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affari di casa nostra

Cofferati? Criminalizziamolo!

Qualche anno fa, quando era in voga la concertazione -che sembrava la panacea ai mali dei lavoratori e degli imprenditori, la quadratura del cerchio, la fine della lotta di classe – nessuno aveva paura di Cofferati. Anzi!

Solo alcuni irriducibili “compagni” gli attribuivano una sorta di tradimento della classe operaia. Sì, perché la concertazione riduceva i lavoratori a entrare nell’ottica degli interessi padronali e di misurare i propri bisogni alle necessità del profitto (competitività) dei “padroni”, così ancora chiamati con terminologia decrepita dai critici di Cofferati.

Oggi sembra che il Cavaliere si sia detto:

” ma cosa m’importa della concertazione?! Ho la maggioranza in parlamento: decido come mi pare. Questo voleva dire fare tout-court – senza mediazioni sindacali – gli interessi padronali, spronato anche com’è, tutti i santi giorni, dalla Confindustria, mai contenta dei profitti incassati per merito delle nuove dinamiche salariali (stagnanti, indiscutibili, al ribasso, co-co-co e quant’altro).

Solo che, secondo il famoso detto del “fare i conti senza l’oste”, Cofferati-oste non c’è stato a non contare più nulla, all’emarginazione del Sindacato dalle trattative e all’estromissione di se medesimo.

E che cosa?! Il sindacato non conta nulla? Ma scherziamo ?!

Appena si dà il destro (e che destro, quasi un “sinistro”!) con la ventilata abolizione dell’articolo 18, l’oste si scatena e presenta il conto: 3 milioni di lavoratori in piazza.

Fini , più furbo e scafato com’è, avrebbe fatto meglio: avrebbe magari fatto finta di stralciare quel maledetto articolo per poi tirarlo fuori quando le piazze si fossero calmate. Il Cavaliere, si sa, è impaziente e – diciamola tutta – prepotente, del tipo “ghe pensi mi”. Furbo è furbo, però. E’ riuscito a trascinare dalla sua, anche se con una certa fatica, gli altri due sindacati, Cisl e Uil, che non si sa come, ossia per quali interessi politici o personali, hanno mollato con mille cincischiate: “prima si contratta e poi si rompe” e “vediamo cosa ha da dire il Cavaliere”, ecc. Si sa che tanti lavoratori Cisl scioperano insieme alla Cgil, ma la TV non lo dice, omologata com’è ormai al pensiero unico del Cavaliere e dei suoi alleati.

Il centro-sinistra cincischia anche lui, tra i mille distinguo nei fatti, mascherati da dichiarazioni di principio del “bello” (Rutelli) e dei “bruttini” (Ds, ecc.), “l’articolo 18 è un diritto inalienabile” … ma poi non li vedi chiaramente schierati per la sua difesa.

Bertinotti, invece, ha preso su la sua erre moscia e si è buttato a capofitto: ah si’? vuoi levare l’articolo 18?! Allora io lo chiedo per tutti i lavoratori, delle piccole fabbriche e non. E, del resto, come dargli torto? Se è un diritto inalienabile, perché non deve essere esteso a tutti?

Provate voi a non avere alcuna sicurezza … un futuro nebuloso, basato sui fondi pensione (navigano in borsa, chi ci capisce?) o risparmi impossibili, mentre il carovita aumenta a suon di euro! E chi si puù sposare, pensare ai bambini …

– E chi se ne frega?! – pensa il Cavaliere – se non ce la fate voi a ripopolare l’Italia, abbiamo tanti robusti e validi giovanotti stranieri! Solo che poi anche questi non sono così sprovveduti: poveri sì, ma non fessi. E se si svegliano i cinesi? Sono migliaia e migliaia; se si mettono a uscire dalle cantine dove sono ammassati come schiavi… non ci scordiamo che hanno fatto una rivoluzione! In ogni caso, nelle manifestazioni le macchie nere e di altri colori aumentano visibilmente; gli extracomunitari non sempre se ne stanno zitti e buoni, alle manifestazioni ci vanno e come! E poi non dimentichiamoci di Bossi che li vede come fumo negli occhi. Per fortuna che lui può anche tornare comodo, nessuno ce la mette tanto a renderli sempre più precari (dunque meno pericolosi) con la sua legge Bossi-Fini.

In ogni caso, le cose non vanno poi così lisce, come si poteva pensare. Grattacapi non ne mancano:

da una parte i lavoratori con Cofferati, dall’altra i poliziotti che hanno inventato i pretesti per occupare la scuola Diaz a Genova (vero e proprio sopruso incostituzionale). Dopo Napoli, non ci voleva!

Sul fronte economico c’è la recessione che avanza con fare gamberesco – due giorni avanti, uno indietro – … Insomma, ce n’è da fare!

Meno male che c’è stata quella bella vacanza del G8 nelle montagne impervie del Canada! Purtroppo non si è potuta esibire la ricchezza dei partecipanti, asserragliati nella tristezza delle rocce, sorvolati, circondati, insomma assediati dai militari; nessun sorriso da sfoggiare, nessun bagno di folla. E che c… Quasi quasi è meglio davvero una video-conferenza. Almeno uno può starsene in pantofole comodamente seduto alla sua scrivania (non pensate sempre male, non state adesso a ricordare Mónica Lewintsky. Che diamine, siamo padri di famiglia!)

Comunque, quel Cofferati lì è un bel fastidio. Ci vorrebbe un’idea, che so, qualcosa per insudiciarlo, per renderlo sospetto… Ma … sì … criminalizziamolo!
– Pronto? Scusa un poco, pensavo, non ci sono quelle lettere del povero professor Biagi … ? Non si potrebbero far arrivare a qualcuno, infilarci una frase contro Cofferati…? Fatemi il piacere: imbastitemi una storia credibile. Mettete in mezzo qualche giornale, un quotidiano importante … Insomma, non posso mica pensare a tutto io! Con quello che vi pago! –

– E lei crede davvero che gli Italiani ci caschino?! Che credano a un’implicazione di Cofferati con le BR? –

_ Beh sì, io penso di sì. Finora se ne sono bevute tante… –

– Questa però è davvero troppo grossa! –

– Voi fate bene le cose, poi si vedrà! –

– Agli ordini, Cavaliere! –

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