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Venerdì 18 Gennaio 2002

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Pian piano ne sto uscendo, lo dimostra anche il fatto che non scrivo più con la stessa frequenza. Ne sto uscendo molto deluso e con tanta di quella malinconia addosso che stento a sorridere nonostante i risultati che sto ottenendo sul piano personale e anche sociale.

Riscoprire la mia unicità è l’obiettivo primario che mi sono posto, riconoscermi interamente ed apprezzarmi per come sono senza temere il confronto col prossimo, o ancor peggio pretendere che il prossimo si omologhi al mio modo d’essere e di sentire.

Ho riflettuto e sto riflettendo ancora su quanto mi aspetti dalle persone, su cosa realmente desideri in un rapporto che sia di semplice amicizia o di profonda intesa come quello che ho avuto con Giulia. La risposta è stata che manco totalmente di rispettare le diversità altrui, che mi aspetto dagli altri sempre ciò che mi aspetterei da me stesso e per questa ragione divento diffidente, sospettoso ed egoista, chè gli altri non meritano le mie attenzioni perché non sono in grado di ricambiarle adeguatamente. E allora?!… che fare. Beh, la prima idea che mi sono fatto è quella di pensare ai motivi per i quali devo dare così tanto agli altri… potrei rivolgere queste attenzioni a me stesso, canalizzare tutto il mio amore verso me stesso e le mie passioni. Eppure quando un amico mi chiede un aiuto, sono subito pronto a donarglielo, ma se l’indomani lui fa l’indifferente, allora lo attacco con la forza della delusione. Innanzitutto devo stroncare questo bisogno degli altri, specialmente la ricerca del consenso che oramai manifesto in qualsiasi occasione. Lo faccio con mio padre da sempre e con scarsissimi risultati, lo faccio con gli amici, ho cercato di farlo con Giulia ottenendo quelle feroci contestazioni che solo lei ha avuto la forza di pormi davanti… adesso sto di nuovo pensando a Giulia, rifletto su cosa mi aspetti ancora da lei, sul perché oggi come anche ieri sto soffrendo e mi manchi tanto.

C’è una strana acida angoscia in questo 4° mese, trascorrono giornate intere senza che provi alcunché per la mia dolce bambina, ed anzi mi infastidisce quasi anche il sentirla parlare. Stranamente sono proprio quelli i momenti in cui lei mi telefona, sente il bisogno di sentirmi e di parlarmi. Quando invece sono io ad aver bisogno di lei, è distante, disdice gli appuntamenti con me… forse mi basterebbe chiamarla al telefono e dirle che mi manca, ma non voglio più farlo, non ha senso, non ha nessun senso. Non possiamo tornare insieme, è finita.

Vedi, i miei pensieri alla fine tornano a lei, e lo fanno anche quando incontro un’altra ragazza, quando magari mi passa per la testa di portarmela a letto per stare bene anche solo una sera… no, il rispetto per lei me lo impedisce, chissà se anche per Giulia è lo stesso. Ho paura di farmi altre storie, forse perché significherebbe perderla per sempre e, seppur questo sia già stato deciso, a quanto pare non riesco a farmene una ragione.

Stamattina all’alba un incubo terribile mi ha tolto il sonno. Un sogno sporco che non mi va neanche di raccontare: chissà perché le cose che annichiliscono di più l’uomo innamorato sono i tradimenti “sessuali” che la propria ex-donna gli riserva di nascosto. Solo il sesso fa stare male… perché, che katz significa?!

Prego Dio ma a volte mi sembra davvero troppo lontano, percepisco a tratti la sua presenza ma sono frazioni di secondo, ed è il silenzio. Quando sto bene neanche me ne preoccupo: ancora peggio. Cosa dire di questa vita… niente, tanto si dimentica tutto e poi… e poi nulla avrà più un senso. Ma vaffanculo a tutto…

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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