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24 Gennaio 1996 (mercoledì) ore 10:45

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Ta dah! Pessima esclamazione… deprimente frase fatta… indiscutibilmente fuori luogo per il mio stato d’animo attuale.

Il mio stato d’animo attuale? E chi sarebbe in grado di esaminare uno stato d’animo così confuso, contraddittorio; chi potrebbe sondare il buio che circonda la mia anima imperfetta, chi azzarderebbe anche solo delle ipotesi sulla mia condizione vitale. Ho dichiarato guerra al finto sballo, basta hashish o derivati, stop alla cultura del rincoglionimento sedicenne. Che cazzo mi è successo, cosa ho perso di così importante da sentirmi così vuoto e arido. Non posso credere che alla base di tutto ci sia la mia recente delusione d’amore… cazzo, non ci si può ridurre così solo perché si è stati mollati da qualcuno con cui non si è fatto in tempo neppure a scopare, con cui si è condiviso semplicemente una pseudo relazione costruita con trucchi e intermezzi più o meno piacevoli, con bugie o verità (a seconda dei punti di vista)… una relazione in fin dei conti durata solo sette fottutissimi mesi. Non sono così ottimista, non può essere stata solo Cristina il motivo del mio inaridimento che solo a tratti mi concede delle folgoranti intuizioni per poi abbandonarmi ancora alla stupidità. Ho riletto con attenzione le pagine che riguardavano il mio periodo di leva, già da allora lamentavo delle perdite di “profondità”, già da allora temevo che stessi scivolando nella banalità o ancor peggio che stessi maturando. Certo, non posso negare che sia un zinzino maturato al seguito dell’esperienza militare, e ancor di più dopo il brutto giochetto che mi ha fatto Cristina… ma la maturità porta forse a svuotarsi? Non posso fare a meno di ricordare le parole di quel vecchio nel mio sogno “L’amore svuoterà la tua anima…”, ma non stava svuotandosi già di ogni suo prezioso contenuto prima che arrivasse Cristina, e poi perché non ho avvertito alcun sintomo di inaridimento dopo che Ivana mi ha lasciato, certo, magari il dolore non è stato paragonabile a quello che ha devastato il mio corpo oltre che la mia anima dopo l’ennesima sconfitta, ma di amore sempre si trattava anche se di una forma minore e meno pericolosa. Tante risposte trovo dentro me, ho fumato parecchio in questi anni, per l’anno di leva sono arrivato persino a “canniarmi”dalle dieci e più volte al giorno, tanto che al congedo mi sono trovato più grasso di dieci chili dal giorno dell’arrivo a Taranto.

Certo ho preso anche qualche acido, ma l’L.S.D. ha potuto fare solo bene al mio spirito (considerato anche che mi sono limitato ad un cartone ogni sei mesi). A volte ho paura che il motivo di questo inaridimento sia dovuto al fatto che ho lasciato gli studi, che sia una conseguenza naturale del passaggio sociale che sono stato costretto a fare appena diplomatomi. Ma sarà vero che ciò che davvero mi preoccupa possa essere solo questo? Non ho paura forse del naturale chimico cambiamento che colpisce qualsiasi ragazzo trasformandolo in un noiosissimo adulto. Molti amici attorno a me sono davvero cambiati, ma sembrano non soffrirne. Lo stesso Tano, benché mantenga sempre il suo solito immenso spirito artistico, lamenta una scarsa coordinazione fra mente e corpo… fortunato lui che col suo lavoro di grafico non deve necessariamente pensare. Personalmente sto diventando un vero specialista nel settore informatico ma sembro aver perso quello umano, ricordo anni fa quando riuscivo ad improvvisare un intera sceneggiata, qualcuno ha tratto persino ispirazione dalle mie storie per i suoi raccontini pubblicati poi da qualche casettucola editrice locale. Adesso, ad eccezione di qualche volta, sono più taciturno, più introverso… sembra quasi che stia soffrendo adesso di tutti i traumi della mia infanzia. Da quanto scrivo un diario, saranno almeno dodici anni, e in dodici anni ne sono successe tante di cose dentro me. Non vorrei di nuovo ricadere in quello stato ipocondriaco di qualche mese fa… ok, nessun trauma rimosso, ho sempre cercato di accettare tutti i complessi ereditati dalla mia idilliaca adolescenza, e anche se ho finto spesso un’intraprendenza fuori dal comune, non ho mai negato a me stesso di non avere alcuna fiducia nelle mie capacità e che non avendo in ogni caso nulla da perdere, potevo concedermi il lusso di far credere agli altri che non fossi un bimbetto tremante cui un pugnetto sul nasino avrebbe causato una folle ritirata verso casa, questo d’altronde mi ha spesso protetto dalle spavalderie dei quattro balordi che infestavano i luoghi dove ero solito andare quando ero più giovane… sai che la gente non ti attacca quasi mai se gli fai vedere di non aver paura.

Ok, ancora fuori discorso, vorrei passare al nocciolo: chi cazzo sono io!

Che fatica ammettere che il mio unico problema è il non essere riuscito ad afferrare ancora tutto quel “me stesso”di cui lamentavo la totale perdita qualche mese fa.

Ogni tanto mi capita di rivivere per una giornata dentro quello spirito, ma non posso rallegrarmi per qualcosa che poi scompare il giorno seguente per ripresentarsi magari la settimana dopo. So che c’è un me stesso ancora migliore di quello che avevo perduto da qualche parte, un me stesso arricchito di tante riflessioni in più che cerca disperatamente di riprendere possesso del mio corpo, che magari ti sta parlando in questi scritti… ma come trattenere qualcosa di astratto, come illudersi che il frutto di una reazione chimica magari innescatasi nel migliore dei modi ad un certo momento, possa ripresentarsi quando si vuole.

Cos’è cambiato in me, cos’è cambiato nel mio cervello, quale la causa di questo cambiamento!? Ho davanti agli occhi la mia prima agenda, l’ho tirata fuori dalla sacca dov’era custodita. Dalla copertina si respira lo stile dei tempi, nel senso che la polvere ha già provveduto a farmi cacciare dal naso un sonoro starnuto. Chissà se nella storia della mia vita non trovi una soluzione…

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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