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La grande ora di Amok

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di franc’O’brain

Da quanto tempo sono chiuso nell’armadio? Sette, otto minuti… Si direbbe un’eternità. E Amok là fuori che continua a pazzeggiare. Riusciranno a fermarlo, prima che…?

Bang!

Mio Dio, veniva dal piano di sotto. Si sta avvicinando! Si avvicina sempre più! Questo bastardo ha cominciato nel cortile e si è aperto la strada a fucilate attraverso tutti i corridoi, tutte le aule. Persino i cessi ha rastrellato! Ora l’unica mia speranza è che gli finiscano le munizioni. Ma no, sarebbe un miracolo. Io lo conosco, lo conosco fin troppo bene: è un gran figlio di puttana. Quando si mette in testa una cosa… Di sicuro ha munizioni a sufficienza per mandare all’inferno l’intera città. Deve essersene procurate un bel po’ prima di venire a scuola. Forse ha fatto anche il pieno di crank… Ma perché? È assurdo. Perdere la testa così, per una cosetta da nulla. Solo perché ieri, davanti al portone, l’ho offeso in presenza di quegli altri coglioni. Solo perché gli ho detto che è uno straniero, un Canaco del cazzo. Embè? Che sarà mai? Sai quante volte deve averlo sentito! Ma certamente ce l’ha con me soprattutto per quella storia di Katya. Gliel’ho soffiata e per lui dev’essere stato il colpo fatale. Ma ora che fa?

Bang! Bang!

Ancora due! Gli spari provenivano dal piano di sotto. Sta facendo un ripulisti. Come al tiro a segno. Possibile che nessuno abbia ancora pensato ad avvertire gli sbirri?

Bang!

Di nuovo! Ne avrà ammazzati una dozzina. Dio ladro! Forse, se qualcuno gli parla e tenta di convincerlo… Devono convincerlo o sono fottuto.

Magari non mi trova. Sì, è così: Amok non mi troverà. È troppo stravolto per pensare di venirmi a cercare qui dentro. Sono stato furbo a nascondermi nell’armadio. Comincia a mancarmi l’aria, la puzza di canfora sembra dovermi uccidermi… ma meglio, molto meglio crepare per asfissia che dare ad Amok la soddisfazione di impallinarmi. Sì, meglio che mi trovi già morto. Non voglio pensare a quello che mi farà se riesce a scovarmi. Non voglio pensarci! Ecco, ora chiudo gli occhi, mi concentro sul mio cuore, lo costringo a smettere di battere. Non mi va di sapere quello che lui mi… Preferisco tirare le cuoia prima.

Ehi! Chi ha urlato così? Là fuori, sul pianerottolo! Al nostro piano! La voce di Miss Marah… Gli sta parlando… anzi, gli sta sbraitando qualcosa. Calmati, vecchia gallina, calmati! Usa la ragione! Non è così che lui… È imbottito di crank o di ketamina, non te ne accorgi? E questo suono più basso, di gola? È il nostro eroe bruno. Amok. Ride! Miss Marah emette ora un grido soffocato, come quando noi durante la lezione le facciamo perdere la testa e lei non sa più che pesci pigliare né da che parte volgersi… Sú, parlagli scema, ma senza fare la matta! Prova a fermarlo usando la ragione! A che ti serve la laurea?

Bang!

Fuck you! L’ha fatta fuori. Come se niente fosse. Soffiata via, semplicemente. Ma allora è proprio deciso! Allora sei davvero un figlio di, figlio di, figlio di.

Gli altri corrono, non sanno dove infilarsi. Eh no, belli. State lontani. Questo nascondiglio è già fin troppo stretto per me, che pure sono piccolo, figuriamoci se possiamo stringerci qua in due o in più di due! Ma senti che confusione!

Bang! Bang! Bang!

Accidenti, lo sapevo: me la son fatta addosso. Era destino. Tranquillo. Cerca di stare tranquillo e… rifletti. Dove sarà Katya? L’ultima volta che l’ho intravista si trovava nell’aula vicina… Forse lei può convincerlo. Anzi, sono certo che solo lei, solo Katya potrà compiere questo atto mitico. Se le riesce di inalberare quella sua espressione particolare e gli dice che si è pentita, che ha sbagliato, che ha finalmente deciso di dargliela, Amok forse si ravvede.

Questo silenzio improvviso…

La scampo. "Sento" che la scampo. In fondo la fortuna è sempre stata dalla mia parte. E poi, perché lui dovrebbe avercela giusto con me? Sono in tanti ad averlo preso per il culo fin dal giorno in cui si è immatricolato in questa nostra scuola di merda. Che colpa ne ho io se Katya ha scelto di voltargli le spalle per mettersi insieme al sottoscritto? Dovrebbe ben saperlo, lui, che le donne sono tutte così: lunatiche, banderuole al vento… sgualdrine.

Ehi, è proprio lei, là fuori! La sua voce! Gli si è piantata davanti e gli sta facendo il discorsetto giusto: che lo ha sempre amato, che d’ora in poi vuole concedersi solo a lui, ecc. ecc. Brava! Continua così. Mostragli le cosce, cerca di prendergli la mano, dagli una strofinatina…

Bang!

No, no. No.

Ripeto: forse non è me che vuole. Forse cercava lei, la traditrice. D’accordo, maledetto, ora l’hai ammazzata. Contento? Vattene, una buona volta. Falla finita…

Uno scalpiccio. Vicinissimo. Qualcuno si è fermato davanti all’armadio.

È Amok? Cristo santissimo, è LUI? Calmo, sta’ calmo. Ssst. Non tremare così, non respirare così forte sennò ti sente.

«Buoni, voi!»

Che dice? Che cavolo sta dicendo? E a chi?

Oh, questa è bella: ridono. Sento gli altri ridere. In preda all’isteria. Probabilmente capiscono che lui li risparmierà… forse. Altrimenti non gli avrebbe detto di starsene buoni. Ma ora che fa? Basta basta basta. Non mi tormentare in questo modo. Vattene, demonio! Vade retro!

La porta scivola di lato e una cascata di luce si precipita su di me, quasi accecandomi. Quando riesco a focalizzare lo sguardo, lo riconosco immediatamente. È davvero lui, se non è il suo spirito clonato. Amok!

I suoi folli occhi picei. Le larghe nari spalancate su di me, che me ne sto tutto rannicchiato in mezzo ai camici del laboratorio.

Gli altri continuano a ridere, ma meno forte. E ad un tratto ogni cosa tace… È come se il mondo intero stia trattenendo il respiro.

Un momento! Questi non sono i buchi del suo naso: è il muso di un fucile!

«Ehi, ciao», sento dire a me stesso.

Mi sforzo di abbozzare un sorriso. Allora lui scoppia in una risata selvaggia, prima di starnutirmi addosso una doppia scarica di pallini di piombo.

Ahhh! Bastardo, guarda che cosa hai combinato!

Uno schifo.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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