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sogni

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Ci sono paesi e luoghi ove il tempo, lo spazio, le persone, si confondono tra loro, e sono un pò lì, un pò qua, camminano avanti e indietro, per sparire e poi piombarci davanti all’improvviso. Non voglio chiedermi perchè la mente decide ogni tanto di abbandonarsi a tristi evocazioni, so solo che questa mattina, all’alba, sono saltato giù dal letto con un impulso anormale di raggiungere uno specchio. Il mio viso era così colmo di lacrime che ancora una volta non ho resistito alla tentazione di provare pena per me stesso, poi ho cominciato a ricordare il mio sogno.

Il padre di una donna che ho amato camminava nervoso nel corridoio, farfugliava tra sè: – com’è possibile, come può essere. Ripeteva ossessivamente quelle frasi ed io ero lì ad osservarlo, un pò impaurito. D’un tratto mi avvicino e gli poso la mano sulla spalla, in quel momento arriva lei, con occhi di ghiaccio grida: cosa ci fai qui! Ti avevo detto di non farti vedere di non farti sentire. Un mobile dall’angolo della stanza si fa strada verso di noi fino a separarci. Lei comincia a correre, esce da una porta ed io le grido: non fermarti, non sono un tuo nemico. La seguo e mi ritrovo in un’altra casa, dalla finestra scorgo una spiaggia. Il padre di una donna che ho amato supera l’uscio della porta e corre verso il mare, in un attimo è già scomparso tra le onde. Io la guardo, le sorrido, ha ancora gli occhi di ghiaccio, non parla, fugge il mio sguardo, allora provo ad abbracciarla, si allontana. Delle piccole mani mi afferrano le gambe, mi volto e vedo il figlio di una donna che ho amato che grida: perchè non vuoi essere mio padre? Lo prendo in braccio e gli dico: lo sono sempre stato, qui nel mio cuore. Mi commuovo, piango, mi volto per cercare ancora lo sguardo di ghiaccio ma lei non c’è e tra le braccia ho solo una bambola che ripete sempre la stessa frase: perchè non vuoi essere mio padre. Il terreno sotto di me trema, gli oggetti sui tavoli cadono in terra e dal nulla eccoli arrivare, calabroni: li avevo già visti in passato, nella mia mente, e adesso erano tornati per reclamare il mio cuore. Ho gridato il suo nome più forte che potevo, stringevo la bambola al petto, ho creduto di morire più volte, e quelle cose intorno a me, in un attimo mi sono entrate nel cuore… poi il risveglio, la paura… è finita, ho gridato, è finita!

Adesso non so più cosa pensare! Adesso è tempo di soffrire!

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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