Something

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Ci sono dinamiche nei processi dell’innamoramento che col passare degli anni mi sono diventate estranee. Parlo di quel “qualcosa” di indecifrabile che mi bastava per sentirmi innamorato e che restava lì, indistruttibile, anche se tutto il resto scadeva lentamente dal cuore.

Forse  in queste cose il trascorrere del tempo non rende affatto più maturi, al contrario, più vado avanti, più lascio che il cuore mi marcisca dentro. Forse non sarò più in grado di sentire il “profumo nell’aria”, forse sarò anch’io tra quelli che davanti all’ipotesi di un nuovo innamoramento si chiederà: “ce l’avrà un lavoro, e come si fa se non ha un lavoro; sarà fedele, se è sola a questa età allora significa che ha fatto del casino in giro, oppure gliene hanno combinate delle belle e non prenderà più niente sul serio; e se per lei fossi solo un’avventura ed io poi m’innamoro, cosa ne sarà di me; è una donna in carriera, non avrà mai tempo e si scoperà tutti i suoi manager per una promozione; è anoressica, è grassa, vive come una fricchettona, è troppo finicchia”… che pena santo Iddio.

Ieri ho rivisto per la “non mi ricordo più” volta Across The Universe, e c’è sempre quel punto, Something, in cui mi prende una strana malinconia. Forse tra qualche anno girerò la testa  dall’altra parte e dirò a tutti che queste cose smielate non mi appartengono, e lo farò per nascondere un disincanto che lentamente s’impadronisce di un cuore che invecchia, e che sorride di soddisfazione quando un uomo anziano gli rivela: che ti frega, tanto l’amore non esiste.

Ma cos’è l’amore? Ho sempre provato a chiedermelo e la risposta non è mai stata nell’universo concreto, al contrario, quando mi chiedevo se il sentimento che provavo dentro sarebbe potuto crescere, mi ritrovavo a guardarla dormire, e lì pensavo che mi piaceva il modo in cui si accucciava, la forma delle sue spalle, l’attaccatura dei capelli, le morbide forme che si intravedevano da sopra le lenzuola.  Non è difficile trovare una risposta, è difficile solo accettarla per ciò che è, perchè in fondo quando amiamo davvero non c’è un vero motivo,  è semplicemente quel “qualcosa” fatto di mille cose, ed ognuna di queste appartiene solo a lei che in quel preciso istante è l’unica donna della tua vita.

[vimeo 74017172 w=620]

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

7 Commenti

  1. E’ triste pensare che il cuore possa accasciarsi, invecchiare e marcire.
    E’ triste sperare che un vecchio possa rivelarti solo quella frase cinica “Che ti frega, tanto l’amore non esiste”!
    Da sognatrice quale sono, non posso credere che sia così.
    Ricordo ancora la prima volta che mi sono innamorata, avevo 15 anni. Era la notte dell’ultimo dell’anno. E nonostante i casini che sapevo sarebbero successi, mi sono fermata, molto più del dovuto, a chiacchierare con questo ragazzo sul tavolo, vicino alle casse. Era bello. Aveva una fossetta sul mento che lo faceva assomigliare tremendamente a John Travolta. Da quel giorno, il mondo sembrava tinto di rosa…
    Quelle sensazioni, quelle emozioni, non mi hanno più lasciato. Ed ogni volta che mi sono innamorata ho sentito vibrare l’anima. Vedo ancora il mondo colorato di rosa. E anche se le domande che mi sono sempre fatta, sono diventate diverse, non hanno abbandonato i miei pensieri. Ma sono consapevole che queste nascono più dalla paura di essere nuovamente ferita che dalla maturità del cuore.

    E in tutto questo, ricordo le parole di mia nonna “Ti accorgerai che è amore, quando non riuscirai ad immaginare la tua vita senza di lui”….

    • Ciao Giamy
      Grazie per il tuo intervento.
      A volte i sogni lasciano il posto alla realtà. Davanti all’ineluttabilità di questa condizione sono due le possibili strade: continuare a sognare nonostante tutto, o pensare innanzitutto a tutelare te stesso e abbandonare ogni idea trascendentale dell’amore.
      Io credo che entrambe le condizioni siano accettabili, bisogna solo capire il momento giusto in cui metterle in atto, è chiaro che davanti ad una delusione continuare a sognare è ciò che ti porterebbe a sbattere continuamente sul muro del rifiuto del perduto amore, al contrario porsi in una condizione di accettazione e rivolgere le attenzioni verso sè è il processo giusto, anche se il disincanto è inevitabile ed è poi difficile riuscire a ritornare nella personalità del sognatore.
      Una cosa è certa, pochi hanno la fortuna di trovare la persona giusta e di starci insieme tutta la vita con la consapevolezza che nulla è cambiato dal primo giorno, evidentemente tua nonna è una di quelle persone :)
      Un abbraccio grande

    • anche io sono una instancabile sognatrice eppure arriva un momento in cui guardi la realtà e per quanto tu ti sforza di guardare la tua stella a cui hai affidato i tuoi sogni non riesci più a far vibrare l’anima ed è questa la paura che ora ho. la domanda che mi viene è ma è possibile che le batoste della mia vita tra cui la perdita ” del mio capitano ” mi abbiano così svitalizzato, anzi anestitizzato a quanto mi circonda o è soltanto un momento in cui nella ricerca di me stessa non riesco a percepire le emozioni legate ad altro? io la fortuna della nonna di Giamy non l’ho avuta…ora sto imparando a stare sola eppure non mi sento di dire che l’amore non esiste…però ormai dico e ne sono sicurissima che l’amore è un sentimento a scadenza…e forse se dall’inzio ci mettessero l’etichetta ” da consumarsi preferibilmente entro il …”ci si regolerebbe di conseguenza….a aprte le battute….mi si rattrista il cuore a questa nuova consapevolezza perchè automaticamente smonta il mio sogno, ma il per sempre non esiste. ieri invece io ho visto Jack un film straordinario interpretato da Robin william…..rendere la propria vita spettacolare anche nella sua brevità…questo è il segreto che va applicato a ogni cosa e questo è diventato il mio sogno…..emozionarmi ancora per tutto

      • Ciao Diana… arriva sempre il momento in cui ti separi da tutti i casini che hai dentro, un momento in cui dici: ecco, sono solo e mi basta.
        Là è facile pensare che qualsiasi sentimento sia a scadenza perchè ci si stanca, perchè nulla è per sempre etc etc, e forse è anche un pò giusto per tenere i piedi in terra e non farsi illusioni su storielle appena iniziate che finiscono subito. La vera vena da sognatore viene fuori quando sei dentro ad una relazione, e lo sei da un pò… lì capisci se ti sei disincantato o se tutto sommato riesci ancora a crederci, se non ti chiedi più nulla e vivi in pace col tuo cuore…
        Un abbraccio e in gamba anche tu :)

        • ciao art, complimenti per il tuo post.
          io ho fatto solo casini. mi sono innamorato la prima volta a diciotto anni di una stronza che mi ha indurito il cuore. la seconda era buona, ma lo stronzo l’ho fatto io. la terza andrà meglio?
          vorrei solo essere me stesso, senza paure, senza pippe mentali. non voglio restare solo, voglio crederci ancora. anche se è difficile. sono stato con due ragazze. ci siamo voluti bene. alla fine della storia, ora loro scopano con un altro. era amore? l’amore è quello di mia nonna che è morta a settembre, sposata nel 53, discussioni ogni giorno con mio nonno, ma accanto a lui fino alla fine.
          che amori sono quelli che finiscono con uno dei due che dopo una settimana, un mese, scopa già con un altro cambiando vita drasticamente?
          è questo che mi fa provare schifo. in questo momento sono schifato, incazzato e deluso. è vero, non sono un carattere facile. sono un insicuro, ogni tanto sbrocco proprio con la persona a cui voglio più bene. ma meritavo di essere lasciato solo come un cane sull’autostrada? con chi sono stato? che amore era?
          non so dove sia la ragazza di cui mi innamorerò la prossima volta. spero solo che incroci presto la mia strada.

          • ciao gabbro
            purtroppo quegli amori ideali testimoniati da generazioni precedenti alla nostra sono più rari ai nostri tempi, ed in questo non c’entrano necessariamente i sentimenti, piuttosto credo si tratti semplicemente di una questione sociale… un tempo era più dura lasciarsi, non c’erano le libertà e soprattutto le grandi opportunità di oggi. Oggi puoi divorziare a 40 anni e non avere nessuno che ti emargina come fossi un appestato, le donne hanno nuove consapevolezze, se il proprio uomo non va bene sanno di poter avere altre 100 possibilità e di conseguenza lo spirito di sacrificio dei nostri vecchi ha realmente perso qualsiasi significato… un tempo i difetti venivano sopportati, se non completamente accettati, oggi no… anche a me sarebbe piaciuto avere accanto una donna con cui combattere la vita, qualcuno con cui crescere e migliorarmi senza essere bocciato e sostituito dall’oggi al domani… purtroppo le cose non stanno così, anzi, se può consolarti il fatto che abbia cercato subito un altro è indice di quanto lei abbia faticato per staccarsi da te, probabilmente da sola non ce l’avrebbe fatta e per questo ha avuto il bisogno di credere subito in qualcos’altro… non vederlo come un tradimento, non essere incazzato o deluso, è una cosa che fa parte dell’essere umani, un comportamento che trae il suo significato dall’istinto di autoconservazione che ci portiamo dentro… “lascia che sia” gabbro, magari sarà una cosa breve, può darsi che trovi una persona peggiore che lascerà ancora, come può darsi che si sposi e faccia dei figli. Io non credo nel fatalismo, nel classico atteggiamento del: le cose vanno come devono andare, credo che noi possiamo essere in grado di cambiare il nostro destino, ma questo riguarda solo noi stessi… la tua parte l’hai fatta, adesso prova a pensare che la prossima mossa sarà la sua, e se non ci sarà pazienza, si è trattato di una delle cose che non siamo stati in grado di cambiare, dobbiamo accettarlo e basta, così come accettiamo un lutto… lì il fatalismo prende un altro significato: io ho fatto tutto il possibile ma evidentemente le cose dovevano andare così.
            Spero di esserti stato d’aiuto
            Un abbraccio e a presto

            p.s.
            Un’ultima cosa… il nuovo amore arriverà quando smetterai di cercarlo :))

          • grazie art. io sono più che altro incazzato con me stesso. è come se avessi fatto di tutto per allontanarla. e tutto ciò di cui avevo paura si è avverato. io avevo paura proprio di questo: che quello che ci provava ci sarebbe poi riuscito. ecco qua, l’incubo si è trasformato in realtà. io sono solo. e lui se la spassa con lei. sono proprio uno sfigato.

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