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Domenica 25 Novembre 2001

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I giorni sembrano mesi, tardano a passare e ciascuna giornata è sempre diversa dall’altra. C’è la giornata in cui esco con Riccardo, vado in chiesa e sto bene, la giornata invece in cui ci incontriamo con Tano e Salvo per fare bagordi, e la sera sto male, e pure l’indomani mattina come oggi. Ho trascorso un bel pomeriggio con Viviana ieri, parlando delle delusioni d’amore, del vuoto che lasciano dentro, dello sbaglio nell’idealizzare la persona che si ama dacché poi, tutto l’insieme di idee costruite, deve corrispondere a realtà e mai si può accettare la persona così com’è. Certo sono stufo di sentirmi dire che Giulia non era la ragazza fatta per me, anche se lo dicono non cambia niente, continuo a soffrire ed a volte percepisco anche un senso di fallimento perché avevamo costruito insieme, a testimonianza i ricordi che abbiamo insieme… come fare per non bruciarsi allora, come fare per restare puri!!

Le giornate in cui prendi davvero il controllo di te stesso sono sempre quelle che seguono la batosta, poi però torna di nuovo il desiderio folle, stupido di tornare da lei perchè magari stai ricordando quando facevate l’amore, quando vi stringevate dolcemente… no, non posso più ormai, devo cercare di vedere la nostra separazione come una scelta anche mia e guardare oltre, guardare dentro me stesso perchè sono davvero in grado di fare tanto da solo, molto più di quello che potevo fare con Giulia. Ho un bisogno straordinario di essere in comunione con Dio sempre, un bisogno che lui parli con me e mi spieghi che non è solo quest’angoscia che genera il mio Dio, ma che Dio c’è e veglia su di me.

Sai caro diario, credo fortemente che ci sia un mondo nascosto agli occhi della ragione, o forse che la ragione non vuole vedere per comodità, per non distruggere il sistema di certezze che si costruisce sulla base delle proprie esperienze materiali. Questo mondo è abitato da creature eteree che interagiscono con noi donandoci emozioni, emozioni come l’amore, l’affetto, l’amicizia ma anche la rabbia, l’angoscia, la gelosia, emozioni che pur convivendo con la ragione ne sono profondamente sganciati ed in certi casi possono anche annebbiare la vista e annullare qualsiasi raziocinio. Adesso mi chiedo se non sia proprio in questo mondo tutto interiore, in questo seconda parte di noi che possa risiedere Dio… certo questo pensiero significherebbe anche dare una dimensione di realtà a ciò che comunque proviene da un corpo fisico soggetto a morte biologica. DI certo chi vive nella propria interiorità, che possa essere fasulla o ancor più vera della realtà sensibile, è beato con se stesso e non ha di che preoccuparsi dacchè il passo successivo può avvicinarlo al Dio cattolico, a Gesù e ai santi, che vegliano sempre su di lui e giustificano gli accadimenti della sua vita. Diceva Agnello che la via della fede si percorre seguendo delle tappe, la prima è la più difficile giacchè propone un cambio radicale in un sistema di idee che, nel caso mio, è molto solido. Le altre vengono rilevate man mano che si prosegue, non c’è quindi un avvicinamento immediato a Dio ma graduale. Sono convinto che questo bisogno di Giulia che questa mattina mi ha annichilito non sia altro che il bisogno di sentirmi “appartenente” a qualcuno/qualcosa che possa dare un senso alla mia vita, possa essere una donna o Dio. Il mio ateismo mi ha portato ad idealizzare la donna che amo, per avvicinarla a Dio, per dargli quelle qualità che invece solo il mio Dio può avere…. adesso capisco ancora più a  fondo l’espressione di Feurbach secondo il quale ogni uomo crea il suo dio ad immagine e somiglianza sua: tanto miserabile è infatti l’uomo, tanto miserabile è il suo dio.

Su questo tuttavia è necessario riflettere molto più attentamente, soprattutto misurando bene il peso che la ragione deve avere nel valutare le possibilità offerte dal cuore. Difatti un atteggiamento troppo razionale porta a giustificare tutto come il solito bisogno dell’uomo di sottrarsi all’angoscia di particolari momenti della vita, che insomma tutta questa interiorità sia solo una creazione del cervello finalizzata alla sopravvivenza della specie: con l’amore si fanno figli, con Dio non ci si uccide prima del tempo, con la pace non ci si ammazza a vicenda etc etc. Se questo era il mio atteggiamento mentale prima di andare in convento, adesso non dico di aver messo da parte la ragione, ma valuto la possibilità di un’alternativa, la possibilità di un’altra realtà che anche se non sensibile, è tanto vera quanto quella che ci troviamo davanti agli occhi… non è forse vera quest’angoscia che mi dilania, quest’amore che mi opprime e mi acceca davanti alla realtà. Certo, il problema che più mi angoscia è anche il fatto che la ragione, quando ben addestrata, non può mentire… il cuore si, mente comunque dacchè tenta di soddisfare sempre il proprio bisogno di emozioni, e se per caso lo si contraddice scatena un putiferio: io ad esempio vomito.

Qualche giorno fa in Chiesa ho chiesto a Dio, con tutto il cuore, di parlarmi con un linguaggio che anche la mia ragione possa capire, di non limitarsi al solo mondo interiore… questa richiesta merita comunque una successiva riflessione: se vedessi Dio, se avessi la prova razionale della Sua esistenza, riuscirei a sentirlo come adesso nei momenti di maggior dolore, riuscirei a sentirlo dentro con tutta quella forza che quasi mi assimila all’intero creato. Forse no, o forse si e quindi, dove trovare le risposte giuste… non voglio andare in chiesa a sentire le letture come fanno tutti, perchè si dice che Dio parla proprio attraverso gli scritti. Io mi sentirei come il classico coglioncino che legge gli oroscopi per sapere cosa gli riserva il futuro… certi testi possono andare bene per tutti, essere fatti apposta per dare sempre una risposta a qualsiasi domanda interiore. In questo modo comunque non ho molte possibilità di andare oltre questo universo di razionalità.

ore 15:05

E’ nato il bambino di Luisa, naturalmente sono corso in ospedale appena ho saputo, ed ho trovato lei lì, che mi fissava. Non l’ho guardata e sono subito andato da Luisa, sinceramente le ho stretto la mano chiedendole se si sentiva bene e se tutto era andato per il verso giusto. Poi un abbraccio veloce al papà con i consueti auguri ed infine gli occhi al poppante, vero miracolo di quella situazione. Gli occhi del neonato, fissi su quelli di suo padre, la dicevano lunga sul miracolo della vita, e sono proprio quegli occhi che ho davanti adesso, occhi innocenti dietro un corpo puro che non conosce ancora le contraddizioni della ragione e del cuore, occhi che non trasudano odio ma solo tenerezza ed amore verso il proprio genitore, perchè lo sguardo è sempre rivolto al genitore. Dopo una mezzora circa sono andato via collezionando una gaffe dietro l’altra, Giulia continuava a fissarmi con gli occhi sbarrati, quasi a volere tenere sotto controllo qualsiasi mia reazione… il primo mio pensiero è stato quello che si fosse riacceso qualcosa in lei, poi, ricordandomi di mercoledì scorso, ho subito cestinato la sensazione giustificando il suo atteggiamento come una forma di commiserazione nei miei confronti che avrei preferito non scatenare con la mia presenza. Pazienza, mi toccherà sforzarmi un pò di più ma molte basi sono state poste anche se mi sento debole e fragile. L’idea principale con la quale devo lottare è questa stupida quasi consapevole speranza che tutto non finisca qui; quando quest’idea mi assale mi dà pace, ma subito sprofondo nell’angoscia quando penso che lei potrebbe già avere una storia con un altro, o magari passare le serate a fare conquiste civettando a destra e a manca. Fortunatamente sta diventando sempre più forte la consapevolezza che lei non era la donna adatta, che solo standole lontano riuscirò a realizzare me stesso a fondo perchè con i problemi che causa un rapporto di coppia, tendo a trascurare tutte le buone abilità che ho acquisito in anni di introspezione e di sofferenza interiore. L’idea che ho di Giulia è così enormemente diversa da ciò che lei è veramente, che dovrei davvero ritenermi pazzo se tornassi sui miei passi… adesso è il cuore che desidera ardentemente di tornare con lei, di abbracciarla, di sentire il suo calore e provare i suoi baci… ma la testa no, la testa non vuole neppure pensare ai momenti intimi perchè alla luce della verità su di lei, anche l’intimità è fasulla dacchè le emozioni che lei mi trasmetteva, erano in fondo da me costruite sul modello di idea che mi ero fatto. Adesso vedo sotto una nuova luce la nostra intimità e mi sento stupido e infantile per come ho creduto ciecamente che Giulia avesse potuto darmi anche solo un decimo di ciò che le davo io.

Del resto anche i miei amici, che di certo non si sprecano in complimenti nei miei confronti nè hanno mai esaltato i miei progetti, sostengono che il mio modo di amare è completo e quindi difficile da ricambiare… il discorso degli amanti egoisti: mettetegli un cartellino al collo così non fanno soffrire gli altri… ma pensandoci, quante persone ci sono come me?! Non molte… non molte… e allora, come dovrò vivere l’amore in futuro… accettando l’altra e non idealizzandola, accontentandomi di ciò che mi può dare e basta… se è così potrei farlo adesso anche con Giulia ma… hai visto, torno sempre su quell’idea… sono confuso anche se, per fortuna, lo stato emotivo nel quale mi trovo sta aprendo delle porte del mio cuore che mi permettono di contemplare senza pregiudizi e con meno razionalità, l’universo dell’emotività ove spero di incontrare Dio e, soprattutto, fare quattro chiacchiere perchè possa dare un senso a questa vita e perchè possa guidare la mia vocazione artistica verso un’attività di coinvolgimento profondo dell’anima mistica.

croce blu
ti ho intravista dalle strade
tra i vicoli del mio paese
e nella nebbia delle giornate uggiose

croce blu
tra i colori che ti accendono
rivelami quale debba essere il più vero
il solo a brillare su in cielo

croce blu
che sulla cima del monte
fiera e alta
ricordi alla gente la loro vita interiore
non spegnerti stanotte
ma illumina di fede
questa mia mente
chè riceva pace dal tormento
che gli infligge il cuore

Nicola Randone, alias Art, è Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music. Qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

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