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11 Gennaio 1990 (giovedì) ore 12:35

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Oggi ho salato la scuola, mi rompeva stare in classe ad ascoltare quell’idiota della professoressa, tuttavia devo essere promosso e mi dispiace di aver salato. Vorrei condire l’atmosfera di tristezza che ho contribuito a installare in questo diario con una simpatica scenetta umoristica. Stamattina sono stato a casa con mia sorella a guardare la televisione sennonché, preparandomi verso mezzogiorno ad uscire, non avrei certo potuto farmi trovare a casa da mia madre, scorgo dalla finestra la macchina del simpatico genitore che si insinua nel parcheggio. Il terrore travalicava la mia capacità di razionalizzare, non avevo ancora provveduto a cancellare le tracce della mia presenza. Alla velocità di un fulmine raccolsi la cartella ed eliminai le cicche di sigaretta sparse per la casa, ma il genitore era quasi sulla soglia della porta e desistetti dal pensiero di colpirlo con un pugno e fuggire ugualmente. Mi nascondo nell’armadio della mia stanza per poi trasferirmi sotto il letto di Roberta che offriva delle garanzie di spazio piuttosto soddisfacenti per la mia comodità.

Speravo che la mamma non entrasse nella stanza di mia sorella e subito dopo eccola arrivare, vedo le sue scarpe che nervosamente si muovono per ogni lato della stanza – speravo almeno che non stesse cercando le pantofole – Dio mi è venuto in aiuto, la mamma scomparì dalla camera alla stessa velocità con la quale vi era entrata. Bisognava studiare a questo punto un piano di fuga dei più silenziosi possibile, ed ecco la lampadina che si illumina sul mio capo: la mamma aveva l’abitudine di lasciare la porta d’ingresso aperta, se Roberta fosse riuscita a distrarla sarei potuto sgattaiolare fuori senza fare il minimo rumore; tutto il mio piano andò in fumo quando sentii il fragore della porta di ingresso che si chiudeva sotto l’energica spinta della mamma. Qualcosa del mio piano poteva tuttavia essere conservata, Roberta avrebbe potuto mettersi a cantare, per coprire il rumorosissimo cigolio della porta ed io sarei potuto fuggire in silenzio coperto dall’intensità vocale della mia complice. Dopo esser riuscito ad attirare l’attenzione della simpatica sorellina gli spiegai il mio piano e lei acconsentì in cambio di gratuiti servigi che avrebbe stabilito in seguito, per nulla preoccupato di ciò che avrei dovuto sopportare cedetti al miserabile ricatto. Roberta si precipitò in cucina da mia madre per informarla su una nuova uscita discografica con successiva dimostrazione cantata, silenzioso mi avvicinai alla porta e ne uscii senza provocare il minimo rumore che giungesse alle orecchie di mia madre flagellate dalla voce stridula e alta della ricattatrice. Pensai di essermi salvato ma, giunto al portone che avrebbe potuto riportarmi alla libertà, vidi attraverso la vetrata la cugina Alessia che tornava da scuola e immaginavo di già il suo gridato – ciao Nicola! -, la mamma avrebbe di certo sentito quella voce resa più forte dall’eco del pianerottolo del piano terra. Cosa fare per evitare di essere scoperto: ingranare la terza e salire le scale il più alto possibile, l’ultimo piano ospitava la nonna e Alessia stava al piano disotto. Arrivo al quarto piano ed ecco la nonna che grida alla zia -vado a messa -, Alessia aveva già infilato la chiave nella toppa, la riuscita del mio piano dipendeva dalla celerità con cui avrebbe aperto la porta; intanto scatta la serratura della porta della nonna, solo cinque scatti all’apertura, Alessia apre la porta ed entra e io ho appena il tempo di sentire la porta della nonna spalancarsi alle mie spalle prima di precipitarmi al piano terra e di lì imboccare la strada della libertà; ed eccomi qua, al Marsala, col fiato in gola, a pregare per la buona riuscita del piano.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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