Prologo

E’ passato ormai parecchio tempo dalla prima versione del Mondo di Art, a volte mi sembra di rivedere quel pagliaccetto animato che sorrideva nello splash screen della versione 1.0… ma preferisco sorvolare su temi nostalgici e concentrarmi sul presente: finalmente ho trovato tempo e modi per aggiornare questo blog alla nuova interfaccia grafica  nonchè revisionare la pagina dell’autore dei percorsi mentali e materiali qui presenti, e cioè me medesimo.

Inizialmente questo blog doveva essere un’estensione semplificata del mio sito vero e proprio (se volete date un’occhiata cliccando qui), una sorta di clone “light” delle sole aree dedicate al blog che nel sito ufficiale erano relegate ad un’agenda passata allo scanner e appiccicata su di uno sfondo improbabile.

Oggi il clone è diventato il sito ufficiale a tutti gli effetti, mentre l’altro un dolce ricordo del passato. La tecnologia va avanti, le informazioni erano diventate troppe, non potevo rimanere ancorato a schemi di navigazione difficili da utilizzare e scarsamente interattivi.

… e adesso qualcosa su di me…

Antefatto

il mio involucro mortale è venuto alla luce nel 1972 (da qui estraete pure la mia età corrente) e da allora ho fatto innumerevoli cose…

parentesi (chi, per ragioni di lavoro o per semplice curiosità, volesse visualizzare l’estratto delle mie esperienze professionali può cliccare qui o raggiungere il mio porfolio personale.)

Non è un mistero per nessuno che riuscire a sopravvivere in questa società è un fattore legato principalmente al lavoro, ed è per questa ragione che ho sempre cercato un compromesso (organizzato malamente) tra l’impegno da dedicare alla ricerca del denaro e quello da destinare alle produzioni squisitamente personali (spesso senza scopo di lucro).
Ed è così che, zoppicando e brontolando, ho percorso questa attività di grafico, video editor, tecnico del suono, formatore per le scuole, mago del computer parallelamente, grazie al dono dell’ubiquità,  a quella di musicista, compositore, poeta e scrittore… e che katz, avessi fatto bene anche solo una cosa adesso non avrei l’inquietante spettro del precariato ad alitarmi sulla faccia.

Allora… per le mie attività professionali vi rimando al sito del porfolio, per quelle musicali a quello della band, per i lavori video ai miei canali youtube ufficiali, qui e qui, il resto lo trovate sparso qua e là.

Il mondo di Art

Il mondo di Art è nato in un negozietto dove vendevo computer, la mia gavetta iniziatica a quello che sarebbe poi stato il mio strumento principale di lavoro. Sin dagli esordi ho sempre sottotitolato quello che cominciava a diventare un vero e proprio vagone di parole con la frase:

ho sognato di vedere il mondo come fanno le fate, e lì ho scoperto che bastava farmene uno tutto mio, come hanno fatto le fate

Se dovessi interpretare le mie parole, avrei difficoltà a trovarvi un significato che possa resistere all’impietoso incedere del tempo che scombina sempre ogni certezza; un tempo mi piaceva attribuire il pensiero ad una proiezione magica della mia interiorità, oggi lo interpreto più crudamente e con autocritica, e cioè che in fondo il mondo delle fate è solo una fuga da quello vero che fa un pò spavento, e da qui l’immagine che mi porto dietro da anni, quella con la maschera antigas.

La coerenza è di sicuro una qualità che non mi è mai appartenuta, ed oggi ne sono consapevole più che mai, quindi trovo inutile continuare su questo argomento… prendetela come una speculazione giovanile e non se ne parla più.

Un’altra frase che ho sempre associato al Mondo di Art è questa: in eterno conflitto tra ragione ed emozione. Beh, su questa fortunatamente non c’è molto da interpretare, in fondo conferma quando detto sulla coerenza: le parole del cuore e quelle della mente fanno un gran casino in testa, a seconda di chi è più forte ognuno è più o meno pazzo o noioso.

Adesso mi piacerebbe fare un pò di storia del portale… seguitemi:

c ‘era una volta…


Il mondo di Art ver 10.1

Il file di questo sito è datato 2007, il numero di versione (10.1) sottolinea quante volte sia cambiato (per ogni numero intero la modifica era strutturale, per ogni frazione invece si trattava solo di rifiniture), insomma almeno una volta l’anno ci mettevo mano dedicandogli minimo una settimana con impegno notturno a causa del fatto che di giorno mi toccava lavorare. Ricordo anche le cazziate dei miei colleghi per i miei continui ritardo in ufficio, ma avevo sempre la scusa pronta: sono al lavoro sul Mondo di Art (o almeno, la scusa ce l’avevo solo per me).

Da quattro anni è rimasto bloccato alla 10.1, e non so se questo sia dovuto all’avvento del Web 2.0, che definirebbe questo polpettone con navigazione orizzontale un sito oramai antiquato per la scarsissima usabilità, o se non sia io che per pigrizia o per mancanza di nuovi stimoli creativi abbia deciso di concentrarmi più su questo blog che sulla difficile elaborazione del mio presente sotto forma di immagini. Difatti ogni versione de Il mondo di Art ha sempre rispecchiato il mio stato d’animo del periodo, nell’immagine in alto ad esempio, oltre al fondo del mio amico pittore Franco Cilia, autore tral’altro di quasi tutte le immagini dei libretti di Randone, sulla destra si vede una sfera su di un promontorio, fotografia del viaggio a Capo Nord fatto col secco (alias prof. somarelli, alias Livio) proprio in quell’anno, oltre a dipinti di Munch e Van Gogh sparsi qua e là, testimonianze delle mie visite al museo di Munch ad Oslo, e di Van Gogh ad Amsterdam, e ancora l’ipod sorretto dalle mani di pietra, un regalo di quel periodo che mi portavo sempre dietro, la faccia con gli occhi chiusi fotografata al museo delle cere di Amsterdam. Insomma, il mio 2007.


Il mondo di Art ver 9.0

La versione precedente, la 9.0, mi fa venire in mente il periodo in cui mi divertivo ed ero pieno di amici. Quella figura inquietante con la maschera antigas sono io, si tratta di una foto scattata dal mio grande amico Fabio che ricorre più volte, così come l’albero sulla destra che evoca quel piccolo ramo che dominava sul presepe dei Troll della mia stanzetta a Ragusa battezzato Albero dei ricordi, sul quale appunto appendevo oggetti donati da persone che erano contate molto. A differenza della versione precedente, in cui a dominare era un colore unico, qui i colori sono molto variegati, insomma si trattava di quella classica fase della vita che va dai 30 ai 35 anni in cui credi di stare al meglio sia come energia fisica che come energia mentale.


Il mondo di Art ver 8.3

Nella versione 8 era appena uscito Hybla, mi sentivo molto vicino alla mia terra e soprattutto alla mia band con cui stavamo condividendo una bella esperienza di vita. Appesi ad un tubo ci sono proprio loro, I Randone, più avanti Riccardo appoggiato ad un’insegna di Senso Unico (chissà cosa voleva significare :), Livio e Marco più indietro, e poi quel contadino appoggiato al carretto, una bellissima foto di Leone utilizzata nel booklet di Hybla, così come la pietra a sinistra, scolpita dal maestro Cilia, che mi ha subito fatto pensare a quei tempi seppelliti dal terremoto del 1693.

Andando indietro nel mio archivio scopro che la versione 7 è sparita… probabilmente sarà stata colpa della famigerata autodistruzione del mio storico hard disk IBM, cosa che mi ha convertito presto ad una filosofia “cloud” e cioè: tutti i dati importanti devono stare sui server.

L’ultima versione tra le mie mani è la sesta, tra tutte la più cupa, eredità di una mia adolescenza piuttosto turbolenta, piena di nichilismo e voglia di soffrire per creare, che mi sono portato dietro per un bel pò e che grazie al cielo mi ha permesso di realizzare due tra gli album di cui sono molto fiero: Morte di un amore e Nuvole di ieri.



Il mondo di Art ver 6

Nel portalone ci sono tante belle foto di Fabio: i due ragazzi su uno scorcio di cielo meditano su chi o cosa sia quella figura che si intravede, un uomo dorme abbandonato sulla poltrona mentre sul televisore un uomo gli racconta qualcosa, nel frattempo sputano fiamme da dietro mentre il vecchio alla finestra medita sul tramonto della propria vita. Da dietro la casa spuntano ancora i Randone e alla finestra ci sono io con la chitarra, probabilmente sto cantando proprio La casa maledetta (Nuvole di Ieri, 2004).

Se ci fate caso, in ognuna delle versione de Il Mondo di Art c’è una versione sempre diversa di agenda. Si tratta dei miei vecchi diari di cui ho scansionato le pagine rimaste vuote. Ecco, quello che adesso è protagonista di tutto il sito, un tempo era relegato su quell’agenda… chiaramente non esisteva possibilità di navigare tra categorie, post correlati, archivio per anno, mese, giorno… per andare al 2002 dovevi fare click almeno 187 volte.

Di tutto quello che c’è stato prima non ho più niente. Anche la memoria non mi aiuta (per questo si salva tutto sul server, ricordatevelo, gli hard disk possono rompersi).

Qui in basso altri residuati storici:

Mi dispiace solo di aver perduto tante cose, specialmente quelle del millennio scorso.

Present Time

Oggi, in questo portale, troverete tutto quello che mi passa o mi passava per la mente: musica che ho fatto e che ascolto, romanzi, racconti, fiabe, poesie, pensieri, idee, il tutto indissolubilmente legato alla logica delle fate, un mondo sepolto nella nostra interiorità che costruiamo e distruggiamo ogni giorno.

A proposito di fate, credo che di tanto in tanto bisognerebbe fare un esercizio, e cioè credere alla magia che abbiamo intorno, come quando eravamo piccoli: che ne so, passare qualche giorno a convincersi che Babbo Natale esista o che le leggende dei Troll in Norvegia non siano un’invenzione. Anche se è passato molto tempo, ricordo ancora le emozioni di quand’ero piccolo, protetto in una robusta campana di vetro che simulava un mondo variegato e pieno di entusiasmo…

Ogni tanto passo qualche ora a rileggere quello che scrivevo e mi rendo conto di come non abbia fatto altro, per indole personale, che guardarmi dentro. Di sicuro non ho trovato verità oggettive ma squisitamente personali. Qualcuno le condividerà, qualcuno no, ma la ragione di tutta quest’accozzaglia di immagini, suoni e scritti è quella che sia nato allo scopo di essere condivisa. L’ho sempre fatto senza pudore, ricordo che una volta mio padre mi disse che era sbagliato perchè qualcuno poteva andarsene in depressione a leggere le mie cose… forse aveva ragione, infatti alcune cose che scrivevo da adolescente le evito accuratamente, di sicuro scrivere mi ha aiutato ad esorcizzare ogni paura che poteva sedimentare e trasformarsi in follia, così come leggere gli altrui pensieri mi ha aiutato a comprendere le paure che non vedevo come tali… c’è tanto da imparare dal mondo, io prendo e cerco di dare un contribuito, questo mi rende sereno ed instancabile.

Grazie per essere arrivati fin qui, un abbraccio forte e buona navigazione in queste acque.
Art