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nuvole del domani

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Caro Blog,

ecco… finalmente è arrivato il momento di ragionare più lucidamente, senza la katz di esasperata sensibilità che contraddistingue la gente che viene fuori da rapporti sentimentali lunghi e sofferti.
Oggi mi sento finalmente solo, liberamente single, appassionatamente cosmopolita. Non ho bisogno di nulla che non sia l’affetto genuino degli amici, l’amore dei familiari, la potenza consolatrice della musica. Per adesso posso fare a meno di una donna, ci sono tante cose di me che sto scoprendo, tante cose che stanno liberandomi il cuore e l’anima.
So cosa voglio da un rapporto sentimentale, ma non ho voglia di andarmelo a cercare, se arriverà comincerò a pormi il problema.
So cosa voglio dagli amici, tutto ciò di cui ho bisogno lo ottengo senza difficoltà: è meraviglioso, tutto questo non accadeva quando mi ostinavo a credere che tutto ruotasse intorno a lei.
So cosa voglio da quella persona meravigliosa che ogni tanto colora i miei pensieri e mi fa sentire partecipe della sua vita, ma rimando, rimando al giorno in cui sarà pronta… se non dovesse accadere, non me ne farò un cruccio.
L’ultimo giorno di questo splendido anno, il 2003, ha segnato la fine di un’era e l’inizio della battaglia vera e propria: io versus mondo. Colori e luci si liberano adesso dalle nuvole restando sospese nell’immaginario artistico dei dipinti di un caro amico, nel mentre la folle corsa della vita prosegue, incespicando tra le mille possibili nuvole di domani; il giullare ha smesso di piangere, adesso è serio, si guarda intorno, ogni tanto sorride, scherza e balla coi suoi tanti amici. Il cielo e grigio, mi piace vederlo così, mi piace fare a meno della luce del sole.
Bramo mille temporali, spero che l’estate giunga il più tardi possibile, non ho più voglia di mettere in mostra i miei desideri, voglio scrivere d’attualità, analizzare il mondo, svelarne il sudiciume.
Voglio spiccare il volo, restare sospeso nello spazio e nel tempo portato da un leggero soffio di vento.
Libertà… sapore dolceamaro, sfogo sincero di un’anima che ha perso le sue catene… alla prossima

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

13 Commenti

  1. Ciao… questo si che è un bel augurio… smettere di meditare sulla propria sofferenza.
    Sarebbe bellissimo… costruire un futuro vivendo il presente, non rimpiangendo il passato!!!
    …Nel 2004 vorrei poter costruire una nuova Layla….
    Come stai?
    Come fai a capire quando ti senti una persona libera?…
    Sono contenta per te… ma vedere solo grigio, no…
    Sentirsi un single e godere di questo… ti basta?
    Perchè a me no?

  2. eva, principessa… mi prendo il tuo abbraccio e lo serbo gelosamente tra le carezze che di giorno in giorno accumulo tra gli amici

    ce la faremo tutti ;)))

  3. Non ti preoccupare per l’ironia, ogni tanto ho la tendenza a parlare delle mie conquiste interiori come se fossero “scoperte” di interesse mondiale, in realtà sono importanti innanzitutto per me e veleggiano nel mio piccolo mondo che condivido con gli altri attraverso questo blog.
    Sai, io esco da una storia lunga e tormentata, magari i problemi del mondo sono niente in confronto ai miei, però le cose che ci toccano personalmente sono anche quelle che ci fanno più male (pensa che vita di merda sarebbe se dovessimo vivere personalmente i drammi dell’intera umanità, Shopenhauer docet in tal senso). Dopo 6 anni ho capito che il cuore ha una sua testa, la pancia ne ha un’altra però se devi vivere tutta la tua vita col mal di pancia, allora fanculo il cuore, lui tanto alla fine si rassegna, la pancia no. Oggi vivo ancora nell’amore per quella persona che lentamente sta spegnendosi, quando sarà del tutto esaurito allora sarò pronto per un’altra… credo che questo valga per tutti.
    Tanti auguri per il tuo futuro, la vita riserva sempre tante sorprese, non bisogna mai disperare e, in questi attimi, riuscire a gioire di cose apparentemente più piccole (l’affetto degli amici, i commenti sul blog, una bella canzone) è davvero la terapia migliore contro il dolore della fine di un amore
    Un abbraccio affettuoso…
    Nico

  4. oh… è il mio blog e posso scrivere quello che katzo voglio, mica sto a fare la predica al mondo, se non ti piace quello che scrivi semplicemente non leggerlo… e poi chi ti dice che io non faccia qualcosa per gli altri, mi conosci? Conosci i miei amici? In questo spazio mi piace semplicemente scrivere di me, c’è qualcosa di male? Magari torna quando avrai meno rabbia dentro… un saluto

  5. Io,io,io!!! E’ tutto un concentrato di egocentrismo trasformato in dolore universale.Soffri tu solo ? Quali sono le tue sofferenze? Hai fame,hai sete? Ti mancano i soldi? Ma guardati attorno,dove c’è gente che soffre e vive i problemi veri dell’esistenza,dove i bambini muoiono di fame,di sete o di vessazioni,dove le bambine vengono stuprate e avviate alla prostituzione,dove il tuo benessere viene raccontato come una favola per i bambini buoni.Invece di racchiuderti nel tuo egoismo,autocommiserandoti,prova a vivere un po’ per gli altri,per coloro che ” non possono” perchè non hanno o perchè non sanno. Forse allora sentirai che la tua esistenza avrà un significato e un valore. Un amico.

  6. Ciao Nico,sai…ti do ragione,quando finisce un amore lo si sente nella pancia…e finisce anche nel cuore aggiungerei,quando si ha dato tutto,quando si è tentata ogni strada,quando ogni via percorsa è stata solo come esclusivamanete terra bruciata dietro noi….a che serve farsi ulteriormanete del male?
    Mi scuso per l’ironia precedente,ma leggendo alcuni commenti avevo equivocato il tuo modo di rispondere,pensavo non ti riferissi a te.
    Cmq,come il tuo commento nel mio Blog…si…massiccio e incazzato,a volte la forza serve ad essere determinati in decisioni difficili,anche se poi alla fine è sempre il cuore che ne risente….ma questa è la vita,e non si può avere tutto.
    Saluti.

  7. Caro Nico,
    mi trovi pienamente d’accordo con te,non è proprio come una sigaretta,io non riesco a mollare nemmeno quelle..mi dico sempre perchè non voglio…mah,chissà poi quanto è vero…,Comunque sia certe decisioni sono importanti ,non sono semplici da portare avanti ma sono necessarie,per il futuro,per star meglio,per pensare e guardare ad una vita migliore,che poggiando su queste basi non tarderà ad arrivare,ne sono sicura….Un abbraccio d’incoraggiamento Eva

  8. Mr Dankos ;) Non credo bisogni essere saggi per raggiungere le consapevolezze necessarie di cui al mio post, è sufficiente avere alle spalle anni di dubbi, di tira e molla ed insoddisfazione generale, è così che si molla il cuore, facendo leva sulla razionalità che a volte serve davvero. Per i “comuni innamorati”, così come li definisci tu, beh… ognuno ha la sua storia ed ognuno vive il proprio amore con la sensibilità che gli è propria. Penso che quando un amore deve finire lo si sente nella pancia (non nel cuore), chiunque a quel punto immagino che prenda la decisione giusta e cioè: farsene una ragione. Un caro saluto e vacci piano con l’ironia ;))

  9. Cara Luna Si fa perchè si deve fare… e basta. Non ci sono modi per soffocare i sentimenti, bisogna solo esercitare una forte pressione sul cuore, soffrire per il tempo che è necessario e non voltarsi mai indietro cercando conforto solo nei ricordi dolci. Quando certe persone finiscono nel nostro passato, è lì che devono rimanere, non deve esserci spazio per la nostalgia nè per i ripensamenti, al massimo ci si può concedere un pòd i malinconia… nulla di più. Sai, l’altra sera facevo un paragone tra una storia che finisce ed i miei inutili tentativi per smettere di fumare. Bene, quando c’è la volontà puoi farlo ma se ti lasci prendere dalla nostalgia e ti accendi una sigaretta, allora anche una sola tirata può accendere di nuovo il desiderio e farti ricominciare… la stessa cosa in amore, con la differenza che una persona è decisamente più impegnativa di una stupida sigaretta, “l’abbandono” richiede quindi più attenzione e lo si deve vivere con serietà e determinazione. Un abbraccio

  10. e allora cavaliere?…fai tutto questo da solo?…bhè io non ho niente di meglio da fare…ti sono accanto in questa nostra grande\piccola battaglia…avanti allora ..si comincia

  11. Un grande cantautore di nome Moustaki cantava ” Je ne suis jamais seul avec ma solitude” traduzione: non sono mai solo con la mia solitudine. Complimenti e auguri, e…se ogni tanto sentirai un piccolo vuoto…continua per la tua strada.

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