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14 Dicembre 1995 Giovedì ore 0:23

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Il pozzo dal quale attingo giornalmente le illusioni che mi consentono di sopravvivere chimicamente a questo momento, si è ancora prosciugato. Adesso anche il mio lavoro, che mi aiutava a dimenticare i problemi, è diventato un problema; comunque non voglio parlarne, anche perché stringendo i denti e umiliandomi un pochino sarà possibile risolverlo. Ciò che mi preoccupa per il momento è il mio umore, sempre più vittima di sbalzi ormai incontrollabili. Sto combattendo perché il mio animo non si infiacchisca, perché io non diventi uno dei tanti repressi che circolano in questo mondo… ma è difficile non lasciarsi scoraggiare, spesso le serate si concludono con la solita bevuta al pub senza che si sia realizzato qualcosa di davvero costruttivo.

Credo sia la prima conseguenza della delusione che ho vissuto il cercare disperatamente qualcuno da amare, ho incontrato delle ragazze interessanti ma… niente da fare, sono troppo innamorato di Cristina… forse c’è anche la paura di mezzo composta ad una diffidenza acquisita verso l’animo femminile e alla rassegnata constatazione che SuperAmore è morto con la mia Cristina e di conseguenza che solo ad Amore sono affidate le emozioni che può suscitare in me una donna, e sai quanto abbia sempre ritenuto squallido e chimico quel sentimento. Ieri notte ho scritto in fretta e furia una lettera per Cristina, l’esigenza è nata da un messaggio che V. mi ha riferito per conto suo: Chiedigli se si ricorda ancora di me, e dall’atteggiamento che ha avuto in radio questa domenica. Come dimenticarla se si comporta come se cercasse di recuperare qualcosa, ed è questo pensiero che mi ha portato a scriverle una lettera che naturalmente non le ho consegnato (fino a ieri ho giurato che gliela avrei fatta avere per mano di Valentina). Sai, ieri cercavo di non lasciarmi prendere dalla gioia che lei avesse potuto avere un ripensamento, cercavo di pensare a tutte le brutte cose che mi aveva fatto, cercavo di allontanare qualsiasi pensiero positivo sul nostro amore ma sentivo che ogni tanto il mio cuore si allargava per la gioia e non potevo fare niente per fermarlo. Sembra quasi che questo mese non sia servito a niente, sarei capace di tornare con lei a qualsiasi condizione se mi stringesse a sé e tornasse a sussurrarmi quelle solite dolci frasi, torno ancora a vederla in tutte le strafottute cinquecento rosse della città, sento la sua dolcezza in qualsiasi momento della giornata, è ancora in ogni mio pensiero, la amo ancora immensamente ma non posso fare nulla, se dovessi sbagliarmi su di lei (cosa che oggi ritengo molto probabile), non reagirei molto bene, ed ho una stramaledetta fifa di riprovare le sensazioni di un mese fa. “I problemi si affrontano, non si evitano” mi sarei detto qualche tempo fa,  ma come faccio a scegliere se dentro me so che vorrei parlarle solo per stare ancora con lei e non per levarmi qualche dubbio. Spero che qualcuno mi aiuti, gli amici hanno visto che mi sono ripreso e non mi stanno vicino come prima. Ho paura, una stramaledetta paura di morire una seconda volta.

ore 16

Ci siamo, era inevitabile… sono vicino al suo negozio e sto per entrare, ti spiegherò tutto dopo… ho una paura terribile.

ore 24

Quando si dice – me la sentivo… vedi a non ascoltare il C.? –

Perché ho voluto tirarmi la zappa sui piedi e adesso sono sull’orlo di una crisi indefinibile, perché ancora ho perso la cognizione della causa e il solo fatto che non mi viene da vomitare mi consola: niente stimoli di conato niente possibilità di profonda ricaduta, ove profonda ricaduta intendasi la tragica situazione del giorno d’Ognissanti ove ho rischiato di fare compagnia ai festeggiati. Sono impotente, terribilmente impotente. Speravo che Tano capisse quando gli ho accennato qualcosa al telefono, e che facesse di tutto per starmi vicino, ma non posso sempre contare sugli altri, da me deve nascere la forza di reagire ma, in questi casi, so che è inutile combattere, si può solo aspettare. Cristina oggi è stata dolcissima con me, solo non era lei… ancora una volta ha confermato le sue posizioni di donna emancipata negando che si fosse rimessa con F., almeno fosse stata vera la notizia del loro riavvicinamento avrei potuto sperare che qualcosa della mia defunta si fosse salvata. Oggi mi ha parlato della sua nuova vita, delle feste borghesi che frequenta, del mondo che la sta affascinando… avevo ragione quando temevo che quel mondo potesse contaminarla, ma come prevedere che una persona per nulla affatto superficiale e profonda avesse potuto compiere un così paradossale balzo all’indietro, ci sarebbe da ipotizzare che in fondo anche la Cristina che conoscevo io altro non fosse se non una persona artificiale generata da un io egocentrico.

Sono stato onesto con lei, le ho detto che ne ero ancora mostruosamente innamorato, che avrei cercato di disinnamorarmi per coltivare una profonda amicizia, ma adesso non so fino a che punto possa apprezzarla, non vorrei che ricominciasse tutto daccapo, che l’angoscia si ripetesse. Adesso ti saluto, probabilmente in futuro ti racconterò tutto più dettagliatamente.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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