Dialogo di notte n°2

2 Settembre 1996
2 minuti di lettura

Ma ciò che hai detto prima quando hai finito il foglio non resterà,
nessuno ricorderà ciò che hai detto tu fra mille anni…
va beh, facciamo cento o anche meno se schiatti prima.

Noo, ritornerai nel ciclo infinito della materia,
devi farne di strada bimbo,
con le tue scarpine Sartoria al corso
camminerai sui cadaveri di chi ti ha amato…

devi, non sei niente, come tutti noi del resto…
non è giusto, è naturale!

Il vocio della gente che sta alle nostre spalle mi distrae,
digli di andarsene…
Ok, allora andiamo via noi, col nostro fottuto vin brulé ormai freddo…
il tuo palato non può apprezzare le buone cose,
no, odorano di morte; credo di morire.
Non mi importa, potrebbero seppellirmi anche in un cimitero di elefanti,
questa sera non ho un buon vocabolario: Zanichelli, il volumone del letterato perfetto.

Finiscila, sto solo male!!!
Ho bisogno d’aiuto, non lo nego…
non lo so, sto male e vorrei almeno capirci qualcosa,
vorrei avere la tua infantile ingenuità
ma non riesco a voltare le spalle neppure al definitivo.

Fottuto egocentrico, vuoi spostare il discorso sui tuoi problemi,
lo dovevi dire per forza vero!?
Cosa avrei dovuto dirgli: chiedilo al mio amico!

Ma chi è il vero coglione…
ancora mi interrompi… appunto, non avevo ancora terminato:
dicevo che i veri coglioni sono coloro che reputano la felicità una cosa da coglioni…
ok, continuiamo con i soliti discorsi da coglioni… il mio fottuto senso critico.

Una volta l’uno non fa male a nessuno,
scusa dimenticavo di parlare con un nessuno,
il mio stato è la fine del principio il tuo l’opposto…

Stiamo vivendo un gran momento, uno di quelli che devono essere immortalati;
questo mi ricorda le fotografie che mi hanno scattato quando avevo 17 anni:
le fotografie sono quadri di felicità ordinaria,
hai mai scattato foto ad uno che tenesse il broncio?
L’illusione della felicità che diventa realtà per il tempo di un flash.

Lei chi? La donna di cui parli?!
…stupido è chi lo stupido fa:
la demenza senile non risparmia nessuno…
qualche giorno di questi finirai la cassetta e sarai un perfetto smemorato,
io almeno registro solo le cose importanti.

Geniale, sono senza parole…
preferisco ritornare all’argomento cardine del discorso:
la politica del nuovo governo Israeliano…
in che senso non ha senso,
ah, nel senso che mi sono allontanato un zinzino.
Potrebbe anche darsi, ma in fondo anche noi ci allontanavamo da scuola
quando arrivava il carrettino con l’uomo del fumo.

Freak in che senso… questo fa più male di mille pugnali
cos’ha la mia faccia che non va.

Stiamo perdendo la nostra creatività
cerchiamo di rifarci con una frase mitica:
la non coscienza di noi stessi ci aiuterebbe a soffrire di meno…
il fottuto realista vorrai dire?!

Beviamo ciò che resta del vino e lasciamo questo tavolo…
davvero lo paghi tu? A chi la faccio la statua adesso?!

A proposito puoi darmi una mano ad uccidermi stanotte…
capisco, stanotte avevi progettato di ucciderti anche tu
e se tu dai una mano a te io poi non posso darla a te.
Ne parliamo dopo aver pagato…
andiamo và!!!

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Una piccola storia di ordinaria solitudine

Prossimo articolo

Centro

Le ultime da Frammenti Notturni

Il mendicante di Dio

Ecco là un uomo che mendica Dio Nel vicolo buio di un’arteria terrestre Non c’è nessuno che gli abbia mai detto Che

la tua poesia

ti guardo sei così bella quando gli occhi si illuminano alla luce delle parole ti invidio comprendi la poesia sei così grande

Spero un giorno…

Spero un giorno d’incontrarti per caso quando la leggera brezza del mattino porterà con sè il profumo della primavera mentre il nervoso

Io sono nato libero

Ascoltate mentecatti c’è qualcosa di più sacro delle vostre certezze voi che credete di aver trovato ciò per cui combattere voi che

Sbagliato o diverso?

Dalla pietra calcarea sorge una figura qualcuno seduto su una panca segue col capo il ritmo della musica è un uomo come
TornaSu