Ciao gioia!

9 Febbraio 2024
1 minuto di lettura

Inizialmente non volevo scrivere nulla su di te, nonna. Perché mi è sempre sembrato riduttivo ricordare qualcuno che non c’è più con poche parole, perché ho sempre creduto che certi sentimenti vanno tenuti per sé e perché esternare certe cose mi è sempre sembrata (anche) una manifestazione del proprio ego.

Queste ragioni sono tutte validissime, eppure mi ritrovo a scrivere di te, perché voglio ricordarti come meriti.

Quante persone, nonna, vivono cercando di conseguire i più vari traguardi? C’è quest’esigenza diffusa di realizzare qualcosa di importante, di raggiungere una certa posizione, di dimostrare qualcosa (cosa, e a chi?), come se non concludere niente di che equivalesse a non essere niente di che, a essere banale.

A te credo che di realizzare qualcosa di importante non sia mai fregato nulla, nonna. Eppure qualcosa di importante l’hai fatto, e riguarda la cosa a cui hai sempre tenuto di più: prenderti cura dei tuoi cari. L’hai fatto meravigliosamente.

Sei stata una nonna e una persona meravigliosa. Avevi sempre il sorriso sulle labbra e ridevi sempre. La tua priorità era fare felici le persone a cui volevi bene, e facevi di tutto per riuscirci. La tua presenza portava gioia e allegria (oltre che buon mangiare, hai smesso di cucinare solo in tardissima età).

Io, di contro, non sono stato un buon nipote, non sono venuto a trovarti spesso come avresti meritato. Preso dai miei problemi, dalle mie ansie e da molte (troppe) cose di secondaria rilevanza non ho dato il giusto peso a molte cose importanti, e una di queste eri tu, una parte bellissima della mia vita. “Uno di questi giorni andrò a trovare la nonna” pensavo sempre, ma poi venivo di rado. Adesso la nonna non posso andare a trovarla più. In quella casa non ci sei più tu, con quel tuo sorriso, quei tuoi occhi azzurri, quella tua gioia di accogliermi e di farmi stare bene e quella premura che continuavi ad avere anche alla veneranda età di 100 anni. Mi manchi tantissimo. Tante volte diamo per scontato ciò che abbiamo e ci rendiamo conto della sua importanza solo quando lo perdiamo.

Mi piace immaginare che c’era il nonno ad accoglierti dall’altra parte. “Ninetta, quanto mi hai fatto aspettare!”. E accanto a lui tutte le altre persone che ti hanno voluto bene. Spero con tutto il mio cuore di rivederti anch’io un giorno, nonnina, in un’altra vita.

Quando lasciavo casa tua dopo essere venuto a trovarti ti alzavi e mi seguivi fino all’uscio, dove ti fermavi e, con un sorriso e salutando con la mano, continuavi a ripetere “Ciao gioia!” fin quando non sparivo giù per le scale. Ciao, nonna. E’ questo ricordo quello che voglio considerare il nostro ultimo saluto, non il triste addio che ti ho dato quando eri gelida in quella bara.

tuo nipote Gianco

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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