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L’ultimo addio

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Per molti è cosa ignota se non incomprensibile la sensazione di trovarsi a distanza di anni a contemplare un pezzo del tuo cuore imprigionato nell’ambrosia della creazione artistica. E poco importa se quella tua creatura abbia o meno quel sublime estetico che ne fa un capolavoro, tu sei lì davanti alle tue stesse parole, nel mio caso anche delle note, e ti senti come se davanti a te ci fosse davvero qualcun altro, una persona che conosci bene e che riesce a capire perfettamente come sei fatto.

Nei momenti in cui anche in mezzo a mille persone avverti il peso della solitudine, è confortante sapere di poterti rivolgere a delle parole, chiedere  spiegazioni o tendere una mano che sei certo verrà accolta con dolcezza. La cosa strana in tutto questo è che quelle stesse parole scritte anni addietro, possono parlarti ogni volta in maniera diversa, ed ognuno di questi modi può essere perfettamente coerente da un punto di vista logico-emozionale, seppur al contempo in netta contrapposizione con gli altri.

Quella che mi appresto a descrivere è una delle tante interpretazioni che in questi anni ho attribuito, per motivi di scaletta e di concept, a Dovresti non scordare. Nella sua prima stesura il brano si chiamava l’Amore Estinto, escluso dal nostro terzo disco perchè dai toni troppo pop. Quel pezzo è rimasto a lungo nel cassetto prima di trovare una nuova collocazione (sia tematica che musicale) in Linea di Confine.

Non posso fare a meno di sorridere pensando al giorno in cui la scrissi. In tutta onestà non posso fare a meno di ammettere che avevo voglia di far colpo sulla mia ex che se n’era andata con un altro. Potrei risultare passibile di pene corporali per questa mia confessione, è giusto che la musica non abbia altro scopo che fungere da antidoto alla futilità della vita e di certo non bisognerebbe mai considerarla uno strumento per la conquista dei piaceri terreni. Ad ogni modo, qualunque fosse il motivo, quelle parole e quelle note erano già lì, pronte a parlarmi, e a suo tempo mi dicevano: vedrai che tornerà, altro che amore estinto, con questo pezzo le scioglierai il cuore. Adesso calo un velo pietoso sull’esito della vicenda, anche perchè nel contesto di questo mio post non è rilevante. La parte  interessante è stata il momento in cui me la sono ritrovata tra le mani decidendo di includerla in Linea di Confine. In maniera stranamente naturale il titolo è così cambiato in Dovresti non scordare.

In realtà il brano ha subito importanti modifiche in termini di arrangiamenti, tuttavia era già il nuovo titolo che chiariva quanto quelle parole stessero arrivandomi in maniera completamente diversa. La persona a cui il brano era destinato avrebbe dovuto non scordare il mio amore perché potesse servirsene nei momenti difficili. Sapete, sono quei deliri di onnipotenza che ti fanno credere di avere dei super-poteri capaci di cambiare la realtà. Probabilmente non ho cambiato le cose, ma di una cosa sono certo: mi sono fatto un’amica straordinaria, perchè anche se è strano ed è raro, un amore può trasformarsi, la donna che ti ha fatto soffrire diventa uno dei tuoi punti di riferimento, un essere umano che non fa parte della tua famiglia ma sul quale senti di poter contare come se lo fosse (se non altro, in questa seconda interpretazione, stavo usando la mia musica per scopi più nobili).

E’ passato qualche anno da allora e, in un momento di solitudine, ho ripreso in mano per la terza volta questa canzone col desiderio di dare a quelle parole e a quella musica anche delle immagini. Insomma, farne un videoclip. In questi ultimi giorni le parole sono così tornate a parlarmi, e lo hanno fatto in maniera diversa dalle altre.

Mentre scorrevo le immagini sul programma di video-editing mi chiedevo se stessi facendo la cosa giusta, se non facevo male ad evocare ricordi di cui soffro ancora la perdita. Mi sono anche domandato se non stessi ponendo in essere lo scopo iniziale per il quale la canzone era stata scritta, e cioè tentare una subdola manovra di riconquista. Ed è stato in quel momento che ho provato ad ascoltarmi: le voci erano tante, ma ne ho scelta una sola.

Un caro amico mi ha sempre detto che è importante ciò che vivi, ma è anche importante dare il giusto valore a quello che hai vissuto. Forse solo adesso inizio a capire il vero senso di queste parole. Nella nostra vita è come se vivessimo tanti film… alcuni interessanti e coinvolgenti, altri monotoni ed angoscianti. Quando viviamo un brutto film, allora vorremmo riprendere quello bello incuranti del fatto che rivederlo non sarebbe più la stessa cosa.

Sono andato a cercare i  momenti importanti della mia vita con lei, quelli in cui era felice ma anche quelli in cui era triste, per così farli passare sulla mia musica nel tentativo di ricreare quel bel film che mi manca così tanto. Poi mi è balenato per la mente un nuovo titolo da dare alla canzone: L’ultimo addio.

Sapete, la cosa più straordinaria di un’opera d’arte sta nel fatto che oltre ad essere immortale ha un effetto catartico sul dolore, e questo sia nel caso in cui sia tu a crearla come nel caso in cui ti trovi a contemplarla da spettatore. Rivivere il passato attraverso un’espressione artistica ti mette al sicuro perchè sai che il dolore è imprigionato là dentro, che non può ferirti, che al massimo ti regala quella nostalgia capace di colorare di tenerezza la monotonia del quotidiano.

So bene che, a parte l’aspetto artistico della questione, questo mio lavoro potrebbe essere giudicato ambiguo e per certi versi manipolatore. D’altra parte non mi ritengo un’asceta nè un illuminato, pertanto non sono in grado di giudicare onestamente la natura della spinta che in due giorni mi ha portato a creare e pubblicare il videoclip di Dovresti non scordare (alias l’Ultimo Addio). Tuttavia qualcuno  ha detto che siamo noi a decidere in cosa credere, magari ci inganniamo, ma quanto più forte è la nostra volontà di credere, tanto più saremmo capaci di indirizzare la realtà verso la nostra fede. Ed io voglio credere di aver dato a questa canzone un’interpretazione che finalmente riesce a darmi pace. Perchè è dolce sapere di essere riusciti a vivere l’amore nonostante il dolore, i sensi di colpa, il sentimento di inadeguatezza che segue alla fine di una storia. E’ confortante avere la certezza che nella vita ci siano esperienze talmente belle da toglierti il fiato al solo ricordarle e di sentirti capace di sperimentarle ancora ed ancora posando la tua mente nella contemplazione di un cuore che non smette mai di battere.

Dopo questa lunga e necessaria premessa vi lascio al mio ultimo lavoro, nella speranza che lo gradiate.

Io lo dedico a mio nonno ed alle sue ultime parole per me: nella vita bisogna sempre guardare avanti.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

17 Commenti

  1. E’ favoloso questo brano, ti penetra nell’anima……. è bellissimo…..
    :) Non capisco quei 3 non mi piace del fico secco……

  2. Art, cosa dire? Le mie lacrime parlano da sole….il mio cuore é aperto e lavora affannato nel suo battito, va avanti é vivo. Capisco bene il senso del tuo gesto, ci sono alcune cose che viviamo che meritano e necessitano l’importanza che gli diamo perché comunque sia andata…é stata bella cosí. Tutto cambia ma il volere fermare quell’istante lo rende eterno.” Solve et coagula”…… questa é la sorte della materia. Buon cammino (spero un giorno di averne il coraggio anche io) un abbraccio sincero per l’interessante blog che piano piano sto leggendo e per la canzone. Grazie infinite.

    • Ciao Daniela… grazie a te per le tue belle parole, riuscire ad emozionare e soprattutto poter essere utile è uno di quei premi che ricevi quando dai un senso di eternità a ciò che vivi imprimendolo in una canzone, in uno scritto o qualsivoglia forma che non decada insieme alla nostra memoria.
      Se il Cammino di cui parli è quello di Santiago, non ci vuole coraggio, solo un pò di volontà :)

      Un forte abbraccio e in gamba

  3. Ci si incontra e ci si lascia in quanto nessuno appartiene a nessuno. Può
    sembrare triste ma è così: siamo nati soli e soli moriremo. Splendida
    canzone. Nico Randone ormai ha composto tante di quelle ballate stupende
    che è diventato uno dei miei songwriters preferiti. Ora la sua band sta per
    lanciare un nuovo CD. Tenete le antenne puntate: sarà un ennesimo
    capolavoro!

  4. L’ultimo addio…queste parole risuonano in me fortemente…
    Penso all’ultimo addio che ha cambiato per sempre la mia vita. Io non sapevo che sarebbe stato l’ultimo addio. La nostra storia sconvolgente era arrivata ad un’intensità tale che qualcosa doveva succedere. Le sue ultime parole…”non ci stiamo separando, non possiamo”. Non l’ho più visto…è passato un anno e quasi 2 mesi. Prima o poi smetterò di tenere questo stupido conto. Ero incinta, di qui le sue parole. Ho dovuto prendere da sola, decisioni che pesano, scelte estreme. Ma sono state le migliori decisioni della mia vita. La mia creatura ha 6 mesi adesso ed è molto amata.
    Ad ogni modo addio è una parola carica di dolore, non mi piace, ricorda strappi e lacerazioni. Arrivederci, quella si che è una parole, e scusami, perdonami, abbi compassione di me e delle mie mancanze. Questo il mio vocabolario.
    Grazie per il tuo bel pezzo.

    • Grazie a te acquadimare e…si… anche io ho sempre preferito gli arrivederci, ciò non toglie che di tanto in tanto sia necessario archiviare le proprie emozioni per poi poter essere in grado di tornare a viverle, e per farlo, non c’è neinte di meglio che un addio
      Un forte abbraccio

  5. leggo per puro caso queste parole, che rappresentano esattamente quello che sto provando in questo momento.
    ti ringrazio per avermi fatto aprire gli occhi.

  6. ciao 6 un grande musicista e non solo dopo il racconto tuo parli di ANGOSCIA -DOLORE
    FORZA DI SCONFINGERE LA CRUDLTA DELLE PERSONE NON SONO BRAVA A COMMENTARE MA 6 UN GENIO .IO HO VISSUTA UNA STORIA DI 2 ANNI CON UNA PERSONA INFEDELE BELLA E SAPEVA CHE SOLO QUESTA ARMA AVEVA COME VALORE PER CONQUISTARE LE DONNE,.MA SPERO KE DIO LO PUNIRA X QUELLO KE MI HA FATTO……

    • ciao Emilia… ti ringrazio per i complimenti. Il senso di questo brano non è tanto quello di giudicare i buoni ed i cattivi, ma di accettare serenamente la fine della nostra storia con la consapevolezza e la gioia di essere stati capaci d’amare
      Può anche darsi che il tuo lui se la passerà male, o magari avrà tutte le fortune del mondo, questo non conta… la cosa che conta sei tu e quello che farai per migliorare la tua vita
      Un caro saluto

  7. è una canzone con un testo che in questo periodo della mia vita è più che
    azzeccata….pura poesia: SE TI VOLTI INDIETRO NON DEVI MAI SCORDARE CHE TI
    HO AMATO DAVVERO,CHE TI HO AMATO SUL SERIO

  8. ciao Art, non avevo ancora letto questo pezzo, sei capace sempre di commuovermi, sai scrivere in modo da fare vivere le tue emozioni e farle condividere. Credo tu sia un uomo eccezionale e con un cuore enorme, meriti il meglio. E’ vero quello che scrivi, le parole ci parlano, e in momenti di solitudine quelle stesse parole scritte ci parlano sempre….io scrivo proprio per sfogare ciò che ho dentro, poche cose condivido con altri, in genere scrivo solo per me e mi capita in moment di solitudine di rileggere….bè il cuore sussulta ogni volta in modo diverso, ma quel film bellissimo non è più lo stesso e per quante volte possiamo riguardarlo non potremo più riviverlo, perchè nel frattempo siamo cambiati …..grazie sei un grosso punto di riferimento

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