Delusione d’amore: Gioco finale

in Diario

Questo mio intervento vuole essere una appendice al gettonatissimo decalogo relativo alle delusioni d’amore.

Innanzitutto perchè la parola gioco? Un gioco all’interno di una relazione ha sicuramente una valenza ed uno scopo diverso da quello instrinseco alla parola stessa, questo tipo di gioco non è un modo per staccare la mente e lasciarsi andare a qualche ora di relax, questi giochi sono al contrario dei complicati meccanismi psicologici (più o meno drammatici) che portano solo svantaggi ai giocatori, e tra questi, il principale, è la svalutazione del sè.

IL GIOCO NELLA FASE DEL DISTACCO:
La fase del distacco è un normale processo di allontanamento dalla persona amata che presuppone la presa di coscienza che quell’amore è finito, tuttavia la persona che raggiunge tale consapevolezza non è ancora del tutto libera sentimentalmente, è suscettibile di ricadute e deve fare i conti con una nuova emozione che spesso non riesce ad identificare bene chiamandola una volta amore, una volta semplice affetto.

La sensazione spicciola è quella di sentirsi vuoti, quasi che la sofferenza per la delusione fosse l’unica emozione che riempiva davvero la propria vita. Adesso vorrei invitarvi alla riflessione sui sentimenti e le emozioni autentiche; certe emozioni possono paradossalmente essere create per sopperire a talune mancanze che vengono percepite dall’individuo come essenziali… provo a fare un esempio concreto per spiegare meglio il concetto:

Nicola ha avuto una relazione sentimentale durata 6 anni di cui 3 di convivenza. La relazione termina e la compagna di Nicola, Anastasia, decide di accompagnarsi ad un altro individuo. Nicola affronta un periodo di sofferenza e sconvolge l’intera sua vita fino a ritrovarsi, un giorno, a non soffrire più come prima. A quel punto Nicola si chiede perchè non riesce ad accettare il fatto che non soffra più, e allora cerca di tornare a quel dolore, ma per farlo deve occultare il vero sentimento che prova per Anastasia che può essere disinteresse ma anche affetto, lo deve occultare con un sentimento costruito ad hoc per l’occasione: l’amore! Questo sentimento è chiaramente non autentico perchè viene costruito allo scopo di ripristinare una condizione non vantaggiosa per l’individuo colpito. A quel punto Nicola decide di riprendersi Anastasia, gli telefona e con una scusa va a casa sua, l’abbraccia, gli dice che è ancora innamorato e dentro crede di sentire realmente quell’amore, lei gli risponde che non torneranno insieme, gli dice che prova per lui un grandissimo affetto e così Nicola ha incassato la sua seconda delusione, tornerà a soffrire e la sua vita sarà di nuovo piena. Tuttavia Nicola si rende conto, dopo qualche giorno, che quella sofferenza non arriva, che si sente ancora bene… si, quando l’ha rivista è rimasto scosso, è tornato a casa piangendo, ma è durato poco, troppo poco.

Per Anastasia le cose sono diverse, il suo nuovo compagno non è quello che si aspettava, è un pò troppo distaccato, si vedono 3 volte la settimana e teme che abbia un’altra relazione. Rivedere Nicola per lei è stato come tornare indietro nel tempo, rivivere i bei ricordi, l’autenticità di un sentimento senza compromessi. Anastasia sta attuando lo stesso meccanismo di Nicola, costruisce anche lei un sentimento non autentico, per così ricominciare a credere in un amore che possa restituirle la gioia di condividere la propria vita con un’altra persona.

Signori… si comincia a giocare. Entrambi si vedono, si abbracciano, si dichiarano amore eterno, ma poi si lasciano, non si vedono per giorni, nessuno dei due soffre per la lontananza dell’altro, poi si incontrano ancora, vogliono crederci, vogliono credere che possa essere tutto come una volta, ma lei non se la sente di dirgli di tornare insieme, e lui non glielo chiede, e lo fa perchè forse non lo vuole neanche lui, eppure tutti e due ci provano, qualche volta pensano seriamente di doversi rassegnare alla realtà dei fatti, ma poi è sempre il meccanismo che vince, e il meccanismo è un gioco.

Nicola scopre il gioco, e lo fa riflettendo sul sentimento amore che ha bisogno di concretizzarsi in un rapporto in cui entrambi hanno una voglia matta di stare insieme per costruire. All’improvviso tutto diventa chiaro: il suo sentimento è un affetto profondo ed autentico, incondizionato perchè non chiede nulla in cambio, ma non ha niente a che vedere con l’amore, almeno non l’amore terreno tra un uomo ed una donna.

Anastasia non riesce, il rapporto con l’altro compagno va male, i suoi punti di riferimento cadono, adesso tocca a lei subire la delusione.

Anastasia non accetta che Nicola rompa il gioco, e… signori… si ricomincia a giocare.

Nei giochi psicologici, così come definiti in analisi transazionale, i giocatori assumono ruoli di volta in volta diversi, questi ruoli sono quelli del salvatore, della vittima e del persecutore… il cosiddetto triangolo drammatico. Per giocare i partecipanti devono assumere uno di questi ruoli e lo fanno inconsapevolemente… nel gioco Nicola è adesso il persecutore mentre Anastasia diventa la vittima. Anastasia desidera tenere Nicola nel gioco quindi deve fargli sentire il suo ruolo e lo può fare solo da vittima, servendosi del senso di colpa. Il processo può essere più o meno diretto, Anastasia potrà dire a Nicola: ecco, sapevo che mi avresti deluso, non sai quanto mi fai soffrire; o potrebbe anche dire: vivi la tua vita felicemente visto che puoi, stare con me ti farebbe solo soffrire… lo scopo sicuramente inconsapevole del ruolo di vittima è quello di far scattare dei sentimenti di colpa nell’altro e così costringerlo a rientrare nel gioco per riprendere il ruolo del Salvatore; se il ricatto funziona (o torni a giocare o io sto male), Nicola tornerà a giocare.

IL GIOCO NELLA FASE DEL DISTACCO TOTALE DI DELIRIUM
Questo tipo di gioco è applicabile anche ai periodi immediatamente successivi alla delusione quando l’abbandonato è costretto ad attuare la pratica del “distacco totale” per costringersi a dimenticare l’amata più in fretta.

Porto ancora una volta un esempio pratico:

Nicola è stato abbandonato da Anastasia. Decide di attuare la pratica del “distacco totale” e quindi niente telefonate, niente sms od e-mail… evita i luoghi dove potrebbe incontrarla e comunica a tutti i suoi amici e conoscenti che non vuole sapere nulla di lei. La consapevolezza che l’amore dall’altra parte si è concluso è forte, la speranza di tornare insieme cancellata, Nicola ha accettato il fatto!

Anastasia trascorre qualche mese in totale tranquillità, finalmente è riuscita a lasciare NIcola per il quale era convinta di non provare più amore. Ha avuto un’avventura di 1 mese con un tizio conosciuto in discoteca, aveva creduto di essersi ancora innamorata ma quel sentimento si era rivelato poi un classico fuoco di paglia. Adesso è sola, sente il bisogno di una persona accanto, sente il bisogno di sentirsi amata, l’unica persona che gli viene in mente è Nicola del cui amore è abbastanza certa o quasi, e poi ha tanti ricordi dolci, è stata una storia importante… per fugare ogni dubbio decide di avere sue notizie, inizialmente lo fa tramite un amico comune, questi gli comunica che Nicola soffre ma che supererà la cosa. Anastasia spera che l’amico faccia sapere a Nicola che lei gli ha chiesto di lui, ma l’amico non lo fa… dopo qualche giorno Anastasia decide di mandare un sms a Nicola: come stai?

Per Nicola l’sms è la fine della stagione delle piogge: forse si è pentita di avermi lasciato, forse ha capi
to che mi ama… impossibile sottrarsi a questi pensieri, l’amore è ancora forte e se prima con la mente Nicola riusciva a dominare il cuore, adesso non può più farlo. Le risponde: sai bene che mi manchi e che rimpiango i momenti passati insieme. Lei: anche tu mi manchi, ed ogni tanto penso a noi. Nicola decide subito di chiamarla: sto venendo da te! Anastasia accetta…

E’ fatta, Nicola è al settimo cielo, la riavrà. Corre come un pazzo per raggiungere casa sua, suona il campanello, sale le scale… è da lei. La abbraccia forte poi la guarda dritto negli occhi ma lei distoglie lo sguardo. Qualcosa non va, le dice… Sai sto passando un brutto periodo, mi sento sola, risponde lei… ma adesso ci sono io, le dice lui entusiasta;

il gancio ha avuto successo, Anastasia è la vittima, Nicola è il salvatore, il gioco comincia:

Si ma… questo non significa che torniamo insieme, gli dice Anastasia
E Nicola: perchè non pensi a quanto eri felice quando stavamo bene insieme i primi tempi
Anastasia: si ero felice ma poi le cose non hanno funzionato
Nicola: perchè non ricominciamo daccapo, come la prima volta
Anastasia: potremmo, si, ma non riesco a dimenticare come eri diventato geloso nell’ultimo periodo
Nicola: si hai ragione, sono stato uno stupido, perchè non mi metti alla prova, posso cambiare
Anastasia: si ma sarebbe solo un cambiamento momentaneo, poi torneresti di nuovo ad essere geloso.

Il gioco si manifesta spesso con frasi che hanno in comune le parole: perchè non… si ma

E’ chiaro che Anastasia non vuole tornare con Nicola però ha bisogno di sapere che lui la ama ancora. Nicola, che fino ad allora giocava nel ruole del salvatore in quanto desiderava placare la tristezza di Anastasia, passa subito a quello di vittima, mentre Anastasia assume quello del persecutore, in quanto gli nega il suo amore.

Quando si gioca spesso lo si fa inconsapevolemente, nè Nicola nè Anastasia hanno consapevolezza del meccanismo nel quale sono caduti, a questo punto la soluzione più saggia per Nicola è quella di svelare il gioco dicendogli: allora perchè mi hai voluto qui.
Probabilmente lei risponderà che non lo sa, magari gli dirà che ci sono i sentimenti ma che non è possibile più tornare insieme per questo e per quel motivo.

Nicola continuerà: allora mi ami o non mi ami?
Anastasia: non lo so, però mi manchi

Anastasia vuole far rientrare Nicola nel gioco interpretando ancora il ruolo di vittima.

Nicola deve cercare a questo punto di far leva sulla propria razionalità, l’amore è un sentimento che deve essere chiaro, soprattutto da parte di chi ci ha lasciati ed è stata anche con un altro.

Nicola: hai avuto 3 mesi per capire se mi amavi, ed io ho sofferto come un cane

Nicola rientra nel ruolo di vittima e Anastasia riassume quello del persecutore.

Anastasia: è stata colpa tua se è finita, mi hai assillata con la tua gelosia.

Anastasia cerca di riappropriarsi del ruolo di vittima e questa volta vuole far scattare in Nicola il ruolo del persecutore per suscitare così dei sensi di colpa… tutto questo avviene in maniera inconsapevole.

La soluzione: una volta chiarite le dinamiche del gioco, uno dei due deve interromperlo. Può farlo Anastasia chiedendo a Nicola di andarsene e spiegandogli che è stata solo una debolezza l’averlo cercato. Può farlo anche Nicola dicendo ad Anastasia di farsi sentire solo quando è sicura dei propri sentimenti…

 

A questo punto anticipo quella che può essere la domanda più spontanea relativa a tutto questo ragionamento: ma perchè giocare?
In psicologia i giochi vengono fatti perchè generano dei tornaconti. Il tornaconto di Nicola è chiaramente quello di ricominciare a sperare, mentre quello di Anastasia è quello di sentirsi amata ed importante per qualcuno.

La realtà però è che tali tornaconti sono trappole in quanto a Nicola serve dimenticare e non continuare a sperare di tornare con Anastasia, perchè lei non è più innamorata di lui. Anastasia invece dovrebbe comprendere che non può superare il senso di vuoto e di solitudine aggrappandosi a Nicola ma costruendo un rapporto con se stessa.
Assecondare i tornaconti porta in entrambi alla svalutazione del sè, perchè è solo ricostruendo il rapporto con sè stessi e comprendendo di non doversi aggrappare a nessuno che si può essere davvero felici e pronti per conoscere un nuovo amore.