Default thumbnail

7 Ottobre 1988 ore 8:35

15 minuti di lettura
Leggi

Come al solito anche oggi ho salato la scuola, stavolta ho una giustificazione più che accettabile. Quest’estate mi è accaduto qualcosa di imprevedibile, di meraviglioso, Dio mi avrà concesso di certo qualche grazia. Mi dispiace solamente di non averti scritto nel momento in cui “tutto” accadeva e approfitto di questa salata per dilungarmi sull’argomento. Alla fine dell’inverno precedente sono uscito più volte con Simona, un’amica di mia sorella e non avrei mai immaginato che avesse potuto avere un’amica così splendida.

Ci siamo conosciuti nell’androne del palazzo in cui abito, lei si è presentata con Simona con un abito nero che esaltava i suoi bellissimi capelli biondi e i suoi meravigliosi occhi verdi. Tiziana; il suo nome suonava come una dolce melodia dei King Crimson alle mie orecchie. Non ci vedemmo più per quasi tutto l’inverno anche perché Simona litigò con mia sorella e non si fece vedere per parecchio tempo. Credevo di aver perso la più grande occasione della mia vita e mi stavo quasi per rassegnare quando in estate la incontrai al lungomare. Nel momento in cui la vidi che si avvicinava sempre di più al muretto dove mi trovavo, sentivo il mio cuore battere all’impazzata e pregavo il Signore che stesse proprio per venire da me. Si avvicinò, mi salutò e mi chiese come andava, dopo si rivolse all’amico che era con me, Valerio. I due si conoscevano certamente e lei sembrava non poco attirata da lui, lo notavo dal modo in cui lo guardava. Al momento non mi importava granché del fatto che sarei potuto esser stato il terzo incomodo; ero felice e mi sentivo già innamorato di lei. In quel periodo era ancora più bella di quando la conobbi la prima volto. Il viso era abbronzato e il verde dei suoi occhi quasi ti accecava, indossava una tutina aderente e i lineamenti del suo corpo erano a dir poco provocanti. Caro diario, meravigliosa sarebbe l’espressione più adatta. Quando ci congedammo, lei mi salutò con un sorriso luccicante e scomparve lentamente nella confusione. Deciso a seguirla mi alzai e chiesi a Valerio se voleva accompagnarmi. Questa fu la prima cosa che mi dispiacque sentire sul suo conto: lasciala perdere è una stronza! Nel momento in cui lo diceva Valerio era impallidito e gliene domandai il perché. Mi raccontò che qualche anno fa era stato messo con lei e che era stato abbandonato solamente perché non era riuscito a soddisfarla in tutti i suoi puerili desideri. In parole povere mi spiegò che lei era talmente cotta di lui da pretendere dal suo partner la stessa intensità d’amore. Tiziana era ancora innamorata di lui e le volte in cui la vidi non si avvicinò se non ero in compagnia di Valerio. Tutto ciò mi rattristò molto e decisi di ribaltare la mia situazione. Cercai Simona e la costrinsi a portarmi a casa di lei. Credevo che una volta giunto lì avrei potuto cavarmela per conto mio improvvisando una qualsiasi scusa che mi giustificasse della mia improvvisa “irruzione”. Avrei potuto parlarle di Valerio o invitarla ad una festa, lungo il tragitto verso casa sua preparai un lungo discorso più un altro di riserva. Miracoli dell’amore, quando la vidi sporta nel cortiletto di casa, dimenticai tutto e tirai Simona per la mano costringendola a seguirmi. Parlammo a lungo ma l’unica cosa che ricordai quando ci congedammo era il suo volto bellissimo. Ero fuso per lei, la notte non dormivo e sognavo ad occhi aperti, il giorno uscivo continuamente sperando di incontrarla. Meraviglioso, tutto quello che mi stava accadendo era semplicemente meraviglioso. Unico problemino che mi angosciava era il fatto che non trovavo il tempo di studiare per riparare il latino e greco che mi avevano lasciato a Settembre. Problema presto risolto quando la invitai la mattina alle undici a casa mia per vedere insieme un film dell’orrore registrato. La voglia di studiare mi venne improvvisamente e credo che nella notte passata insonne abbia completato tre quarti di programma di latino e due di greco.

Passai una mattinata splendida e il ricordo di quel giorno mi assale spesso anche in questo periodo. Dopo quel primo invito lei si presentò spontaneamente a casa mia quasi quotidianamente ed io non facevo altro che non dormire e studiare. In tre settimane completai tutto il programma di studio motivato dalle sue visite costanti. Non sono mai stato così bene come in quel caldo mese di luglio. I guai comunque non tardarono a giungere. Tutto cominciò quando conobbi quest’estate dei ragazzi con i quali ho fatto amicizia: Peppe ***, Salvo ***, Alessandro ***. Stavo passeggiando al lungomare con Tiziana quando questi tre figuri ci si avvicinano e cominciano a parlare con lei. Dopo un pò Tiziana mi disse che doveva andare a cercare sua madre ed io mi fermai con loro a parlare un po’. Erano più grandi di me di quasi due anni ma si comportavano molto gentilmente, solo non credevano alla mia età; dovetti fargli vedere la mia carta d’identità perché quindici anni a loro parere non li dimostravo affatto, me ne davano al massimo dodici. Finiti i convenevoli ci siamo incamminati in cerca di Tiziana. La incontrammo vicino al Gino Paolo che parlava con sua madre e, dopo che ebbe terminato, mi rivolsi a lei chiedendole se voleva continuare la passeggiata. Ad un suo accenno positivo la presi per la mano e mi congedai dai ragazzi, quando lei improvvisamente mi propose di unirci a loro. Io ne fui contento, ancor meno quando seppi che i tre figuri gli sbavavano dietro già da tempo. Quella sera non fece altro che parlar con loro ed io quando tornai a casa non seppi fare altro che pensare a che cosa poteva essere accaduto. Decisi di non perdere più tempo e di costringerla a compiere il primo passo; io non potevo certamente farlo, avrei rischiato di rovinare l’amicizia, avrei dovuto essere sicuro prima dei suoi sentimenti. Alba era una ragazza di Palermo che mi aveva presentato qualche mese prima Tiziana. Decisi di provarci con lei per farla ingelosire. Un giorno gli feci la dichiarazione, lei accettò di  fidanzarsi con me e cominciammo ad uscire in coppia; ovviamente cercavo di far sì che Tiziana fosse sempre presente quando ci scambiavamo le effusioni amorose. Lei sembrava irritata quando era costretta ad assistere ai nostri scambi d’affetto, e spesso con la coda dell’occhio la vedevo triste: forse pensava ai suoi bei momenti con Valerio o forse pensava a me.

Nel frattempo Alessandro faceva di tutto per conquistarsi il suo cuore ed io, innervosito dal fatto, decisi di lasciare Alba e tentare il tutto per tutto. Seppi in seguito che Alba e Tiziana litigarono per me ed un giorno il mio amore mi disse che lei non era la ragazza fatta per me e che aveva deciso di mettersi con me per ingannare il tempo e divertirsi alle mie spalle. Ero felice che mi avesse parlato in quel modo, ero convinto altresì che non era vero quello che aveva detto e che lo faceva esclusivamente per tagliare Alba fuori dal gioco. Non ebbi comunque il coraggio di dichiararle il mio amore anche perché lei si era irrigidita notevolmente a partire da quello spiacevole episodio. Non mi veniva più a trovare a casa e la sera usciva esclusivamente con i ragazzi. Temevo che un giorno l’avrei vista abbracciata con Alessandro.

Che tristezza, avevo compromesso non solo la possibilità di mettermi con lei ma anche la sua amicizia. Questa volta non era piacevole passare le notti insonni, non facevo altro che guardare la sua fotografia e annusare il profumo che usava abitualmente. Non toccai un libro fino al fatidico 15 Agosto. Abitualmente si usava festeggiare il ferragosto con un falò sulla spiaggia e Alessandro mi aveva invitato a venire con Tiziana. Fatalità volle che mi ammalassi di faringite pochi giorni prima dell’evento. Per tutto il giorno non pensai ad altro che a quel falò e alla possibilità che Tiziana si facesse ammaliare dal fascino biondo di Alessandro. Si fecero le nove e d’un tratto suonò il campanello di casa. Mia madre aprì la porta e da lontano mi gridò che c’era una gradita ospite. Mi chiesi chi potesse essere e non ebbi neppure il tempo di valutare le probabili visitatrici che si presentò alla porta della mia stanza Tiziana. Mi alzai immediatamente dal letto per venirle incontro, dimentico del fatto di essere in mutande e la invitai a sedersi sulla sedia di fronte al mio letto. Colonna sonora dell’evento: Hotel California degli Eagles. Abbiamo passato un’ora e mezza a discutere e lei mi spiegò di non essere andata al falò perché si sentiva a disagio con i ragazzi se non c’ero io. Alla mente mi salirono quasi fulmineamente tutte le possibili dichiarazioni che avrei potuto farle. Ma avevo troppa paura, allora più che mai, di un possibile rifiuto. Il fatto che era venuta a trovarmi rinunciando al falò era un chiaro segno di interessamento per me, ma avevo ugualmente paura. Per tutta l’ora non abbiamo fatto altro che guardarci in faccia e discorrere di argomenti futili.

Poi lei andò via ed io dormii come non avevo mai fatto in vita mia. Sognai, immaginai di essere un prode cavaliere alla ricerca della sua pulzella, di vagare per il mondo per uccidere il perfido drago che la aveva rapita. Sognai ancora, immaginai di salvarla dalla gente che le voleva male, di portarla via con me nella città dell’amore dove non esistono impedimenti d’alcun genere.

Lei partì il giorno seguente per Ragusa lasciandomi solo a marina a sognare. Non vedevo l’ora di  trasferirmi anch’io e di continuare a frequentarla. Riparai a Settembre le materie che mi avevano lasciato con eccellenti risultati e corsi presto alla sua ricerca. Ed eccomi qui alla vigilia dei miei sedici anni, solo e abbandonato. In via Roma ho avuto la fortuna di incontrarla una volta: mi ha “quasi” salutato e si è fermata a parlare con Alessandro. Cosa può essere successo, le può aver dato fastidio il mio comportamento del quindici Agosto, si aspettava forse qualcosa di più? Sono convinto che lei mi voglia bene, ma quando troverò adesso l’occasione che mi sono fatto sfuggire quel giorno maledetto? Dovrei andare a casa sua e parlarle… no, troppo imbarazzante e piuttosto avventato.

Forse potrei semplicemente fermarla in via Roma e consegnarle te, mio caro diariuccio, per farle leggere questa pagina.

Ma si, faro così! Eccoti allora, cara Tiziana, queste quattro righe:

“Tiziana, se ho trovato il coraggio di consegnarti il diario, volevo semplicemente dirti che quello che hai letto non è una montatura… ti amo veramente come non ho mai amato nessuno. E’ incredibile che mentre prima le ragazze con le quali mi sono fidanzato non mi interessavano più di tanto, ora per te sarei disposto ad attraversare a nuoto i sette mari. Sono tante le ragazze che mi vengono dietro (chiedi ad Alessandro), ma io penso solo a te.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Default thumbnail
Articolo precedente

20 Aprile 1988 ore 20:05

Default thumbnail
Prossimo articolo

10 Ottobre 1988 ore 16:00

Le ultime da Diario

La poesia

Oggi sono stato colto da queste bellissime parole che mi ha inviato