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ore due e 10

Ti sembra questa l’ora di metterti davanti al computer? Sei un uomo che lavora diamine, domani bisogna alzarsi presto, ed invece sei lì a trastullarti con la tua sigaretta, il tuo bicchiere di whisky e mille zanzare intorno che non vuoi uccidere perché ti fanno pena.

Stanotte sento bisbigli del mio passato, li osservo: c’è una bella aria qui nonno, come mai in città ci sono solo brutti odori? Voglio quella lì, mi piacciono le fragole appena colte con sopra la panna vera, la panna come la sanno fare al bar, quella che ti si squaglia in bocca senza lasciarti il sapore acido delle bombolette. Sediamoci su questa panca: tu non mangi la fragolata con panna nonno? Prendi un pò della mia… poi mi porti a vedere ancora il lago? Mi piace stare a guardarlo, è più facile vedere il cielo riflesso sull’acqua, se alzo la testa dopo un pò mi fa male il collo e gli occhi bruciano. Fai provare anche me zia Lina, voglio imparare a cucire i vestiti come fai tu? Mi presti la tua macchinetta nera? tatatatatatata… è una bella musica e quell’ago sale e scende al comando di un piede.

Sono le 2 e 23: non è bene lasciarsi prendere dalla malinconia di un’età perduta per sempre, il bambino è sempre lì, ma non ha voce per gridare, seppure sia in grado di ascoltare benissimo. Il mio è un bambino adattato alle circostanze: sorride a tutti perchè ama farsi volere bene, nasconde i suoi desideri e si volge a sè stesso come l’ultimo uomo cui fare un piacere.

Che deliziosa armonia nelle forme di una donna, le sussurro piano: non ci lasceremo mai… le sue labbra crudeli rispondono: mai e poi mai. Sospiro e mi allontano dai dolci ricordi… c’è sempre tempo per costruirne di nuovi, c’è sempre tempo per destare il demone dal cuore nero: amore, dolore, più passa il tempo più queste parole si assomigliano. Ho vagato per le vie di Santiago cantando le mie canzoni: sono stato ascoltato, sono stato amato, sono stato lasciato, è tempo per accendere ancora un’altra sigaretta.

Ore 2 e 32: ridatemi le mie vesti, vi prego, non mostrate le mie nudità agli angeli dalle forme graziose… chiudo gli occhi, labbra paonazze mi scherniscono; ho scordato la cattiveria degli uomini non cresciuti, e così accetto quella di chi è giunto al tramonto della propria vita, ma non posso che provare pena e rammarico per chi non ha dato tregua al diverso da sè… li sento urlare, donne adulte, nevrotiche, piene di alcool e bugie, con il culo all’indietro e le tette in avanti, le labbra rifatte ed il trucco pesante… regina Mary era un’altra cosa, lei conosceva il suo cuore, lo teneva addormentato per non sentirne le grida.

La prego vorrei ascoltare Take on me degli A-Ha, però senza parlare perchè devo registrarla. Come vorrei creare anch’io i suoni del mio cuore… lo farò, ho ancora tempo, ho tanta voglia. L’ho fatto, ma adesso ho poco tempo, e la voglia… beh, la voglia me la faccio venire a meno di non stare a sopportare i vagiti della mia anima.

Era bello il tempo in cui sognavamo, ho un amico che voleva fare il programmatore di computer, adesso ha una società tutta sua e vende i suoi software all’IBM, poi ce n’era un altro che sognava di sposare una ragazza dagli occhi verdi, sono stati insieme 6 anni, poi lei ha sposato un altro e lui si è messo a studiare i sassi… non lo vedo da tanto, vorrei chiedergli se ha ancora dei sogni, perchè sono pochi intorno a me che sperano ancora in qualcosa, e se guardo altrove vedo solo ragazzini che sognano di fare il Big Brother o di scannarsi in televisione con altre persone… non sono questi i veri sogni, non lo sono per niente: sono triste per loro, alla mia età saranno disperati.

Ore 2 e 47: adesso c’è silenzio intorno, anche le zanzare sono andate a dormire, spero. Il mio zippo d’argento si è illuminato per un attimo. Dormi? Avrei voluto svegliarti ma domani hai tanto, troppo da fare. C’è una strana tristezza nell’aria stanotte, sento anche quella di mia madre per il suo cucciolo travolto dalle scatolette veloci… dev’essere sveglia e pensa con dolcezza a quella creatura ch’è nata solo per dare amore: vorrei poterle dire che ho visto i suoi occhi dolci sorridermi da dietro una nuvola, ma per adesso non riesco a figurarmi alcuna immagine: nella morte non c’è alcuna poesia.

Ho un fratello che partirà lontano, ne ho un altro che non vuole partire affatto ed è chiuso nelle sue quattro mura davanti ad una realtà rumorosa, ne ho ancora un altro che vorrebbe rinunciare all’amore, e un altro ancora che ne è schiavo, ho una sorella che darà alla luce un altro meraviglioso bambino, ed un compagno che ama il profumo del mare, ho un gigante lontano che odia i numeri ed un nano che si è rassegnato, e tra le chitarre delle mie nuove canzoni c’è l’ansia di un giovane fragile, e contagia di audaci pensieri il cuore di chi mi ha amato.

ore 3 e 04

ore 3 e 05

ore 3 e 06

ore 3 e 07

ore 3 e 09

ore 3 e 10: la sua ora è finita, ci vediamo fra 7 giorni, nel frattempo si ricordi che la vita è semplice, basta solo respirare.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

6 Commenti

  1. ogni tanto rileggo i vecchi post, sono sempre così colpita dalle tue parole, e soprattutto dalla tua mancanza di imbarazzo nell’affrontare anche il dolore… grazie, spesso con la tua racconti anche la vita degli altri, e la rendi un po’ più piena
    Sere

  2. è la seconda volta che leggo qualcosa di tuo ed è la seconda volta che avverto la stessa sensazione: una comunione di emozioni che va al di là delle parole e dei pensieri espressi. la prima volta ho sorvolato, ma sono rimasta colpita, la seconda non potevo che scriverti. in fondo, alla radice, c’è un forte bisogno di tirar fuori.
    a colpirmi non sono le tue parole, i tuoi pensieri, le tue sensazioni, quelli sono talemente personali che non può esserci identificazione ma è quello che c’è dietro: bisogno disperato di riempirsi il cuore, l’anima, bisogno di riconoscersi e forse conoscersi, voglia di condivisione e tanto dolore.
    forse non ho capito nulla e la mia è una fantasia ma avevo voglia di dirtelo, tutto qui.
    ciao

    • ciao Eleonora… grazie del tuo parere, bello sapere che non siamo soli vero? :) sai, io credo che ognuno di noi abbia i propri dolori, ritengo che pochi riescano a metterseli davanti, a riconoscerli, anzi, fanno di tutto per coprirli e mascherarli per sembrare sempre in gamba davanti agli altri, sempre sicuri di sè… tante volte ho incontrato persone apparentemente serene che in realtà avevano tonnellate di questioni irrisolte. Forse la consapevolezza non ci aiuta ad eliminare i problemi, ma sicuramente ci rende capaci di convivere con essi e fare in modo che non interferiscano con le nostre scelte importanti… un abbraccio e grazie ancora per aver scritto

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