Io e l’amicizia

Forse non esiste cosa più difficile del definire l’amicizia. Personalmente in questo campo credo di essere stato piuttosto fortunato, almeno fino ad ora! La cosa più esaltante sta nel fatto che l’evoluzione (o involuzione a seconda di chi giudica) del mio carattere e quindi il naturale progressivo cambiamento che ha interessato la mia persona è sempre andato di pari passo con incontri interessanti che poi hanno dato frutto ad amicizie profonde ed inossidabili e ancora oggi, guardando al passato, mi piace notare come le persone che ho avuto al mio fianco siano state, nella maggioranza dei casi, lo specchio della mia personalità. All’età di 11 anni ho condiviso con una sola persona tutto uno stile di vita e ancor oggi, nonostante poche cose ci leghino, sento di poter contare su di lui. All’età di 15 anni sono riuscito a crearmi un piccolo gruppetto, sono stati gli anni dellacaccia alle “femmine” e delle prime delusioni serie… ancor oggi, nonostante il fatto che ci separi un abisso di cultura e di mentalità, sento di poter contare su di loro. All’età di 18 anni il mio naturale procedimento evolutivo costrinse il gruppo sopracitato ad isolarmi sempre più, naturalmente vivevo questa condizione con tristezza e malinconia anche se ero sempre più consapevole che le nostre strade avevano preso una piega opposta. Quando si è adolescenti si potrebbe stare con chiunque, non è necessario in fondo che gli amici condividano i tuoi stessi interessi o che ragioniate allo stesso modo.

Fortunatamente, anche questa volta, ho incontrato la persona che mi avrebbe tirato fuori dalla solitudine e dalla progressiva dissociazione sociale che stavo sperimentando. Grazie a questa persona ho avuto modo di esprimermi al massimo, ho avuto modo di accettare la mia diversità apparente (perchè in fondo nessuno è solo a questo mondo, il problema sta solo nell’incontrare le persone adatte) e di coltivarla sempre più. Questa volta non avevo nessuno che mi costringesse ad andare in discoteca (e quindi restare a casa quando la comitiva decideva per il divertimento POWER), nessuno che mi ridesse in faccia quando gli parlavo di argomenti personali, nessuno che si scandalizzasse quando mi dilettavo ad offendere il buon dio, reo solo di non esistere. Tano si è rivelato lo specchio della mia anima ed un ottimo compagno di viaggio insieme a Claudio, Giannantonio Andrea e Riccardo.

Naturalmente non credo più che l’amicizia sia solo un “servire all’altro per essere a propria volta servito”… personalmente il semplice “stare bene” in compagnia di una persona mi fa capire che l’altro è un amico; forse è proprio questa idea che mi fa tollerante e di buona compagnia, all’amico perdono ogni cosa e spesso sono ricambiato in questo atteggiamento. Fondamentalmente siamo degli individui non un’unica cosa e pecchiamo tutti di orgoglio o di egoismo, ognuno di noi ha degli elementi negativi, ognuno di noi ha i suoi periodi NO in cui è irascibile e in apparenza irriconoscente… ma il sentirti amico di qualcuno, e questo ha più significato dell’esserlo semplicemente, ti aiuta ad accettare ogni contraddizione etichettandola come apparente, e allora dare e ricevere non è più un obbligo ma una “condizione” spontanea.

Come avevo accennato nella pagina precedente il più grande nemico dell’amicizia è proprio l’amore, o meglio ladonna che rappresenta la concretizzazione terrena del sentimento. A tal punto dall’amico non ci si può più aspettare la disponibilità che concedeva prima, stavolta c’è un’altra persona cui deve rendere conto, e se a quell’altra persona non va di sentire parlare il suo compagno con altri per tutto il tempo, la faccenda si complica, specialmente col migliore amico che viene visto come una sorta di angelo nero che ruba l’affetto che spetta. E ‘inutile dire – Non deve esistere solo la mia ragazza per me, non abbandono gli amici – giacchè l’impegno che ci si assume quando si “sta” con un’altra persona limita comunque il rapporto con altre, che lo si voglia o no! Resta comunque il fatto che l’amicizia si sente e non si è tenuti a dimostrarla, ed è bello sapere che dietro ogni compagna c’è sempre una persona che vuole il tuo bene, che magari non ha più il tempo di farsi in tre per te, ma che in ogni caso ti è vicina col cuore, ed è questa la cosa più grandiosa, basta un pizzico di sensibilità e di obiettività per accorgersene.

Comunque, tra parentesi… che resti fra noi, anch’io mi macchio spesso di queste colpe.

Se mi si dovesse chiedere se può esserci amicizia fra uomo e donna non saprei rispondere. Ho avuto molte amiche di sesso femminile, tutte storie sfociate in ben altro. Credo comunque che alla base di qualsiasi rapporto d’amore debba esserci un sostrato di amicizia. Con la mia ragazza, Giulia, ci sono voluti ben 2 anni d’amicizia per capire che potevamo anche trovarci bene insieme.
Per dettagli vi rimando al mio rapporto con le donne.

Non parliamo delle amicizie in rete poi che fanno bene anche alla propria crescita spirituale, l’assenza di barrierepresuppone la possibilità di trovare qualcuno che più o meno possa capirti ancora meglio di quanto possa fare una persona con cui magari condividi solo un modo di essere, e di questo ringrazio Gianfranco e Gianbattista, con cui mi incontro più spesso in rete che nella realtà, ed in particolare ad un amico lontano di Wasserburg Peter Patti cui devo dei preziosi consigli e che sento di lodare per la sua sola presenza nella mia mailbox; e ancora mi sento in dovere di citare Alessandro Amodio e Michele Ridi per la loro disponibilità e professionalità nel settore letterario, Patricia Bookman anche lei per i suoi consigli e la sua gentilezza; Hugo Fast e Gufo per aver messo in rete la loro preziosa Kondoria grandiosa rivista Nichilista, Franco DEL MORO con la sua Ellin Selae, Giuliano. A questi aggiungerei poi l’incredibile team di Informatica Italiana di cui ho l’onore e l’onere di essere membro fondatore: Massimiliano Valente, Felice Marra, Mauro Lupi, Davide Ruda, Paolo Corsini, Emiliano Cecchi e tutti gli altri.

Avrò sicuramente la necessità di aggiungere qualcos’altro a questo elenco striminzito di sensazioni, conto che vi appelliate alla mia volontà perchè possa completare questa incompletabile sessione.

(brano tratto dalla dismessa Nico Home Page 2001)

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

La mano

Prossimo articolo

Io e la vita

Le ultime da Diario

Una luce nel buio

Già… le ingiustizie, le cose che vanno storte per propria colpa… potrei impegnare il tempo pensando

21 Gennaio 2012

Eccomi qui, incapace di prendere sonno con la consapevolezza di aver fatto il solito errore di

sogni

Ci sono paesi e luoghi ove il tempo, lo spazio, le persone, si confondono tra loro,