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Venerdì 11 Gennaio 2002

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Scrivere fa bene, fai un riassunto di tutto quello che hai sentito e pensato, e lo sputi fuori digitando. Tra queste considerazioni il cuore si sente già più sollevato: nessun dolore dura per sempre, ma si smorza e si diluisce lasciando al massimo una sottile malinconia. Proprio questo mi rende triste oggi, proprio come mi ha reso triste ieri il pensiero che non c’è davvero niente di importante, l’uomo si illude di provare emozioni e di aver raggiunto chissà quali vette di coerenza e poi… poi tutto comincia a morire lentamente e lui, lui si abitua… ti rendi conto, si abitua al dolore, si abitua a ciò che perde di volta in volta, si abitua sempre e comunque. Questa è la ragione per la quale gente davvero disperata riesce a sopravvivere mentre persone come me non riescono ad accettare la banale fine di un amore, di una convivenza, di un rapporto, di un amicizia… per una sola persona. Che farò allora quando più avanti dovrò sopportare quei tragici lutti che segnano la vita d’ogni uomo; ho bisogno più che mai di una fede forte ed incrollabile, non ci sto ad illudermi giorno per giorno, non ci sto a rassegnarmi alla crudeltà della vita.

Il mio tentativo di cambiare per Giulia sta fallendo miseramente, anzi sto nuovamente riuscendo a perdere l’amicizia con lei, amicizia che sento troppo condizionata dall’amore che ancora sento o forse dall’esigenza di sentirla MIA, di possederla e basta.

Giancarlo mi ha fatto riflettere qualche giorno fa parlandomi della fine della sua storia con Patrizia: 7 anni insieme, lui stanco di lei a proporgli di lasciarsi, di mollare, che l’amore era finito e poi… poi lei prende la decisione lasciandolo d’un tratto solo. Ha fatto di tutto per salvare la situazione ma non poteva più fare nulla, dopo quasi un anno ha capito che era legato all’idea di averla per sé e solo per sé, che non c’era più amore, che l’amore se n’era andato già molto tempo prima.

Ultimamente anche Vincent, ti ricordi Vincent… mi ha parlato un po’ della sua delusione, arrivando alla conclusione che noi uomini sappiamo essere egoisti tanto da farci lasciare da quelle donne che arrivano alla consapevolezza di non poterci mai dare ciò che vogliamo. Io ho fatto del male a Giulia, le ho fatto perdere il controllo della sua vita e dei suoi sentimenti pretendendo che fosse e che agisse come volevo, senza alcun rispetto di com’ella era davvero. Lei invece no, lei tentava di essere come io la volevo, e lo faceva ascoltando la stessa mia musica e assecondandomi persino nei pensieri… non poteva durare, specialmente quando si è resa conto che io avevo problemi con suo figlio che ritenevo responsabile delle mancate attenzioni che lei riservava a me. Sono una persona orribile, non merito nessuna pietà e comprensione, non meriterei neanche le buone cose che mi stanno capitando adesso: il cd, la rinnovata energia vitale, gli amici. Sul serio, dico sul serio.. .mi sento in colpa ma non posso farci nulla, dovevo stare attento sin dall’inizio alla persona che mi stava di fronte, valutare che potesse davvero essere compatibile col mio modo d’essere. Non c’era nulla che mi facesse immaginare qualcosa del genere, Giulia aveva un passato oscuro, era nevrotica e spesso scontrosa con le persone, poco sicura di sé stessa e tuttavia piena di voglia di divertirsi. Io sono stato il suo principe azzurro, la persona migliore che avesse mai potuto incontrare, ma sono impazzito con lei, sono stato come ubriaco… il principe con la zingara, ho scritto una poesia qualche tempo fa con questo tema. Un bel principe del kazzo senza esperienza, rozzo nelle maniere e terribilmente egoista, ma è l’uomo che nel rapporto di coppia è egoista, lo dimostrano tutte le storie che sono finite intorno a me: Tano, Salvo, Vincent, Giancarlo. Nessuno è riuscito ad accettare la propria compagna così com’era, ed alla fine è stato mollato. Io però non ho scusanti sul fatto che non sono riuscito ad accettare suo figlio, ancora mi chiedo se tutto avesse potuto prendere una piega diversa senza lui. Forse avrei sposato Giulia ancor prima di andare a convivere ma, inutile prendersela diamine, non ce l’ho fatta, non era figlio mio.. .katz, come avrei voluto provare emozioni diverse, come avrei voluto essere diverso. Mi sono lasciato trascinare dal mio egoismo e lo sto facendo anche adesso, cercando questa amicizia… sto continuando a farle del male, a fare del male anche a me stesso. Non posso cambiare, devo considerare chiuso questo capitolo, devo cancellarlo dalla mia vita.

Vorrei tanto che Giulia ascoltasse le canzoni del mio cd, soprattutto quelle a lei dedicate. Ma ho l’impressione che non abbia alcuna intenzione di farlo, forse ne ha paura, forse vuole davvero dimenticarmi completamente. Tutto era già triste quando mi ha lasciato, ed io in queste settimane non ho fatto altro che complicare una realtà che esiste semplicemente e che non si può cambiare con discorsi e canzoni. Vorrei essere meno sognatore e meno egoista, spero che questo dolore mi aiuti a cambiare seriamente, spero che Dio mi assista e non mi abbandoni come ha fatto Giulia, c’è questo rischio perché sono egoista anche con Lui chiedendogli di mostrarsi per forza, non accettandolo per com’è.

La chiave della felicità sta nella semplicità, è vero. Forse non sarò mai felice… mi manchi Giulia, non avrei voluto farti del male…

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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