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a proposito di ispirazione…

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Forse ho tardato anche troppo a scriverne: è sempre difficile riuscire ad ammettere con sè stessi di avere un problema di questa natura, figuriamoci poi comunicarlo al proprio diario comune.

In questi anni ho sperimentato quanto di meglio la musica avesse da offrirmi: parlo dell’esaltazione che provo quando ho appena composto un pezzo che mi sembra stupendo, una sensazione esclusiva e temporanea, giusto il tempo di staccare le mani dal pianoforte ed ascoltare quel pezzo un’ultima volta ed il giorno successivo è passata.

Il successo che il pubblico conferma acquistando i dischi o complimentandosi alla fine del concerto, tutto questo genere di emozioni sono parte del confronto con gli altri: un’altra cosa, appagante si, ma sempre diversa da quel brivido che corre lungo la schiena e quel senso di soddisfazione assoluta che annebbia qualsivoglia problema o preoccupazione dei giorni andati e di quelli a venire.

Da molti mesi oramai sto sperimentando una totale assenza di quell’emozione. Cerco di giustificarmi dicendo che in realtà il problema sta nelle altre mille cose da fare, nelle incomprensioni con i componenti della band, nel rapporto col produttore… in realtà però è un modo come un altro per non affrontare il problema, per non mettersi di fronte al pianoforte e chiedersi: e adesso, perchè non ti viene in mente più nulla?

Ho sempre pensato che le crisi di ispirazione investissero gli artisti che avessero esaurito le proprie energie (e quindi, magari, sopraggiunte dopo una carriera lunga e gloriosa) o quelli che artisti non sono mai stati, dotati solo di buone doti di rielaborazione del “già fatto”. Adesso tocca a me… e non che non mi venga in mente più nulla, questo non è vero, solo che quello che faccio non mi esalta più, non mi piace…. per questa ragione lo cestino non appena ne riconosco l’estraneità da ciò che veramente mi regala emozioni.

Ripeto, ho cercato le cause: a volte ritengo possibile che mi senta tradito dalla musica perchè nel mondo sembra che tutti ascoltino il contrario di quello che faccio io, sia in termini di genere che di contenuti, e mi chiedo se la musica che sento arrivare quando compongo non sia morta da molto tempo… tuttavia, come già detto prima, il rapporto col pubblico è contenuto in tutt’altro tipo di sensazioni, e non dovrebbe interagire con la fase compositiva.

Anche se rifiuto l’idea (sebbene tutti gli indizi confermino ciò che segue), la mia dolce stella del mattino accusa il mio cuore di aver smesso di sentire, e per questa ragione null’altro arriva alla mente se non i freddi e sterili stimoli del quotidiano: nella mia vita ho raggiunto dei risultati di cui vado fiero, ho ricominciato a credere nell’amore, in ciò che colora la vita, avrei di che sentire, perchè non lo tiro fuori?… forse è stanchezza!! forse la devo fare finita con la musica!!  

Mi fermo a riflettere su queste due ultime risposte, fatico a confermarle perchè c’è qualcosa dentro me che mi manca, un desiderio che si agita disperato: devo riscoprirla e sentirla ancora scorrere nelle vene per poter meglio godere di tutto il resto, ed insistere caparbiamente per non lasciare che dimentichi quanta metafisica nasconda una canzone. La musica è nel mio spirito così come Emanuela nel mio cuore.

Scrivere fa bene, peccato non averlo fatto prima!!! Adesso vado, c’è una nuova melodia che mi frulla nella mente.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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