Quando finisce una storia…

2 minuti di lettura
3
Leggi

…è impossibile cominciarne subito un’altra e pensare che possa diventare altrettanto importante.

L’abbandonato dovrà sempre prendersi il tempo necessario per smaltire la delusione ed azzerare il proprio “contatore emotivo”. In caso contrario, il destino della nuova storia è già scritto in partenza: essa finirà in tempi comunque più o meno brevi.

Beh…io non sono d’accordo. O almeno non completamente. Credo, infatti, non si tratti di una regola inviolabile. Generalizzare è sempre un errore…e leggendo alcune storie su questo blog me ne sono convinto ancora di più.

Come ho già avuto modo di scrivere in altre occasioni, ritengo che le “condizioni al contorno” (lontananza fisica, storie precedenti, “muri” psicologici, ecc.) per una storia che sta nascendo possano essere sicuramente più o meno condizionanti il prosieguo della relazione, ma non necessariamente determinanti.

A me piace pensare che, alla lunga, più di ogni cosa contino le persone coinvolte: il nuovo rapporto può anche cominciare sotto i peggiori auspici e con minore convinzione da parte di uno dei due, ma se le persone sono quelle “ad hoc” sapranno sempre, con pazienza e a tempo debito, superare i blocchi psicologici ed emotivi che persistono per arrivare ad esaltare e vivere appieno la nuova relazione. Voglio dire, cioè, che la fine di una storia è sancita, in questo caso, non necessariamente dall’incombente preesistenza di “fattori esterni”, ma piuttosto dal fatto che il fresco deluso semplicemente non ha reputato il nuovo partner alla sua “altezza”; o, capovolgendo il discorso, che il nuovo partner non è stato evidentemente capace di “incidere” in modo deciso se stesso nell’animo dell’altro. E non c’è necessità di adoperare ulteriore dietrologia. Del resto, sussistono molti esempi di storie cominciate, per queste ragioni, in sordina e poi decollate nel tempo senza alcun problema…

Non è mia intenzione “ridurre” la tematica in oggetto ad una visione univoca o eccessivamente sintetica (per carità!…finirei col ricadere io stesso nella “trappola” delle generalizzazioni), tuttavia, gradirei poter giungere a qualche conclusione che possa considerarsi almeno timidamente fondata. Ultimamente discuto molto con gli amici su questo argomento: ne sono personalmente coinvolto e…mi piacerebbe ascoltare anche altre campane.

Un saluto a tutti.

3 Commenti

  1. Ciao Delirium… io parlo sempre in senso generale, è naturale che se lo senti devi proseguire sereno… fortunatamente le regole, in amore, valgono solo per liberarsene :=)

  2. Nico…allora sei anche tu del parere che io sia semplicemente capitato nel momento sbagliato. Mah…che posso dirti…se è davvero così non mi fa per niente piacere: ti viene da pensare che ci si sarebbe potuti semplicemente incontrare in circostanze differenti e che, magari, tutto sarebbe potuto andare in maniera diversa. Una cosa è certa: o mi decido ad andare oltre…o fra un pò mi fregherò il cervello da solo.
    Un abbraccio anche a te.

  3. Ciao Delirium. Sono daccordo su quanto da te scritto anche se ritengo questa possibilità molto bassa. Come già scritto nella parte relativa al trasfert, il rischio principale è quello di cercarsi una persona simile a chi ci ha lasciati aspettandoci che sia del tutto uguale. Al di là del fatto che una uguale non la si troverà mai, il cervello del deluso crea una considerevole limitazione al parco “partner disponibili”. A questo si aggiunga lo stato di forte emotività in chi è stato appena lasciato, a meno di non trovare una persona nelle stesse condizioni e con la voglia di sollevarsi (a me è successo), anche questo ritengo scateni una serie di meccanismi non naturali che fiaccano pesantemente la spontaneità del fenomeno innamoramento… a mio parere il vero innamoramento deve arrivare quando non cerchiamo più nessuno, quando siamo in pace con noi stessi e col mondo… il vero amore nasce quando non sussiste più il bisogno “egoistico” di coprire un vuoto… provo a fare un esempio: quando ti svegli nel cuore della notte e hai una dannatissima fame, allora apri il frigo e ti mangi due schifezze (che ti sembrano buonissime) per poi tornare a dormire, al contrario, quando il desiderio di mangiare non è così impellente, trovi del tempo per cercare le cose che ti vanno di più, perdi un attimo di tempo in più davanti ai fornelli, ti siedi a tavola e ti gusti il tuo pranzo, e questa volta sei in grado di capire se ti sei cucinato una schifezza o al contrario una prelibatezza… ecco, così credo che funzioni l’innamoramento, puoi sì innamorarti appena si chiude una storia, però non avrai mai la sicurezza che quella persona sia quella giusta perchè quel tipo di innamoramento scaturisce da un bisogno.. poi puoi anche avere culo e trovare la donna della tua vita, valutiamo insieme quante sono le probabilità che accada con tutti i condizionamenti che ci sono in mezzo.
    Un abbraccio e grazie di questo tuo post
    nicola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

La cura

Prossimo articolo

Delusione d’amore parte terza: la fase del distacco

Le ultime da Le vostre storie

Default thumbnail

mille parole

Vorrei scrivere mille parole e cercare in ognuna di essere una spiegazione