Miei cari figli.
Qui è vostro padre, questa sera volevo lasciarvi un pensiero che spero possa esservi utile per quando sarete grandi e avrete bisogno di capire che tipo di persone volete essere. Di questi tempi si fa un gran parlare di quanto le città siano diventate posti pericolosi per via di tutti gli immigrati che ci sono, non c’è una volta in cui nella cronaca nera dei principali media non ci siano notizie che riportano le azioni deprecabili di alcune persone a danni di altre e di come la maggior parte di queste siano gente di colore, albanesi, rumeni, musulmani e via discorrendo.
E’ facile, troppo facile prendersela con il diverso, anzitutto perchè fa parte di una minoranza che istintivamente l’uomo comune tende a prendere di mira, un po’ come quando a scuola i bambini se la prendono con quelli diversi da loro che spesso si ritrovano isolati e quindi più deboli. E’ un atteggiamento questo che risale alla notte dei tempi, quando vigeva la legge del più forte, sempre circondato da gregari vigliacchi pronti ad assecondarlo in ogni angheria nei confronti di chi riconosceva come più debole. Ecco, pensate al più debole come all’extracomunitario, colui che lascia tutto per venire in un paese dove nessuno conosce le sue tradizioni, il suo modo di vivere, dove è diversa persino la pelle che ricopre il suo viso. La maggior parte di questa gente fugge dalla disperazione di una vita che non gli da neanche la possibilità di poter crescere serenamente i propri figli, una società che non gli garantisce neanche la sussistenza, anche se si spacca la schiena ogni giorno. Quando arriva qui, poter lavorare e prendere uno stipendio, anche misero, è quanto di più possa chiedere, ma… non è così facile riuscire ad accettare le terribili condizioni in cui i nostri cari compatrioti lo portano a vivere, quei laboriosi imprenditori che alla fine del mese devono aver guadagnato sempre più del mese precedente, perchè è così che funziona il sistema capitalistico: crescere sempre! Ebbene, alcuni di questi proprio non ce la fanno, vuoi perchè ne hanno già passato tante nella loro terra natia e sono oramai abbrutiti nell’animo. Allora iniziano a delinquere, perchè hanno perso la fiducia nell’umanità, perchè hanno iniziato a pensare che la vita è una giungla dove ti devi fare strada con le unghie e con i denti per sopravvivere. A loro, la nostra società elargisce solo disprezzo, alimentando così la spirale di odio.
Pensateci un attimo?! Cosa sarebbe della vostra gentilezza, del cercare di essere onesti, dell’ammazzarvi ogni giorno di lavoro per ricevere solo occhiate malevole, minacce di essere rimandati a casa e qualsiasi altra cattiveria l’uomo comune riversa in colui che riconosce più debole. Se sei un delinquente e per di più povero in canna, non avrai mai nessun rispetto o considerazione dalle persone della cosiddetta società civile.
Quando uno di questi che ha già affrontato la morte per mare credendo di trovare un posto dove poter rifarsi una vita, si ritrova con un pugno di mosche in mano e non ha la forza nè la fortuna di poter almeno lavorare, ebbene è facile che cada preda dell’alcool e che inizi a fare cazzate in giro.
A questo punto vi chiedo?! Daccordo! Se fa cazzate che hanno messo in pericolo o peggio danneggiato seriamente la vita di qualcuno, questi va punito severamente. Ma la colpa di ciò che ha fatto è davvero tutta sua? Non è stata forse la nostra società a portarlo a questa condizione disperata?
Una cosa che mi ha colpito molto da giovane è stata la reazione di Fabrizio De Andrè, un grande cantautore che spero apprezziate, in merito al sequestro che subì insieme alla moglie. Anzichè dirne di cotte e di crude, egli considerò i suoi rapitori come vittime del sistema, persone che erano state portate a compiere quel gesto perchè disperate.
Ebbene, sarei felice se anche voi in futuro siate capaci di compassione anche nei confronti di chi vi faccia del male, perchè non tutti abbiamo avuto la fortuna di nascere nel benessere e circondati da amore, e dovremmo trovare ogni giorno il coraggio di andare contro corrente per aiutare chi sta peggio di noi, a prescindere dal colore della pelle o della provenienza.
Volevo solo dirvi questo. Vi voglio tanto bene. Papà.

