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Storia di un impiegato

Quando ebbi la ventura di entrare in banca, nel lontano 1964, appena ventiquattrenne, ciò che mi colpì immediatamente fu quella che mi sembrò una eccessiva frenesia nei ritmi di lavoro, specie se paragonata ai tempi che avevo rilevato in altra tipologia di lavoratori, che sinteticamente potremmo definire appartenenti al settore pubblico. Non passò molto tempo, ed ebbi modo di… Continua a leggere

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Anatheóresis parte 2: il sorriso di mamma

– Respira e chiudi gli occhi. Hai davanti un fortino, sai descrivermi com’è fatto? Si, è davanti a me, sembra una fabbrica, ci sono due ciminiere che svettano alte nel cielo ed è costruito con dei mattoncini rossicci, come quelli romani. – Guardati intorno, dimmi cosa vedi C’è solo desolazione e silenzio, è un deserto,… Continua a leggere

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Anatheóresis parte 1: l’armatura.

– Respira, cosa vedi? Una donna. – Cosa sta facendo? Ha una mano sul mio petto. – Come ti fa sentire? Voglio andare via. – Ecco, adesso tocco la tua fronte et voilà, lei è sparita… cosa vedi? La mano. – A chi appartiene? A nessuno, è una mano mozzata. – Com’è fatta? E’ tagliata… Continua a leggere

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Cronache dal centro chiamate

– Buonasera sono un uomo di Media-Età, CC220872, come posso esserle utile? – Salve sono un vostro iscritto, Codice Cervello Emc2666, sto sperimentando difficoltà nel ricevere le facoltà di mestiere – Gentile iscritto, ha modo di accedere al suo impianto di ricezione per verificare la copertura dei nostri ripetitori? – Certo, mi aspetta un attimo,… Continua a leggere

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Osvaldo

Osvaldo è un uomo come tanti, si alza la mattina alle 8, prepara la colazione, prende il caffè al bar giusto per dare un’occhiata alle notizie del giorno, poi si immerge nelle sue otto ore di lavoro. Il pranzo in ufficio è l’unico momento di serena convivialità che la vita concede ad Osvaldo, alle sue… Continua a leggere

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Angeli caduti

Non c’è altro che possa fare se non starmene seduta qui, davanti a questa parete marrone, nella vana ricerca di un significato del bene e del male, con la speranza che un domani il significato di ODIO e AMORE, di CAOS e ORDINE, di GIUSTIZIA ed INGIUSTIZIA non sia così razionalmente determinato e che anch’io,… Continua a leggere

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il pezzente

Questa notte mi è ostile, gli schiamazzi di certa gioventù hanno costretto il sonno a fuggire e così ho raccolto i miei quattro stracci, li ho indossati, e sono sceso dabbasso per vedere se potevo fare qualcosa per far cessare il rumore.Scendendo le scale del fatiscente palazzo ove dimoro, mi sono accorto di quanto puzzassi,… Continua a leggere

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L’uomo che cessò di sentire

Cover: Old man di Inesa Kayuta Erano passati 3, forse 4 anni, neanche lui sapeva dirlo con esattezza. Mi sono trovato nella sua modesta casa, seduto su di un altrettanto modesto divano tutto scassato, a contemplare bellissimi quadri alle pareti, c’erano fotografie sparse per ogni dove e statuette di legno di fattura africana occupavano ogni… Continua a leggere

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L’uomo che parlava da solo

Oggi, passeggiando per il mercato in fondo alla Via Pacini ho incrociato un uomo che parlava ad alta voce con sè stesso. Tra bancherelle di verdure e frutta, mischiato al chiaccherio concitato della gente, le sue parole: che pace, qui l’uomo ha raggiunto la sua origine, e chi sono io!? Incuriosito decisi di seguirlo, con… Continua a leggere

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