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16 Gennaio 1994 (domenica) ore 2:10

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Cataloga questa giornata fra gli elenchi con a capo indice: “momenti ok”. Che gioia, quale supremo piacere può procurarti un sentimento che nasce dal rapporto con una donna, e quale magnifica forma di edonismo potrebbe eguagliare in intensità tale meravigliosa sensazione di ebbrezza. Oggi la mia dolce Ivana ha compiuto 17 anni; avevo deciso già da tempo di farle un regalo, solo non volevo compromettere troppo la buona opinione che lei ha di me con un regalo troppo speciale che avesse potuto portare con sé un’insinuazione troppo sfacciata, né essere considerato di cattivo gusto scegliendo qualcosa di troppo banale; ciò che volevo sostanzialmente era dimostrarle che tengo molto a lei. Vagabondando per le vie della città in cerca di un’ispirazione per un regalo che avesse dovuto rispettare i canoni qui sopra elencati, improvvisamente ho avuto un illuminazione (in tutti i sensi): la vetrina di un negozio, intorno alla quale avevo girato per ore, si ergeva maestosa davanti ai miei occhi, circondata da motivi estremamente gradevoli alla vista dominava la scritta “ditelo coi fiori”.  Data la tarda ora, il negozio era chiuso…  nessun problema, l’indomani mattina avrei provveduto a scegliere qualcosa di grazioso per poi farla recapitare nel pomeriggio; c’è poi chi dice che guardare le vetrine quando la città è morta sia paranoico e inutile. Stamattina sono uscito da casa molto presto e dopo aver comprato un disco da includere al probabile omaggio floreale,  ho battuto il record di velocità su strada per la fretta di raggiungere il negozio che avevo fortunatamente incrociato il giorno precedente.  Dissi al fioraio che dovevo fare un regalo alla mia ragazza, perché scegliesse veramente il meglio, e dopo tutta una serie di proposte, quando ormai lo stesso era al limite della sopportazione, ho scelto per lei una graziosa composizione di orchidee.  Velocissimo ho compilato un biglietto di auguri in latino, chissà quanto tempo avrebbe perso a tradurlo, e dopo aver pregato il fioraio di consegnare il buono disco in concerto col biglietto che accompagnava i fiori, comunicato l’indirizzo sono corso fuori dal negozio per evitare che, preso da un improvviso attacco di timidezza, sarei potuto tornare indietro e annullare tutto.  Nel primo pomeriggio le ho telefonato per farle gli auguri, abbiamo parlato circa un’oretta, tutto calcolato al fine di far coincidere il momento del aggancio della cornetta con quello della venuta del fioraio; ovviamente non ho accennato per niente alla sorpresa che da lì a poco l’avrebbe commossa. Nel tardo pomeriggio mi sono recato al Tip Top per la solita partitina a ping-pong, sinceramente non speravo che venisse, l’unico che butta l’alba del sabato chiuso in una sala giochi sono solo io e i maledetti Power che attendono l’apertura delle discoteche; giocavo con Giovanni quando la scorgo con la coda dell’occhio, improvvisamente mi assale uno sconcertante senso di imbarazzo dovuto forse al timore di avere esagerato. Decido di far finta di non vederla ma sembra che lei non condivida con me tale sentimento, nel momento in cui mi accingo alla battuta mi sento chiamare da dietro e improvvisamente me la trovo di fronte. I suoi occhi avevano qualcosa di veramente straordinario, incredibilmente profondi e stracarichi di dolcezza mi fissavano intensamente, sembrava parlassero di per sé una strana lingua che per un motivo inspiegabile riuscivo a comprendere. Si avvicina, mi bacia due volte sulla guancia con un’intensità che quasi mi confonde rendendomi estremamente felice, e mi ringrazia: la sua voce così melodiosa e il suo tono così sincero… è stato come se avessi toccato il cielo con un dito… il più bel momento della mia vita. Ciò di cui mi stupisco adesso, sul momento la mia mente era a spasso per il paradiso, è come un semplice gesto e degli sguardi avessero potuto trasmettermi quella quantità indicibile di stimoli positivi che hanno poi avuto quell’effetto così meravigliosamente catastrofico sul mio intelletto… è splendido il momento in cui una persona ti mostra così apertamente il suo affetto, ed è splendido che costei sia proprio la persona a cui vuoi così tanto bene.

Vorrei dire tante cose, descrivere minuziosamente ogni singolo particolare… credimi se ti confido che sto ancora passandomi dolcemente la mano sulla guancia che ha goduto del semplice e breve contatto delle sue labbra, nessuno…nessuno era riuscito a rendermi tanto felice; il programma alla radio è stato un successone, ero carico e pieno di fiducia in me stesso. Ti voglio bene Ivana, dolce amica.

Dimmi chi sei… forse una fata ?
Dimmi chi sei che attraversi la mia strada ?
Dimmi chi sei, il tuo nome è  forse Ivana !
Per anni son rimasto inerte, annegavo nell’infelicità, godevo della mia apatia.
Ho tentato e ritentato
in sei lunghi anni nessuna che fosse valsa almeno un decimo della mia dolce Tiziana.
Credevo di essere ormai condannato a serbare per sempre nel mio cuore quel morbo mortale.
Continuo a domandarti : sei forse una fata!
Giungi dal nulla e guarisci le mie ferite
in qualche minuto mi carichi d’affetto..
sarai certamente una fata,
per avermi liberato da un amore impossibile,
per avermi stordito in tale maniera indicibile
Vorrei innamorarmi di te a patto che non lo sia’ già.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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