E’ così che…

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E’ facile che un giorno non tornerai più su queste pagine elettroniche a leggere i miei pensieri perchè è così che vanno le cose tra gli ex, c’è un tempo per l’amore ed un tempo per il rancore, poi solo indifferenza. Il vuoto, indecente, patetico e schifoso disinteresse seppellisce per sempre ciò che è stato, e tutti i ricordi vanno in quegli angoli remoti del cuore senza atmosfera, con una popolazione ridotta ad alcune migliaia di microscopici insetti divoratori.

Alcune cose le tengo strette, ma so che mi abbandoneranno, perchè è così che funzionano le delusioni, è così che riusciamo ad andare avanti nonostante la piena consapevolezza di aver perduto per strada un altro pezzo di noi.

E’ sempre difficile rassegnarsi all’ineluttabilità di alcune cose, a volte sappiamo farci forza ed accettarlo, altre invece assecondiamo quel briciolo di luce che fa scappare a gambe levate gli insetti divoratori, perchè domani potrebbe essere una buona giornata per reincontrarsi, amarsi ancora e ricostruire daccapo tutto quanto.

Francamente trovo patetico l’atteggiamento di chi si autoconvince che non c’è più alcun modo di aggiustare una relazione, che è un bene che le cose siano andate così, per poi ostentare coerenza facendosi forti del rancore o adescando facili prede che fungano da temporaneo rimpiazzo. L’ho fatto anch’io, perchè sono un essere umano e mica un alieno, ed alcune volte ho bisogno di sentirmi libero, ma basta solo un pò di onestà per smascherare facilmente la natura illusoria di questa sensazione.

E’ facile assecondare i propri pensieri, quelli vengono dalla parte che pensa, quella più egoista… ditemi, quale difficoltà può esserci nell’accettare razionalmente considerazioni razionali… nessuna appunto. Il problema è sempre il confronto con la parte che sente, quella che si sente in colpa per aver ferito l’amata anche se la testa lo considerava necessario, quella che la notte fa a botte con Morfeo costringendoti a guardare la parte vuota del tuo letto, quella che anela all’illusione romantica dell’amore che non muore… ma è così che vanno le cose tra gli ex, il tempo aggiusta sempre tutto, trasforma l’angoscia in tristezza e poi in delicata malinconia, fino a che non crolla il castello di catene e la persona resta lì a guardarti per quello che è. Ed è proprio in quel momento che capisci che non ti importa più nulla, che tutto quell’amore è stato una malattia, che è stato persino un bene che sia finita.

E’ così che succede, e a volte ho la sensazione che non riuscirò mai ad accettarlo. So che sarà il tempo a guidarmi ed io caparbio a ripetergli sempre che non è giusto, che non è vero, che fa troppo male. “Le cose vanno come devono andare”, che frase insulsa e banale, quasi fossimo burattini incapaci di decidere del nostro destino, figure disegnate sulle carte di una fattucchiera da strapazzo, bambini adescati a vita dalle emozioni dei pianeti. Ho sempre amato pensare che sono io l’artefice del mio destino, qualche volta ho pensato che potesse metterci un dito anche il buon dio… ma erano altri tempi.

Non sono sicuro di essere arrivato davvero alla soglia dei 40 anni, che ne è stato del mio passato?! Perchè non voglio imparare che ogni cosa è impermanente, che le persone muoiono e non solo in senso fisico, perchè questa luce continua a filtrare nella stanza buia del mio sentire, perchè ho bisogno di credere che domani andrò a casa da mio nonno e lo troverò lì sul divano ad accogliermi con l’affetto di sempre, eppure è così che va la vita, è così che siamo: esseri temporali che s’illudono di poter conservare per sempre ciò che hanno.

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

16 Commenti

  1. ciao a tutti ragazzi… è un po’ che non scrivo ma forse qualcuno si ricorderà di me. lo faccio ora perchè continuo a leggere i vostri post e vorrei dire ciò che fino in fondo non ho mai detto.
    ho sofferto, tanto, per la fine della mia storia.. 5 anni tormentati durante i quali sono stata lasciata e ripresa tante, tantissime volte da un uomo in fondo perennemente innamorato della propria ex moglie. ma non è questo che volevo dire… bensì che conosco la sofferenza e non l’ho scordata.
    ciò che voglio fare ora è raccontare quello che ho fatto mentre stavo male.. sono stata lasciata definitivamente a capodanno… da lì ho spaccato la macchina, ho rischiato di mandare a fuoco la casa perchè mi sono addormentata completamente ubriaca con il mangiare sul fuoco e mi sono svegliata con il fumo ovunque… ho dato il peggio di me con chiunque… sempre e più che mai piena di alcolici a partire dalle otto del mattino… sono piena di tagli che mi sono fatta da sola su di un braccio… in uno ho anche dei punti dell’ospedale perchè era troppo profondo.
    ecco… io queste cose non ve le ho mai dette per vergogna, ma ora lo faccio perchè è giusto…
    il 16 maggio ho incontrato un uomo che mi ha cambiato la vita. se me lo avessero detto prima non ci avrei mai creduto. io ero CERTA che non mi sarei mai più innamorata come prima, che nessuno avrebbe potuto avermi … mi stavo semplicemente rassegnando alla fine della mia storia ma senza speranze per nuovi amori… mi sembrava impossibile… come ora sembra a voi.
    la prima sera è stata un’ “avventura”… di quelle che interpreti come uno sfogo dettato dal rancore o dalla solitudine… ma mi sono resa conto molto presto che non era solo questo con lui… anche lui con un bruttissimo abbandono alle spalle ma a differenza mia superato da molto tempo.
    fattosta che, anticipando ogni tappa, dal 20 maggio stiamo praticamente vivendo insieme.. assurdo, vero? si… assurdo ma bellissimo. ha un carattere diversissimo da quello del mio ex…molto determinato… poco “smelenso” (attaccaticcio.. pieno di paroline dolci e gesti smielati) ma presente… presente davvero… ma al di là di tutto ciò posso affermare che è per me un momento meraviglioso.
    il mio ex? si è rifatto vivo… ci ho messo un secondo a rispondergli che per me le cose erano finite. ma senza rabbia, senza risentimento.. semplicemente la mia vita è cambiata.
    ora… perchè scrivo ciò? perchè voglio che sappiate quanto sono stata male anch’io…. male è dire poco, male è dire niente…. e come in un attimo tutto possa cambiare.
    la mia vuole essere una lettera di incoraggiamento per chiunque si sia trovato in difficoltà o ci si trovi ora , come me mesi fa… ah.. dimenticavo… sempre a causa dell’alcol mi sono anche fratturata una caviglia in gennaio cadendo per le scale… peggio di così……eppure ora la vita sorride… non solo…. ride di gioia.
    il prossimo o la prossima sarà uno o una di voi… è solo questione di “quando” non di “se”…..
    un abbraccio fortissimo a tutti… e un bacio a sam, diana, marinella, gabbro, rox, giammy, raffaele, lion, stefano ,mari …..e ovviamente art….e se mi scordo di qualcuno scusate… è la vecchiaia!
    NON è FINITA… credete a chi c’è passato … NON è FINITA…. <3

    • Cara Sonia ho letto adesso il tuo post leggendolo mi e venuta la pelle d’oca anch’io come tanti sono stata delusa,ferita e so quanto si possa star male al di la di chi sfoga il suo dolore dandosi all’alcol o altro,io mi sono chiusa nel mio dolore e per la prima volta che scrivo in un blog,volevo dirti di non vergognarti delle cose fatte,a vergognarsi dovrebbe essere il tuo ex e comunque sono felice che tu abbia ritrovato la gioia di vivere in fondo te lo sei meritata ti abbraccio forte e ti auguro che la vita ti sorrida sempre .

  2. A volte si scrive solo per poter sfogare un dolore talmente grande da risultare insopportabile, altre volte perchè si cerca un contatto, un qualcuno che possa “ascoltarci” e farci sentire meno soli, una mano alla quale aggrapparci per non arrivare sul fondo di quel pozzo tanto nero e pauroso…
    Se hai voglia di scrivere la tua storia e sfogarti, fallo qui, troverai buona compagnia oppure ti lascio il mio indirizzo mail velo75@virgilio.it

    • Se finiamo tutti senza scarpe, ed è probabile vista la condizione dell’Italia, direi che si potrebbe seriamente pensare ad una comune in stile hippie :) (e chiaramente mi riferisco alla community che si riunisce su queste pagine)

  3. Ciao Art,
    è un po’ che navigo in questo strano blog, un’isola apparsa per caso mentre naufragavo nella rete e neanche sapevo cosa avrei mai potuto trovare cercando così a largo. Qui non ho trovato risposte, manco Dio avrebbe potuto darmene di convincenti, ma qualcuno come te che è riuscito a trovare la forza, una voce per parlare e fermare un po’ di quella sofferenza che proviamo quando siamo faccia a faccia con la lavagna del nostro cuore e non ci resta che darle un colpo di spugna. Tutti sanno che significa, tutti hanno fatto il famoso giro di boa almeno una volta, eppure nessuno nella vita reale accenna mai a tutto il dolore attraverso cui bisogna passare affinché questo processo si compia. Continuiamo a nascondercelo, come se fosse un effetto collaterale di cui vergognarsi, uno sgradevole incidente di percorso, una deviazione improvvisa e non voluta del tour da omettere assolutamente nei racconti di poi. Come se davvero si potesse.
    Ho letto parecchio di quello che scrivi e… che dire, a volte mi ritrovo completamente nei tuoi pensieri, nei tuoi tormenti che sono così uguali ai miei e a quelli di molta gente a quanto pare.

    Sono nel mezzo di un periodo strano della mia vita, spesso mi sento spaventato da quello che provo, da ciò a cui devo voltare le spalle. A volte mi guardo allo specchio e mi sembra di non avere più consistenza, di sparire lentamente, come se fossi troppo diluito sotto quello sguardo triste e le guance secche dell’ultimo pianto.
    In piedi e tremante d’avanti alla mia lavagna, io non riesco, non riesco proprio a darle un colpo di spugna. Vivo questa liturgia come una strada a senso unico, che non ha fermate né ripari dall’aria nei polmoni che mi manca quando meno me l’aspetto, dai continui sbalzi d’umore, dall’insonnia e dalle lacrime nelle quali faccio affondare i più bei ricordi di lei. È un po’ come cercare una via d’uscita al buio, a tentoni, dove non hai la più pallida idea di dove ti condurrà il prossimo passo.
    Sono perduto, perduto sul serio, cazzo.

    Qualcosa scatta dentro e mi fa accettare infine l’idea che per rendere illeggibile e anonima questa maledetta lavagna occorra far crollare tutto, me compreso. Basta opporsi, tanto nulla può sopravvivere a quel colpo di spugna, che prende sempre più le sembianze di un colpo di scure, nessun brandello di orgoglio, non un pezzetto di volontà. Giù, giù tutto, Via.
    Ora vai a trovare le parole adatte per spiegarle certe cose. O, almeno, per capirle. Altro che manuali.

    È notte e guardo su dal fondo, con due occhi che di mio non hanno più niente.
    Sono completamente vuoto, pannelli di lanaroccia isolano e soffocano la mente, al posto del cuore giace un sasso freddo e scuro. Nel grigio opaco faccio fatica a distinguere qualcosa, sembra una montagna di graffi. Mi chiedo se lì ci sia mai stata una lavagna.

    • Ciao MrMojitoRaff
      Tra le tante cose belle della vita c’è una qualità tutta umana che è quella di trasformare in parole gli stati del sentire, così come in musica o in arte pittorica o in qualsivoglia forma artistica. Il processo successivo è quello della condivisione attraverso la quale scopri che non sei solo, e questo accade sia quando ti trovi faccia a faccia con le parole di qualcun altro, sia quando hai la fortuna di sperimentare l’approvazione e la stima dei tuoi lettori su quello che tu stesso crei… l’arte è un antidoto alla futilità della vita (cit. da Midnight in Paris di Woody Allen) ed è questa consapevolezza che mi rende capace di trovare un senso anche davanti ad una lavagna impiastricciata, che mi da la forza di andare avanti, perchè comunque vadano le cose, ho un porto sicuro dove rifugiarmi: una canzone, un libro, un bel dipinto, una scultura.
      Le tue parole sono autentiche e piene di sentimento, lo stile e la forma mi fanno pensare che dietro ci sia un’anima da poeta che sa bene come esplorare le proprie profondità. “[…]Ecco, ho toccato ormai l’autunno delle idee, è ora di ricorrere al badile e al rastrello per rimettere a nuovo le terre inondate in cui l’acqua ha aperto buchi larghi come tombe.[…]” scriveva Baudelaire nel “Nemico” (i fiori del male), credo tu abbia trovato delle parole più che adatte a descrivere il tuo stato d’animo… certo, difficili da comprendere per chi non esplora a fondo il proprio cuore.
      Condivido in pieno la metafora del colpo di scure, il colpo di spugna cancella solo il gesso mentre quello che abbiamo tracciato con le unghie resta lì a ricordarci che l’abbiamo perduto, forse per sempre.
      “Una volta che si è trovato se stessi, bisogna essere in grado, di tanto in tanto, di perdersi… e poi di ritrovarsi.” (scusa se insisto sulle citazioni)… ecco, questo è un atto che vale sempre la pena compiere, a prescindere dal fatto di poterlo decidere o meno. Ho sempre avuto contezza nella mia vita che ogni cambiamento che segue a questi “smarrimenti” porta sempre nuove consapevolezze e soprattutto energie, migliora la propria capacità di andare a fondo nelle cose, ci rende meno deboli e più resilienti davanti alle avversità… insomma, perdersi fa bene, e mentre si brancola nel buio, una piccola luce per leggere un buon libro la si trova sempre.
      Vorrei dirti di più, poterti dare un consiglio concreto, ma la profondità delle tue parole mi intimidisce e temo di poter risultare banale nello scriverti qualcosa cui sicuramente hai già pensato… mi limito quindi a ringraziarti per il tuo intervento e a dirti che sei il benvenuto su queste pagine, il resto spero possa venire accolto come una carezza che sottolinea reciproca empatia e stima tra due anime incontratesi per caso su quest’isola.
      Un abbraccio sincero

  4. Semplicemente splendido, il tuo modo di ragionare e di scrivere. Hai fatto un quadro preciso e sintetico del ciclo vitale che accomuna la maggior parte degli esseri umani. Amore, rancore, indifferenza. Eppure, in tutto il nostro cercare, ci sono quei semplici affetti che superano tutto questo e sono quelli che si fermano al primo stadio. Senza rancore e indifferenza.

    Sono passati 8 anni da quando è morta mia nonna e ancora adesso, come capita a te, mi aspetto di sentirla dall’altra parte della cornetta.

    Sono quegli affetti incondizionati. Nessuna pretesa di volere più bene. O paura di non essere ricambiati. Sono racchiusi in quelle braccia che, per quanto tu possa sbagliare, troverai sempre aperte.

    Semplicemente splendido, ciò che mi tiri fuori :D

  5. ciao Nico sai cosa fa piu’ male. quando per giustificare la proprio coscienza di chi molla si creano delle autoconvinzioni solo per non scavare a fondo nel proprio io e trovare le vere motivazioni.. io mi sono sentito dire per esempio che ero noioso.. io ahah.. quando non mi si e’ fatto altro che scaricare addosso le proprie problematiche sempre o sole le quelle… be direi con onesta’ che potrei dire il contraio ma no lo fatto e mai lo faro’ perche’ per me il valore dei sentimenti e del rispetto per quello che c’e’ stato va oltre a simili e puerili giustificazioni… con affetto fabio

    • Ciao Fabio
      Ognuno trova le proprie motivazioni e non sono sicuro che il motivo sia il banale bisogno di cadere in piedi… piuttosto credo che al perduto amore servano delle certezze a cui aggrapparsi, specie nei momenti di nostalgia. E’ vero che gli amori finiscono e non possiamo farci niente, ed è vero che questo accade specialmente quando non si ha più voglia di lottare insieme per affrontare le difficoltà… ecco, forse è questa la vera motivazione che il perduto amore dovrebbe dirci: non ti amo più, chiuso! Sarebbe più facile capire ed accettare il fatto anzichè colpevolizzarsi e vedersi come le persone peggiori dell’universo :)
      Ricambio l’affetto… un abbraccio

  6. Riesci sempre ad emozionarmi..le tue parole, riescono sempre ad entrare nel mio Io piú profondo e a squarciarmi..ma questa volta, mai come in altre, le tue parole hanno rappresentato, senza volerlo, i miei piú profondi sentimenti. Costretta a litigare tra il cuore e la mente!! È cosí che, anche a me piacerebbe dire un semplice ma complicato, BASTA!! Basterebbe volerlo…!!! Grazie infinite, sempre!! Leggerti mi eleva e mi appassiona!! Grazie…

    • Grazie per le tue belle parole may08, è sempre un piacere sentire condivisi i propri pensieri e sapere che non siamo i soli a sentire certi conflitti.
      Un forte abbraccio e buona vita :)

      • è proprio vero, ci si allontana da queste pagine elettroniche che ricordano il dolore profondo vissuto. Per la nostra mente è più facile fuggire, dimenticare, cancellare, che affrontare e conservare nel tempo i ricordi di un momento (perché di momenti della nostra vita si tratta) di grande dolore e rancore ma anche di grande amore, gioia e felicità. Resterà un velo di malinconia che ogni tanto fa capolino e che un soffio di vento ci porterà via…

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