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3 Novembre 1988 ore 14:30

4 minuti di lettura

Non voglio più frequentare quel cesso di scuola, i professori mi hanno proprio seccato con le loro battutine ironiche e i miei genitori mi angosciano continuamente. Nessuno riesce a capire che sono innamorato e che soffro in continuazione. Gli unici momenti di felicità li vivo nei miei sogni notturni, unici consolatori della mia anima. Volevo raccontarti un sogno strano che ho fatto qualche giorno fa, potrebbe essere anche Dio che si mette in contatto con me cercando di farmi capire come agire. Mi trovavo in compagnia di amici su uno scenario di case abbandonate, quando vedo arrivare Tiziana con il mio Suzuky Mi invita a salire e comincia a correre come una pazza. Io esulto e mi tengo stretto ai suoi fianchi, quando ci troviamo di fronte ad una montagna. Senza timore lei imbocca la salita gridando che stava provando una sensazione favolosa, voliamo al di sopra della roccia. Improvvisamente ci troviamo senza ciclomotore, coperti solo da un accappatoio, in una via di cui non sono riuscito a leggere il nome. Lei mi chiede di fare l’amore ed io accetto. Ci stendiamo sul duro selciato della strada e comincio ad accarezzare le sue labbra con le mie. Ci baciamo a lungo e ben presto le mie mani scivolano sui suoi seni scendendo gradatamente fino alle natiche. Ero eccitatissimo e non riuscivo a spiegarmi cosa stesse accadendo. Nel momento in cui stavo procedendo per completare il rapporto giunge un tizio con una lunga barba che ci divide portando Tiziana via con sé e gridando che l’avrebbe sacrificata a Dio. Io non riuscivo a muovermi e neppure a gridare, impazzivo al pensiero di non averla accanto a me. Poco dopo mi trovo immerso nella nebbia ed una macchina mi si accosta invitandomi a salire.

Stranamente mi fanno accomodare sul tettuccio e dopo un pò di strada, dal finestrino si affaccia un mostriciattolo verde che mi invita a salire nell’abitacolo a patto di pagarlo. Nel momento in cui sto per farlo arriva Tiziana col mio Suzuky gridandomi di salire. Non esito un solo istante e dopo esser saltato, la macchina nera scompare nella nebbia. Facciamo un pò di strada e il suo volto sembra cambiare; non era più lei. Spaventato mi getto dal ciclomotore e la moto prosegue il suo cammino verso l’orizzonte. Non sapevo dove diavolo mi trovassi e da qualunque parte mi rivolgessi vedevo solamente lo squallore di diverse palazzine in decadenza. Un’angoscia tremenda mi assalì e sentii il bisogno di gridare; dalla mia bocca non uscì tuttavia alcun suono e proprio quando stavo rassegnandomi alla mia sorte intravidi nella nebbia delle luci. Comincio a correre e vedo Tiziana che gioca con un bimbo di fronte ad una fabbrica che produceva fuochi d’artificio. Attorno a me tante luci colorate e diverse bolle di sapone, mi sentivo in estasi e quando cercai di raggiungere Tiziana sopraggiunse la macchina nera che mi investì uccidendomi. Mi sono svegliato di soprassalto in preda al panico e sono corso al frigorifero per dissetarmi con qualcosa di fresco. La mia gola era asciutta e avevo dei graffi sulle braccia. Non riesco proprio a capire cosa voglia significare tutto questo, forse prossimamente si verificheranno delle cose attraverso le quali potrò capire meglio. Non starò mica diventando pazzo?

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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