31 Dicembre 2015

in Diario

Ed eccoci qua: ultimo giorno dell’anno. Sembra passato un frac di tempo da quando mi industriavo per fare di questo giorno un’esperienza memorabile, e perché poi? Beh, perché portava bene, perché chi non si diverte a capodanno si annoia a morte tutto l’anno, chi non bacia a capodanno si fa le pippe tutto l’anno etc etc etc.

L’età quindi avanza, i bisogni cambiano ed è anche cambiata la magia con cui circondavo le mie ore; ALLARME SPOILER: non leggete giovani ciò che segue, potreste credere che finirà così anche a voi.

Ho pensato al fatto che quello che dicono sui vecchi potrebbe anche essere vero, e cioè che pian piano si perde la voglia di entusiasmarsi, e così il primo dell’anno non è più quel giorno da sballo dove sei pervaso dalla voglia di cambiare tutto e ricominciare daccapo, ma solo un’altra rogna sociale a cui dare conto invece che startene a casa sotto le coperte ad ascoltare un bel vinile.

Qualcuno si chiederà: ma che gli prende? Da quando Art è cresciuto i suoi interventi sul blog hanno perduto quel senso di tetro e orrido tipico degli adolescenti inquieti che passano le giornate a leggere Rimbaud; infatti, quello che mi appresto a descrivere non ha nulla di tetro, è la semplice realtà che talvolta può essere orrida ma senza per questo cessare di essere tale. Forse mi sono un po’ stancato di celebrare questo giorno come la massima festività dedicata alle buone intenzioni (mancate) o di viverlo nella speranza che il mondo sia ancora in tempo a cambiare come diceva Rocky in quell’incontro col russo, c’è troppa violenza intorno per credere che l’umanità smetta d’un tratto di vivere la propria esistenza con le dita negli occhi del suo prossimo, che cessi l’ignoranza e tutte le barbarie che siamo capaci di compiere ai danni dei nostri fratelli… mi spiace, non ci credo più. Nonostante il livello di evoluzione civile raggiunto non possiamo fare a meno di farci del male, anche nelle cazzate di tutti i giorni.

A capodanno m’illudevo che qualcosa potesse cambiare, che se avevo vissuto un anno di merda allora me lo potevo lasciare alle spalle e… evviva… tripudio… sarebbe stato come se non ci fosse mai stato. Ma è una bugia per bambini, capodanno non è mai servito a niente se non ad alimentare false speranze: non ricordo una volta in cui abbia realmente cambiato qualcosa di me da un anno all’altro… per alcune questioni ci sono voluti decenni, per altre è bastato solo un Cammino (quello del 2008 sulla ruta Nord), insomma basta con le stronzate aziendali e da convention, probabilmente è solo questo che la società vuole imporci…

… e adesso?!!? :(