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16 Novembre 1993 (martedì) ore 5:00

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Sono le cinque del mattino e mi trovo in una casa tutta mia… beh, diciamo che me ne appartiene un terzo. Già da una settimana mi trovo a Catania; i primi giorni sono stati terribili, orientarsi in una città dalla planimetria che pare progettata dalla mente di uno psicopatico, non è da poco. Il primo giorno mi aggiravo in solitudine per le vie principali deciso a scovare nel minor tempo possibile i covi universitari. L’adattamento non è stato un grosso problema: ho imparato a ricambiare all’indifferenza della maggior parte dei gestori di botteghe e negozi vari, a guardare in strada fisso di fronte a me e soprattutto a lasciare l’immondizia dove capita prima. Non che Catania sia una città malvagia, solo che a parte il coprifuoco dopo le dieci e mezza e l’allucinante sproporzione sociale degli abitanti, non ti considera nessuno e nelle zone più vicine ai bidoni dell’immondizia rischi di essere contagiato da qualche rara malattia.

Divido l’appartamento con Ivano *** e Gabriele *** e ogni tanto ci si diverte: dico ogni tanto perché per il resto è di una noia mortale. Ed ecco, dopo la necessaria presentazione del luogo, passare a quella dello stato d’animo. Quali pensieri affliggeranno oggi il tuo simpatico Nicola? Riflettevo su quello che sto sperimentando con Ivana… ops scusami, ho dimenticato persino di raccontarti quello che è successo in questi giorni. Mi trovavo al Marsala, circa due settimane fa, a discutere con lei delle solite cose. Mi ero reso conto già da prima che l’oggetto principale delle nostre conversazioni erano i problemi che aveva con il suo ragazzo. Improvvisamente se ne viene fuori con un discorso ti tipo psicanalitico sulla mia incapacità a comunicare e a tirar fuori ciò che mi turbava. Non che sia mai stato completamente incapace di parlare di me, semmai non ho trovato nessuno che abbia incontrato la mia fiducia; figuriamoci comunque se una bellissima, intelligentissima e dolcissima ragazza come Ivana sarebbe riuscita dove gli altri avevano fallito. Dopo avermi torturato a lungo perché le confidassi i miei drammi, subite le mie continue divagazioni in ogni sorta di disciplina, si è arresa e ha preferito parlarmi lei di me. Quella ragazza, senza conoscermi affatto, ha sondato il mio cuore capendo, più di qualunque altro, il dramma della mia anima, il mio bisogno d’affetto e la chiusura interiore verso il mondo esterno.

Non sono riuscito a capire il suo improvviso cambiamento, la sua voglia di conoscermi. Non starò certo a pensarci troppo, cercherò di prendere questo avvenimento come un qualcosa di meraviglioso; è meraviglioso che qualcuno ti capisca o almeno ci provi e ti apprezzi per come sei fatto dentro senza bisogno di un colloquio diretto, ed è meraviglioso che questo qualcuno sia la persona che ho imparato a rispettare e che tengo in grossa considerazione. Se solo Tiziana avesse avuto la capacità di ascoltare col cuore, le cose forse sarebbero andate meglio.

Non è che per caso ti stai innamorando? Penserai, diariaccio abietto.

Ti concedo comunque la grazia di una risposta: non saprei, sarebbe difficile accettare questo come lo sarebbe l’accettare di aver dimenticato Tiziana, sono stato convinto tante volte di essere riuscito a farlo !!

Alt… fermo lì, vuoi dire che la ragione domina così tenacemente sul tuo cuore dal non permetterti neppure di riconoscere quando sei innamorato?

Potrebbe anche verificarsi che l’eccessiva idealizzazione della fanciulla cui ho voluto bene per tanto tempo distragga o meglio atrofizzi il mio cuore dal riconoscere un altro amore. In tal caso il cuore sarebbe solamente la base da cui la ragione imposta tutta la storia. Se il mio cuore si trova adesso ad essere affascinato da Ivana, la ragione da lassù gli ricorda che è già occupato. Fortuna che parla piano e non la sento… occupato un corno !

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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