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30 Luglio 1994 (Sabato) Marina ore 23:05

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Sono in licenza malattia… non mi hanno voluto dare la licenza e gli sono svenuto davanti.

La splendida serata di oggi e la luce soffusa del lampioncino che pende dal soffitto rischiarando quasi per intero la veranda e illuminando questo foglio bianco, mi suscita sentimenti che avrei voglia di cancellare, fottuti sentimenti d’amore. Forse la magia della sera, o forse la profonda angoscia che alberga nel mio animo ormai da qualche giorno, richiama la mia musa poetica. Lo sguardo del mio dolce fratellino, i suoi occhietti rotondi e ingenui che mi fissano luccicando nel buio della cameretta, le mie confessioni spontanee, piene d’amore, con oggetto una fanciulla rea di avermi rapito il cuore e sconvolto la vita, caricano l’atmosfera di dolcezza. Cresce il desiderio di vederla, logora il pensiero che lei, come le altre volte, non verrà. Il mio tenero fratello chiude gli occhietti lasciandosi cullare dalle mie parole che pian piano si incupisce. I minuti scorrono veloci e il tempo è già scaduto, il bimbo viaggia già fra i suoi sogni argentati. Peccato, proprio adesso che avevo voglia di farle un discorso come si deve! Qualcosa del tipo: lei si avvicina al lettino di mio fratello e lo guarda sorridendo, io fisso lei aspettando che gli sguardi si incrocino e poi le dico – Sai una cosa Ivana, mi sono fottutamente innamorato di te -; non che sia particolarmente abituato alle dichiarazioni preconfezionate ma l’imbarazzo è più forte di qualsiasi altra cosa. Se solo potessi vendere al diavolo la mia anima per avere un corpo meraviglioso, le donne almeno sembrano gradire quel tipo di involucro quando si parla di sesso. Ma nulla che trascenda il nostro io esiste, nulla di mistico, nessun miracolo che possa mutare la mia morfologia… di una cosa solo posso esser certo, che il mio destino sarà sempre quello di soccombere all’amore.

Piccolo trattato di stereotipi umani

Nota

L’autore tende a sottolineare come l’argomento debba essere interpretato nella maniera più generale possibile ben consapevole che questo sporco pianeta è anche fatto di eccezioni. Per comprendere il ragionamento che seguirà a questa breve introduzione abbisogna immaginare la maggioranza della razza umana ristretta, secondo le tipologie di comportamento e di pensiero, entro tre grandi famiglie: Def, Power e Diogene. Il mondo spirituale di tali individui reagisce agli stimoli esterni secondo le leggi della bidimensionalità, spiritualmente osservano e giudicano guardando dietro di loro quando si tratta di prendere a prestito ipse dixit del passato, avanti a loro quando devono ricavare un vantaggio dalla scelta. Cultori del pensiero condizionato, scudieri del dogma, seguaci delle grandi certezze queste tre classi di individui popolano per la maggioranza il nostro pianeta. Idealmente più in alto dimorano gli Art all’interno di un mondo spirituale denominato UA in cui gli stimoli esterni seguono la legge della poliedricità dei giudizi. Sacerdoti del dubbio, persecutori del dogma, cultori del pensiero libero tale classe di individui è destinata ad essere perseguitata e moralmente lapidata dalla maggioranza in cui si integrano le tre classi con le dovute eccezioni. Esseri più unici che rari dovendo instaurare un rapporto con la società che li circonda finiscono per sentirsi dei commedianti, giacché qui, per essere compresi, debbono sempre fingere una superficie.

Andiamo adesso all’analisi delle prime tre classi:

Power: uomo della massa, individuo che vive in funzione della gente che lo circonda, sempre aggiornato in fatto di mode. Tale essere annovera fra i suoi credo donne, motori, oggetti e carriera. Il power frequenta i luoghi appannaggio della massa, fra i tanti la discoteca è uno dei posti dove si possono studiare questi individui. Il power rappresenta idealmente il concetto di conformismo di pensiero, costume e comportamento.

Def: per definizione antipower, uomo della antimassa. Tali individui hanno la necessità fisica di esternare il proprio disprezzo per la massa attraverso una negazione dei loro atteggiamenti, la maggioranza di loro assume nei dialoghi una tonalità di voce Morrisoniana, con argomenti principalmente rivoluzionari di tendenza sinistroide, tali esseri vorrebbero convincere o convincersi di essere anticonformisti frequentando luoghi diversi da quelli meta della massa, ascoltando musica che non ascolta la massa e indossando capi d’abbigliamento che la massa giudica di cattivo gusto. Anche i Def hanno i loro covi, si trovano nei posti più tristi della città che si individuano facilmente prestando occhio alla nebbiolina di fumo effetto indiano che si alza in prossimità del loro covo. Come già detto, seguaci di una rivolta al conformismo non fanno altro che coniarne un nuovo tipo generato dalla standardizzazione dei loro pensieri e delle loro azioni.

Diogene: Non tutti riescono ad integrarsi, o iniziarsi, con le due classi sopracitate. Qualcuno pecca di sfacciataggine per un’indole timida, qualcun altro colleziona tele di ragno nel proprio portafoglio. Power e Def falliti è forse un termine migliore di quello da me scelto che non ha nessun riferimento col grande filosofo greco se non comparandolo alle modalità di comportamento di questi smidollati alla continua ricerca di una identità. A tali tristi figuri basterebbero volgere lo sguardo verso l’alto per così compiere il primo passo all’integrazione nell’UA, l’universo regolato dalla legge poliedrica. Condizioni fondamentali per l’avvento di Art sono il dolore attraverso il quale lasciare insinuare in ogni fibra del proprio corpo il sacro dubbio che prepari successivamente la fede in nihil nella condizione di nichilismo. Alla fede in nihil segue la volontà di potenza già abbondantemente elaborata dal sommo maestro Nietzsche che prevede la creazione di qualcosa al di sopra di sé che rimpiazzi le vecchie certezze perdute. La legge prospettica non concede naturalmente caratteri di universalità neppure alle proprie creazioni e volontà di potenza si trasforma così in una costante strettamente legata alla verità del relativismo. L’Art dunque fallisce spesso, ma mai demorde. L’Art concepisce i sentimenti nel loro massimo superamento superamando ed esultando, soffrendo e traendo materia prima dalla stessa sofferenza per le sue infinite creazioni. L’Art rappresenta lo spirito libero che a sua volta si integra nel concetto di contraddizione perenne. L’Art non può essere malvagio.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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Segnalato da In|_difference … la recensione mi ha fatto venire le lacrime