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15 Dicembre 1995 Venerdì ore 23:47

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Come sia facile mutare i propri piani, come è facile fare oggi qualcosa che il giorno precedente ritenevi impossibile, tutto questo fa paura perché anche quando raggiungi certe consapevolezze e ti imponi certe regole, non potrai mai sapere se le rispetterai fino in fondo, fino a quando i sentimenti ti domineranno niente potrà essere sicuro… e questo fa paura perché anche quando credi di aver risolto definitivamente e aver chiarito certe posizioni, ti rendi conto che non c’era nulla da chiarire o almeno nulla che fosse così importante se non la soddisfazione del tuo sentimento. Ieri credevo di aver risolto, benché ci fossimo salutati con la promessa di rivederci, gli stati d’animo che sono seguiti dal momento in cui sono uscito dal suo negozio fino ad ora mi hanno convinto che non devo tornarci mai più… e allora ho cercato Valentina come un pazzo perché le consegnasse la lettera che non le avevo potuto dare ieri, perché non avessi potuto avere una nuova scusa per rivederla. Già, il mio sentimento andava soppresso con tutte le forze a mia disposizione, ma, questo pomeriggio, mentre sgobbavo al mio negozio ho sentito dentro me il bisogno di parlarle ancora, di dirle almeno che non ci sarebbe più stato niente. Cercavo di allontanare questo desiderio, pensavo a come avrei dovuto montare i mobili senza delle viti particolari, ma ancora tornava quell’ansia, dovevo andare o almeno il cuore mi costringeva a farlo. Resistevo ancora cercando sfogo nel trapano (???), in quindici minuti ho perforato dieci tavole in melaminico e aggiunto viti e sostegni, ma il destino era in agguato, servivano delle viti per i pannelli, dovevo uscire. Non so come ma mi sono ritrovato al negozio di Cristina senza neanche accorgermene, gridavo a me stesso che sarebbe stata l’ultima volta ma non riuscivo a credermi e ancora mi assaliva la paura di un’altra ricaduta. Cristina mi ha accolto con la solita gentilezza e non sai quanto mi sia venuto difficile dirle che per il mio bene doveva negarmi persino il saluto da quel giorno e per sempre, ho cercato di spiegarle i motivi ma non mi sentivo così impacciato ed arido dal capodanno scorso quando ho fumato erba per 10 ore consecutive,. e lei non mi rendeva le cose affatto semplici, mi ha rivelato che era confusa, che non era perfettamente sicura di quello che pensava e in più, cosa apparentemente banale, che non ascoltava più la musica che le avevo registrato… per paura, ma di cosa? Paura che qualcosa di lei riemergesse! No, niente da fare, la mia decisione di farla finita sarebbe stata irrevocabile, ho fatto finta di non sentire e, quando sono uscito dal negozio, ho negato al mio cervello ogni funzione raziocinante, ho cercato odio dentro me ma non l’ho trovato. Annibale sostiene che Cristina mi abbia preso in giro inconsapevolmente, allora cercava qualcosa di diverso perché viveva una situazione angosciante e adesso, liberatasi di quella situazione, poteva tranquillamente dedicarsi a ciò che era sempre stata. Il mio cuore rifiuta ancora questa idea, tutto quello che lei mi ha dato prima continuo a ritenerlo sincero, e ciò che era Cristina adesso non è più, ed io continuo ad essere innamorato di una persona morta… ma forse questo riesco ad accettarlo se allontano i dubbi che potrebbe esserci una possibilità di rinascita. E difficile rinunciare a quei bellissimi momenti che riempivano la mia vita, e ora più che mai devo tenere a freno l’emotività e ritornare a quel materialismo rassegnato che seguivo un tempo, perché nulla di veramente esaltante esiste che non si consumi prima o poi… ma come riempire la mia vita ancora senza di lei, e il mio io, il vero sé… come fare senza Lui.

Ancora non posso fare a meno di pensare, pensare a quanto affetto mi dava, ai magici momenti passati insieme, a quella volta in cui le nostre mani si incontrarono dolcemente al suono mistico della voce di Morissey, alla serata di ferragosto ove fino all’alba i nostri corpi si sono fusi in un mistico abbraccio pieno di dolcezza e di supremo illusorio SuperAmore… ma credo ancora in SuperAmore? Come mi piacerebbe sperimentare ancora quei momenti, forse sono stato troppo precipitoso nel negarlo, in fondo l’esperienza dell’amore non ho mai amato viverla come la si intende comunemente, utopica sarà stata l’idea che fosse un sentimento senza condizioni, è certo che nel momento in cui è corrisposto, un tacito accordo magari inconscio fra la coppia, regala l’idea che possa effettivamente esserlo, ma in fondo come può instaurarsi un legame fra due persone senza che possano entrare in gioco delle condizioni, è naturale che se due persone stanno bene insieme la pensano nello stesso modo, amano fare le stesse cose, non c’è motivo di separarsi e non mi si poteva certo accusare di violare la sua libertà, non le ho mai detto che non volevo che andasse al K. o alla radio, semmai temevo che quell’ambiente potesse avere un malefico influsso su di lei, magari le avrò detto che mi infastidiva il fatto che fosse a contatto con gente di quel tipo, ma mai le sue abitudini sono state un motivo di litigio, e poi avevo una così totale fiducia in lei, benché spesso le abbia dato modo di dubitarne ma anche questa è stata una reazione naturale ai limiti del nostro rapporto, che non mi infastidiva affatto la sua relazione con F. o i rapporti che aveva con i suoi colleghi, a volte amavo fare il geloso ma non è mai stato un problema il modo cordiale con cui lei gestiva le sue amicizie, anzi mi piaceva vedere una persona così estroversa e sincera al mio fianco. Adesso impazzisco al saperla insieme a qualcun altro, ho avuto un moto di repulsione quando mi ha parlato del suo interesse per un tipo – molto raffinato e profondo…- che stronzate, vorrei proprio conoscerlo un tipo che ama i Pink Floyd e che trascorre le sue serate in discoteca… STOP, la gelosia è fuori luogo visto che lei non ha alcuna intenzione di stare con me.

Ok, mi sono lasciato andare a voli pindarici, forse sarebbe anche il momento di chiarire le vere cause del mio malessere. Ho paura che lei abbia frainteso molti dei miei modi di fare, forse è colpa della sua superficialità, forse fa solo finta di non capire per uscire pulita da questa storia. Dio, stavo per scoppiare in una risata isterica quando mi ha detto che era rimasta traumatizzata dalla storia che aveva vissuto con F., e poi quando mi ha accusato di aver trasformato il supremo sentimento che provavo per lei in amore… che cattiveria, che sciocchezza. Nel mentre mi tornavano alla mente tutti i discorsi sulle “interferenze” piacevoli che entrambi riconoscevamo ma che non volevamo mettere in pratica per rispetto verso F., ricordo una giornata estiva trascorsa nella mia stanza quando abbracciati teneramente, al ritmo di una canzone delle Orme, le carezzavo il collo procurandole un piacere che lei stessa ha ammesso, tante volte ci siamo guardati negli occhi, troppe volte abbiamo desiderato di baciarci… e lei stessa confermava queste sensazioni nelle sue lettere, e adesso mi accusa di aver trasformato un sentimento purissimo in amore, ma quel sentimento non era lo stesso che provo adesso? Si, perché ancora sento di amarla con tutte le mie forze, di un sentimento contaminato dalla situazione attuale. E’ facile adesso capire quanta falsità possa esserci in lei adesso, fermo restando che non abbia finto anche prima, cosa per la quale avrei anche delle prove, degli atteggiamenti inspiegabili che delle volte mi confondevano. E allora, che voglia solo uscirsene pulita e per questo scarica su di me tutte le colpe, che non voglia che si dica in giro che è cattiva… ha sempre tenuto alla sua reputazione. Ma adesso la mia ragione è costretta ad accettare che il mio cuore è ancora innamorato di qualcuno che non esiste, e di una fottuta stronzetta superficiale tutta Unz, senza cuore la mia mente non sa che farsene… e l’amicizia che poteva nascere è morta in concerto con tutto ciò che lei era prima. Ma se avesse finto anche prima, se non potessi conservare almeno il ricordo della persona meravigliosa che era. Dio, non so cosa farei, certo la colpirei in ciò che considera più sacro, la sua reputazione, e se la penna ferisce molto più della spada avrebbe certo da temermi.

Comunque non riuscirei più a crederle adesso, non dopo quelle assurdità che ha detto a proposito del nostro amore; oggi, mentre ne parlava, non davo segni di disappunto ma analizzavo le sue parole con le conseguenze che adesso stai constatando. Forse sto cominciando ad odiarla, ma ancora non riesco a separarmi da ciò che era… da ciò che era.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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