Decisioni

Oggi siamo andati insieme dalla tua dottoressa, ed è passato un bel po’ dall’ultima volta perché sia io che la mamma diamo per scontato che tu stia crescendo alla grande e che non c’è bisogno di farti arrabbiare quando alla fine la risposta è sempre la stessa e cioè che stai crescendo bene e che il tuo corpo sta facendo il suo lavoro nel migliore dei modi.

Volevo scriverti queste parole perché ci sono momenti in cui penso di avere una responsabilità così grande nei tuoi confronti che potrei non dormirci la notte, che non è così semplice per me prendere decisioni al posto tuo senza chiedermi ogni momento se è quella giusta, e parlo anche delle cose più piccole come prenderti un paio di scarpe: pensa che giusto l’altro giorno ho provato un grande sollievo quando sei stato tu stesso a scegliere quelle che volevi, mentre io mi limitavo ad indirizzarti solo sulle misure perché sennò avresti preso una 22 o una 35.

Stamattina abbiamo fatto una passeggiata a Marina in spiaggia e c’era un po’ di vento. Tu avevi già la tosse, anche io in effetti, e se c’è una cosa che ahimè mi contraddistingue è il non prestare particolare attenzione ad alcune precauzioni fondamentali come metterti una sciarpetta intorno al collo quando il tuo sistema immunitario è già provato, oppure evitare di farti bagnare le scarpe nelle piccole pozzanghere di acqua che si creano vicino alla riva o nei piccoli rivoli di pipi e cacca depurata che tagliano la spiaggia in due, quando tu non vuoi saperne di saltare in braccio a papà e ti vuoi godere un bel salto alla Peppa Pig… e chi ce la fa a proibirti un’esperienza così emozionante, specie quando ripeti incessantemente io io io io.

Quando siamo tornati in macchina, c’era qualche bollicina di muco verdastro che ti veniva fuori dal naso, mi sono chiesto se fosse l’effetto spurgante dell’aria di mare o forse il fatto che il vento e l’acqua nelle scarpe avessero peggiorato la tua salute, così ho deciso di dirti due parole sul fatto che alle 2 ci saremmo fatti vedere dalla dottoressa. Ti ho spiegato che anche se va tutto bene e non c’è bisogno di preoccuparsi, andare dal dottore ogni tanto è una cosa buona, perché papà (che non è molto bravo con le precauzioni e spesso e volentieri trascura anche se stesso trascinandosi una brutta tosse catarrosa per mesi) è grande e può scegliere da solo se fregarsene o meno della salute, il suo bambino invece deve poter contare sempre sul buon senso dei propri genitori… beh, la mamma non è mai stata un problema, ma in questo periodo, presa com’è dal suo studio, deve poter contare anche su di me e poi si sa… due cervelli sono sempre meglio di uno e comunque non sarebbe giusto lasciare le decisioni difficili sempre alla mamma.

Anche se tu non ricordi quel Natale terribile in ospedale dove i tuoi linfonodi si sono gonfiati come palloncini, papà al contrario ha ancora in mente la tua espressione triste e spaventata, e mi si stringeva il cuore così tanto che quando tornavo a casa continuavo a vederla davanti a me e non riuscivo a dormire sapendoti in quel grande letto asettico, attaccato ad una macchina che ti mandava il mangiare nel braccio. Lì la mamma ha preso le redini, ha deciso tutto lei ed è stata con te ogni momento. Avrei voluto partecipare anch’io a quelle decisioni ma la paura di fare la scelta sbagliata era troppo forte, fosse stato per me non ti avrei neanche portato in ospedale, mi sarei accontentato di quello che ci avevano detto in guardia medica e avrei aspettato di farti fare il tampone dello streptococco. Per fortuna, la tua mamma ha un buon intuito e papà ha il solo merito di non opporsi quando si accorge che è sicura di sé.

Ti chiederai perchè sto rivangando quel periodo. Beh… perché oggi quando eravamo nello studio della dottoressa ed eri appiccicato a me senza dire una parola e con lo sguardo spaurito, ti ho chiesto se eri preoccupato e tu mi hai detto di si. Allora ti ho spiegato che potevi fidarti di me, che dovevamo solo sentire come batteva il tuo super cuoricino, vedere quanto pesavi e quant’eri alto, toccarti il pancino e vedere se quel tuo piccolo testicolo era ancora un po’ gonfio, poi saremmo andati subito al nido e avresti giocato per tutto il pomeriggio con i tuoi compagnetti. A quel punto ti sei staccato dalle mie spalle e mi hai guardato negli occhi, poi siamo andati dalla dottoressa e sei stato super bravo, hai solo piagnucolato un po’ perché lo stetoscopio all’inizio è sempre dannatamente freddo, per il resto hai assecondato tutto quello che ti ha fatto la dottoressa, persino quando ti ha cacciato il bastoncino in gola per vedere se era arrossata. Io ti guardavo tenendoti la mano e capivo che eri comunque preoccupato, sapevo che ti stavi controllando alla grande, che in qualche modo forse il fatto che ti avessi detto di fidarti di me ti aveva convinto e quindi, davanti alla preoccupazione istintiva, eri riuscito comunque a mettere al comando la tua ragione.

Quando ti ho detto di fidarti di me ti ho anche detto che non ti dirò mai bugie, e che quando andremo a fare una puntura o qualcosa di più antipatico te lo dirò sempre in modo che tu possa stare tranquillo sul fatto che con papà non avrai mai brutte sorprese. Katz, sono sicuro che solo quando anche tu sarai padre potrai capire cosa si prova a sentirsi importanti per qualcuno a cui tieni più della tua stessa vita! Certo, non avrei alcuna difficoltà a dirti con sicurezza FIDATI se si trattasse di mettersi in mano il tuo computer che si è guastato o di consigliarti su un brano super prog da ascoltare per i prossimi 6 mesi o magari su come fare musica, ma per quel che riguarda la tua salute… come posso essere sicuro di riuscire a rassicurarti sempre sul fatto che andrà tutto bene solo perchè te lo dico io! Anche adesso papà non sa se ha preso la decisione giusta a mandarti al nido quando c’è questo coronavirus in giro, invece che prendersi un’aspettativa al lavoro e stare con te tutto il giorno visto che la mamma deve stare per forza dietro le sue lezioni.

Il futuro è incerto, ma per me lo è sempre stato, per questo non ho fatto altro che vivere nel presente. Ma per quanto romantico possa sembrare vivere da bohemien, è da veri irresponsabili continuare a perseguire quel modello quindi, l’unica è scrollarmi di dosso l’eterna insicurezza che alberga nel mio animo e seppure questa cosa di decidere al posto tuo per chissà quanto tempo mi sembrerà sempre troppo grande, credo faccia parte di quei doveri che mi devo accollare e basta, così come il fatto che non posso più guardare solo il presente perché tu sei anche e soprattutto il mio futuro.

Con amore, il tuo papà.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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