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Giovedì 27 Dicembre 2001

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E’ passato, il Natale è passato lasciandomi nel cuore una malinconia ed una tristezza senza confini che cerco ogni istante di combattere facendo forza sulle conquiste spirituali di questi mesi e sulla razionalissima considerazione che Giulia è quanto più lontano possa esserci da me in quanto a compatibilità.

Purtroppo il cuore non la pensa così: fa star male e mi costringe a desiderarla ogni attimo, inibisce tutti i sentimenti che posso provare per altre persone, sfinisce il corpo e fiacca la mente, mente alla testa costringendola a ricordare tutti i bei momenti passati con lei, gli fa credere che non troverò una persona che riuscirà ad amarmi e che quindi alla fine avrei fatto meglio ad accontentarmi.

Le menzogne del cuore poi mi creano problemi per quanto riguarda il rapporto con Dio, anch’esso basato su sensazioni principalmente emotive. Quando vivo questi conflitti infatti ho paura che anche Dio sia una menzogna del cuore, un dolce palliativo per le anime tormentate, una creazione umana insomma… questi pensieri mi terrorizzano e non voglio fermarmi neanche un attimo a considerarli perché potrei perdere tutto ciò per cui ho lottato in questi mesi, ciò per cui ho sofferto così tanto.

Oh Dio, a volte sembra che il tempo passato non abbia cambiato nulla, sembra che ogni conquista fatta giorno dopo giorno non sia servita a nulla perché oggi, in questo istante, ho un bisogno disperato di qualcosa, il cuore sta andando in frantumi, il corpo cede al tormento, la notte non dormo e quando lo faccio sogno lei. Stanotte ho sognato che lei mi ripeteva: è finita, devi fartene una ragione, devi accettarlo, non potremo mai più tornare insieme, io non ti amo più.

Stamattina, non appena è arrivata in ufficio, mi sono alzato e l’ho abbracciata, lei mi ha detto: hai la faccia stanca… ed io: ho dormito poco stanotte; già, avrei anche potuto dirle che ho sognato lei e mi sono svegliato all’alba senza più riuscire ad addormentarmi, stringendomi a mio fratello che questa notte ha dormito con me, invocando il conforto di Dio perché tutto sembra così inutile, la vita sembra inutile, il volere a tutti i costi dimenticare il dolore sembra inutile.

Alla luce comunque di quanto mi è accaduto in questi giorni, posso cominciare ad analizzare tutti quegli elementi che mi rendono felice come anche ciò che scatena invece la nostalgia; le sere in cui esco e parlo con persone sempre diverse, insomma le volte in cui faccio un tipo di vita molto sociale, quando torno a casa sono talmente pieno di “parole” che mi addormento subito, cosa che non si verifica quando resto invece solo con Riccardo a guardare un film oppure, come ieri, a parlare con mia cugina ed il suo ragazzo dei loro problemi di coppia che, tragicamente, mi hanno ricordato molto la mia vicenda, soprattutto nella figura di Carlo che cerca di accettare i difetti della sua ragazza e vuole salvare la storia. Questo significa sostanzialmente che fin quando non ci pensi o non sei costretto a farlo, puoi sperare di passare un giorno senza essere disperato, quando invece ti senti solo o per forza di cose sei costretto a pensare al passato, il primo pensiero va a lei ed al fatto che è persa. Sono profondamente geloso dei miei amici che passano il tempo con lei, che rubano quei giorni che invece vorrei fossero per sempre miei. A scrivere tutto questo mi sento tornare indietro anni luce, al giorno successivo il suo abbandono… ma fortunatamente scrivo con più rassegnazione, esorcizzo solo un desiderio che non posso trattenere ma che reputo irrealizzabile. La cosa che mi fa più soffrire è comunque il fatto che lei sia dannatamente risoluta nella sua scelta, che non senta il bisogno di parlare con me, di stare con me, che sia insomma decisa a non amarmi più. Se fosse stata una mia scelta sarebbe stato più facile, avrei potuto scegliere di vederla quando stavo male senza preoccuparmi che lei non provasse niente per me, ed invece ho fatto il bello ed il cattivo tempo, l’ho abbracciata e le ho detto che dovevamo restare amici ed il giorno dopo sono piombato a casa sua buttando tutto all’aria e portandomi le cose che avevo deciso di lasciarle… perché?? Perché avevo paura di amarla dietro l’illusione di esserle amico, e di dover “subire” da parte sua dei sentimenti di sola amicizia… sono un egocentrico, non lo nego, anche se mi reprimo parecchio con gli altri perché difficilmente possono capirmi, e non riesco ad accettare il fatto che lei non mi ami più, non riuscirei ad amarla con la consapevolezza o anche il semplice dubbio di non essere corrisposto. Per questo mi sono comportato in quel modo, perché il cuore desiderava ardentemente di stare con lei ma la ragione, una volta solo, mi faceva impazzire ripetendomi che lei mi aveva lasciato, che lei non mi amava più e che mi sarei trascinato questa storia per troppo tempo senza alcuna ragione.

Adesso sto cercando di capire cosa possa esserci che mi tiene davvero legato a lei: la paura di non trovare una ragazza che possa amarmi o semplicemente l’amore, il senso di solitudine immenso, mostro da sconfiggere ad ogni costo, oppure il bisogno di condividere ogni esperienza con lei… non so, il cuore mente troppo spesso e non riesco a dargli fiducia, voglio credere che sia meglio così, che adesso debba solo aspettare di dimenticarla senza andarmi a cercare dei palliativi che allontanino il bisogno di lei, senza cercare nelle altre donne il suo modo di amarmi e pretenderlo dal primo giorno. Ho bisogno di tempo per la mia svolta e sono deciso a cambiare anche quella parte di me che adesso è angosciata dalla paura della solitudine, dalla paura di iniziare un’altra storia, dal terrore di restare solo. Ho bisogno di amarmi più di quanto non abbia mai fatto e per questo non ho bisogno di una donna ma di Dio, unica presenza che dentro me riesce a commuovermi per il riconoscersi così sensibile e profondo. Mi capita di odiare il mio corpo e quel maledetto bisogno di sesso, perché a volte mi dispero anche del non potere più provare quelle sensazioni, ed in certi momenti credo di poter cedere facilmente alle pressioni di persone che sono assolutamente distanti da me e non voglio, perché so che sprecherei una risorsa importante… piuttosto la sega.

Eppure mi ricordo degli ultimi tempi con Giulia, di come avessi perso spontaneità ed entusiasmo e soprattutto dell’ossessione di doverlo fare ogni giorno, perché ogni giorno avevo bisogno di sbattermi in faccia quella verità, di essere convinto che lei non era la ragazza per me e me lo dimostrava in quel momento. Ma quanto poco conta la bontà di un rapporto sessuale quando la tua donna ti lascia, diventano importanti le cose che ha fatto per te e di cui magari neanche ti accorgevi, diventano essenziali i suoi sguardi ed i suoi baci, il sesso diventa un problema quando la pensi con qualcun altro, ed ancor oggi io credo che quando dovrò fare i conti con questa possibile realtà, ci sarà da superare dell’altro dolore. Ma non voglio pensare più a lei, adesso basta, sento che mi sta facendo male, sento di dover dimenticare il passato e guardare avanti, senza progettare nulla ma vivendo giorno dopo giorno, fin quando questa malattia non sarà passata, fin quando non sarò capace di vivere da solo in pace con me stesso e la mia anima.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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