“semu tutti devoti, tutti”

Da sempre le feste popolari mi hanno affascinato per la loro forte capacità di aggregare le masse e per l’aspetto folkloristico che da noi in Sicilia raggiunge livelli di spettacolo davvero straordinari: giochi pirotecnici, musiche (l’anno scorso in piazza duomo ha cantato persino Battiato), ceri grandi quanto un bambino di otto anni, fiumi di persone per tutta la città come non se ne sono mai visti, nè in una partita di calcio, nè in un concerto (eccetto woodstock), nè in qualsiasi occasione di aggregazione.

Ieri mattina, alle 11, la “santuzza” è tornata alla sua chiesa dopo essere stata spinta in lungo ed in largo per Catania da centinaia di devoti vestiti col caratteristico “sacco” bianco. Gli altri anni ho seguito questa festa da lontano, lamentandomi solo della confusione e del fatto di non riuscire a dormire per il gran chiasso dei fuochi d’artificio e delle urla della gente. Anche quest’anno, prima che tutto iniziasse, non ho perso occasione per dilungarmi nei miei soliti sermoni anticlericali sulle contraddizioni di questo tipo di fede, che in fondo negli anni l’uomo è sempre rimasto politeista cambiando solo volto e carattere delle diverse divinità per l’incapacità di riuscire ad “accontentarsi” di un dio unico, per non parlare poi dell’ipocrisia delle masse e del singolo che con una mano allunga il cero alla sua santa e con l’altra schiaffeggia il suo prossimo, attento sempre e solo al suo piccolo misero orticello.

Ma quest’anno qualcosa è cambiato.

Venerdì ho pubblicato un piccolo filmato che ho realizzato “dentro” la festa, proprio lì, nella  calca, tra l’entusiasmo di migliaia di persone che urlavano a piena voce la propria fede. C’erano dei momenti in cui, dopo essersi fermata a raccogliere i ceri e le preghiere dei fedeli, la santa ripartiva, ed eravamo talmente incastrati gli uni con gli altri da camminare senza muovere le gambe: devo ammettere che ho dovuto trattenermi per non gridare anch’io, insieme agli altri, << Viva Sant’Agata, viva Sant’Agata>>, perchè intorno a me tutto è stato tremendamente suggestivo e l’energia che promanava da ogni singola persona vicino alla santa… pericolosamente contagiosa: l’odore della cera e della segatura sull’asfalto, la frase di rito “cittadini…. semu tutti devoti, tutti… certo certo” urlata a piena voce dal devoto con accanto l’amico che lo abbraccia tenendogli ben stretta la pancia per evitare che il diaframma si stacchi per il grande sforzo, e soprattutto vedere Veronica che, tirandomi per mano e tenendo alto il suo cero, chiama il gran cerimoniere: “senta, per favore, accendetelo, non lo mettete subito nel mucchio; e… potrei avere anche un fiore?”, vedere i suoi occhi incantati e la bocca recitare sottovoce le preghiere per la sua santuzza, insomma, sembrava che tutta quella gente, compresa la mia dolce compagna, cospirasse perchè abbandonassi i pregiudizi e osservassi con l’anima prima che con la ragione.

Ognuno di noi guarda al proprio spirito in forme differenti, spesso giudichiamo e condanniamo i modi altrui solo perchè siamo piccoli e soli, chiusi nel nostro piccolo mondo di verità razionali. Quelli che al loro spirito ci tengono, ma non amano i riti di massa, provano ad isolarsi in piccole comunità occidentali dove si pratica lo yoga e si ripetono i mantra per raggiungere stati di “fusione” col tutto. Questi a volte guardano disgustati le pratiche religiose altrui senza accorgersi che alla fine stanno facendo la stessa cosa in una forma diversa. Pensiamoci bene, la tendenza all’aggregazione in nome di un’ideale (o bene) comune è proprio di ogni essere vivente, gli uomini lo fanno sovente: si legano alla squadra del cuore e vanno allo stadio per fargli sentire la propria voce, lo fanno verso una corrente politica od un personaggio politico in particolare e cercano di aiutarlo nel raggiungimento della poltrona, lo fanno quando devono difendere ideali di patria, di giustizia, di libertà, si mettono insieme, si armano e danno un solo colore alle loro vesti per sapersi riconoscere in battaglia, e tutti, ma proprio tutti condividono dei riti: allo stadio ed in politica sono slogan, i monaci hanno i loro mantra, i tifosi fanno la ola e cantano l’inno della loro squadra, e così i sostenitori di un partito (senza la ola, almeno prima che la politica non diventasse una barzelletta), anche i soldati hanno i loro canti che li incoraggiano e gli fanno scordare che in quello scontro possono anche perdere la vita, e si canta tutti insieme, perché solo insieme ciascuno può raccogliere quell’energia che allevia le tensioni del quotidiano, i dolori privati, la tragedia dell’essere ineluttabilmente soli che ogni creatura di questa terra non accetta.

A questo punto scatta un’inevitabile domanda: perchè questa necessità di “aggregarsi”?… e non parlo solo del classico bisogno di appartenere ad un gruppo, ma di condividere la propria anima con quella di altri individui in nome di un’ideale comune, che questo possa essere una squadra di calcio, un colore politico o una santa. Anni addietro avrei risposto che è una condizione necessaria e sufficiente “sine qua non” non ci troveremo dove siamo, un meccanismo atavico determinato dalle leggi dell’evoluzione che ci costringe a questo per sopravvivere; pensate ai più grandi progressi della civiltà umana, non sono forse nati dall’unione di più singoli per un’ideale comune spesso tradotto nella necessità di migliorare la propria condizione esistenziale? Anni addietro avrei anche sostenuto che non c’era bisogno di attribuire a dio questa “programmazione” visto che fa parte della legge evolutiva, tuttavia da qualche tempo sono arrivato alla conclusione che il caso non è così intelligente come si pensa e è più probabile attribuire l’opera ad un’intelligenza superiore che ad una improbabile combinazione di eventi (n.d.r. Dio non gioca a dadi con l’universo). Ecco allora un’altra prova, IMHO, che in noi, come in buona parte delle creature viventi di questa terra (anche le formiche obbediscono a regole di aggregazione) c’è una matrice di natura “ultraterrena”, perchè così come proveniamo da un’energia unica, così per tutta la durata della nostra vita tendiamo a ricreare le stesse condizioni in cui ci trovavamo, prima che il nostro spirito fosse imprigionato nel nostro corpo, e creiamo dei riti, dei miti, che ci aiutano in questo compito, e questi riti/miti cambiano aspetto a seconda delle civiltà che li praticano pur mantenendo la medesima sostanza. Pensate alle preghiere delle religioni orientali, molto spesso sono formule utili alla perdita dell’individualità ed in effetti, per come è strutturata la loro società, l’individuo ha una valenza diversa rispetto alla nostra, ed ogni salvezza è contemplata nell’interruzione del frustrante ciclo di reincarnazione (perchè il loro inferno è su questa terra) ai fini del congiungimento con un tutto in cui le varie individualità si disperdono. Noi occidentali, che abbiamo così a cuore i nostri ricordi e la nostra vita, preghiamo invece con richieste concrete, che un nostro caro possa guarire o che la nostra vita possa migliorare, ma alla fine, quando ci aggreghiamo, anche noi sembriamo godere della sensazione di appartenere a qualcosa di più grande, ad un tutto che in una festa popolare è rappresentato da tutti quelli che ci circondano e che recitano le nostre stesse parole. I monaci cantano i loro mantra, i nostri recitano il rosario, cambia la formula ma l’effetto è lo stesso… perdere se stessi per ritrovarsi nel tutto.

Per concludere ritengo sia da arroganti il giudicare o condannare in qualsiasi contesto qualsivoglia tentativo dell’uomo di riconciliarsi con la sua natura più profonda; è vero, anche in questa festa (più che in altri eventi del genere) ci sono i soliti mentecatti tra politici e mafiosi che approfittano dell’occasione per rubare come hanno sempre fatto e come faranno… che lo facciano pure, dico, purché i cittadini di Catania possano continuare a rendere omaggio alla loro “santuzza”, in fondo cosa sono i soldi e le misere vite di qualche delinquente davanti ad un così potente e partecipato sentimento dalle origini divine.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

52 Commenti

  1. la traduzione è sbagliata nei sottotitoli il devoto non risponde:CERTO
    CERTO MA CITTADINI CITTADINI anche se puo trarre in inganno perchè
    sussurrato
    quindi il grido “CITTADINI SEMU TUTTI DEVOTI TUTTI????? si risponde
    CITTADINI ,CITTADINI e poi al CITTADINI urlato si risponde VIVA S AGATA
    VIVA S AGATA
    parola di devoto

  2. non parlate se non siete di catania voi non capite perchè noi devoti
    facciamo quelle urla è un modo per ringraziarla perchè lei è quella che ci
    ha salvati da tutto W SANT’AGATA <3

  3. Non è una festa popolare bensì una processione religiosa. Se un giorno verrai a Catania tra il 3 e il 6 febbraio ti accorgerai camminando per le strade di quanta fede e devozione c’è. Non si può di certo negare che nel commercio della cera e dei fuochi pirotecnici non ci sia lo zampino della mafia, ma i veri devoti la tengono lontana la mafia e cercano di vivere quei giorni nel miglior modo possibile. Da una devota, W Sant’Agata!

  4. ma c’è anche molta fede e chi è devoto, nonostante sa che lì in mezzo c’è lo zampino della mafia, in quei giorni e in quelle notti vive in maniera profonda la processione. ricordiamoci, non è una festa ma una processione religiosa. Cittadini cittadini, evviva Sant’Agata!!
    Da una devota che ama l’Italia, la Sicilia, Catania e S. Agata :)

  5. oggi i devoti si sono comportati malissimo! spingevano S.Agata! io sono catanese,e non ho MAI e poi MAI assistito ad una cosa del genere! vergogna!

  6. Prima di parlare di Catania, di Sant’Agata, della Sicilia e della popolazione catanese venite qui a conoscerci……..rispetto per chi la devozione la esprime in questo modo….ognuno la esprime nel modo che meglio crede.
    W CATANIA, W SANT’AGATA,

  7. [..YouTube..] Prima di parlare di Catania, di Sant’Agata, della Sicilia e della popolazione catanese venite qui a conoscerci……..rispetto per chi la devozione la esprime in questo modo….ognuno la esprime nel modo che meglio crede.
    W CATANIA, W SANT’AGATA,

  8. @salvoct90a BEN DETTO concittadino! Così si parla!!

    Ma per favore, si parla di sicilia, di catania, e la prima cosa che si dice? “eh, sì.. ma in sicilia son tutti mafiosi neh?!” ma che STATE DICENDO?! fate di tutta un’erba un fascio… ed è SBAGLIATO!! E per giudicare la festa di Sant’agata venite a vederla, vi renderete conto di quanto sono sofferte quelle urla di cui tanto parlate! e di quanto davvero i devoti credono in Agata, noi con quelle urla la ringraziamo! IGNORANTI!

  9. [..YouTube..] @salvoct90a BEN DETTO concittadino! Così si parla!!

    Ma per favore, si parla di sicilia, di catania, e la prima cosa che si dice? “eh, sì.. ma in sicilia son tutti mafiosi neh?!” ma che STATE DICENDO?! fate di tutta un’erba un fascio… ed è SBAGLIATO!! E per giudicare la festa di Sant’agata venite a vederla, vi renderete conto di quanto sono sofferte quelle urla di cui tanto parlate! e di quanto davvero i devoti credono in Agata, noi con quelle urla la ringraziamo! IGNORANTI!

  10. esternare la propria fede anche in maniera molto vistosa è tipico di tutte le popolazioni mediterranee, avviene nel sud italia esattamente come avviene nel sud della spagna o nel nord africa. questo perchè i fedeli hanno proprio bisogno di un contatto quasi fisico col divino. Certo a uno che viene da fuori possono sembrare cose strane ma di fatto è proprio parte della cultura di certi popoli!

  11. [..YouTube..] esternare la propria fede anche in maniera molto vistosa è tipico di tutte le popolazioni mediterranee, avviene nel sud italia esattamente come avviene nel sud della spagna o nel nord africa. questo perchè i fedeli hanno proprio bisogno di un contatto quasi fisico col divino. Certo a uno che viene da fuori possono sembrare cose strane ma di fatto è proprio parte della cultura di certi popoli!

  12. [..YouTube..] @cuoredimenta81 esternare la propria fede anche in maniera molto vistosa è tipico di tutte le popolazioni mediterranee, avviene nel sud italia esattamente come avviene nel sud della spagna o nel nord africa. questo perchè i fedeli hanno proprio bisogno di un contatto quasi fisico col divino. Certo a uno che viene da fuori possono sembrare cose strane ma di fatto è proprio parte della cultura di certi popoli!

  13. La devozione e le radici di una festa e il modo di esternarla non può essere sogetta giudizi, la festa di sant’agata ha radici prfonde e pagane, e la religione cristiana se ne appropriata come tutte le altre feste che di cattolico non hano nulla. se tu da cattolica sei costretta a vergognarti del tuo credo e vuoi farlo nella mestizia come il tuo dio tiinsegna, non puoi credere che il resto sia sbagliato, le urla non sono urla fine a se stesse, ma unione di un popolo

  14. [..YouTube..] La devozione e le radici di una festa e il modo di esternarla non può essere sogetta giudizi, la festa di sant’agata ha radici prfonde e pagane, e la religione cristiana se ne appropriata come tutte le altre feste che di cattolico non hano nulla. se tu da cattolica sei costretta a vergognarti del tuo credo e vuoi farlo nella mestizia come il tuo dio tiinsegna, non puoi credere che il resto sia sbagliato, le urla non sono urla fine a se stesse, ma unione di un popolo

  15. [..YouTube..] @cuoredimenta81
    La devozione e le radici di una festa e il modo di esternarla non può essere sogetta giudizi, la festa di sant’agata ha radici prfonde e pagane, e la religione cristiana se ne appropriata come tutte le altre feste che di cattolico non hano nulla. se tu da cattolica sei costretta a vergognarti del tuo credo e vuoi farlo nella mestizia come il tuo dio tiinsegna, non puoi credere che il resto sia sbagliato, le urla non sono urla fine a se stesse, ma unione di un popolo

  16. panovideo se nn sai le cose sulla festa non parlare statevi zitti gli stranieri la festa e dei catanesi fatevi i fatti vosti ora ci avete rotto!!! MAFIA MAFIA IN SICILIA TUTTO QLL CHE SI FA PER VOI E MAFIA POLENTONI DI CACCA!
    PER I DEVOTI E FEDELI CATANESI W SANT’AGATA!!!

  17. [..YouTube..] panovideo se nn sai le cose sulla festa non parlare statevi zitti gli stranieri la festa e dei catanesi fatevi i fatti vosti ora ci avete rotto!!! MAFIA MAFIA IN SICILIA TUTTO QLL CHE SI FA PER VOI E MAFIA POLENTONI DI CACCA!
    PER I DEVOTI E FEDELI CATANESI W SANT’AGATA!!!

  18. UN APPUNTO CHE VOGLIO FARE A CHI HA MONTATO IL VIDEO E CHE AL GRIDO “SEMU TUTTI DEVOTI TUTTI” NON SI RISPONDE: cettu cettu( certo certo) MA “CITTADINI CITTADINI”( che detto in maniera veloce sembra “cettu cettu” MA NON LO E’ OK?QUESTO PER EVITARE DI DARE INFORMAZIONI SBAGLIATE!

  19. [..YouTube..] UN APPUNTO CHE VOGLIO FARE A CHI HA MONTATO IL VIDEO E CHE AL GRIDO “SEMU TUTTI DEVOTI TUTTI” NON SI RISPONDE: cettu cettu( certo certo) MA “CITTADINI CITTADINI”( che detto in maniera veloce sembra “cettu cettu” MA NON LO E’ OK?QUESTO PER EVITARE DI DARE INFORMAZIONI SBAGLIATE!

  20. [..YouTube..] UN APPUNTO CHE VOGLIO FARE A CHI HA MONTATO IL VIDEO E CHE AL GRIDO “SEMU TUTTI DEVOTI TUTTI” NON SI RISPONDE: cettu cettu( certo certo) MA “CITTADINI CITTADINI”( che detto in maniera veloce sembra “cettu cettu” MA NON LO E’ OK?QUESTO PER EVITARE DI DARE INFORMAZIONI SBAGLIATE!

  21. è proprio sta cosa delle urla, delle grida… non capisco perchè esternare un sentimento intimo così apertamente.. e in modo un pò rozzo, diciamocelo! io non contesto la fede, che ognuno vive come vuole… ma credo che sia necessario un minimo di riservatezza…

  22. [..YouTube..] è proprio sta cosa delle urla, delle grida… non capisco perchè esternare un sentimento intimo così apertamente.. e in modo un pò rozzo, diciamocelo! io non contesto la fede, che ognuno vive come vuole… ma credo che sia necessario un minimo di riservatezza…

  23. [..YouTube..] @Ariannucciact è proprio sta cosa delle urla, delle grida… non capisco perchè esternare un sentimento intimo così apertamente.. e in modo un pò rozzo, diciamocelo! io non contesto la fede, che ognuno vive come vuole… ma credo che sia necessario un minimo di riservatezza…

  24. e xk pacchiona??? le grida di ogni devoto sn il ringraziamento alla santa x il miracolo k lei ha ftt… è un voto k loro fanno..

  25. ei peter… katz leggo solo adesso… e si.. ho sentito tanto parlare della santuzza di palermo… vedremo, una cosa è abitare al centro di catania, una cosa è spostarti in una città già di per sè caotica :) un abbraccio amigo

  26. nico, non so che dirti…forse in un&#039altra vita ero cittadina e devota….fatto sta che penso a sant&#039aita e mi commuovo…vedere questo video, le devozioni ( me le ricordo ancora a memoria ) mi mette gli stessi brividi che sentivo quando passava all&#039incrocio con casa mia, in via caronda :)

  27. ei maryjoe… stamattina alle 8 era qui sotto, seguirla per tutto il tempo ormai è diventato un delirio però è una delle feste popolari con più partecipazione popolare, a tutte le ore, e questo fa il suo effetto sempre

  28. la cosa non mi stupisce, questo genere di feste hanno radici molto profonde che spesso superano il semplice significato religioso

  29. In un documentario che ho visto su un’emittente tedesca hanno spiegato le connessioni che esistono tra mafia e questa festa popolare. Sia i ceri, sia l’urlo “Semu tutti devoti”, avrebbero un loro significato più o meno recondito…

  30. [..YouTube..] In un documentario che ho visto su un’emittente tedesca hanno spiegato le connessioni che esistono tra mafia e questa festa popolare. Sia i ceri, sia l’urlo “Semu tutti devoti”, avrebbero un loro significato più o meno recondito…

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