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The wall: Analisi critica

The wall: Analisi critica

The wall: Waiting for the worms

Non sono mancati altri momenti in cui i Vermi sono apparsi sullo schermo ed anche in qualche parte di testo. Ogni volta hanno rappresentato il degrado umano nel quale era sprofondato Pink e non è un caso che adesso, dopo il crollo psicotico di Comfortably Numb, siano ancora i Vermi a dettare le condizioni dell'alleanza. Continua a leggere

The wall: Run like Hell

Pink, nel suo terribile alter-ego, vive l'ennesima allucinazione dove le vittime delle sue visioni non sono i suoi persecutori, come in Another brick in the wall pt 2 e One of my turns, al contrario, qui è lui stesso ad essere il carnefice mentre le vittime sono le minoranze razziali. Ancora una volta è interessante notare come Pink abbia trasformato se stesso in ciò che odiava di più, e cioè quella figura autoritaria rappresentata dal governo colpevole di avergli portato via il padre, dal maestro reo di volerlo privare della sua individualità ed infine dalla moglie responsabile del suo definitivo isolamento dal prossimo. Continua a leggere

The wall: Analisi critica

The Wall: In the flesh pt. 2

"Pink isn't well, he stayed back at the hotel" (Pink non sta molto bene, è rimasto in albergo) recita un verso della strofa che la rock-star canta, nelle vesti di Bob Geldof. La dichiarazione del dittatore sottolinea la grave dissociazione mentale di cui Pink è vittima: il suo vecchio "involucro" ha ceduto il controllo alla personalità più aggressiva scaturita dai traumi infantili e, presumibilmente, dall'interruzione forzata del viaggio interiore intrapreso a partire da Hey You. Continua a leggere

The Wall: Comfortably Numb

Per molti fan dei Floyd Comfortably Numb rappresenta la quintessenza della loro produzione musicale. Gli eccezionali arrangiamenti musicali, gli splendidi soli di Gilmour, le linee vocali ed i testi chiariscono definitivamente le ragioni per le quali questo gruppo è considerato uno dei migliori della storia del rock. Continua a leggere

The wall: Analisi critica

The Wall: Bring the boys back home

... in parte dice di non lasciare andare le persone a morire nelle guerre, ma in particolare dice di non permettere che fare rock and roll, o fabbricare automobili, o vendere sapone, o impegnarsi in una ricerca scientifica, o qualsiasi altra cosa che le persone possono fare... non permettere che quello diventi tanto importante da lasciarci trascurare i nostri amici, nostra moglie, i nostri figli o altre persone... Continua a leggere

The wall: Analisi critica

The Wall: Vera

Probabilmente la donna non si sarebbe mai aspettata d'esser citata dai Pink Floyd nel loro The Wall per ben due volte: la prima, se ricordate, è nella canzone "the Little Boy That Santa Claus Forgot" di cui sentiamo uno spezzone in apertura al film (vedi When the tigers broke free pt. 1). Vera Lynn, oltre ad essere una semplice cantante, ha rappresentato per Pink quel "blue sky" che tanto lo confortava da bambino, una speranza che si sarebbe trasformata in una cocente delusione: così come il mondo non era quel cielo azzurro che descriveva la madre, così anche Vera Lynn gli aveva mentito, cantando che avrebbe rivisto suo padre tra i soldati che tornavano dalla guerra. Continua a leggere

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