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16 Gennaio 1996 (Martedì) ore 9:45

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Solo il tempo saprà confermarmi di quanto balorda possa essere la chimica che interferisce coi pensieri umani, quanto assurdo possa essere il non riuscire più a trovare sé stessi per una causa in apparenza non identificabile.

Già, credo di vivere un periodo di profondo mutamento interiore, a conferma di quest’idea tutta una serie di riflessioni di continuo approvate e poi abbandonate, processi di pensiero sintomatici di una confusione generale intollerabile per un animo che, come il mio, necessita di solide basi razionali per non restare preda dell’angoscia più totale.

Qualche giorno fa, dopo pranzo, sono stato fulminato da una telefonata di Cristina, quell’essere meschino ed egoista, spiritualmente deforme e maledettamente superficiale ha confermato ciò che, da quando ho saputo che si era già trovata un compagno, pensavo di lei. Ricordo come fosse ieri il tono con cui ha imbastito il suo discorso, dolce e pacato come le volte in cui doveva convincermi che ero tutto per lei, che se l’avessi lasciata sarebbe morta. Ho voluto vedere dove aveva intenzione di arrivare, ero curioso di capire quanto realmente contasse per lei SE’ STESSA e ho assecondato il suo tono invece di tirar fuori dalla mia banca dati celebrale il miglior repertorio di parolacce e urlarglielo alla cornetta. Attendevo con ansia la sua prima frase e nella mia testa mi piaceva pensare a ciò che avrebbe detto una persona con un minimo di sensibilità – Volevo chiederti se gentilmente potevi fare a meno di usare il mio nome nel tuo racconto -, certo, è naturale che la ragazza si sia un po’ impaurita, in fondo non le ho mai nascosto la mia propensione per l’arte letteraria e c’è chi mi giudica un perfetto poeta popolare, se il mio racconto fosse stato pubblicato chissà che cattiva pubblicità per lei, immaginava già i suoi fan che le davano della troia quando in radio avrebbe affrontato argomenti di carattere sentimentale, immaginava il suo ragazzo che, con il libro ancora aperto fra le mani, la osservava sbigottito, immaginava la bottegaia sotto casa sua che, dietro il solito sorrisino cordiale, nel retrobottega traeva ispirazione dal suo volto per dipingere il Satanasso (cronaca), immaginava la madre che la notte avrebbe gridato nel sonno HO GENERATO UN MOSTRO, e ancora i suoi amici discotecari che l’avrebbero evitata per solidarietà con il genere… non credo che fra i neuroni del suo cervello sia passato quel famoso dato Nicola, perché se solo per un attimo un barlume di vera umanità avesse scosso il suo microuniverso di valori, se solo si fosse posta per un attimo il problema ALTRO ESSERE UMANO SOFFRIRE PER CAUSA MIA, solo un’espressione sarebbe stata adatta a risolvere i suoi problemi, a riabilitare ai miei occhi la sua immagine, MI DISPIACE. E ancora torno a ricordare la meravigliosa ragazza che è stata Ivana, ancora torno coi pensieri a ciò che fino a un mese fa Giovanni mi riferiva sul suo conto, al bene disinteressato che riusciva a darmi e che io le rifiutavo perché l’amavo. E d’improvviso riesco persino a sentirmi superficiale come Cristina, perché Ivana è riuscita ad essere sempre sincera con me e non mi avrebbe mai abbandonato se io non avessi deciso di farlo per il mio bene, ché ancora una volta, dopo più di un anno, lei chiede di me, di come sto, di quanto sia stata crudele con me… mia dolce Ivana, se c’è qualcuno che è stato crudele fra noi due, crudele e superficiale, quello sono stato io, e l’ho confermato quando osavo paragonarti ad Cristina e più di ogni altra cosa quando la rabbia mi ha costretto a separarmi da te, perché l’amore in molti casi è una bestia immonda che distrugge agli occhi di chi ama anche la persona più pura e straordinaria che mai abbia camminato sul suolo sporco e marcio di questo fottuto mondo, e di questo si ce ne rende conto solo dopo, solo quando l’amore passa resta la vera essenza della persona, ti voglio bene Ivana… come mi piace pensare all’idea di poter cancellare tutto quello che le ho fatto e tornare ad esserle amico. Dare fiducia a Cristina è stato uno sbaglio colossale, un madornale errore come direbbe qualcuno. Lei è stata quel genere di persona che si crede tu non possa mai incontrare, quella persona che obbedisce solo ai propri istinti bestiali, quella persona che se ti ama è in grado di darti se stessa ma nessuna pietà per chi scade così facilmente dal suo cuore. Eppure avevo delle basi su cui ragionare, bastava semplicemente osservare il suo comportamento con F. invece di blaterare tutte quelle menate sulla sua generosità nello stare con una persona che non va più bene per un amore inspiegabile o ancor peggio per paura di un’eventuale scatto autolesionistico dell’altro. La soluzione è stata sempre lì, a portata di pene… può una ragazza seria lasciare il suo ragazzo dopo quattro anni di fidanzamento ufficiale, cosa si sarebbe detto in giro di lei!!! Ed ecco perché le nostre fughe notturne sono restate tali per tutta la durata del rapporto, ecco perché persino fra amici lei non riusciva a mostrare neppure un decimo dell’affetto che provava per me, perché il suo amore per me era la cosa più importante, ed io, fottuto essere umano, ero solo il mezzo che gli permetteva di usufruire del suo amore quando lo riteneva opportuno, ero un giocattolo che ogni tanto gli sfuggiva fra le dita ma che riusciva sempre a recuperare fin quando, diventato vecchio, non ha scelto di gettarlo nel più vicino cassetto dell’immondizia ignorando che quel giocattolo potesse avere un cuore, un sistema nervoso e persino un cervello in grado di ragionare… l’uomo ideale per lei potrebbe essere un robot. Evito di citarti per filo e per segno le sue assurde richieste dettate dal desiderio di uscirne pulita, forse sarà riuscita a farlo con F. adducendo a pretesto la sua giustificabilissima gelosia, ma ai miei occhi resterà per sempre ciò che è realmente, si è giocata tutto in quest’ultima sua telefonata. Ed io adesso riesco a sostenermi solo sulla coscienza della mia spiritualità recuperata… ho trovato la verità che cercavo da lei e che lei egoisticamente mi ha sempre negato. Che persona speciale sono, ha ragione Valentina a stimarmi come tale, se solo Cristina avesse potuto avere solo un briciolo della sensibilità di Valentina e della sua grande umanità. Noo, le ragazze non sono tutte le stesse… Salvo C., parli da uomo ferito!

See, riuscirò a dare ancora il meglio di me a qualcun’altra, ma soprattutto saprò riconoscere la persona che lo meriterà. Dio, come sono intelligente!

ART STA TORNANDO IN ME, E QUESTA VOLTA NON E’ UN ILLUSIONE.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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