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16 Settembre 1994 (venerdì) Pozzallo ore 20:00

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Credo sia una mia qualità, in ambiente militare, incazzarmi come una bestia dopo aver preso uno spavento. Un precedente che lo dimostri: il caso Peppe; oggi Armando. Tutto ha avuto inizio ieri quando, ricevuta la consegna da parte di un sergente di disporre di qualcuno che pulisse il campaccio e le mattonelle della parete della cucina intrise di nicotina da far venire il vomito, avendolo gentilmente chiesto ad Armando, l’unica recluta disponibile considerato che il grosso della truppa era ad Augusta per un’esercitazione Arporex, mi sono sentito rispondere con un secco NO. Fosse stata una persona col mio carattere mi sarei stupito di meno, ma proprio Armando che obbediva senza discutere agli ordini dei superiori, la persona che si giustificava del suo lecchinaggio invocando la necessità di accettare dei compromessi per ben convivere, si era rifiutato di obbedire ad un ordine giusto. Ho lasciato perdere provvedendo personalmente a pulire le mattonelle e lasciando il campaccio per dopo. Morale: appena tornato il sergente mi è toccato rispondere male perché quasi quasi finiva che il campaccio l’avrei pulito io. Al suo ritorno il comandante ha trovato il campaccio sporco e paradossalmente sono stato io a subire i sette giorni di consegna reo di aver risposto male ad un superiore e di non aver provveduto alla pulizia. Comunque ignoravo ancora la mia punizione quando Armando si è pure rifiutato di andare a comprare il caffè, e quello poteva anche farlo visto che io ero l’unico di guardia al centralino.

Morale di questa storia quando mi ha chiesto il caffè l’ho gentilmente invitato a levarsi dalle palle e, dopo che stava cercando di farselo da solo, ho staccato il cavo d’alimentazione della macchina. D’un tratto ‘sto pazzo va fuori dai gangheri e comincia da urlare come un ossesso frasi del tipo -Ti ammazzo- e altre delizie simili. É stato principalmente lo spavento per la sua reazione improvvisa che mi ha fatto salire il sangue alla testa… niente di particolare il seguito, gli ho gridato che era un mafioso e che l’avrei denunciato fin quando non è arrivato capo Giuca che con la sua proverbiale diplomazia ha messo fine al diverbio. Fino ad ora mi sono chiesto cosa avesse spinto Armando a comportarsi così, vabbè che essendo di Catania ha sempre avuto un’indole particolarmente emotiva ma fino ad oggi si era sempre comportato bene. Beh, l’unica spiegazione che mi sono dato è il fatto che da un po’ di tempo aveva fatto comunella con gli anziani della caserma… la mafia è ancora una realtà!

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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