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27 Settembre 1995 Mercoledì ore 15:35

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“L’amore ti svuota l’anima […] questa stanza pulsa come un cuore di cartapesta”… questo è tutto quello che ricordo di un sogno che ha sconvolto il mio animo sradicando da esso anche la più piccola porzione di ottimismo che restava. E’ da venerdì che ogni notte rivivo quei momenti, cambiano i paesaggi, le situazioni, ma i concetti restano sempre quelli… e lei, protagonista di ognuna di queste esperienze oniriche, riesce solo a farmi del male, questa domenica si è trasformata in un orribile mostro, solo il risveglio ha evitato che mi dilaniasse il petto per divorarmi il cuore, qualche giorno prima l’ho sognata così com’era… una megafesta e lei impegnata a fare l’amica di tutti senza un attimo da dedicare a me, perlomeno quest’ultimo non è stato a sfondo horror come i precedenti. Adesso qualcosa sta cambiando in me, avrai notato che ti scrivo molto di rado e di questo posso darti una spiegazione: mi sento fortemente demotivato nonché spesso distratto, vivo le mie giornate al venti per cento, il resto non mi è concesso di ricordarlo, è come se d’un tratto si spegnessero gli interruttori che permettono al cervello di funzionare e tutti gli stimoli sensoriali attraversassero inosservati la corteccia non lasciando alcuna traccia del loro passaggio. Fortunatamente ho trovato lavoro in un’azienda che opera nel campo dell’informatica, la mia predisposizione per la programmazione software è stata notata e aspetto da un giorno all’altro di cominciare, questo terrà impegnato il mio cervello e non permetterà alla mia ragione di scuotere in maniera così terribile il mio spirito. Attorno a me nessuno che possa darmi una mano, non tento neanche di spiegare le mie sensazioni, agli altri non interessa se stai male quando non cercano commiserazione. Cristina è tornata con F., buon per lei, adesso è serena, vorrebbe che nulla cambiasse fra noi, ma si illude se crede che io possa reggere questa situazione… ah, quante volte le ho ripetuto questa frase, e quante lei è riuscita a farmi cambiare idea.

C’è qualcosa in più stavolta, evito di parlarle e le lascio solo dubbi… vorrei abituarmi all’idea di poter vivere di nuovo solo con me.

Niente di buono, tutto così squallido, la gente non potrà mai essere come la vuoi, non riesco più a godere delle giornate passate con gli amici, che pagine di merda, almeno riuscissi ad esprimermi meglio… che periodo di merda.

Anche questa agenda, come le altre
ha le pagine contate.
Solo questa agenda tuttavia
è testimone del cambiamento,
un cambiamento brusco ed inarrestabile
che non concede tregua, che intende stravincere
che non regala spazio alla riflessione
che anticipa ogni tentativo di reazione.
Forse in me c’è qualcosa che non vuole morire
qualcosa contro cui la chimica sta combattendo,
mi sento in catene, non ho possibilità di frenare il mio corpo,
non ho armi per combattere questa inversione di polarità.
Sento che ogni ispirazione che viene dal profondo della mia anima,
appena giunta in superficie si scopre mortificata da una pigrizia
che trova la sua genesi nella chimica del mio cervello.
Superamore complica solo le cose
mi debilita sempre più
per lui non esiste altro che lei
è imprudente, non può riflettere.
“Ne avrei bisogno in ogni porzione della giornata”
stringerle la mano, abbracciarla, mi aiuta a dimenticare,
ma i troppi ostacoli sul percorso
mi inducono a considerare tutto questo appena sufficiente…
è sempre più difficile lasciarsi andare
senza riflettere sul senso di questo abbandono.
Ma il problema da dove nasce?
Il tempo non sembra curarsi di noi,
egli scorre incessantemente trascinando con sé la nostra vita
e mi ritroverò già adulto, terribilmente solo
con questa angoscia demolitiva.
Il male oscuro? Potrebbe anche trattarsi di questo.
Come combattere contro un fenomeno chimico?!
Cosa sta cambiando in me?!
Di cosa ho bisogno veramente?!
Perché mi sento così diverso adesso?!
Qual è il significato dei miei sogni ricorrenti?!
Solo una cosa so: sto perdendo la mia libertà.

ore 16:10

Caro diario, sono le ultime pagine… spero di trovare la forza di continuare la cronaca della mia attualmente assurda esistenza. Adesso amo Cristina più di quanto non lo abbia mai fatto, e sono frustrato dalle limitazioni che sembrano essere divenute condizioni del nostro rapporto. Spero di superare questo periodo. Grazie per essere stato con me, adesso cercherò un posto dove custodirti, tornerò da te solo quando avrò necessità di considerare questi ultimi avvenimenti. Un ‘epilogo piuttosto confuso, scusami… la mia anima sembra essersi svuotata da tutte le buone cose che me la facevano piacere un tempo.

Addio, amico mio.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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