Placeholder Photo

8 Febbraio 1994 (martedì) ore 17:00

4 minuti di lettura

Non so come sia potuto accadere, è stato come un bisogno impellente che ha scavalcato tutti i limiti imposti dalla ragione, un sentimento indefinito e irrazionale che si è scatenato fuori da ogni possibilità di controllo. Ivana, dolce amica; ho telefonato proprio a colei nella quale non credevo più, della cui fiducia avevo cominciato a dubitare.

Sbagliavo o sbaglio a credere di aver sbagliato? Non importa, sono stordito e me ne compiaccio.

Di tante cose sì è discusso, si è parlato di Tiziana e della mia chiusura interiore, lei insisteva sulla necessità di accettare le difficoltà liberandosi delle ossessioni scaturite dalle delusioni ricavate facendo leva sulla propria ricchezza interiore.

–  Ma come può – sostenevo io – la ragione, sottomettere il sentimento irrazionale scaturito dal bisogno -.

– Imparando a considerare i propri insuccessi come delle tappe da superare, come delle esperienze da rimuovere in un angolino del nostro cuore in modo che non interferiscano nella nostra vita in maniera significativa –  sosteneva lei con ottimismo.

– Ma come può un ciclista – concludevo io con una metafora – che cade alla prima tappa, rialzarsi e proseguire se non possiede i mezzi per curarsi! -.

– Ci sono molte persone intorno che ti offrono i mezzi – continuava lei – se io sono una di quelle ti prego di dirmelo, non mi hai offerto grandi opportunità per dichiararti che nutro per te un grande affetto -.

Balbettavo, non riuscivo assolutamente a pensare ad un qualcosa di adeguato, la mia proverbiale logorrea si era ridotta ad un cumulo di articoli ripetuti senza alcuna connessione logica – tu, tu… io… – ; fortunatamente lei mi ha anticipato – Ti amo, Nicola -. Solo quella frase è bastata a ridurmi in uno stato larvale.  Solo dopo qualche secondo sono riuscito a scuotermi, a rendermi conto di ciò che era accaduto. Il classico pizzicotto sul braccio seguito dal tanto sospirato grido di dolore per avere la certezza che non fosse un sogno meraviglioso, e poi di corsa, chiavi in mano, giù dalle scale. Nella fretta di uscire dal garage ho ammaccato più volte la macchina sul muro… in quel momento non mi importava nulla, dovevo andare a casa sua. Appena arrivato sulla strada, guardandola così silenziosa, così anonima, mi sono chiesto per un attimo se non avessi avuto un’allucinazione. Ogni dubbio è scomparso quando lei, dal balcone, ha gridato il mio nome. “Ti amo” le ho gridato “non posso vivere senza di te”.

In attimi che parevano ore me la sono ritrovata davanti, il mio cuore traboccava di gioia ma questo non faceva certo bene al mio cervello, sembrava quasi che stessi per cadere in uno stato catatonico, l’adrenalina pompava al massimo, il battito cardiaco aveva raggiunto il limite, non sapevo cosa fare ma lei mi ha anticipato anche questa volta baciandomi in bocca dolcemente per poi sussurrarmi all’orecchio più volte quella frase meravigliosa TI AMO!

Come può cambiare totalmente la tua vita una semplice frase!!!

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Default thumbnail
Articolo precedente

6 Febbraio 1994 (domenica) ore 4:00

Default thumbnail
Prossimo articolo

13 Febbraio 1994 (domenica) ore 14:50

Le ultime da Diario

POssibilità

E’ possibile?! Ti chiedi, ciondolando da una fune, che abbia potuto farmi questo!!? Sarebbe possibile? Torni