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14 Dicembre 1993 (martedì) ore 18:45

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Ed eccomi qui, una bottiglia di vino sul tavolo, il bicchiere colmo a metà, e una voglia di risposte che plachi la mia sete implacabile. Quest’oggi ho divorato Siddharta di Herman Hesse: la storia di un giovane indiano stufo di ascoltare dottrine sterili e vuote, stufo di stordire il suo io con i sacrifici e le pratiche ascetiche, desideroso di cercare la verità e raggiungere Atman, il supremo. In buona parte sono riuscito ad identificarmi in questo racconto; pure io credevo che attraverso l’assenza di ogni desiderio avessi potuto trovare la verità e godere di ogni singola esperienza, non sono riuscito a realizzare tale proposito ma credo di aver provato tale sensazione quando amavo stordire il mio io con l’alcool e la droga, quando amavo immergermi nella speranza di alienarmi nell’amore, peccato che non sia riuscito a raggiungere la verità né a sentire il fiume parlare nelle mie lunghe contemplazioni solitarie in alta montagna; mi chiedo poi a quale verità dovrei tendere: poter finalmente andare oltre il fenomeno e rendere reale la mia fuga nell’ideale,  riuscire a purificare le porte della percezione affinché ogni cosa mi appaia così com’è realmente, infinita? Sono come Siddharta quando si parla di non accettare alcuna dottrina poiché se una verità c’è, non può sicuramente essere espressa a parole a causa delle nostre limitazioni, e linguistiche, e di pensiero. Mi sento sempre più solo… negli appunti che scrivo ogni tanto riverso tutte le mie sensazioni momentanee che prima mi sembrano valide e poi perdono significato. Sono sfinito… ho desiderato di comunicare con Ivana, di averla come amica, e ho rovinato tutto scoprendo che era l’ideale di Tiziana; fra le tante ragazze che avrebbero potuto corrispondere a quell’ideale, proprio colei che desideravo come amica doveva capitarmi. L’amicizia non mi è bastata più, le telefonavo continuamente e la andavo a trovare a casa vincendo la mia “timidezza”… ho cercato e sto cercando di disinnamorarmi non considerandola più, o meglio non facendo più le cose che facevo prima. Ne sento ugualmente la mancanza, sono sempre più convinto che l’unico modo per “stordirmi” dal pensare a Dio e a tutte le altre cazzate che mi stanno rendendo il vivere così complicato, è quello di trovare una persona da amare con tutto me stesso, una persona che mi ami con la stessa intensità. Potrebbe non essere una soluzione definitiva, Siddharta era addirittura riuscito ad annientare il proprio io vivendo nel Samsara non ottenendo altro che il desiderio di morte, lui era diverso dagli uomini-bambini e non avrebbe accettato mai quella situazione. Nonostante tutto vorrei Ivana, ma ho paura che finisca come con Tiziana; il tempo scorre e non riesco a trovare un motivo valido per andare avanti. Sono demotivato dallo studiare e spesso non riesco a trovare la concentrazione ideale per … Ho bisogno di aiuto…

Cosa è giusto che io faccia
per lenire le mie pene.
Fuggire il desiderio
o alienarmi in esso.
Credevo di aver capito ogni cosa
e la conoscenza mi sta portando alla follia.
Limitato dai sensi e dalle categorie ontologiche
cerco un ideale su cui appoggiarmi;
fasullo, alienante
perché mi pongo queste domande.

( Ivana mi porta
sulle ali dell’inganno
il sogno di trovare
una quiete dall’affanno)

Mi sento vuoto e sterile
non sono neanche sicuro delle mie certezze.
Non aspiro ad un obiettivo
spero ci sbatta contro senza rendermene conto.
Nell’alcool lo stordimento
nell’amore il tormento,
false prospettive sulle quali imposto
il mio modo di vivere.

( Lo stupore e la paura
mi attanagliano la mente
non c’è amore né tortura
per il mio spirito morente )

L’incapacità di raggiungere un obiettivo non dipende dalla mia volontà, capita solamente che perda improvvisamente interesse per ciò che desidero ottenere. Ho aperto il mio cuore a Ivana e ne ho tratto gran giovamento, lei è l’unica che possa stordirmi. Continuo a bere vino!

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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