10 modi per sopravvivere ad una delusione d’amore

in Diario/Il mondo di Art/Suggestioni di

Su gentile richiesta di parti interessate, nonchè per mio personale divertimento, pubblico una guida di sopravvivenza destinata ai soggetti che hanno subito una decisione di abbandono da parte del proprio partner; questo fatto consente agli stessi di entrare a pieno titolo nella categoria di individui affetti da ciò che comunemente viene definita: delusione d’amore. La guida, scritta da un uomo (me medesimo), dovrebbe poter essere applicata a tutte le “vittime” di delusioni d’amore, tuttavia posso garantirne l’efficacia solo su esponenti del sesso maschile. E’ graditissimo da parte dei miei lettori (circa 350 persone che giornalmente visitano queste pagine) qualsiasi intervento che possa essere utile a perfezionare la presente guida. Per farlo è sufficiente utilizzare la sezione commenti in fondo a questo articolo.

LE TRE FASI

Ma veniamo alla nostra guida ed iniziamo col distinguere 3 diversi momenti nell’esperienza drammatica che consegue alla fine di una storia d’amore.
Il primo di questi è quello immediatamente successivo all’abbandono, lo chiameremo: fase dei perchè!
Il secondo è quello in cui, rassegnandosi alla separazione, l’individuo tenta di sostituire il partner perduto con un altro individuo dotato di caratteristiche affini, lo chiameremo: fase del transfert!
Il terzo infine è quello della quieta rassegnazione, lo chiameremo: fase delle dolci ricordanze ove in fondo al tunnel si intravede la luce.

La fase dei perchè

In questa fase colui che subisce l’abbandono viene colto, a giorni alterni, da momenti di disperazione giocosamente conditi da ansia e, nei soggetti predisposti, da veri e propri attacchi di panico. Il soggetto abbandonato cerca continuamente risposte che spieghino la fine del grande amore che fino a poco tempo prima lo univa alla sua compagna, tende ad idealizzare il proprio sentimento ed il partner stesso e a non rassegnarsi alla decisione dell’altro. Il deluso sperimenta su se stesso ciò che in psicologia viene definito Disturbo ossessivo compulsivo (OCD), è incapace di controllare i contenuti della propria mente, la sua attenzione è monopolizzata da pensieri e immagini che la sua volontà non riesce a scacciare (pensa continuamente e senza sosta alla persona che lo ha lasciato).. non a caso, da uno studio della psichiatra italiana Donatella Marazziti, sembra che i livelli del neurotrasmettitore Serotonina siano più bassi del 40% sia in chi ha una diagnosi di OCD sia nei delusi d’amore… c’è di che riderci sopra, no? … e ‘nsomma!
A questo si aggiunga che il deluso manifesta anche buona parte dei sintomi del male oscuro e cioè la depressione: apatia, svogliatezza, senso di vuoto, perdita di interesse verso le proprie passioni, perdita di appetito, insonnia, difficoltà di concentrazione, tutti sapientemente miscelati coi tipici sintomi del disturbo bipolare della personalità che concede ai poveri sventurati il discutibile lusso di sperimentare stati d’animo che alternano sensazioni di euforia, quando ci si trova vicino alla persona amata, a disforia vera e propria (depressione), quando ce ne separiamo nuovamente.

In sostanza questa prima fase evidenzia nel deluso la mancata accettazione del fatto di essere stato lasciato, e non a caso la parola fatto è in grassetto perchè, ricordate, non ci sono ragioni sufficienti perchè un amore finisca… esistono coppie che continuano a stare insieme nonostante problemi apparentemente irrisolvibili: donne che continuano ad amare uomini che le picchiano, uomini che continuano ad amare donne che li tradiscono… gli amori finiscono, e lo fanno quasi sempre senza un valido motivo, anche se al deluso piacerebbe averne uno. Conseguenzialmente al fatto ci sono poi le implicazioni sentimentali e l’incapacità di rassegnarsi alla fine di un bel sogno, specialmente quando prima dell’abbandono le cose sembravano andare meravigliosamente bene fra voi… le pause di riflessione, brevi o lunghe che siano, aiutano molto nell’accettazione del fatto, ma su questo incide molto la sensibilità individuale: molte persone si accorgono che qualcosa è cambiato nel rapporto di coppia e cominciano ad investigarne le ragioni, allora si sperimentano periodi di pausa che solitamente sono molto utili ad entrambi per rafforzare il proprio sentimento o per distruggerlo del tutto, altre persone invece fanno finta di niente, ignorano i campanelli d’allarme (quali ad esempio cali della passionalità, mancato dialogo) per poi trovarsi di fronte all’inevitabile decisione dell’altro.

Secondo i miei studi nati dall’osservazione delle dinamiche relative alla prima fase, sperimentati di persona nonchè tramite osservazione diretta su esperienze vissute da amici, conoscenti, popolo di internet, questa ha una durata che può variare da 1 a 6 mesi, a seconda delle capacità individuali di:
– accettare il fatto,
– assecondare le occasioni di cambiamento che si presentano sulla strada del deluso,
– valutare correttamente il modo in cui una storia finisce (se c’è di mezzo un tradimento o una causa ben precisa, il fatto lo si accetta prima)
– e, dulcis in fundo, sopportare il distacco dal sentimento che ci lega ancora all’altro.

Le 10 regole

Eccovi i primi 10 modi per affrontare questa prima fase che, anche se più breve rispetto alle altre, è la più problematica. Questi “consigli” sono da perseguire nel loro ordine di successione giacchè ognuno è strettamente dipendente dal precedente e risulta spesso difficile accettare alcune di queste considerazioni se prima non se ne sono condivise altre.

  1. Dominare il tempo

    Il tempo è una componente estremamente distorta nella mente di un innamorato deluso. Ogni secondo della giornata viene vissuto con un pensiero ossessivo legato all’amore perduto ed alle ragioni per le quali è finita. Questo tipo di percezione non è condivisa da chi invece lascia (abbandona), per l’altro il tempo passa in maniera del tutto normale, nel caso in cui abbia un nuovo compagno, probabilmente penserà a voi quando non è con lui, se invece vi ha lasciato per recuperare il rapporto con la propria interiorità, penserà a voi solo quando si distaccherà dalla sua ricerca… insomma, chi lascia non soffre di alcun pensiero ossessivo e di conseguenza vive il suo tempo con normalità, mentre per voi ogni secondo rivela a fuoco sul cuore l’immagine dell’amore perduto.
    Azione: dominate il vostro tempo, riempitelo di altre cose… scrivete, suonate, dipingete, leggete, ascoltate musica (niente tv, per carità di dio, o film romantici), uscite con gli amici, fate escursioni, progettate un viaggio, prendete un’aspettativa dal lavoro… cercate di restare soli il meno possibile, in questo modo sarà più semplice riempire “di altro” i secondi della vostra giornata… ricordate che qualsiasi cosa l’altro stia pensando, non la pensa alla vostra velocità, se avrà ripensamenti, se avvertirà nostalgia o necessità di discutere ancora, lo farà con tempi molto più lunghi dei vostri. Se riuscite tentate anche di SOSPENDERE IL GIUDIZIO, non prendete alcuna decisione e non fate alcuna considerazione, vivendo il tempo in maniera così alterata potreste decidere di fare un blitz sotto casa dell’amato e pentirvene non appena siete lì, oppurle telefonare o mandare una e-mail e subito dopo mangiarvi le mani per averlo fatto. Lasciate che sia l’altro a fare le sue mosse, senza aspettative di alcuna sorta e senza fretta… ricordate che voi siete dalla parte di chi ha subito la decisione, insistere nelle proprie richieste (anche con tutta la dolcezza e l’amore del mondo) può scatenare forme di intolleranza in chi è ancora convinto della propria scelta, e posso assicurarvi che diventare fastidiosi agli occhi del perduto amore è una cosa che fa soffrire molto. Se proprio non riuscite a stare lontano dall’altro pensate che il gioco non vale la candela, che se una possibilità di tornare insieme esiste, questa non deve essere forzata in nessuna maniera, deve arrivare con naturalezza e spontaneità dall’altro. Da questo punto di vista sentitevi liberi da qualsiasi responsabilità, NON POTETE FARE NULLA per cambiare lo status quo, potete solo cercare di vivere il vostro tempo in maniera più equilibrata e con la minore sofferenza possibile.

  2. Mantenere la consapevolezza di ciò che accade

    La consapevolezza di ciò che si sta attraversando in termini di emozioni è determinante per riuscire ad affrontare con razionalità gli effetti della prima fase. Se ci si abbandona ai diversi stati d’animo che si susseguono, c’è il rischio di confondersi, di credere che si è ammalati senza rimedio, che si è depressi. Non dimenticate mai che una delusione d’amore è un’esperienza che ogni essere di questa terra ha ahimè provato, tuttavia nessuno è mai morto per questo, nessuno è mai entrato in un tunnel di paranoia infinito anzi, c’è chi giura che una volta superate le tre fasi si diventa più forti e anche più fighi agli occhi delle altre donne.
    Azione: Acquisite la consapevolezza di trovarvi sotto l’effetto di qualcosa di molto simile ad una droga, qualcosa che agisce a diversi livelli e che a volte vi fa stare bene, a volte male e che, solo col tempo, i momenti in cui si sta bene diverranno più frequenti degli altri, fin quando l’effetto non si esaurirà. Acquisite soprattutto la consapevolezza che la sensazione di aver perso la vostra identità è del tutto illusoria e soprattutto transitoria ed è determinata da null’altro che non sia “la dolce abitudine” del condividere la propria vita con un’altra persona.

  3. Accettare la sofferenza

    La paura di soffrire ancora, specialmente dopo i primi giorni, è sempre presente nella mente del deluso, ancora di più in questa prima fase. Paura di vederla con un altro e soffrire, paura di restare soli e soffrire, paura di non riuscire più a trovare una persona adatta a sè.
    Azione: Accettate la vostra sofferenza, essa è la naturale conseguenza di quello che l’altro vi ha tolto e non potete fare nulla per cambiare questa cosa. Ogni essere umano vive attimi di gioia, momenti di dolore e momenti di serenità, i momenti di dolore fanno parte della vita esattamente come tutti gli altri, sta a voi decidere se soffrire ancora di più per l’incapacità di accettarli oppure rispettarli come parte di voi stessi. Pensate alla sofferenza del mondo, alla disperazione di una madre che perde il proprio figlio in guerra, alle condizioni disastrate di una famiglia in un paese del terzo mondo… fare un paragone tra la propria sofferenza e quelle degli altri spesso aiuta nel processo di accettazione del proprio dolore. Se poi avete la possibilità di esorcizzare la vostra sofferenza attraverso l’arte (scrivere, suonare, dipingere), avete già una grande fortuna e di sicuro saprete dominare il tempo in maniera più proficua per voi stessi.

  4. Evitare i sentimenti di autosvalutazione

    Molto spesso, e a momenti alterni, capita di darsi la colpa per quello che è successo, si arriva quasi a giustificare l’altro per averci lasciato perchè siamo dei pochi di buono, perchè ci siamo fatti crescere la pancia, perchè non ci lavavamo i denti ogni mattina e perchè non prestavamo attenzione alle sue esigenze… insomma, ci si sente brutti, fragili, piccoli, inutili. So bene che è molto difficile superare queste sensazioni, specialmente se non abbiamo un motivo valido perchè la storia sia finita, allora cerchiamo di ragionare in questo modo…
    Azione: in amore le persone si amano per quello che sono, se ti scegli una lunatica pazza scatenata alcolizzata ma anche bellissima, dolce e con una sessualità travolgente, allora ti prendi tutto il pacchetto, cerchi di sopportare le cose che non vanno mettendole sul piatto di una bilancia insieme a quelle che ti piacciono, allora scendi a compromessi per accettare i lati negativi dell’altro, e lo fai per amore, perchè comunque sia non troveremo MAI NESSUNO UGUALE A NOI STESSI, anzi, molto spesso ci scegliamo gli opposti perchè sono fonte di arricchimento e di compensazione, o forse ci scegliamo le persone che soffrono perchè vogliamo essere i cavalieri senza macchia e senza paura, e questo perchè la nostra mamma ci ha amato tanto quando eravamo piccoli, e noi ricambiamo quell’amore verso la donna che scegliamo… vabbeh, ognuno poi deve fare i conti col suo passato, ma non è importante, qui la cosa importante da capire è che noi siamo OK per quello che siamo, così come lo era l’altro. Le storie finiscono per altre ragioni, finiscono perchè si esaurisce l’amore, e di sicuro non è la pancia, non è la barba lunga, non sono i capelli incolti e il vestire da frikkettone, è qualcosa che cambia negli occhi dell’altro, e a questo punto che si vada pure a cercare quello che gli piace. MASSICCI e INCAZZATI amici miei, è così che bisogna essere, tanto vedrete che la pancia andrà via perchè non mangiate più, che la barba ve la farete tutti i giorni perchè quello che vi resta è almeno piacere a voi stessi, e che diventerete splendidi con tutti perchè improvvisamente avete una voglia infinita di conoscere e farvi conoscere… e lei, comunque sia, non sarà tornata (o si… a volte succede, ma non contateci troppo).

  5. Evitare ogni processo di idealizzazione

    L’idealismo romantico, quello celebrato dai poeti, è un fenomeno tipicamente occidentale che ha fatto dell’amore una forma di religione secolare fonte di aspettative del tutto irrealistiche. E’ facile credere fortemente che il proprio amore abbia un’origine trascendente, che sia la manifestazione terrena dell’amore di Dio per le sue creature. Assecondando tale concetto, anche dopo un abbandono, ci condanniamo a prolungare la fase di sofferenza e a ritardare l’accettazione della perdita, le persone sono piene di difetti con cui spesso non riusciamo a convivere, se queste hanno preso la decisione di abbandonarci, a maggior ragione facciamo un errore nel continuare ad idealizzare un sentimento a senso unico. Ricordate che quando c’è amore corrisposto le difficoltà si affrontano insieme e mai separandosi, quindi non è che sia l’altro incapace di vedere quella luce che esiste, e per questa ragione noi dobbiamo continuare ad amare perchè così prima o poi la vedrà, l’altro ha preso una decisione magari ragionata nel tempo, ed è sbagliato crearsi l’aspettativa magica che il nostro amore possa cambiare la sua decisione, il nostro amore non cambia proprio un bel niente quando l’altro ci lascia, a meno che non vogliate accontentarvi della sua commiserazione e di parole del tipo: “voglio restare tua amica” oppure “o mio dio, perchè non riesco ad amarti, eppure sei così magnifico” o ancora peggio “sono confusa, vorrei amarti ma non riesco, se tu però avessi fatto questo, o quest’altro, forse non ti avrei lasciato”… brrrr, sentite anche voi un certo freddo lungo la schiena?
    Azione: Sebbene la soluzione possa sembrare cinica ed inaccettabile, una maniera per evitare l’idealizzazione del proprio sentimento è quella di razionalizzare i meccanismi con cui lo stesso sentimento agisce. Shopenhauer, celebre filosofo tedesco, aveva parlato dell’amore come di una sorta di meccanismo di sicurezza messo a punto dall’evoluzione per tutelare la specie dalla propria razionalità. L’amore deve quindi essere irrazionale per assicurare la procreazione e quindi la prosecuzione della specie. I nostri bambini nascono molto vulnerabili e deboli e hanno bisogno di continue cure da parte dei genitori, non è un caso che nella maggior parte delle esperienze la fase dell’innamoramento vero e proprio duri circa due o tre anni, giusto il tempo di mettere al mondo e svezzare un bambino.  L’evoluzione ci ha fornito un potente coinvolgimento emotivo che ci solleva da qualunque pensiero razionale, in modo da prendere una decisione che non è nel nostro interesse ma in quello della specie. La stessa gelosia è uno stato emotivo che può essere visto come un rimedio alle imperfezioni dell’amore, là dove il liberismo sessuale o gli stili di vita alternativi possano minare la stabilità della coppia, allora interviene la gelosia a renderci combattivi verso i nostri rivali, almeno per il tempo che serve per allevare i figli. TRISTE MA PROBABILE! Pensateci bene, o perlomeno valutate la realtà di questa possibilità, specialmente se in questo momento state pensando che il vostro amore è grande come l’amore di dio e che lei è la madonna :)

  6. Ricorrere ai familiari

    Parlare coi propri familiari, specialmente con mamma o papà, aiuta a superare più facilmente i brutti momenti, ricordate che a parte il fatto che i nostri genitori (o parenti più stretti) sono le persone che hanno più a cuore di qualsiasi altro il nostro benessere, è vero che hanno dalla loro la saggezza dell’età adulta e la capacità di sdrammatizzare stati d’animo che possono sembrarci impossibili da gestire.

  7. Vivere il qui ed ora

    Vivete sempre il presente, alla giornata, senza curarvi di ciò che accadrà domani. A volte riuscirete, altre no, ma bisogna pur sempre tentare di non pensare al domani, anche perchè, molto spesso, l’idea che avete del domani non è mai reale. Se state bene oggi non è detto che domani sarà lo stesso. Magari dopo aver letto questa guida penserete di avercela fatta, ma il meccanismo che si è innescato nella vostra mente è tale che la coerenza nei pensieri è un’opzione che non vi è concessa, ricordate che la natura tenterà comunque di farvi tornare col pensiero alla perdita perchè facciate qualcosa per recuperare (e così poter procreare ed allevare i figli :). Tenete sempre a mente che la ragione deve dominare sul cuore e lo può fare solo vivendo il presente, perchè non creandoci aspettative sul domani, allora affronteremo le giornate con la giusta energia e senza scoraggiarci.  Nei momenti difficili pensate che non dureranno, e lo stesso pensate nei momenti buoni, in questo modo riuscirete ad affrontare in maniera sana i diversi stati d’animo e sarà meno doloroso affrontarli.

  8. Evitare ogni possibilità di contatto

    Sebbene ogni attimo della giornata sia condito dall’immagine del proprio amore perduto, lasciare che questa resti nella mente è cosa molto opportuna piuttosto che andarsela a cercare nella vita vera. La sensazione che si prova quando si rivede l’oggetto del proprio amore scatena uno stato di euforia e di esaltazione, purtroppo il prezzo da pagare per questa sensazione è troppo alto se si pensa che per i successivi 2-3-7 giorni non la si vedrà più. C’è un vecchio detto: lontano dagli occhi lontano dal cuore; niente di più vero! Da valutare eventualmente il caso che sia l’altro a volerci vedere, lì la risposta varia da caso a caso, anche perchè non è da escludere che l’altro abbia avuto modo di ripensare alla sua decisione, e per l’amore che vi ha unito è giusto dare 1-10-100 possibilità di poter recuperare… però ricordate, i bla bla bla non servono a niente, se deve parlarvi per ricordare i bei momenti o per giustificarsi, beh che lo faccia davanti allo specchio, se proprio vuole parlare con voi io chiederei chiaramente l’argomento che intende approfondire, anzi, sarei ancora più diretto: se vuoi tornare con me parliamo pure, sennò possiamo stare dove siamo. Per approfondimenti consultare l’appendice dedicata ai ritorni

  9. Assecondare le occasioni di cambiamento

    La vita spesso ci mette sulla strada delle occasioni che possono aiutarci a superare i momenti difficili e a volte lo fa con una tempestività straordinaria. Queste occasioni possono presentarsi dietro il volto di una donna che ci sorride dal tavolo vicino mentre sorseggiamo la nostra birra al pub, oppure dentro un libro che atterra sotto i nostri occhi sulla vetrina di una libreria, o una canzone alla radio, o ancora la pagina Internet di un monastero che invita chi voglia fare esperienza di Dio a fare un giro da quelle parti, e ancora un’occasione di lavoro, la telefonata di un amico lontano che ci invita a passare qualche settimana dalle sue parti. Insomma, sembra che per il deluso le occasioni di cambiamento siano all’ordine del giorno, molto più di quanto non succeda durante il rapporto. Non so se questo dipende dalla predisposizione del deluso al cambiamento, cosa che lo rende più “ricettivo” alle occasioni, o ad un fenomeno soprannaturale, tuttavia si deve valutare seriamente ogni occasione e sfruttarla a proprio vantaggio. Forse non abbiamo nessuna voglia di sostituire subito la donna amata, ma la soluzione Chiodo schiaccia Chiodo è spesso un’occasione, pur sempre temporanea, di dominare il tempo (vedi primo punto) e far sì che scorra più in fretta, così come un libro che vi appassioni o un viaggio… assecondate ogni occasione, non ponete alcun limite a quello che può distrarvi.

  10. Concentrarsi su se stessi

    Non a caso questo punto è in coda a tutti gli altri. La caratteristica principale della prima fase è la sensazione di perdita dell’identità, proprio in quanto ci si è abituati a considerarla strettamente legata a quella dell’altro. Recuperare il rapporto con se stessi è qualcosa che avverrà naturalmente, col tempo. Durante i giorni trascorsi a soffrire, spesso si percepirà il senso di questa realtà, in certi momenti ci guarderemo allo specchio e cominceremo a raderci perchè la barba era davvero diventata troppo lunga, faremo una doccia, metteremo una tuta e andremo in palestra per eliminare gli effetti degli alcolici sulla pancia, cominceremo a comprare creme per le rughe, faremo cure anticaduta per i capelli… insomma, pian piano si recupera, e anche se all’inizio la costanza sarà pur sempre un’opzione, vi accorgerete presto che terrete al vostro corpo ed al vostro aspetto più di quanto non abbiate mai fatto quando stavate con lei, questi sono i primi segnali importanti di come l’essere umano sia un animale estremamente adattabile, e di come provveda (coi suo tempi) a ricostruire il prorio io interiore disgregato dalla delusione e da anni di vita di coppia.

Considerazioni finali sulla prima fase

Siete arrivati fin qui quindi le argomentazioni soprastanti hanno stuzzicato interesse e curiosità nel vostro cervello oramai stanco di sopportare il dolore. Mi rendo conto che ogni storia è diversa dalle altre ed è difficile stilare un elenco di comportamenti che possano incontrare l’approvazione di tutti, tuttavia mi preme ricordare ad ogni deluso che sebbene l’ipotesi di rinunciare al proprio amore sia davvero devastante per il “qui ed ora”, è importante mantenere la lucidità mentale ed evitare reazioni violente verso l’altro o verso se stessi, ricordate sempre che chi ha lasciato passa anche i suoi guai, spesso ripensa a quello che è stato tra di voi, ripensa al fatto che magari ha sbagliato, adesso da parte vostra un atteggiamento vittimistico è assolutamente da evitare, questi 10 punti vogliono essere una guida per evitare qualsiasi colpo di testa che vi faccia tornare dall’altro, credetemi è molto più efficace non fare nulla, se vi fa stare bene pensate che se vi ama davvero tornerà, e lo farà senza che voi abbiate in alcun modo forzato nulla, ed è quella la maniera più autentica in cui un amore può ritornare, poi sarete voi a decidere se riprendervelo o meno.

Per il momento mi fermo qui. Nel prossimo intervento toccheremo le altre due fasi, meno intense e problematiche di questo, ma altrettanto importanti per acquisire la consapevolezza di quello che si vive… la conoscenza ci rende liberi!
In bocca al lupo e siate forti!

Interventi successivi

Delusione d’amore parte seconda: la fase del transfert
Delusione d’amore parte terza: la fase del distacco

Soluzioni:

Manuale di Training Autogeno (a cura di R.d.C)

Appendici:

Fenomenologia dei ritorni
Il meccanismo dell’amore
Cos’è l’amore romantico
L’egoismo dell’amore
Distacco Totale
Repetita iuvant…
Gioco Finale
Ma noi, noi quando siamo

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Balliamo da sole: Fotografie e poesie ispirate al post


Randone – La caduta della mia stella

  • Andre

    Ciao Art, complimenti per il blog che mi è stato molto di aiuto negli
    ultimi mesi.
    La mia oramai ex ragazza con la quale stavo da quasi 6 anni, mi ha lasciato da oltre
    sei mesi.
    In questi 6 mesi è stata 3 mesi in Germania per un Corso di tedesco (subito dopo avermi
    lasciato), facendomi credere (o sperare…) che forse quando sarebbe tornata avrebbe ripensato e riflettuto sulla sua decisione.
    Da quando è tornata (oltre 3 mesi fa..) l’ho vista e ci siamo sentiti un paio di volte, dove io mi sono fatto vedere spesso rancoroso nei suoi confronti per la sua decisione che come puoi immaginare non è mutata nel mentre.
    Due settimane fa ho lasciato definitivamente perdere, mandandogli un messaggio di amore incondizianato: ovvero augurandoli il meglio per il suo futuro senza d’altro canto pretendere nulla da lei. Lei ha risposto cortesemente e dolcemente ma nulla piu.
    Ho fatto questo gesto per congedarmi “da signore”, da allora zero contatti.
    Il problema è che io sono ancora profondamente innamorato di questa ragazza e non riesco ad andare avanti. Questo perche questa ragazza mi è stata vicina anche in un momento particolare (di malattia grave) nella mia vita. Ed abbiamo condiviso altri momenti importanti di vita insieme, come la morte di suo padre.
    Io per questo la reputavo oramai la persona giusta con cui passare la mia vita. Ora davvero non riesco a farmene una Ragione. Dimmi Cosa posso fare? Consigli?
    TI ringrazio in anticipo per una risposta.
    Grazie mille.

  • Giulio Cossu

    Ciao a tutti
    Finita la relazione di 17 anni con la mia ex, ha lasciato casa e figlio di 9 anni, riprendo in mano la mia vita occupandomi al 100% del pargolo che è l’unico amore del mio essere uomo di 50 anni. Dopo circa un anno, per caso, inizio una relazione con una coetanea. Lei tre figli, dopo una settimana inizia a fantasticare una famiglia allargata nella mia grande casa con progetti vari come mettere in affitto la sua casa, donna completamente indipendente, e lavori in casa mia. La passione è a cento all’ora, i ragazzi sono serenissimi, non conviviamo ancora, ma trascorriamo tanto tempo assieme, mio figlio li chiama fratellastri ed è felice.
    Io resto un po’ con la testa sulle spalle e le dico che è presto per convivere soprattutto perché i ragazzi hanno la necessità di stabilità, lei annuisce e mi ama ancora di più. È la più bella storia d’amore che io abbia mai passato, do tutto me stesso e lei pure, divento fonte di gelosia per l’attaccamento dei figli nei miei confronti con il loro padre ( è lei a dirmelo).
    Quando siamo tutti insieme diventiamo superlativi lei dice che è merito mio io il suo. Va avanti così per un anno nel quale siamo impegnati in una battaglia legale con i nostri ex per i rispettivi figli, a dire il vero io ho una situazione più difficile a causa del fatto che mio figlio rifiuta categoricamente la madre.
    Ci supportiamo e andiamo avanti forti e felici. Ritrovo la mia verve comica passiamo giornate a ridere, cene con bocconi che si fermano in gola con i ragazzi che ritrovano il gusto di ridere e la sicurezza anche con i compagni di scuola, assumono il mio modo di prendere la vita. Dopo le risate la passione della notte, mai avuti momenti così intensi, eppure…….! È la donna della mia vita, sono e mi fa sentire l’uomo della sua vita, riprendo a scrivere poesie. Faccio l’uomo che lei non ha mai avuto, le tolgo molte incombenze nella sua casa, seguo i ragazzi a scuola, compiti ecc, lei ogni sera passata assieme mi dice grazie i suoi figli non hanno mai avuto una famiglia così, il televisore a cena resta spento, ci siamo noi tutti a raccontarci le storie. Una favola.
    Dopo un anno intenso mi trovo qui a scrivere sul divano della mia grande casa in compagnia del mio ragazzino preoccupato dell’abbassamento dell’umore del padre che ha sempre visto forte come una quercia affrontare problemi molto più gravi. Eh si, mi ha lasciato da una settimana, così come è arrivata, sono possessivo e geloso sono le sue motivazioni. Continua a dire che io voglio convivere e lei no, è irrazionale. Dice il contrario della realtà e se contraddico si arrabbia. Sta di fatto che non mi vuole più, siamo tutti tristi.
    Ieri, dopo un mio nocontact, mi manda un messaggio, ti va di fare lezione ai miei figli, ti pago però?
    Allora la chiamo, le dico che io i suoi figli li amo, non provo fatica stare con loro, ma prima avremo dovuto vederci noi, chiarire, capire cosa stava accadendo, a suo dire un’altra non c’è. Per tutta risposta mi dice che non aveva chiamato per discutere ma i figli si trovavamo bene con me, non cambiava idea, io le dicevo che era una immatura, che aveva paura di amare per il suo trascorso con gli uomini e che non avrei fatto lezione ai ragazzi perché troppo coinvolto emotivamente non sarei stato io. In seguito ho dovuto chiamare il figlio più grande 15 anni per chiedergli scusa e rinnovare il mio amore per loro praticamente come un padre, lui si è messo a piangere.
    Provo tutte le conseguenze della fase uno, sto veramente male, mi ha trovato in un periodo particolare, con un figlio e le difese alzate, le ho abbassate e son stato colpito, affondato, peggio di quando è andata via la mia ex, è vero passerà ma il tunnel lo vedo lungo. La sua frase più bella: se tutti provassero le cose che proviamo noi non ci sarebbero guerre, sei un uomo fantastico, ti amo. Seguita da una dolcissima poesia in suo onore.
    Carissimo Art secondo te ho fatto bene a rifiutare le lezioni ai ragazzi.
    Complementi per le cose che scrivi, sei grande.

  • Giulio Cossu

    Perché eliminate il mio commento, dove sbaglio?

  • Giulio Cossu

    Ciao Art
    Provo a raccontare la mia storia anche qui, viene continuamente cancellata
    Ciao a tutti
    Finita la relazione di 17 anni con la mia ex, ha lasciato casa e figlio di 9 anni, riprendo in mano la mia vita occupandomi al 100% del pargolo che è l’unico amore del mio essere uomo di 50 anni. Dopo circa un anno, per caso, inizio una relazione con una coetanea. Lei tre figli, dopo una settimana inizia a fantasticare una famiglia allargata nella mia grande casa con progetti vari come mettere in affitto la sua casa, donna completamente indipendente, e lavori in casa mia. La passione è a cento all’ora, i ragazzi sono serenissimi, non conviviamo ancora, ma trascorriamo tanto tempo assieme, mio figlio li chiama fratellastri ed è felice.
    Io resto un po’ con la testa sulle spalle e le dico che è presto per convivere soprattutto perché i ragazzi hanno la necessità di stabilità, lei annuisce e mi ama ancora di più. È la più bella storia d’amore che io abbia mai passato, do tutto me stesso e lei pure, divento fonte di gelosia per l’attaccamento dei figli nei miei confronti con il loro padre ( è lei a dirmelo).
    Quando siamo tutti insieme diventiamo superlativi lei dice che è merito mio io il suo. Va avanti così per un anno nel quale siamo impegnati in una battaglia legale con i nostri ex per i rispettivi figli, a dire il vero io ho una situazione più difficile a causa del fatto che mio figlio rifiuta categoricamente la madre.
    Ci supportiamo e andiamo avanti forti e felici. Ritrovo la mia verve comica passiamo giornate a ridere, cene con bocconi che si fermano in gola con i ragazzi che ritrovano il gusto di ridere e la sicurezza anche con i compagni di scuola, assumono il mio modo di prendere la vita. Dopo le risate la passione della notte, mai avuti momenti così intensi, eppure…….! È la donna della mia vita, sono e mi fa sentire l’uomo della sua vita, riprendo a scrivere poesie. Faccio l’uomo che lei non ha mai avuto, le tolgo molte incombenze nella sua casa, seguo i ragazzi a scuola, compiti ecc, lei ogni sera passata assieme mi dice grazie i suoi figli non hanno mai avuto una famiglia così, il televisore a cena resta spento, ci siamo noi tutti a raccontarci le storie. Una favola.
    Dopo un anno intenso mi trovo qui a scrivere sul divano della mia grande casa in compagnia del mio ragazzino preoccupato dell’abbassamento dell’umore del padre che ha sempre visto forte come una quercia affrontare problemi molto più gravi. Eh si, mi ha lasciato da una settimana, così come è arrivata, sono possessivo e geloso sono le sue motivazioni. Continua a dire che io voglio convivere e lei no, è irrazionale. Dice il contrario della realtà e se contraddico si arrabbia. Sta di fatto che non mi vuole più, siamo tutti tristi.
    Ieri, dopo un mio nocontact, mi manda un messaggio, ti va di fare lezione ai miei figli, ti pago però?
    Allora la chiamo, le dico che io i suoi figli li amo, non provo fatica stare con loro, ma prima avremo dovuto vederci noi, chiarire, capire cosa stava accadendo, a suo dire un’altra non c’è. Per tutta risposta mi dice che non aveva chiamato per discutere ma i figli si trovavamo bene con me, non cambiava idea, io le dicevo che era una immatura, che aveva paura di amare per il suo trascorso con gli uomini e che non avrei fatto lezione ai ragazzi perché troppo coinvolto emotivamente non sarei stato io. In seguito ho dovuto chiamare il figlio più grande 15 anni per chiedergli scusa e rinnovare il mio amore per loro praticamente come un padre, lui si è messo a piangere.
    Provo tutte le conseguenze della fase uno, sto veramente male, mi ha trovato in un periodo particolare, con un figlio e le difese alzate, le ho abbassate e son stato colpito, affondato, peggio di quando è andata via la mia ex, è vero passerà ma il tunnel lo vedo lungo. La sua frase più bella: se tutti provassero le cose che proviamo noi non ci sarebbero guerre, sei un uomo fantastico, ti amo. Seguita da una dolcissima poesia in suo onore.
    Carissimo Art secondo te ho fatto bene a rifiutare le lezioni ai ragazzi.
    Complementi per le cose che scrivi, sei grande.

  • daydreamer

    Ciao Art,
    Volevo raccontare la mia storia e magari avere un consiglio:

    Qualche mese fa ho conosciuto una ragazza sul lavoro, lei molto più giovane di me (io 38, lei 27) e bellissima.

    È scattata la scintilla e abbiamo cominciato a vederci di nascosto; io, per completare il quadretto, sono sposato e ho due figli.

    Ci siamo visti per circa un mese, facendo l’amore come pazzi, scrivendoci mille messaggi al giorno e vedendoci praticamente tutti i giorni, sia in ufficio che fuori.

    Lei era impazzita per me, nonostante conoscesse la mia situazione. Mi cercava continuamente, coprendomi di complimenti e attenzioni, e dopo pochissimo mi ha detto di essersi innamorata di me. Io ovviamente ci sono caduto con tutte le scarpe e ho ricambiato il suo amore, glielo ho detto e glielo ho dimostrato in tutti modi. In pratica ho perso totalmente la testa per lei.

    Alla fine di questo mese pazzesco lei va in vacanza coi suoi amici e io con la mia famiglia. Lei distrutta dalla situazione, quasi alle lacrime… I primi giorni lei mi scrive ogni due secondi e facciamo di tutto per sentirci, poi improvvisamente diventa più fredda e distaccata. Io come un coglione glielo faccio notare e lei sbotta, dicendo che non posso starle troppo addosso e che sono pesante. Da lì in avanti lei quasi sparisce, io non la assillo e ci sentiamo con messaggi di circostanza ogni due o tre giorni; questa situazione, unita al fatto che con mia moglie le cose vanno malissimo, mi fa piombare in uno stato depressivo e ossessivo, in cui controllo il telefono ogni due secondi e non riesco più a dormire nè a mangiare. Però resisto e non la cerco, aspettando che sia lei a farlo. Per il rientro avevamo programmato di andare via insieme una settimana. Io torno, lei torna e mi chiama. È molto diversa da prima, gentile ma distante: mi dice che possiamo andare via ma solo 3 giorni perché poi ha da fare, io accetto. Andiamo via per tre giorni, e lei è totalmente cambiata: mi butta lì frasi sulla differenza di età, sulla mia situazione, sul viversi il momento senza impegni, la solita solfa… però per tutto il viaggio in macchina mi coccola, mi bacia, si vede che mi desidera. Infatti appena arriviamo facciamo l’amore in modo animalesco e bellissimo. Ma subito dopo lei diventa ancora più fredda, come se il sesso l’avesse “spenta”. Infatti nei giorni successivi ha un atteggiamento molto distante, anche se gentile, come se ci fosse una barriera invisibile eretta tra di noi. La sera successiva facciamo ancora sesso ma in maniera meccanica, come se me lo concedesse controvoglia, senza nemmeno baciarci. E la terza sera invece non vuole farlo, dicendo che è stanca.

    Io ho evitato di farle qualsiasi tipo di menate e non l’ho affrontata perché temevo di peggiorare le cose, anche se onestamente la situazione mi sembra molto grave già così…

    Adesso sono disperatop e innamorato, la voglio oltre ogni cosa e non capisco perché la stia perdendo così…

  • Aldo Anzalone

    Ciao Art
    Intanto ti faccio i complimenti per l’esaustiva descrizione dei problemi che un uomo va incontro quando viene lasciato…
    Sono stato lasciato da una donna più matura di me (43 anni lei/35 io), la nostra storia dura da circa sette anni tra lascia e prendi ed altri fidanzamenti reciproci…ultimamente ci eravamo ritrovati dopo l ennesima crisi di coppia, ho sempre un po’ contesto il suo modo di vestirsi e in occasione di una gita fuori porta al mare lei ha indossato un paio di tacchi rossi piuttosto fuori logo e dir poco eleganti, questo mio disappunto ha scatenato in lei un forte reazione negativa, dopo che siamo tornati a casa mi ha detto che per lei sarebbe finita quella sera li…inoltre ha ripreso a frequentare un ragazzo che avevo conosciuto durante la nostra ultima crisi…mi sento perso senza di lei! Sapere che lui la possa abbracciare mi rende disperato.

    • Art

      Ciao Aldo
      Una relazione sentimentale non può dirsi del tutto sana se in mezzo ci sono separazioni e relazioni con altre… qualcosa nel frattempo inevitabilmente si spezza, probabilmente la fiducia che le cose possano diventare serie. Il fatto che lei attui degli atteggiamenti che ti fanno incazzare e che tu reagisca è il segnale di un’insoddisfazione generale che non trova altre strade se non quelle della provocazione reciproca… in altre parole, entrambi mettete in atto quelle condizioni che vi portano a separarvi.. lei si veste in maniera provocante sapendo che la cosa non ti piace e tu stesso, anzichè passarci sopra, ne fai l’ennesima questione. Sai Aldo, io credo che un vero rapporto è fatto di fiducia reciproca, serenità nello stare insieme e soprattutto accettazione delle differenze dell’altro… se tutto questo non c’è allora potrebbe essere solo un’ossessione… che ne pensi?

      • Aldo

        Grazie Art…se dovessi tornare con lei sicuramente cambierei atteggiamento!abbiamo ripreso a sentirci tramite sms e vederci anche qualche sera andando oltre la semplice uscita…nel frattempo si è mollata con quell’altro…non so cosa aspetti a lasciarsi andare completamente, non la vedo convinta…come se avesse paura dell’ennesima delusione. Durante le volte che siamo usciti insieme siamo stati benissimo! Comunque adesso sto molto meglio, ho preso consapevolezza di tutta la situazione per cui accetterò qualsiasi decisione…

  • Art

    CIao Betty
    Anzitutto scusa il ritardo nella risposta… mi era sfuggito questo tuo intervento.
    Non ti nego che quello che ti è successo capita molto frequentemente, alcune persone sembra che non riescano ad affrontare dei cambiamenti importanti e per questo scappano.
    Possono esserci molteplici motivi dietro la sua scelta, in ogni caso a te adesso tocca rialzarti e andare avanti… probabilmente lui tornerà a farsi sentire, forse ti supplicherà di perdonarlo… tu fai le tue scelte in serenità e tieni sempre presente una cosa: comunque ne uscirai, probabilmente anche più forte, troverai un’altra persona che probabilmente meriterai di più.
    Adesso cerca di sospendere il giudizio, serve davvero a poco, l’evento è troppo recente e fresco per poter trarre conclusioni.
    Ti auguro comunque che le cose possano aggiustarsi e che il suo sia stato solo un attacco di fifa acuta (magari in questo momento state nuovamente pianificando le nozze) :))

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