avete la sensazione di stare bene e che l’effetto dell’alcool sia del tutto scomparso, quando non è così e difatti, qualche minuto dopo, vomitate di nuovo. In questo caso sta tutto nella mente, non ci sono particolari sintomi fisici. Ci si sente euforici, si pensa ossessivamente all’altra persona, la si cerca di continuo, si pretende che trascorra con noi tutti i momenti liberi disponibili (e anche quelli non liberi)… insomma, un rapporto esasperato… l’altro/a se ne accorgerà e si sentirà invaso/a, perchè pochi, nei primi giorni di un rapporto, assillano il neo-partner con continue richieste di attenzioni, anzi, ci si scopre poco per volta, ci si vede di rado e pian piano più frequentemente. Questo è il segnale più forte che state sostituendo il vostro perduto amore con chi non ha nè le capacità di capirvi nè la voglia di farlo. Quando si dice: la forza dell’abitudine.

Come comportarsi allora? E’ giusto rinunciare a questi momenti di effimero piacere in nome della VERITA’ ?

Il mio consiglio è di non rinunciarvi perchè ci aiutano comunque a dominare meglio il tempo. Personalmente le considero delle pause dal dolore perchè, comunque vada, dovremo di nuovo fare i conti con la perdita della persona che amavamo. Quando l’illusione crolla ci si sente smarriti, sembra di essersi svegliati da un sogno bellissimo che, in realtà, è quello di essere ritornati con lei/lui, altrochè una persona nuova; il dolore comincia a massacrarci ma, attenzione, non è uguale a prima… perchè è comunque passato del tempo, del tempo è trascorso anche se si ha la sensazione che tutto ricominci dal giorno in cui lei/lui ci ha lasciato.

Questa fase non è impegnativa come la prima, delle volte la anticipa, altre si mette in mezzo, ma tirate le somme è l’unico momento veramente piacevole per il deluso. Solitamente arriva in un periodo che va dalle prime 2 settimane ai 2 mesi dall’abbandono e si esaurisce in un periodo che va da 1 settimana a 3 mesi… se poi il perduto amore ci mette lo zampino, si esaurisce anche prima. Su queste date non ci metterei la mano sul fuoco, si basano sulla mia esperienza personale e su quella di alcuni amici.

Se siete fortunati e avete trovato una persona veramente in gamba, se state ancora con lei/lui in un periodo che va da 7 mesi ad 1 anno, sempre che nel frattempo lei/lui non sia tornata/o, potete anche esservi innamorati sul serio… anche se raro, talvolta succede quindi… non mettete limiti alla provvidenza.

Un consiglio per il vostro nuovo rapporto: cercate di non essere troppo assillanti, date all’altro la possibilità di conoscervi anche se voi credete di conoscere interamente la persona che vi sta di fronte (perchè in realtà non conoscete proprio un bel niente)… in questo modo evitate che l’altra parte scoppi e vi molli, lasciandovi con la sensazione di essere stati lasciati 2 volte… che è cosa piuttosto triste.

La sostanza di tutto questo parlare è comunque solo una: non pensate mai che un grande amore possa scomparire in 2 settimane. Anche se si usa una metafora, quando si dice: ho il cuore occupato, è proprio così. Un grande amore tende a rimanere nel cuore per molto tempo, per alcuni 6 mesi, per altri 1 anno, per altri ancora 2-3 anni, molto dipende dall’intensità di quello che si è vissuto e dalla sensibilità individuale. Ciò non significa che non si debba provare ma, attenzione, scegliere una persona simile a quella che abbiamo perso è comunque un’arma a doppio taglio, se l’abbiamo persa ci sarà un motivo, quindi forse è il caso di cercare persone diverse… non credete?

Il prossimo intervento tratterà la terza ed ultima fase, quella che io considero più lunga ma anche più romantica, il periodo in cui ci si rassegna davvero e si comincia a guardare con tenerezza ai momenti passati insieme, senza odio e senza rancore, con l’animo in pace ed una grande voglia di lavorare su se stessi.

E allora… alla prossima. Grazie per essere arrivati fin qui.

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  • Emma

    Vale, Nina, Alfio! Che fighi che siamo. Siamo fighi perche’ ci vuole coraggio a ricominciare da capo. E ci vuole coraggio a farlo a testa alta, da massicci e incazzati. Come ha scritto Alfio tempo fa e’ un processo questo, che distorce il tempo e che a volta sembra davvero infinito. Ma non e’ negativo. Anzi. Io lo vedo come un’occasione per diventare la persona che ho sempre voluto essere. Per re-innamorarmi di me stessa e plasmarmi. Certo, e’ doloroso. Ma anche nascere e’ doloroso. Vale! Certo che ci vediamo a fine marzo. E festeggiamo. Festeggiamo a modo nostro, piegate in due dalle risate. Perche’ siamo dannatamente brave a guidare in piega quella stronza. Siamo brave! Nina, sei una tosta! Mi ha fatto piacere leggerti! E’ bello sapere che al mondo le persone massicce non sono in via d’estinzione! Anzi. Io qui ad Atene faccio vita da sportiva. Uno dei piu’ grossi cambiamenti che ho vissuto e’ stata la mia relazione con lo sport. Sono passata da counch potatoes ad amante delle arti marziali nel giro di una settimana. Del resto, vedo la palestra come un valido sostituto alla psicoterapia (o alla prigione, nel caso in cui il mio ex mi capiti per le mani). Ieri fra l’altro mi sono fatta un occhio nero da sola…. e ho passato dieci minuti a ridere come un’idiota. Il futuro inizio a vederlo anch’io. Mi piacciono piani e liste. Sono una maniaca del controllo a volte. Quello che mi spaventa invece e’ questa rabbia che sembra mangiarmi da dentro a volte. So che in parte nasconde paura.E risentimento. E so anche che e’ normale, che non posso pretendere di passare oltre ad una storia cosi’ lunga come e’ stata la mia in pochi mesi. Ci vuole tempo, solo che io non sono mai stata una persona paziente. Mi rifiuto pero’ di vedere la vita al negativo. Voglio continuare ad avere fiducia. Nel futuro, nel genere umano, nella vita. Che si’, e’ una stronza con un pessimo senso dell’umorismo a volte, ma e’ anche una maestra attenta e una grande artista. Alla fine senza una fine non ci potrebbe essere un inizio e viceversa. Senza il dolore la gioia non avrebbe senso. Senza questa esperienza, mi sto rendendo conto, io non sarei quella che sto diventando.E sinceramente inizio a piacermi. Io di anni ne ho quasi 39 e sinceramente sto iniziando ad accantonare l’idea di avere una famiglia. Non lo so, per il momento mi sembra quasi piu’ probabile diventare un maestro di kung fu. Mi e’ passata la fregola di sostituire il mio ex con qualcun altro. Mi piace l’idea di concentrarmi su me stessa e di fare tutte quelle cose che avrei voluto ma non ho fatto. Come andare a Berlino senza sentirmi in colpa perche’ avrei potuto (dovuto?) andare a trovare lui. O come fregarmene di tutto e iniziare a considerare seriamente l’ipotesi di non tornare in Italia mai piu’. Sono una zingara. E l’ho accettato. Anzi mi sta piu’ che bene anche.Ora vi saluto e scappo in palestra. Vi abbraccio e vi auguro un gran finesettimana!!!! Ride that bitch!
    Emma