tre poesie

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Una bambina ha perso il suo braccio
contava di usarlo ancora
per consegnare un ultimo schiaffo
a chi ogni mattina gli rubava la colazione;
ho sentito di un idiota adolescente
che ha rubato la vita ad una quattordicenne
quel braccio glielo infilerei su per il culo
e poi giù con calci, pugni
per sbatterlo faccia al muro

C’è gente che non merita di esistere
e gente che dovrebbe vivere per sempre
ma questa realtà è acqua sotto i ponti
buona per i vagabondi
e sui binari della ferrovia di Ciccio Pecora
compare Franco si è fatto legare stretto
portando con sè il braccio della bambina
ad assicurare l’ultimo laccio

Pazzo, sprofondo nel cielo nero
lasciandomi cadere sulla sagoma di uno scivolo
legato ad un palloncino rosso, come un’ombra che infine cade nel suo pozzo

I miei occhi sono palle di neve
buoni a guardare il gelo della sera
infidi e crudeli sulla donna innamorata
che poco fa ho scopato senza cuore

Ogni sole tramonta, per poi sorgere il giorno che verrà
ho calze di seta e scarpe in similpelle
elastici per stringhe e merda sulle suole
ho camminato a lungo su ciò che ha seppellito il mio amore
e solo ora, dopo 400 passi
la cacca è andata e c’è una faccia che urla

il braccio incancrenito della bambina
accompagna due agricoltori e le loro figlie
s’un terreno di guerra
ed ogni bomba o proiettile
lo fa crescere e diventare più forte;
solo il soffio dell’inverno
l’ha spazzato via dalla terra
ed invano mamma e papà contadini
consolano le loro figlie
perchè le lacrime salate di un bambino
fanno la terra arida e la luna triste

Ottagoni ed esagoni
triangoli e quadrati
cerchi con cubi
sfere attraverso ruote

… lotto col silenzio
acido
di questa giornata
ed ogni carezza, ogni sospiro d’amore
è placebo
quando il braccio miracolosamente resuscitato dalla speranza
accarezza le tette della mia amante inquieta
che urla il proprio disappunto non disdegnando l’ardire

Ho una giacca da campione di baseball
ed un pantalone che puzza da giorni
ho la cintura di un bravo walker
e la pancia di un alcolizzato
mi gratto il culo e rutto le scarpe da ginnastica  di Forrest Gump
sono marcio, utile solo al ricordo che gli altri hanno
con due orecchie che non ascoltano l’amante inquieta
a danno dei pensieri presenti:
fulmini che me lo fanno ammosciare

Ho creduto di tenere il coltello
dalla parte giusta
ma mi sono tagliato le dita
ed un cane rognoso sta leccando il mio sangue
dove sarò domani? Forse spiegherò le ali
forse me le farò tagliare
dove sarò domani? Le tre poesie hanno fallito
c’è solo la mia piazza
con una fontana al centro
con gente che viene, e gente che va
a gettare monete, a piangere
a chiedere cos’è la vita o l’andare
mentre io penso ad altro
mentre io sogno di rapire le mie regine
perchè si costringano a guardarmi
con occhi tramati di verde
capelli annodati alla nuca
a girare intorno a sè stesse
per mostrare vagina e culo
e poi incatenarsi fra loro
per unirsi come un centipede
mangiando da una parte
e vomitandosi dentro a vicenda
fino a scomparire come fumo nell’asse del tempo
mentre io, demonio, banchetto coi loro vaporosi cervelli
cercando di trovare
il loro cuore smarrito

Pazzo, ho peli sulle gambe
e macchie di catrame nei polmoni
soffro la sete in questa giornata di sole.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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