Non mi piace parlare di geopolitica perché non ho alcuna competenza in merito, tra l’altro da diverso tempo non vedo più i TG né le notizie sui giornali visto che mi deprimono e voglio evitare di fare la parte del classico italiano “tuttologo”, che trovo piuttosto patetica.
Una cosa, però, mi salta immediatamente agli occhi in tutto quello che sta succedendo in questo periodo — mi riferisco al tentativo di genocidio da parte di Israele nei confronti dei palestinesi di Gaza. La mia impressione, che forse è scontata per molti, è che i governi non agiscano sulla base del diritto internazionale, ma solo per interessi economici.
Quando diversi anni fa la Russia ha attaccato l’Ucraina, l’occidente si è mosso immediatamente, ed è stato compatto e deciso: sanzioni pesantissime, aiuti in armi agli ucraini, propaganda anti russia martellante. Insomma, non c’è stato bisogno di fare alcuno sciopero e personalmente ho pensato che in fondo, nelle cose importanti, anche quei gran delinquenti dei politici fanno le cose giuste.
Al contrario, da quando è iniziato l’attacco scellerato di Israele contro i cittadini di Gaza, nessun governo si è realmente mosso a difesa dei palestinesi. Qualcuno ha espresso biasimo, ma di fatto non sono state imposte sanzioni, né embarghi, né tantomeno inviati aiuti in armi. Quando, col passare dei mesi, è diventato evidente anche al più sciocco degli uomini che l’obiettivo del primo ministro israeliano non era più eliminare il terrorismo di Hamas, ma colpire l’intera popolazione palestinese, l’intero mondo libero ha continuato ad infischiarsene salvo, forse, l’America con il suo ultimatum mascherato da trattato di pace.
A quel punto, sono state le persone comuni a mobilitarsi. Oggi è stato indetto uno sciopero generale che uno dei nostri politici — uno dei tanti delinquenti ben seduti sulla propria poltrona — ha avuto persino il coraggio di definire “illegittimo”. Altri, ancora più cinici, hanno condannato perfino le azioni dei singoli cittadini che provano a fare qualcosa di concreto. Mi riferisco all’eroismo dell’equipaggio della Flotilla, che trasportava beni di prima necessità per il popolo stremato della Striscia e che, negli ultimi giorni, è stata abbordata dall’esercito israeliano affinché non completasse la sua missione… e tutto questo in acque internazionali, che ufficialmente non erano neanche di Israele.
Ecco, come legge questi fatti uno che, come me, non ne capisce nulla di geopolitica: semplicemente, si rende conto che la legge non è uguale per tutti. Mentre la Russia è stata pesantemente sanzionata per aver attaccato l’Ucraina e gli ucraini sono stati ampiamente aiutati. Non è stato lo stesso per i palestinesi che sono stati lasciati soli a sé stessi, in una lotta impari con un invasore il cui desiderio è sempre stato impossessarsi delle loro terre.
La scusa dei delinquenti? Israele deve debellare il terrorismo di Hamas!!! Ma credo sia piuttosto evidente che costoro stiano facendo piazza pulita di un intero popolo!!! Sono solo io, insieme a quella che mi sembra buona parte dell’opinione pubblica, a credere che sia una reazione spropositata? È un po’ come quando Putin sosteneva di attaccare l’Ucraina “perché c’erano i fascisti”. Ecco, visto che abbiamo tirato in ballo un altro sociopatico delinquente, quando costui sostiene che i politici europei e americani non fanno altro che alimentare nei propri cittadini sentimenti anti-russi, forse non ha tutti i torti. La Russia è sempre rimasta piuttosto isolata: non esistevano veri legami economici con l’Occidente. Anzi, agli Stati Uniti fa probabilmente piacere che Mosca subisca sanzioni ed embarghi, perché così si indebolisce ulteriormente. Sbaglio a pensarla così? La Russia è un pericolo per la democrazia o lo è per le tasche di qualche miliardario nostrano?
In definitiva, quello che sta accadendo mi porta a pensare che i governi non seguano alcuna regola morale nel decidere se salvare o abbandonare un popolo: conta solo il denaro. E lo scopo dei potenti è convincere le masse di avere ragione. Con la Russia è stato facile; con Israele, invece, la narrazione trova più ostacoli.
Ecco, volevo scriverlo per ricordarlo a me stesso, visto che con tutto il rumore che fa il mondo, pian piano le cose infami che sono accadute vengono dimenticate. Ma lo scrivo soprattutto perché possano leggerlo i miei figli e, in questo modo, imparino a distaccarsi un po’ di più dalla propaganda che anche quando assume la forma della verità oggettiva, nasconde sempre e solo interessi personali.



Ciao Nicola.
Leggendo il tuo articolo, mi trovo completamente d’accordo con quanto scrivi. Anche per chi, come te, non si ritiene esperto di geopolitica, la sensazione di ingiustizia è chiara: il diritto internazionale sembra valere a geometria variabile, e le decisioni dei governi più che basarsi su principi morali, seguono interessi economici e strategici.
Il paragone che fai tra la reazione dell’Occidente all’invasione russa dell’Ucraina e quella di fronte alla tragedia dei palestinesi a Gaza è lampante: due pesi e due misure, che mostrano quanto contino più alleanze e convenienze che la vita dei civili. È scoraggiante, ma le tue parole rendono chiaro che la mobilitazione dei cittadini comuni diventa spesso l’unico modo per provare a difendere chi è lasciato solo.
Grazie per aver messo in luce questa realtà con tanta lucidità.
Ciao Antonino, grazie a te per le tue parole… è molto importante per me scoprire che in fondo siamo in tanti a pensarla così e visto che non c’entra nulla l’intelligenza cognitiva, evidentemente Goleman aveva ragione sul fatto che puoi avere un IQ di 120 ma senza intelligenza emotiva non arriverai mai a comprendere ed accettare argomenti come questo. Un abbraccio e buona vita