Equinozio d’autunno

22 Settembre 2025
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4 minuti di lettura

Cari Santiago ed Edoardo,

il vostro vecchio, un tempo, scriveva pensando a un pubblico che potesse essere interessato alla sua visione del mondo: persone che comunque avessero la pazienza di andare oltre sei righe di testo. Era prima che arrivassero i social ciuccia-vita e spacca-meningi (spero davvero che, quando sarete adolescenti, siano solo un katz di ricordo morto e sepolto) che non ti permettono di metabolizzare nulla perché subito dopo il video di un ministro dell’estero che afferma che il diritto internazionale c’è, ma fino ad un certo punto, appare il video di una scimmia che fuma col culo.

Oggi non credo di avere più qualcosa da dire al mondo o forse semplicemente ho perso la motivazione di farlo perché di questi tempi sembra davvero impossibile poter fare la differenza e cambiare le cose. Ogni discussione con chi la pensa diversamente finisce in un’arena da stadio: tifo cieco, come provare a convincere un interista a tifare Juve.

Un tempo scrivere su un blog aveva un altro peso. Noi, internauti della prima generazione, cercavamo avidamente le parole di uno sconosciuto dall’altra parte del mondo. Ci affascinava il signor Nessuno che offriva uno sguardo diverso dal nostro, capace di aprire spiragli inattesi sulla realtà. Oggi quell’incanto sembra svanito, anche perché il politicamente corretto è preferibile visto che bisogna piacere al maggior numero possibile di persone (sapete, i clic sono più importanti di un pensiero onesto). E poi… era bello discutere con persone che potevano anche cambiare la loro idea perchè li convincevi… e naturalmente il contrario!

Per questo e per altri motivi, se prima scrivevo per gli altri, adesso lo facciosolo per voi. “Lettere per mio figlio” è la più giovane tra le categorie del mio blog e probabilmente diventerà la più battuta negli anni a venire.

Oggi è l’equinozio d’autunno, un giorno particolare perché, per via della posizione del Sole, luce e oscurità hanno la stessa durata: da domani il buio comincerà a prevalere un po’ di più sulla nostra terra.

Trovo sublime fantasticare su come sarebbero le nostre vite se anche l’animo umano si trovasse in equilibrio tra luce e oscurità. Non un santo né un tiranno: un equinozio del cuore, si potrebbe dire. Ma come tante delle cose che ho pensato da giovane, anche questa è un’utopia, perché troppo spesso le persone seguano la loro parte bestiale, conservativa e ansiosa, invece di quella che ci rende umani: capaci di accogliere, aiutare, empatizzare col dolore altrui. Si trovano insomma spessissimo sbilanciati verso la parte degli stronzi che su quella dei santi, un perfetto equilibrio sarebbe decisamente meglio.

Perchè vi dico questo?! Qualche giorno fa ho letto un articolaccio su Facebook (lo chiamo ancora così, perché “Meta” è un nome troppo presuntuoso) di un giornale locale. Si parlava di una grande operazione di polizia per la “pulizia” del centro: sequestrata qualche canna e trovata gente che occupava stabili senza contratto. Ho fatto l’errore di leggere i commenti e mi sono vergognato di ciò che leggevo. L’articolo non parlava affatto di bande di spacciatori extracomunitari, ma di poveri disgraziati senza contratto. Eppure la gente, accecata dal tema caldo, si è scatenata: “mandateli a casa”, “hanno rovinato le passeggiate in centro” (dove poi nessuno va più), “se avessero beccato me con una canna…”. Come se si fossero fermati solo al titolo.

Se in un futuro qualcuno giudicasse la nostra epoca da quelle parole, penserebbe a noi come noi pensiamo di chi bruciava le streghe.

Che i giornali cerchino solo clic è cosa nota, e quindi l’intento non era certo quello di dare una notizia (che comunque aveva una valenza relativa visto che l’operazione si è conclusa con un nulla di fatto), ma è inaccettabile che le persone si sentano libere di commentare come fascisti della peggior specie. È vergognoso che, nonostante il nostro livello di civiltà, l’Italia (e forse il mondo intero) sia di nuovo piena di razzisti incapaci di provare il minimo di empatia.

L’empatia, come ricorda Goleman, è nel nostro cervello primordiale: ci aiutava a stare insieme contro i predatori. Meglio uniti che soli, giusto? Se tiri pietre al tuo prossimo quando sta male, non aspettarti che lui curi le tue ferite quando toccherà a te. Il fascista stronzo invece non è in grado di vedere il prossimo come un “tu”, ma solo come un “esso che rompe i coglioni”.

E questa disumanizzazione, questa incapacità di vedere l’altro, la ritrovo oggi, amplificata un milione di volte, nella tragedia che più di ogni altra mi toglie il sonno.

GAZA… GAZA… GAZA.

Quello che succede lì mi fa uscire di testa. Da decenni il cosiddetto mondo libero ci racconta che è giusto proteggere gli oppressi: Somalia, Bosnia, Kosovo, Afghanistan, Iraq, Libano, Libia, Mali, Siria, Ucraina… Ora c’è una nazione che bombarda un intero popolo con l’intento di togliergli terra e identità, e cosa fa il mondo? Niente. Perché contano di più soldi, interessi, accordi… che la vita di un’intera popolazione.

VIGLIACCHI ED ASSASSINI.

Sono quasi sicuro che, quando sarete grandi e leggerete questo post, la condanna sarà unanime e che ci sarà chi dovrà fare ammenda. Ogni anno celebriamo la memoria dell’Olocausto per non dimenticare mai dove porta l’indifferenza del mondo di fronte alla persecuzione di un popolo. Eppure, mi chiedo con il cuore a pezzi perché quella lezione oggi sembri dimenticata, mentre il mondo guarda il governo israeliano fare piazza pulita di un’intera popolazione, giustificandosi con la presenza di terroristi.

Pensateci: è come dire “bombardiamo la Calabria così eliminiamo la ’ndrangheta” (credo che così come la mafia, ne sentirete parlare ancora anche quando sarete grandi).

Miei cari figli, con questo post voglio solo ricordarvi che le persone non sono numeri e che niente e nessuno dovrà convincervi che lo siano. Quando vedete le immagini di una guerra, quelli che ci rimettono sono persone come me e voi, non sono robot oppure nemici di questo o di quel paese; quel bambino morto sotto le macerie potrebbe essere il vostro fratellino; quel padre, il vostro vecchio. Vi basterà pensare a questo per non farvi fregare dalla propaganda vorrà trasformarvi in tifosi in modo che assecondiate il loro gioco di potere.

Niente e nessuno dovrà e potrà convincervi, che ci sia una valida ragione per distruggere vite umane.

Con enorme ed immenso affetto.

Papà.

art

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

3 Comments Lascia un commento

  1. Caro Nicola penso di essere nella tua stessa fase: ho passato la giovinezza a sbattermi nel volontariato, nell’impegno sociale, nella formazione di ragazzi e adulti, nell’organizzare incontri e dibatti sperando di poter cambiare la società in cui vivo, ma a 50 anni questa illusione mi è venuta meno: gli stronzi sono rimasti stronzi e i santi alle volte sono diventati un po’, o del tutto, stronzi e apparentemente dei miei sforzi non è rimasto nulla. Adesso mi delizio da sconfitto di condividere idee alte, valori e ideali con le poche anime elette che non hanno portato in discarica (social e tv) il loro cervello e non hanno affidato la loro vita ad altri. In fondo c’è ancora tanta bella gente e io sono onorato di essere Amico, di tante bellissime persone, ma sono ormai cosciente che in questa società chi pensa, studia ed ha idee è minoranza e lo sarà sempre di più. Allora il mio sforzo non è più cambiare in meglio gli altri e la società ma evitare con tutte le forze e a qualunque costo che il marcio contamini anche me.
    Dovresti avvisare che il tuo blog è pericoloso, può indurre dipendenza, troppe riflessioni interessanti e profonde….

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