10 modi per sopravvivere ad una delusione d’amore

Su gentile richiesta di parti interessate, nonchè per mio personale divertimento, pubblico una guida di sopravvivenza destinata ai soggetti che hanno subito una decisione di abbandono da parte del proprio partner; questo fatto consente agli stessi di entrare a pieno titolo nella categoria di individui affetti da ciò che comunemente viene definita: delusione d’amore. La guida, scritta da un uomo (me medesimo), dovrebbe poter essere applicata a tutte le “vittime” di delusioni d’amore, tuttavia posso garantirne l’efficacia solo su esponenti del sesso maschile. E’ graditissimo da parte dei miei lettori (circa 350 persone che giornalmente visitano queste pagine) qualsiasi intervento che possa essere utile a perfezionare la presente guida. Per farlo è sufficiente cliccare sul link PARERI in fondo a questo articolo.

Ma veniamo alla nostra guida ed iniziamo col distinguere 3 diversi momenti nell’esperienza drammatica che consegue alla fine di una storia d’amore.
Il primo di questi è quello immediatamente successivo all’abbandono, lo chiameremo: fase dei perchè!
Il secondo è quello in cui, rassegnandosi alla separazione, l’individuo tenta di sostituire il partner perduto con un altro individuo dotato di caratteristiche affini, lo chiameremo: fase del transfert!
Il terzo infine è quello della quieta rassegnazione, lo chiameremo: fase delle dolci ricordanze ove in fondo al tunnel si intravede la luce.

FASE DEI PERCHE’
In questa fase colui che subisce l’abbandono viene colto, a giorni alterni, da momenti di disperazione giocosamente conditi da ansia e, nei soggetti predisposti, da veri e propri attacchi di panico. Il soggetto abbandonato cerca continuamente risposte che spieghino la fine del grande amore che fino a poco tempo prima lo univa alla sua compagna, tende ad idealizzare il proprio sentimento ed il partner stesso e a non rassegnarsi alla decisione dell’altro. Il deluso sperimenta su se stesso ciò che in psicologia viene definito Disturbo ossessivo compulsivo (OCD), è incapace di controllare i contenuti della propria mente, la sua attenzione è monopolizzata da pensieri e immagini che la sua volontà non riesce a scacciare (pensa continuamente e senza sosta alla persona che lo ha lasciato).. non a caso, da uno studio della psichiatra italiana Donatella Marazziti, sembra che i livelli del neurotrasmettitore Serotonina siano più bassi del 40% sia in chi ha una diagnosi di OCD sia nei delusi d’amore… c’è di che riderci sopra, no? … e ‘nsomma!
A questo si aggiunga che il deluso manifesta anche buona parte dei sintomi del male oscuro e cioè la depressione: apatia, svogliatezza, senso di vuoto, perdita di interesse verso le proprie passioni, perdita di appetito, insonnia, difficoltà di concentrazione, tutti sapientemente miscelati coi tipici sintomi del disturbo bipolare della personalità che concede ai poveri sventurati il discutibile lusso di sperimentare stati d’animo che alternano sensazioni di euforia, quando ci si trova vicino alla persona amata, a disforia vera e propria (depressione), quando ce ne separiamo nuovamente.

In sostanza questa prima fase evidenzia nel deluso la mancata accettazione del fatto di essere stato lasciato, e non a caso la parola fatto è in grassetto perchè, ricordate, non ci sono ragioni sufficienti perchè un amore finisca… esistono coppie che continuano a stare insieme nonostante problemi apparentemente irrisolvibili: donne che continuano ad amare uomini che le picchiano, uomini che continuano ad amare donne che li tradiscono… gli amori finiscono, e lo fanno quasi sempre senza un valido motivo, anche se al deluso piacerebbe averne uno. Conseguenzialmente al fatto ci sono poi le implicazioni sentimentali e l’incapacità di rassegnarsi alla fine di un bel sogno, specialmente quando prima dell’abbandono le cose sembravano andare meravigliosamente bene fra voi… le pause di riflessione, brevi o lunghe che siano, aiutano molto nell’accettazione del fatto, ma su questo incide molto la sensibilità individuale: molte persone si accorgono che qualcosa è cambiato nel rapporto di coppia e cominciano ad investigarne le ragioni, allora si sperimentano periodi di pausa che solitamente sono molto utili ad entrambi per rafforzare il proprio sentimento o per distruggerlo del tutto, altre persone invece fanno finta di niente, ignorano i campanelli d’allarme (quali ad esempio cali della passionalità, mancato dialogo) per poi trovarsi di fronte all’inevitabile decisione dell’altro.

Secondo i miei studi nati dall’osservazione delle dinamiche relative alla prima fase, sperimentati di persona nonchè tramite osservazione diretta su esperienze vissute da amici, conoscenti, popolo di internet, questa ha una durata che può variare da 1 a 6 mesi, a seconda delle capacità individuali di:
– accettare il fatto,
– assecondare le occasioni di cambiamento che si presentano sulla strada del deluso,
– valutare correttamente il modo in cui una storia finisce (se c’è di mezzo un tradimento o una causa ben precisa, il fatto lo si accetta prima)
– e, dulcis in fundo, sopportare il distacco dal sentimento che ci lega ancora all’altro.

Eccovi i primi 10 modi per affrontare questa prima fase che, anche se più breve rispetto alle altre, è la più problematica. Questi “consigli” sono da perseguire nel loro ordine di successione giacchè ognuno è strettamente dipendente dal precedente e risulta spesso difficile accettare alcune di queste considerazioni se prima non se ne sono condivise altre.

  1. Dominare il tempo:
    Il tempo è una componente estremamente distorta nella mente di un innamorato deluso. Ogni secondo della giornata viene vissuto con un pensiero ossessivo legato all’amore perduto ed alle ragioni per le quali è finita. Questo tipo di percezione non è condivisa da chi invece lascia (abbandona), per l’altro il tempo passa in maniera del tutto normale, nel caso in cui abbia un nuovo compagno, probabilmente penserà a voi quando non è con lui, se invece vi ha lasciato per recuperare il rapporto con la propria interiorità, penserà a voi solo quando si distaccherà dalla sua ricerca… insomma, chi lascia non soffre di alcun pensiero ossessivo e di conseguenza vive il suo tempo con normalità, mentre per voi ogni secondo rivela a fuoco sul cuore l’immagine dell’amore perduto.
    Azione: dominate il vostro tempo, riempitelo di altre cose… scrivete, suonate, dipingete, leggete, ascoltate musica (niente tv, per carità di dio, o film romantici), uscite con gli amici, fate escursioni, progettate un viaggio, prendete un’aspettativa dal lavoro… cercate di restare soli il meno possibile, in questo modo sarà più semplice riempire “di altro” i secondi della vostra giornata… ricordate che qualsiasi cosa l’altro stia pensando, non la pensa alla vostra velocità, se avrà ripensamenti, se avvertirà nostalgia o necessità di discutere ancora, lo farà con tempi molto più lunghi dei vostri. Se riuscite tentate anche di SOSPENDERE IL GIUDIZIO, non prendete alcuna decisione e non fate alcuna considerazione, vivendo il tempo in maniera così alterata potreste decidere di fare un blitz sotto casa dell’amato e pentirvene non appena siete lì, oppurle telefonare o mandare una e-mail e subito dopo mangiarvi le mani per averlo fatto. Lasciate che sia l’altro a fare le sue mosse, senza aspettative di alcuna sorta e senza fretta… ricordate che voi siete dalla parte di chi ha subito la decisione, insistere nelle proprie richieste (anche con tutta la dolcezza e l’amore del mondo) può scatenare forme di intolleranza in chi è ancora convinto della propria scelta, e posso assicurarvi che diventare fastidiosi agli occhi del perduto amore è una cosa che fa soffrire molto. Se proprio non riuscite a stare lontano dall’altro pensate che il gioco non vale la candela, che se una possibilità di tornare insieme esiste, questa non deve essere forzata in nessuna maniera, deve arrivare con naturalezza e spontaneità dall’altro. Da questo punto di vista sentitevi liberi da qualsiasi responsabilità, NON POTETE FARE NULLA per cambiare lo status quo, potete solo cercare di vivere il vostro tempo in maniera più equilibrata e con la minore sofferenza possibile.
  2. Mantenere la consapevolezza di ciò che accade:
    La consapevolezza di ciò che si sta attraversando in termini di emozioni è determinante per riuscire ad affrontare con razionalità gli effetti della prima fase. Se ci si abbandona ai diversi stati d’animo che si susseguono, c’è il rischio di confondersi, di credere che si è ammalati senza rimedio, che si è depressi. Non dimenticate mai che una delusione d’amore è un’esperienza che ogni essere di questa terra ha ahimè provato, tuttavia nessuno è mai morto per questo, nessuno è mai entrato in un tunnel di paranoia infinito anzi, c’è chi giura che una volta superate le tre fasi si diventa più forti e anche più fighi agli occhi delle altre donne.
    Azione: Acquisite la consapevolezza di trovarvi sotto l’effetto di qualcosa di molto simile ad una droga, qualcosa che agisce a diversi livelli e che a volte vi fa stare bene, a volte male e che, solo col tempo, i momenti in cui si sta bene diverranno più frequenti degli altri, fin quando l’effetto non si esaurirà. Acquisite soprattutto la consapevolezza che la sensazione di aver perso la vostra identità è del tutto illusoria e soprattutto transitoria ed è determinata da null’altro che non sia “la dolce abitudine” del condividere la propria vita con un’altra persona.
  3. Accettare la sofferenza:
    La paura di soffrire ancora, specialmente dopo i primi giorni, è sempre presente nella mente del deluso, ancora di più in questa prima fase. Paura di vederla con un altro e soffrire, paura di restare soli e soffrire, paura di non riuscire più a trovare una persona adatta a sè.
    Azione: Accettate la vostra sofferenza, essa è la naturale conseguenza di quello che l’altro vi ha tolto e non potete fare nulla per cambiare questa cosa. Ogni essere umano vive attimi di gioia, momenti di dolore e momenti di serenità, i momenti di dolore fanno parte della vita esattamente come tutti gli altri, sta a voi decidere se soffrire ancora di più per l’incapacità di accettarli oppure rispettarli come parte di voi stessi. Pensate alla sofferenza del mondo, alla disperazione di una madre che perde il proprio figlio in guerra, alle condizioni disastrate di una famiglia in un paese del terzo mondo… fare un paragone tra la propria sofferenza e quelle degli altri spesso aiuta nel processo di accettazione del proprio dolore. Se poi avete la possibilità di esorcizzare la vostra sofferenza attraverso l’arte (scrivere, suonare, dipingere), avete già una grande fortuna e di sicuro saprete dominare il tempo in maniera più proficua per voi stessi.
  4. Evitare i sentimenti di autosvalutazione:
    Molto spesso, e a momenti alterni, capita di darsi la colpa per quello che è successo, si arriva quasi a giustificare l’altro per averci lasciato perchè siamo dei pochi di buono, perchè ci siamo fatti crescere la pancia, perchè non ci lavavamo i denti ogni mattina e perchè non prestavamo attenzione alle sue esigenze… insomma, ci si sente brutti, fragili, piccoli, inutili. So bene che è molto difficile superare queste sensazioni, specialmente se non abbiamo un motivo valido perchè la storia sia finita, allora cerchiamo di ragionare in questo modo…
    Azione: in amore le persone si amano per quello che sono, se ti scegli una lunatica pazza scatenata alcolizzata ma anche bellissima, dolce e con una sessualità travolgente, allora ti prendi tutto il pacchetto, cerchi di sopportare le cose che non vanno mettendole sul piatto di una bilancia insieme a quelle che ti piacciono, allora scendi a compromessi per accettare i lati negativi dell’altro, e lo fai per amore, perchè comunque sia non troveremo MAI NESSUNO UGUALE A NOI STESSI, anzi, molto spesso ci scegliamo gli opposti perchè sono fonte di arricchimento e di compensazione, o forse ci scegliamo le persone che soffrono perchè vogliamo essere i cavalieri senza macchia e senza paura, e questo perchè la nostra mamma ci ha amato tanto quando eravamo piccoli, e noi ricambiamo quell’amore verso la donna che scegliamo… vabbeh, ognuno poi deve fare i conti col suo passato, ma non è importante, qui la cosa importante da capire è che noi siamo OK per quello che siamo, così come lo era l’altro. Le storie finiscono per altre ragioni, finiscono perchè si esaurisce l’amore, e di sicuro non è la pancia, non è la barba lunga, non sono i capelli incolti e il vestire da frikkettone, è qualcosa che cambia negli occhi dell’altro, e a questo punto che si vada pure a cercare quello che gli piace. MASSICCI e INCAZZATI amici miei, è così che bisogna essere, tanto vedrete che la pancia andrà via perchè non mangiate più, che la barba ve la farete tutti i giorni perchè quello che vi resta è almeno piacere a voi stessi, e che diventerete splendidi con tutti perchè improvvisamente avete una voglia infinita di conoscere e farvi conoscere… e lei, comunque sia, non sarà tornata (o si… a volte succede, ma non contateci troppo).
  5. Evitare ogni processo di idealizzazione:
    L’idealismo romantico, quello celebrato dai poeti, è un fenomeno tipicamente occidentale che ha fatto dell’amore una forma di religione secolare fonte di aspettative del tutto irrealistiche. E’ facile credere fortemente che il proprio amore abbia un’origine trascendente, che sia la manifestazione terrena dell’amore di Dio per le sue creature. Assecondando tale concetto, anche dopo un abbandono, ci condanniamo a prolungare la fase di sofferenza e a ritardare l’accettazione della perdita, le persone sono piene di difetti con cui spesso non riusciamo a convivere, se queste hanno preso la decisione di abbandonarci, a maggior ragione facciamo un errore nel continuare ad idealizzare un sentimento a senso unico. Ricordate che quando c’è amore corrisposto le difficoltà si affrontano insieme e mai separandosi, quindi non è che sia l’altro incapace di vedere quella luce che esiste, e per questa ragione noi dobbiamo continuare ad amare perchè così prima o poi la vedrà, l’altro ha preso una decisione magari ragionata nel tempo, ed è sbagliato crearsi l’aspettativa magica che il nostro amore possa cambiare la sua decisione, il nostro amore non cambia proprio un bel niente quando l’altro ci lascia, a meno che non vogliate accontentarvi della sua commiserazione e di parole del tipo: “voglio restare tua amica” oppure “o mio dio, perchè non riesco ad amarti, eppure sei così magnifico” o ancora peggio “sono confusa, vorrei amarti ma non riesco, se tu però avessi fatto questo, o quest’altro, forse non ti avrei lasciato”… brrrr, sentite anche voi un certo freddo lungo la schiena?
    Azione: Sebbene la soluzione possa sembrare cinica ed inaccettabile, una maniera per evitare l’idealizzazione del proprio sentimento è quella di razionalizzare i meccanismi con cui lo stesso sentimento agisce. Shopenhauer, celebre filosofo tedesco, aveva parlato dell’amore come di una sorta di meccanismo di sicurezza messo a punto dall’evoluzione per tutelare la specie dalla propria razionalità. L’amore deve quindi essere irrazionale per assicurare la procreazione e quindi la prosecuzione della specie. I nostri bambini nascono molto vulnerabili e deboli e hanno bisogno di continue cure da parte dei genitori, non è un caso che nella maggior parte delle esperienze la fase dell’innamoramento vero e proprio duri circa due o tre anni, giusto il tempo di mettere al mondo e svezzare un bambino.  L’evoluzione ci ha fornito un potente coinvolgimento emotivo che ci solleva da qualunque pensiero razionale, in modo da prendere una decisione che non è nel nostro interesse ma in quello della specie. La stessa gelosia è uno stato emotivo che può essere visto come un rimedio alle imperfezioni dell’amore, là dove il liberismo sessuale o gli stili di vita alternativi possano minare la stabilità della coppia, allora interviene la gelosia a renderci combattivi verso i nostri rivali, almeno per il tempo che serve per allevare i figli. TRISTE MA PROBABILE! Pensateci bene, o perlomeno valutate la realtà di questa possibilità, specialmente se in questo momento state pensando che il vostro amore è grande come l’amore di dio e che lei è la madonna :)
  6. Ricorrere ai familiari:
    Parlare coi propri familiari, specialmente con mamma o papà, aiuta a superare più facilmente i brutti momenti, ricordate che a parte il fatto che i nostri genitori (o parenti più stretti) sono le persone che hanno più a cuore di qualsiasi altro il nostro benessere, è vero che hanno dalla loro la saggezza dell’età adulta e la capacità di sdrammatizzare stati d’animo che possono sembrarci impossibili da gestire.
  7. Vivere il qui ed ora:
    Vivete sempre il presente, alla giornata, senza curarvi di ciò che accadrà domani. A volte riuscirete, altre no, ma bisogna pur sempre tentare di non pensare al domani, anche perchè, molto spesso, l’idea che avete del domani non è mai reale. Se state bene oggi non è detto che domani sarà lo stesso. Magari dopo aver letto questa guida penserete di avercela fatta, ma il meccanismo che si è innescato nella vostra mente è tale che la coerenza nei pensieri è un’opzione che non vi è concessa, ricordate che la natura tenterà comunque di farvi tornare col pensiero alla perdita perchè facciate qualcosa per recuperare (e così poter procreare ed allevare i figli :). Tenete sempre a mente che la ragione deve dominare sul cuore e lo può fare solo vivendo il presente, perchè non creandoci aspettative sul domani, allora affronteremo le giornate con la giusta energia e senza scoraggiarci.  Nei momenti difficili pensate che non dureranno, e lo stesso pensate nei momenti buoni, in questo modo riuscirete ad affrontare in maniera sana i diversi stati d’animo e sarà meno doloroso affrontarli.
  8. Evitare ogni possibilità di contatto:
    Sebbene ogni attimo della giornata sia condito dall’immagine del proprio amore perduto, lasciare che questa resti nella mente è cosa molto opportuna piuttosto che andarsela a cercare nella vita vera. La sensazione che si prova quando si rivede l’oggetto del proprio amore scatena uno stato di euforia e di esaltazione, purtroppo il prezzo da pagare per questa sensazione è troppo alto se si pensa che per i successivi 2-3-7 giorni non la si vedrà più. C’è un vecchio detto: lontano dagli occhi lontano dal cuore; niente di più vero! Da valutare eventualmente il caso che sia l’altro a volerci vedere, lì la risposta varia da caso a caso, anche perchè non è da escludere che l’altro abbia avuto modo di ripensare alla sua decisione, e per l’amore che vi ha unito è giusto dare 1-10-100 possibilità di poter recuperare… però ricordate, i bla bla bla non servono a niente, se deve parlarvi per ricordare i bei momenti o per giustificarsi, beh che lo faccia davanti allo specchio, se proprio vuole parlare con voi io chiederei chiaramente l’argomento che intende approfondire, anzi, sarei ancora più diretto: se vuoi tornare con me parliamo pure, sennò possiamo stare dove siamo. Per approfondimenti consultare l’appendice dedicata ai ritorni
  9. Assecondare le occasioni di cambiamento:
    La vita spesso ci mette sulla strada delle occasioni che possono aiutarci a superare i momenti difficili e a volte lo fa con una tempestività straordinaria. Queste occasioni possono presentarsi dietro il volto di una donna che ci sorride dal tavolo vicino mentre sorseggiamo la nostra birra al pub, oppure dentro un libro che atterra sotto i nostri occhi sulla vetrina di una libreria, o una canzone alla radio, o ancora la pagina Internet di un monastero che invita chi voglia fare esperienza di Dio a fare un giro da quelle parti, e ancora un’occasione di lavoro, la telefonata di un amico lontano che ci invita a passare qualche settimana dalle sue parti. Insomma, sembra che per il deluso le occasioni di cambiamento siano all’ordine del giorno, molto più di quanto non succeda durante il rapporto. Non so se questo dipende dalla predisposizione del deluso al cambiamento, cosa che lo rende più “ricettivo” alle occasioni, o ad un fenomeno soprannaturale, tuttavia si deve valutare seriamente ogni occasione e sfruttarla a proprio vantaggio. Forse non abbiamo nessuna voglia di sostituire subito la donna amata, ma la soluzione Chiodo schiaccia Chiodo è spesso un’occasione, pur sempre temporanea, di dominare il tempo (vedi primo punto) e far sì che scorra più in fretta, così come un libro che vi appassioni o un viaggio… assecondate ogni occasione, non ponete alcun limite a quello che può distrarvi.
  10. Concentrarsi su se stessi:
    Non a caso questo punto è in coda a tutti gli altri. La caratteristica principale della prima fase è la sensazione di perdita dell’identità, proprio in quanto ci si è abituati a considerarla strettamente legata a quella dell’altro. Recuperare il rapporto con se stessi è qualcosa che avverrà naturalmente, col tempo. Durante i giorni trascorsi a soffrire, spesso si percepirà il senso di questa realtà, in certi momenti ci guarderemo allo specchio e cominceremo a raderci perchè la barba era davvero diventata troppo lunga, faremo una doccia, metteremo una tuta e andremo in palestra per eliminare gli effetti degli alcolici sulla pancia, cominceremo a comprare creme per le rughe, faremo cure anticaduta per i capelli… insomma, pian piano si recupera, e anche se all’inizio la costanza sarà pur sempre un’opzione, vi accorgerete presto che terrete al vostro corpo ed al vostro aspetto più di quanto non abbiate mai fatto quando stavate con lei, questi sono i primi segnali importanti di come l’essere umano sia un animale estremamente adattabile, e di come provveda (coi suo tempi) a ricostruire il prorio io interiore disgregato dalla delusione e da anni di vita di coppia.

CONSIDERAZIONI FINALI SULLA PRIMA FASE
Siete arrivati fin qui quindi le argomentazioni soprastanti hanno stuzzicato interesse e curiosità nel vostro cervello oramai stanco di sopportare il dolore. Mi rendo conto che ogni storia è diversa dalle altre ed è difficile stilare un elenco di comportamenti che possano incontrare l’approvazione di tutti, tuttavia mi preme ricordare ad ogni deluso che sebbene l’ipotesi di rinunciare al proprio amore sia davvero devastante per il “qui ed ora”, è importante mantenere la lucidità mentale ed evitare reazioni violente verso l’altro o verso se stessi, ricordate sempre che chi ha lasciato passa anche i suoi guai, spesso ripensa a quello che è stato tra di voi, ripensa al fatto che magari ha sbagliato, adesso da parte vostra un atteggiamento vittimistico è assolutamente da evitare, questi 10 punti vogliono essere una guida per evitare qualsiasi colpo di testa che vi faccia tornare dall’altro, credetemi è molto più efficace non fare nulla, se vi fa stare bene pensate che se vi ama davvero tornerà, e lo farà senza che voi abbiate in alcun modo forzato nulla, ed è quella la maniera più autentica in cui un amore può ritornare, poi sarete voi a decidere se riprendervelo o meno.

Per il momento mi fermo qui. Nel prossimo intervento toccheremo le altre due fasi, meno intense e problematiche di questo, ma altrettanto importanti per acquisire la consapevolezza di quello che si vive… la conoscenza ci rende liberi!
In bocca al lupo e siate forti!

INTERVENTI SUCCESSIVI

Delusione d’amore parte seconda: la fase del transfert
Delusione d’amore parte terza: la fase del distacco

Soluzioni:
Manuale di Training Autogeno (a cura di R.d.C)

Appendici:
Fenomenologia dei ritorni
Il meccanismo dell’amore
Cos’è l’amore romantico
L’egoismo dell’amore
Distacco Totale
Repetita iuvant…
Gioco Finale
Ma noi, noi quando siamo

Storico Commenti:
Anno 2008
1° Semestre 2009
2° Semestre 2009
1° Semestre 2010
2° Semestre 2010
1° Semestre 2011
2° Semestre 2011
Anno 2012

N.B. Per salvare il file sul vostro computer cliccate sul nome dell’archivio col tasto destro e scegliete Salva Link con Nome

Le vostre storie (per inviare la tua registrati qui e comunicami il tuo nome utente):
Filippo: Il decalogo rivisto da Filippo
Sonia: Serviamo il numeroanimabella
Mattia: Nessuno può vedere una lanterna spenta nel buio
Diana: Il capitano del faro e la donna del mareLa rabbia e la speranza
Stefania: L’attesa

Risorse esterne (segnalami il tuo contributo a questo post):
Balliamo da sole: Fotografie e poesie ispirate al post


Randone – La caduta della mia stella

1.798 Pareri

  • Rispondi aprile 11, 2014

    romy

    tutto quello che avete scritto e giusto doloroso comprensibile,,,,,ma di sicuro molto piu facile rispetto a cio che sto passando io in quanto ho un bimbo di due anni e per forza di cose devo sentire o vedere ogni giorno colei che mi ha ferito ,,,,,,,ho 34 anni ma mi sento un 16 enne ,,,,

    • Rispondi aprile 17, 2014

      carolina

      Ciao a tutti e tutte, leggo qui i vostri commenti e, in ognuno, ci ritrovo qualcosa che mi appartiene, che ho attraversato e sto attraversando, impietosamente e disperatamente. Sono 4 mesi che mio marito se n’è andato (dopo una relazione durata più di 10 anni) e anche io, pure se non ho figli, debbo purtroppo rivederlo (attività comuni), che è la cosa peggiore, che sembra sulle prime farti stare meglio, ma così non è. Io penso che la rabbia nei confronti di chi ci ha lasciato è legittima, e dicono tutti sia un’emozione necessaria proprio al distacco. Ma non è bene sentirsi solo delle vittime. Non ne usciremo mai, così. Essere arrabbiati, pure furiosi, va bene, ma nella consapevolezza che la rabbia è dovuta all’amore rifiutato, mentre è insensato (e inutile, dannoso) attribuire colpe esclusivamente all’altro. A meno che qualcuno non si è comportato eticamente male nei nostri confronti (ci torturava, ci picchiava, ci tradiva, etc.), è una colpa quella di non amare più? Mentre è un colpo durissimo per noi che siamo stati lasciati, senz’altro, che ci mette a terra, che ci ammazza. Ma il problema, il nostro problema, va oltre chi ci ha lasciati. Io avverto chiaramente che la difficoltà maggiore risiede nella (mia, nostra) difficoltà a vivere la vita senza di loro, nel senso che la vita era troppo piena dell’altro, e che nell’altro (anche se la relazione andava male, era in crisi) ci siamo annullati. Forse anche per loro era così, ma avendo scelto di andarsene, hanno già aperto nuove loro prospettive di vita (es. hanno un’altra relazione, oppure no, ma sono aperti a questa possibilità). Quello che spaventa me oggi è il non sapere bene cosa fare nelle mie giornate, prima scandite dalla sua presenza e dalle cose comuni 7 giorni su 7 e 24 h su 24 (non solo per presenza fisica, ma psicologicamente). Il male è anche nella relazione esclusiva che avevamo con loro. Una volta sciolta, è come se non avessimo più orizzonti, più prospettive di vita. La difficoltà maggiore, oltre al fronteggiamento del dolore per la perdita, è nel non avere una vita altra da vivere, è nel doverla per forza inventare, e non è facile, soprattutto quando non si è più giovanissimi (io ho 51 anni). Io vivo nella paura di non riuscire a vivere. Ho il terrore delle vacanze, come ad esempio ora quelle pasquali, delle ore vuote, e non vedo l’ora di tornare a lavorare. Una parte (più o meno grande) della nostra disperazione secondo me è nella incapacità di essere autosufficienti, nella scarsa autostima.
      PS. Siamo proprio sicuri che, tornassero anche con il capo cosparso di cenere, staremmo bene accanto a chi ha dichiarato di non amarci più? Ci fideremmo ancora? La mia terapeuta (sto facendo un percorso di sostegno psicologico, da sola non ce la faccio) mi ha detto: signora, lei è così arrabbiata che non si capisce perché vorrebbe indietro suo marito. Per ucciderlo? …

    • Rispondi aprile 17, 2014

      carolina

      Caro Romy, nulla è facile, per nessuno, e molto dipende anche dalla nostra struttura psicologica, da come reagiamo alle difficoltà e alle frustrazioni. Io, ad esempio, non ho figli, ma attività comuni con il mio ex, attività che sono costretta ad allentare per non vederlo spesso (cosa che non potrei fare si trattasse di figli), e, poiché sono attività a cui tengo molto indipendentemente da lui (attività di volontariato, di impegno politico, senza il quale non so concepirmi), mi sembra di vivere un doppio lutto. Sono tentata di dire che la mia situazione è ancora più complicata delle altre, ma so che ogni situazione ha la sua specifica complessità, e anche che la nostra ci sembra peggiore delle altre ma che in fondo non è così. Ma posso dirti che non sempre la presenza di un figlio è un ostacolo alla ripresa, non credere. Ci sono persone che, passate attraverso questa lacerante esperienza che è l’abbandono da parte della persona amata, sostengono che, magari alla lunga, la presenza dei figli è stata d’aiuto, in primo luogo perché ti costringe a non lasciarti andare completamente di fronte a loro, a recuperare un briciolo di forze che magari non avremmo senza amore genitoriale. All’inizio sicuramente è più dura, ma in tanti mi hanno raccontato che se non ci fossero stati i figli il loro stato catatonico e depressivo sarebbe durato più a lungo. Tocca fare i conti con la situazione in cui siamo, materialmente, e cercare le energie per recuperare salute mentale a partire dai puntelli che abbiamo. Il figlio ora ti sembra che complichi la tua situazione, perché ti costringe a vedere lei, ma non è detto che attraverso di lui tu non possa scoprire energie insospettabili, non filtrate attraverso la donna che ti causa oggi dolore. Poi, tu sei molto giovane, tempo ne hai a disposizione, non disperare, anche se adesso il tuo mondo è come frantumato.

  • Rispondi aprile 11, 2014

    Allie

    Caro mio ex, sento il bisogno di scriverti ma ho troppa dignità per inviarti questa lettera, allora la invio all’etere, sperando che tu un giorno lontano la legga per caso.
    Ci sono tante cose che non sai, ad esempio non sai le fasi che bisogna attraversare quando si viene abbandonati dall’unica persona di cui realmente ti fidavi…C’è la fase del rifiuto..dura da poche ore a pochi giorni…poi arriva lo scontro con la realtà…che ti fa sprofondare in un abisso buio senza luce, dove vorresti morire, non tanto perché non valga la pena vivere, ma perché il dolore è talmente profondo e dilaniante che ti strapperesti il cuore dal petto se servisse. Poi c’è la rabbia…rabbia verso se stessi per essere stati così stupidi, cosi facilmente abbindolabili..e la rabbia verso chi lascia. Ora io sono molto arrabbiata. E non credo che mi passerà tanto facilmente..anche perché io non voglio che passi! La fase successiva sarebbe inaccettabile, cioè quando si arriva addirittura a pensare alle cose brutte senza rancore e alle cose belle senza nostalgia..non voglio arrivarci! Voglio odiarti per sempre, voglio che questa dura lezione abbia per sempre effetti su di me, in modo che mai più mi fiderò di nessun altro né permetterò a nessun altro di rendermi vulnerabile.
    Ho passato tante cose brutte nella mia vita, e tu lo sai, e le ho sempre affrontate a testa alta, mi sono fatta una corazza e ho plasmato il mio carattere in modo da poter affrontare e superare tutto.
    Sono una donna in gamba, agli estranei bastano 5 minuti per dirmi che sono di un’intelligenza viva, brillante, leggo molto, so fare mille cose, cose che neanche tu, uomo, sai fare. Sono sicura, tenace, forte, orgogliosa, responsabile, mi addosso il peso del mondo e riesco sempre a mostrarmi sorridente.
    Non hai saputo apprezzarmi, mai, neanche per un minuto! Odiavi la mia forza, ora l’ho capito. Invidiavi che andassi a fare gli esami con aria di strafottenza, come se fossi io a fare un favore al professore, senza ansia, senza incepparmi, senza imparare a memoria, e alzarmi da quella sedia sempre con un 30, mentre tu, ansioso, debole, insicuro, tremavi al sol pensiero di dover affrontare una prova.
    Sai che ti dico? Sono io che non ti voglio! Non voglio un uomo come te al mio fianco, incapace di provare orgoglio per la grande donna che ha al suo fianco, saresti stato un pessimo marito, diciamoci la verità, la voglia di lavorare non l’hai mai avuta, e un pessimo padre, irresponsabile. Vivi di fantasia, di sogni..ma hai quasi 30 anni!! I tuoi non si possono permetterti di mantenerti, così come i miei, ma mentre io mi rimbocco le maniche, tu te ne stai pacioso a suonare nella tua stanza, riesci a lasciarti le preoccupazioni alle spalle..beato te! Io so che voglio e merito molto di più dalla mia vita, rispetto a ciò che ho avuto finora, compreso te…merito un uomo che abbia le palle di discutere, litigare e risolvere le questioni, non come facevi tu, che mi dicevi che andava tutto perfettamente, e io mi vantavo, cretina che non sono altro, con tutti che noi non litigavamo mai, che tu eri la mia pace, che sapevi come prendermi…non ho mai capito la realtà delle cose: io non ti sono mai andata bene. Non mi hai mai amata per ciò che ero. Hai amato che mi prendessi cura di te, che ti sollevassi da ogni responsabilità, che ti promettessi un giorno di mantenerti col mio lavoro, per permetterti di suonare. Hai amato che cucinassi per te (tua madre è una pessima cuoca!), che ti preparassi i dolci che preferivi ad ogni compleanno, onomastico, anniversario. Hai amato che non ti abbia mai chiesto più di quanto mi offrivi. E io ti amavo così com’eri, perché non volevo regali costosi, cene di lusso, vacanze sfrenate. Ti vedevo, i tuoi occhi da bambino mi dicevano che, anche se non avessi mai avuto una vita agiata, avrei sempre potuto contare sul tuo amore incondizionato e sulla tua sincerità. Sul fatto che mai mi avresti ferita. Gli unici pregi che ti attribuivo si sono rivelate le principali bugie. Era tutta una farsa, devo complimentarmi per la tua performance di attore.
    Piangendo mi dicesti di non pensare che tu fossi cattivo perché mi stavi lasciando, ma sai una cosa? Bisogna accettare che in queste cose ci deve essere per forza un cattivo, e tu lo sei stato! Non ti incolpo di avermi lasciata, anche se non avevo mai reputato possibile un simile epilogo. Ti incolpo per avermi mentito, fino all’ultimo giorno, fino all’ultima ora. Sei stato peggiore di tanti altri. Dici di non avere un’altra, a parte che ormai non credo più a nessuna parola che dici, la cosa mi ferisce e mi lascia indifferente allo stesso tempo. Non sono passate neanche due settimane, e sapendo ciò che ho perso (un bel niente) ancora non capisco perché io stia ancora così male. O forse lo so. Hai sempre odiato che io sapessi le cose, che avessi ragione. E allora ti dico quest’ultima cosa su cui sono sicura di aver ragione: tornerai. E la cosa mi fa impazzire di rabbia. Capirai, dopo aver vagato di fiore in fiore per alcuni mesi, che a nessun’altra starà bene ciò che stava bene a me. Anche se tornassi ora, in cui provo ancora molto sentimento per te, non ti riprenderei comunque. Perché sei un debole; perché hai tradito la mia fiducia in un modo che forse la tua mente limitata non capirà mai; perché torneresti offrendomi meno di quello che mi offrivi prima. Mi detteresti tu le condizioni, che dovrei smussare il mio carattere e lasciarti vivere la tua vita bucolica. Mi verrebbe da risponderti di farti crescere le palle piuttosto! Invece di castrare le mie! Ho troppa stima di me, le mie palle me le sono meritate e ne vado orgogliosa! Ti auguro con tutto il cuore di capire al 100% ciò che mi hai fatto, perché non te ne sei reso ancora conto, e forse non te ne renderai mai conto. Ma se un giorno avrai l’illuminazione, il rimorso ti consumerà, perché donne come me non ce ne sono in giro e tu mi hai gettata come uno straccio vecchio. Il treno delle buone occasioni passa una sola volta, e io ti avevo conservato il posto accanto al mio sul vagone lusso del freccia rossa. Viviti la tua mediocrità, io ho una vita che mi aspetta.

    Sono forte, non ti ho più cercato, nonostante ne sento il desiderio continuamente. So che questo tunnel è necessario per me, per la mia rinascita, e se ti dovessi risentire/rivedere, mi destabilizzeresti e dovrei iniziare il tunnel daccapo. Francamente non ci riuscirei. Non so neanche come sto sopravvivendo finora. Soffro tantissimo. Non ti perdonerò mai.

    • Rispondi aprile 11, 2014

      ALE

      Ciao Allie,
      non immagini nemmeno quanto “ti invidio”.
      vorrei avere un decimo della tua forza. Una donna come te, da quello che scrivi, è difficile trovarla. Non ti servono consigli, perchè sei già arrivata a tutte le conclusioni che una persona esterna ti avrebbe dato. Meriti di più. Meriti un UOMO. Con le sue debolezze, i suoi difetti..ma un UOMO.
      E se questo è il tuo modo di pensare, sono sicuro non ci metterai molto a trovarlo. E quando penserai al tuo ex, ti verrà solo da ridere al pensiero del male che stai provando ora.
      E tornerà, ne sono sicuro anche io, dopo quello che hai scritto.
      Una persona così, quando si troverà con il culo a terra, penserà a quanto stava bene con una persona che si prendeva così cura di lui.
      E allora scatterà la tua rivincita.

      Come già detto, vorrei solo avere un decimo della tua forza per reagire alla mia situazione.
      Ma in queste cose, noi maschietti, siamo MOLTO più vulnerabili di voi donne.

      Ti auguro di trovare presto la tua strada, che di sicuro non era quella che hai percorso fino ad ora.
      Nulla accade mai per caso.

      un abbraccio

      • Rispondi aprile 17, 2014

        carolina

        Ciao Ale, non sono d’accordo che sia una vera e propria rivincita il vedersi tornare indietro la persona che se n’è andata. O perlomeno, sarebbe un’amara rivincita, che in realtà rischierebbe di annullare il percorso di fronteggiamento del dolore che fino ad allora abbiamo affrontato. Perché difficilmente ritorna la persona che abbiamo amato, ma eventualmente solo quella che ci ha fatto soffrire, e che forse noi stessi non siamo più in grado di amare né di perdonare per il male e, spesso, l’umiliazione che ci ha inflitto. Se torna (raramente), al 90% dei casi ci destabilizza soltanto, riemerge il dolore che magari abbiamo attenuato con piccoli espedienti, e non è da augurarselo. Spesso ricominciare dopo una rottura riapre solo le vecchie ferite, e il rapporto riprende da dove lo abbiamo lasciato, cioè parte già in crisi. E non è neanche rara l’esperienza delle persone che vengono abbandonate due volte. Ci sarebbe dunque da augurarsi il contrario, che ci lasci liberi il prima possibile, che sparisca dal nostro orizzonte emotivo. La vendetta può avere successo solo se non proviamo più nulla, ma a quel punto non è neanche più desiderabile.
        Leggo e rifletto poi su quello che dici a proposito delle donne, del fatto che siamo più forti, meno vulnerabili. Non sono d’accordo. Se si può generalizzare, siamo più coraggiose forse, più inclini a scrutare nei sentimenti, più totalizzanti nelle relazioni, ma forse proprio per questo molto più aperte ai sensi di colpa, ai rimorsi, più rabbiose, più tendenti a rimanere prigioniere dei sentimenti, anche se con il coraggio e la forza di guardarli in faccia. Del resto, è statistica (con tutte le eccezioni dei vari casi): gli uomini forse provano più angoscia nel momento dell’abbandono, ma nei tempi si riprendono prima. No. Io, se rinasco, voglio essere uomo.

    • Rispondi aprile 17, 2014

      carolina

      Ciao Allie, io comprendo la tua rabbia, che provo anch’io fortemente dopo 4 mesi dall’abbandono e 2 anni e mezzo di (sua) ambiguità (non riusciva a capire che cosa provava per me, diceva che era amore, ma io non lo sentivo – perché l’amore se c’è si percepisce -, poi finalmente ha compreso che il suo sentimento per me non era abbastanza forte, risultato: lui, pur reputandomi la persona più importante della sua vita, sceglie di andarsene verso una nuova vita e nuove emozioni, io sto a terra con addosso ormai quasi 3 anni di frustrazione e dolore che sembrano avermi azzerata), ma penso che non dovresti augurarti la prospettiva di odiarlo per sempre. Non per lui, che magari è davvero solo uno stronzo, ma per te stessa. Odiarlo per sempre significherebbe essere sempre legata a lui, tributargli un sentimento eterno. No. Non solo non vale la pena per una persona che non prova più sentimenti verso di te, ma sarebbe proprio la catena che ti impedisce di andare oltre. Con questa rabbia che ti invade, come puoi aprirti a una nuova vita che invece ti è necessaria? Provala tutta, fino in fondo, ma non assumere come prospettiva l’odio verso di lui, quest’odio finirà per consumare te, mentre lui vive già da adesso un’altra vita. Non si tratta di perdonare, perché non c’è perdono verso chi non sta più con te e ti causa sofferenze indicibili, ma di occuparsi finalmente solo di se stessi, e non più dell’altro.
      Anch’io non so come sto sopravvivendo finora. Ma so che potrò stare meglio con me stessa e gli altri soltanto quando finirà l’incubo delle emozioni a lui legate, di qualsiasi natura siano (nostalgia, amore, dolore, senso di colpa, rimorsi, rimpianti, rabbia, odio…).
      PS. Non penso che queste persone che ci hanno lasciato nella maggior parte dei casi abbiano recitato. Penso che per paura, abitudine, difficoltà a percepirsi autonomi, se vuoi per vigliaccheria, hanno mentito anche verso se stessi. La loro responsabilità è nell’incapacità di affrontare in modo adulto se stessi, i loro sentimenti e i loro desideri, spesso volendo avere tutto. Non li giustifico certo, ma ci vuole coraggio per guardare dentro se stessi.

  • Rispondi aprile 10, 2014

    abawo

    Sono passati una decina di giorni da quando ho scritto qui ed è più di un mese che non la sento più e il no-contact continua da parte mia…

    Ho conosciuto tempi migliori… Ogni tanto piango e mi dispero, ma un po’ alla volta spero tanto di venirne fuori.

    Nel frattempo so (purtroppo tramite altre vie e ovviamente lei non sa che io lo so) che si sta vedendo con una persona e questa persona mi ha chiesto l’amicizia su FB… Sì avete letto bene! Dopo il danno anche la beffa!
    Lei non è mai stata su FB, ma il suo nuovo lui che mi chiede l’amicizia è a dir poco grottesco e mi stà mandando completamente fuori di testa. Ma com’è possibile tutto questo? Perché gli ha parlato di me e lui mi chiede il contatto su FB??
    Vi prego datemi una chiave di lettura di come la vedete voi.

    Sto quasi impazzendo.

    Grazie…

  • Rispondi aprile 7, 2014

    allie

    anche io sono capitata qui per caso…sono stata lasciata 9 giorni fa e da allora mi sento morta dentro…così ho iniziato a navigare su internet cercando di capire quello che mi stava succedendo e quello che dovevo aspettarmi nei prossimi giorni/mesi perchè per me è la prima volta. Ci siamo conosciuti ad agosto 2011 quando entrambi avevamo 26 anni, colpo di fulmine, dopo 2 giorni stavamo insieme e parlavamo di futuro. Un amore vissuto a 100 all’ora, bruciando tutte le tappe. Prima di lui non volevo sposarmi, non volevo figli, invece nel giro di pochi mesi ci siamo messi a progettare il nostro matrimonio, con tanto di agenda con le idee, la lista degli invitati eccetera. Io nella mia ingenuità ero convinta che se ci veniva spontaneo affrontare certi temi, era perchè eravamo destinati a restare insieme per l’eternità..povera illusa! Dopo 2 anni e sette mesi, mi lascia dicendo che non mi ama più da un po’ di mesi, non sa il giorno preciso ma più o meno da dicembre..e io lì per lì lo consolavo pure, perchè piangeva disperato..ero ovviamente nella fase della negazione! mi dice di continuare a vederci e sentirci perchè non sopportava l’idea di perdermi del tutto, che rimanevo la persona più importante della sua vita e che se era destino saremmo tornati insieme..poi dopo 2 giorni che stavo attaccata al cellulare sperando in un suo contatto, che si fosse pentito, decido di chiamarlo…e lì ho avuto lo scontro con la realtà, freddo, distaccato..non era più lui..non conoscevo più quella persona, ha dato la colpa a me per aver smesso di amarlo perchè ho un carattere troppo forte e ho deciso sempre tutto io. Ora voglio spiegarvi in realtà com’era la nostra storia: nè io nè lui abbiamo situazioni economiche semplici, per questo non gli ho mai chiesto un regalo nè altro, non mi ha mai portata da nessuna parte, non mi ricordo di una pasquetta o di un ferragosto particolari, sempre e solo noi 2 nella sua macchina a prendere freddo e mangiare la pizza o l’aperitivo comprato al supermercato per risparmiare (piccola parentesi, in tutto ciò si comprava chitarre da migliaia di euro, e le sue ex le ha portate in croazia, a ischia ecc…) L’ho sempre spronato a seguire la sua passione per la musica, si è iscritto quest’anno al conservatorio, ha lasciato giurisprudenza a 10 esami dalla laurea, io ora mi devo laureare e mi ponevo tanti interrogativi sul nostro futuro, dubbi che ho sempre confidato a lui, e lui invece di dirmi che li aveva anche lui, ha nascosto la testa sotto la sabbia dicendomi “insieme ce la faremo, vedrai ci sposeremo, sei la donna della mia vita, ti amo tantissimo” e sms di questo tipo me li ha mandati fino a poche ore dal ben servito! Ora io non capisco più niente! Lui era diverso, e invece all’improvviso ho capito che è esattamente come tutti gli altri! Non ha avuto le palle di confessarmi prima che aveva smesso di amarmi (cosa che posso anche accettare, io non tengo legato nessuno), si è concesso tutto il tempo di staccarsi gradualmente senza soffrire e quando è stato sicuro della sua scelta, mi ha pugnalata alla schiena, ironia della sorte proprio quando io avevo capito quanto davvero lo amassi (a metà marzo è stato ricoverato in ospedale una settimana per una cosa che sembrava grave, ho perso 10 anni di vita piangendo disperata per lui, seduta notte e giorno sulle sedie della sala d’attesa del pronto soccorso, mentre lui già sapeva che voleva lasciarmi! Anzi mi ha detto che il coraggio di lasciarmi gli è venuto proprio in ospedale perché ha capito che “la vita è breve”! Ora ogni ricordo che mi affiora alla mente è tartassato dal dubbio “chissà se in quel momento mi amava ancora o già aveva smesso”..mi sento come se avessi vissuto quasi 3 anni di pure illusioni, è stato un verme, un codardo, uno smidollato, e pensate un po’ in questa situazione si sono rovesciati i ruoli, io che ero una roccia sono diventata una debole lagnona con gli attacchi di panico (non sono mai stata ansiosa!) e lui ora è il forte..e questo me lo fa volere ancora di più! Vorrei rompergli quelle chitarre del cavolo in testa! Per tutto il tempo in cui stavamo insieme ero un continuo elemosinargli tempo! Ci sentivamo circa 1 ora al giorno e ci vedevamo una volta a settimana circa dalle 18 a mezzanotte (abitiamo a 45minuti di distanza), con me sia a telefono che dal vivo alle 22 iniziava a sbadigliare e dirmi che voleva andare a dormire, poi usciva con gli amici e perdeva la cognizione del tempo. Il dubbio che forse non mi abbia mai amata mi dilania, e riversa su di me le colpe! Io che non ho mai avuto autostima ora mi trovo a pensare che se non fossi ingrassata questi 10 kg, se mi fossi fatta bastare il poco tempo che mi dedicava senza discutere, se se se se..mille se…la verità è che io nella mia estrema razionalità sono stata me stessa e non dovevo comportarmi diversamente, è stato lui l’attore..So di aver scansato una vita infelice..ma allora perché mi si è innescato questo meccanismo di autodistruzione, di amore malato, che ho sempre biasimato nelle amiche, di amore/dipendenza/abitudine, di orgoglio ferito..! Perché non riesco ad essere semplicemente grata al Signore perché lui ha avuto la forza di fare ciò che io rifiutavo anche solo di pensare, cioè di lasciarci? Ora sono nella fase della rabbia…della delusione, della disillusione, mi sento stupida per aver creduto in noi due quando era tutta una mia fantasia, il dolore è anche fisico ed insopportabile, come se avessi un infarto in corso da 9 giorni, e voglio farlo smettere! Non voglio affrontarlo! Ho affrontato dolori peggiori nel corso della mia vita, ma lui mi dava la forza di superarli..ora invece non ce l’ho! Perché è lui la causa del mio dolore, e mi manca prendere il telefono e raccontargli che “un bastardo” mi sta facendo soffrire come un cane, poi dopo un secondo arriva la realizzazione “Oddio, il bastardo è lui stesso”. La mia mente non lo accetta, è come se mi fossi svegliata nel mondo del contrario, come se improvvisamente alla tv dicessero: abbiamo scoperto che è il sole che gira intorno ai pianeti. Mi trovo ad affrontare una realtà diversa da quella in cui vivevo. Vorrei dire mille altre cose ma me le dimentico appresso appresso, e ho anche la presunzione di pensare che il mio dolore è il più forte del mondo, perché non concepisco l’idea di come qualcun altro ci sia passato e sia sopravvissuto. Razionalmente so che non è così. Ma è peggio di un lutto: una persona che muore non vuole abbandonarti, invece lui è vivo, io sono viva e lui ha deliberatamente deciso di reputarmi morta. Ed è così che mi sento.

    • Rispondi aprile 8, 2014

      Paride

      ciao Allie, sai leggendo la tua storia è stato come ricevere un colpo al cuore perchè è quello che ho passato io praticamente…ti capisco perfettamente e so quanto si possa stare male, come so che queste parole per te non saranno di nessuna consolazione…il tempo deve fare il suo corso, il dolore deve fare il suo corso. una cosa è sicura però, è vero, probabilmente ti sei salvata da una vita infelice, da un uomo che probabilmente non ti ha mai amato così come è stato per te con lui, pensa solo questo…per il resto davvero, vorrei dirti tante cose, abbracciarti e dirti che andrà tutto bene, ma non credo di esserne in grado…ti auguro davvero che tu possa stare meglio, presto, molto presto…bacio

  • Rispondi marzo 30, 2014

    abawo

    Due anni di frequentazione assidua e complice. Io 49 e lei 39.

    Lo scorso mese come un fulmine a ciel sereno mi dice basta… Stop, finito! Tra l’altro al telefono.

    Nessuna avvisaglia prima. Improvvisamente e senza tanti complimenti: ma com’è possibile essere così cinici e spregiudicati? Perchè non me l’ha detto prima della sua insoddisfazione? Perchè ha sempre taciuto?

    Lei vuole rimanermi amica adesso perchè sono stato una brava persona, ma io non voglio la sua amicizia! Ho provato a cercarla, ma nonostante un paio di incontri la sua posizione è rimasta la stessa e anzi per tenermi distaccato non mi ha voluto che ci vedessimo davanti casa sua, ma altrove… Come fossi diventato improvvisamente un appestato… Perchè tanta cattiveria? Perchè?

    Quasi sicuramente sono stato rimpiazzato nonostante lei dica e giuri di no, ma non capisco come si fa a cambiare così…! Senza un minimo di comunicazione prima!

    Sono andato in tilt completamente adesso. E non riesco a farmene una ragione e la penso quasi continuamente mandando il mio cervello in un pericoloso loop. Ed il dolore del Cuore fa male. Ahi, come fa male!

    Spero che il tempo rimargini la profonda ferita al mio cuore, ma la domanda rimarrá la medesima: “perchè chiudere in questo orribile modo?! Perchè?!”

  • Rispondi marzo 19, 2014

    Andrea

    Ciao ragazzi iniziai a scrivere qui un anno fa esatto, un abbraccio a tutti quelli che soffrono x amore xk so che è un momento duro e difficile della vita dove tutto ci sembra diverso e catastrofico,, ma dobbiamo sapere che è anche una fase transitoria e presto tutto svanira’ e si alleggerira’… ma ci vuole tempo…le ferite profonde dell’anima sono lunghe a guarire e richiedono molto tempo… soprattutto se abbiamo amato con tutto il nostro cuore,come è accaduto a me e soprattutto quando credevamo che fosse quella giusta dove credevamo sarebbe durata per sempre, e anche ovviamente dal tempo che abbiamo trascorso con questa persona, una storia di 1 anno e sicuramente diversa da una storia di 10 anni con convivenza e magari figli ci vuole molto piu tempo x elaborare il tutto.

    È passato esattamente un anno da quando lei mi ha lasciato, era il 18 marzo alle 19 di sera dopo 2 anni e mezzo di relazione,per telefono,neanche il buon senso di guardarmi negli occhi e dirmi addio.. sono cambiate molte cose da quel giorno,se solo ci penso mi vengono i brividi……….ma andiamo avanti non voglio raccontare nuovamente cio accadde xk ormai nn servirebbe a nulla…x chi fosse interessato a sapere anche solo x leggere è tutto scritto pagine addietro!!!
    Ad oggi sto bene,vivo la mia vita serenamente,ho amici fantastici,non ho un nuovo amore, ma a dir la verita’ non lo cerco neanche…sto bene da solo mi vivo i miei flirt casuali con qualche ragazza..ma nulla di serio ma a me per il momento va bene cosi e la cosa piu importante e stare bene prima con se stessi…poi le cose arriveranno anche da sole.

    Devo ringraziare gli amici di art conosciuti nel blog..sono stati davvero tutto x me.siete stati importantissimi nel mio lungo percorso di guarigione, con voi mi sono sentito molto meno solo…e con un apporto in piu…grazie ancora

    Ragazzi io ho capito queste cose da questa storia:
    -nella vita secondo me nulla capita per caso, ogni cosa o esperienza che sia ci accade, sembra messa li a posta x farci maturare e crescere…e noi dobbiamo servirci di questo..
    -l’attaccamento è umano ed è umano il dolore, ma bisogna avere il coraggio di liberarsi da questa dipendenza d’amore….
    -l’amore vero è libertà ed accettare con serenità che l’altro abbia fatto le sue scelte senza rincorrere nessuno o usare violenza non servirebbe a niente…anche se l istinto porterebbe a fare questo..
    -Una persona non deve stare con noi perchè soffriamo o perchè la costringiamo…deve stare con noi per scelta per amore e non per costrizione.
    -dobbiamo avere il coraggio di lasciare andare le persone da noi amate e non importa quanto dolore esse ci hanno arrecato, se noi abbiamo amato sinceramente quel qualcosa gli rimarrà per sempre…ma ora è arrivato il momento di lasciarli andare.
    -bisogna sempre vivere giorno per giorno perchè niente ci appartiene veramente e tutto se ne andrà prima o poi….non significa che allora dobbiamo starcene da soli…ma dobbiamo essere consapevoli che il momento della separazione arriverà sempre prima o poi, e che è tutto transitorio…con questa consapevolezza dobbiamo amare ogni momento che passiamo con qualcuno ancora di piu…e sono certo di una cosa amici, il meglio è sempre quello che deve arrivare!!!:)
    Un saluto a tutti…tenete duro…che passa!!

    • Rispondi marzo 25, 2014

      ALESSIO

      Ciao a tutti.
      sono capitato per caso su questo blog, alla disperata ricerca di risposte alle mille domande che una persona si fa, quando una storia finisce. So che leggere un blog o i commenti di persone faranno guarire le ferite, ma sono comunque di grande aiuto. Leggere di tanto in tanto queste cose sono sicuro aiuterà a passare questo momento.
      Una storia di 5 anni, dai 26 ai 31. Un anno di convivenza. 4 anni e mezzo bellissimi, poi l’inizio della crisi.
      Una crisi da parte di entrambi (qualche mese), dove, spesso, mi sentivo anche la parte “forte”, la parte forse che più spesso ha pensato che un rapporto così non era il rapporto che realmente volevo. Poche attenzioni, intimità limitata e monotona, alcuni lati del carattere che non mi andavano giù. Ho pensato molte volte di lasciare quella casa, che a 31 anni non volevo “accontentarmi” della mia vita di coppia. Il fatto poi che le volte che uscivo (senza di lei) mi rendevo conto che avrei avuto anche altre “opportunità”, mi dava forza per portare avanti le mie idee. Avevo anche messo da parte il mio sogno di diventare padre..sogno che ho sempre avuto ma che con lei era svanito: non mi sentivo pronto per avere un figlio con lei, in quel momento. Anche se l’ho sempre vista come la donna che avrei voluto sposare e dalla quale avrei voluto figli. Ma non in quel momento.
      Però lei era lei. Tutti i suoi difetti, tutte le cose che mi facevano arrabbiare di lei, sono sempre state più forti di qualsiasi tentazione di lasciarla o tradirla (anche se la tentazione è stata FORTISSIMA e ci sono andato vicino).
      Un mese fa, dopo gli ennesimi giorni di “silenzi” e di ZERO intimità, il chiarimento finale e la decisione di “separarsi”. Eravamo in affitto, ho deciso di lasciare lei in quella casa perchè io non sarei mai riuscito a starci. Ho fatto le mie valigie e sono andato via. Ho deciso comunque di aiutarla con l’affitto, perchè da sola non ce la farebbe mai ora come ora, e dentro di me so che sto facendo la cosa giusta, anche se tutti mi danno del coglione. Ma non mi importa.
      Ora mi ritrovo a dover tornare dai miei (dopo essere stato ospitato per circa un mese da amici/colleghi) per forza di cose. Almeno per qualche mese, finchè avremo sul groppone quell’appartamento.

      Sto male. Ho pensato molto al motivo per cui sto male. CREDO di essere ancora innamorato di lei. La penso in ogni istante, mi manca da morire, mi mancano i suoi “difetti” e le cose che “odiavo” di lei.
      Lei non sa che fare. Dice che il cuore la porterebbe da me ma che la testa le dice l’opposto, che le due cose devono andare di pari passo, perchè l’amore a lungo andare non basta. Se torna, ha detto che lo farà perchè vuol essere portata all’altare, vuole una famiglia con me.
      Le manco, ma non sa se le manco perchè è ancora innamorata o se le manco come fossi un “amico” (dopo 5 anni di cui uno di convivenza, mi consideri UN AMICO?!?!?)
      Ma com’è possibile che una persona arrivi a pensare certe cose?

      Dopo vari tentativi di “riavvicinamento”, dove lei continuava a dirmi che non sapeva nemmeno lei cosa voleva, ho deciso di dire basta io, una settimana fa. Non posso, e non voglio, stare “nel limbo” per sempre. Domani andrò a portare via da casa TUTTE le cose che ho lasciato dentro. Non mi sono fatto più sentire e non ho nessuna intenzione di farlo.

      Non credo tornerà, non lo so.

      Ma più passano i giorni, più sento alcuni suoi discorsi (mi è stato riferito il fatto del dubbio su amore/amicizia) più mi chiedo se è giusto che una persona così abbia il mio amore.
      Farei di tutto per lei..o forse lo avrei fatto. Ma più passa il tempo più mi viene in mente il male “che mi ha fatto”: poche attenzioni, problemi “inesistenti” (o comunque poco rilevanti, credo) che ha tirato fuori, il fatto di essere uscito di casa con le valigie in mano, la sua incertezza.

      Cazzo, o mi ami o non mi ami..non è difficile.

      Io ora cercherò di tornare sulla mia strada, cercando in tutti i modi di togliermela dalla testa. Sarà durissima questa salita, ma piano piano, prima o poi, arriverò in cima. E da li sono sicuro sarà tutto più facile.
      Facile a dirlo (mi sento quasi “forte” mentre scrivo) ma la realtà purtroppo è ben diversa.

      L’unica soluzione è tagliare completamente i ponti? Se poi tornerà sarò io a valutare se ne vale veramente la pena o no..o sbaglio?

      Scusate il poema, ma avevo voglia/bisogno di sfogarmi un pochino.

      un abbraccio a tutti.

      • Rispondi marzo 26, 2014

        Pat

        Carissimo Alessio,
        so perfettamente come ti senti e cosa stai passando in questi momenti, per questo ti abbraccio virtualmente.
        Non ti dico che è un percorso breve nè facile anzi, essere lasciati è una delle esperienze più forti, emotivamente parlando, che può capitare ad una persona, ma penso di poterti dire che passerà.
        Non saprei dirti quando di preciso perchè, nonostante il dolore non sia più così devastante, io vivo ancora ogni giorno con il pensiero di lui (breve riassunto: 10 anni bellissimi insieme dai 22 ai 32, una convivenza alle porte e 8 mesi fa un abbandono con 1000 domande non risposte).
        Ecco, questo per dirti che se sei ancora innamorato all’inizio è tutto buio, un disastro, sembra che la vita perda ogni senso e soprattutto perda l’importanza di essere vissuta. Invece la vita continua anche senza l’altro: tu continui a respirare, a sorridere, a camminare, a vivere nonostante tutto, perchè TU ESISTI nonostante l’altra persona.
        Innanzitutto cerca di vivere il tuo dolore, non averne paura, piangi/urla/esprimilo come preferisci ma fallo, non soffocarlo. Poi cerca di non chiuderti in te stesso, parla parla parla, con amici e anche con chiunque abbia voglia di ascoltarti. Sentire diversi punti di vista estranei da te e dalla tua storia fa solo bene perchè permette di avere una visione più obiettiva della situazione.
        Fai quello che ti piace, dedicati ai tuoi hobby, esci con gli amici, non chiuderti in te stesso, coccolati e amati. Ricordati che in questo momento la persona più importante sei tu e devi dedicare le tue forze a rialzarti e a ricostruire il tuo cuore e la tua vita.
        Qui sul blog troverai tantissimi altri consigli ed esperienze e cmq io sono disponibile ad ascoltarti quando vuoi e hai bisogno!
        ;)
        Un abbraccio

        • Rispondi aprile 3, 2014

          ALESSIO

          ciao Pat :-)
          ti ringrazio intanto per la risposta..accidenti dopo 10 anni…e dopo 8 mesi pensi ancora a lui? Oh mamma a dire il vero spero mi passi un pochino prima..

          Evoluzione della storia.
          Da una prima fase dove lei mi diceva che il cuore la portava da me e la testa no, siamo arrivati, finalmente, alla “decisione”. Ora nella sua testa ha detto che c’è solo lei. Lei e basta. Lei e i suoi progetti. Niente e nessun’altro.
          Me compreso quindi.
          Mi ha detto che sta cercando casa nuova per abbandonare quella dove vivevamo insieme..vive giorno per giorno, pensando solo a lei.
          E quindi non è più innamorata.
          Prova qualcosa per me, ma un sentimento non tale da tornare insieme.
          Sono passato da casa per prendere alcune cose che avevo dimenticato, e, come immaginavo, ha tolto tutte le foto nostre appese ai muri.

          Io non so cosa pensare.
          Come fa ad essere finito l’amore in così “poco” tempo?

          Io ho il sospetto che ci sia una terza persona, anche se lei mi ha detto non esserci nessuno perchè non vuole nessuno..vuole pensare a se stessa e basta.

          Mi ha detto le solite stronzate che si dicono in questi casi..”vorrei restassi un punto fermo nella mia vita..”..”..non voglio tu sparisca dalla mia vita..” “..vorrei poter sempre contare su di te e tu contare su di me..” . Penso di essere stato veramente importante per lei, l’ho conosciuta con problemi di anoressia e, credo, sia guarita anche grazie a me. Però io adesso non posso essere suo amico. Forse un giorno, quando sarò sicuro di non essere più innamorato di lei.

          Io ho cercato di tagliare tutti i ponti, le avevo chiesto di bloccarmi su fb per evitare di andare a guardare il suo profilo, ho cancellato il numero per evitare di guardare continuamente se fosse online su whatsapp..cose da ragazzino di 15 anni.
          però mi sta aiutando questa cosa, non so più nulla di lei, di cosa fa o di cosa non fa.

          Ora so la strada che devo percorrere.
          Ed è quella di farla uscire dalla mia vita. In fretta. O almeno provarci.

          Ma forse in fondo, spero torni un giorno…non lo so nemmeno io..vorrei capire cosa cavolo realmente le passa in testa..aiutoooo :-(

          • aprile 3, 2014

            Andrea

            Alessio,
            la tua storia è simile a tutte le altre,ma soprattutto è simile il finale ogni storia somiglia a quella di un altro.
            La strada da percorrere è tanta io dopo 13 mesi e una stoia di quasi 3 anni sto bene,ma non vuol dire che non la penso piu,anzi a dirti la verita’ da quando ha preso la decisione di lasciarmi non ce stato un solo giorno che nn l abbia pensata…ma poi con il tempo capisci in automatico che forse è meglio che sia andata cosi’, ma ci vuole tanto tempo..te lo dico perche’ sono realista.
            Sembrero’ retorico ma l unica cosa da fare al momento è liberarsi da questa dipendenza che hai da lei,stacca tutto,taglia tutti i ponti per iniziare,distacco totale,ma è dura liberarsi dei suoi poensieri e delle abitudine… i sentimenti cambiano con il tempo..e la persona che ti sembrava giusta e perfetta che era lei all inizio puo non esserlo piu oggi…purtroppo le cose ti ripeto cambiano con il tempo….puo essere che ha capito di non amarti piu..oppure ci sara’ qualcun altro come è capitato a me….non si sa…ma l unica certezza è che lei ha preso la decisione di andare via e vuole proseguire la sua vita senza di te, sembrero’ duro ma sono reale….dobbiamo accettare questa scelta….al momento non sei ancora lucido…e non sei in grado di ragionare e di vedere la situazione dal di fuori ma col passare del tempo sarai i grado di ragionare sempre di piu…ma ci saranno alti e bassi…e la strada è lunga…ma l unica certezza e che se ne esce da qsta situazione con molta ma molta pazienza, si soffre tantissimo ma passa..fidati alessio….io volevo morire quando mi ha lasciato volevo uccidermi mi era crollato tutto…!!

            questa è una sofferenza che va vissuta fino in fondo per potertene un giorno liberare….sappi soffrire o fatti aiutare da qualcuno che ti stia vicino…vivi il tuo dolore non cercare di evitarlo e sopraffarlo…altrimente poi tornera piu forte di prima piangi pure x scaricarti è normalissimo farlo…io ho opianto x quasi 5 mesi ma è servito…..e ricordati abbi tantissima pazienza xk la strada è lunga ed è ardua…ma poi ripeto passa!!!gia dopo 4/5 mesi non sentirai piu questo dolore lacerante al petto al cuore…e inizierai a vedere le cose in modo diverso e inizi a capire tantissime cose….perche sarai piu lucido…in bocca al lupo amico….
            x qualsiasi cosa io ci sono….non farti problemni a scrivere….

          • aprile 11, 2014

            ALESSIO

            Ciao Andrea,
            ti ringrazio intanto per quello che hai scritto.
            in questi casi non si ha bisogno di sentirsi dire quello che si vorrebbe sentire..ma di come è, purtroppo, la realtà.
            sto facendo fatica, una fatica incredibile. però, se ci penso, è passato solo un mese. quindi è normale.
            la cosa che mi fa “imbestialire” è vedere che lei sta “bene”. non so se ci sia un’altra persona o no, la cosa sicura è che lei ormai non mi vede più come l’uomo della sua vita..mi vuole bene certo, ma l’amore è un’altra cosa, purtroppo.
            vorrei aprire la mia testa, cercare dove si nasconde il suo ricordo e metterlo via.
            ma forse come dici tu è giusto vivere il dolore.
            è giusto vivere il dolore per essere più forti domani.

            non riesco e non posso tagliare i ponti, per forza di cose dobbiamo sentirci perchè purtroppo c’è un appartamento di mezzo. e quindi fino al termine della disdetta siamo costretti a sentirci.

            però ogni volta è una legnata nei denti.

            faccio giorni in cui sto “bene” e altri in cui mi sembra di morire. tipo questi giorni.

            non riesco a farmene una ragione, non riesco a pensare, al momento, ad altre donne.
            voglio lei.
            ma non so se voglio lei perchè sono innamorato o il mio è un senso di “possessione”. se è paura di vederla con altri, se è mancanza di abitudine, se mi manca il tornare a casa dal lavoro ed aspettarla a casa. non lo so cosa mi manca.
            so solo di stare male.
            e non ne posso più.

            so che il tempo ricucirà tutte le ferite, ma è passato solo un mese e per me è come fossero passati 3 anni.

            non ne posso davvero più.
            :-(

      • Rispondi aprile 17, 2014

        Nicola

        Beh, ognuno è fatto a modo suo.. in questa banalissima conclusione risiede la risposta alla domanda delle domande “Quanto tempo mi occorrerà per superare tutto questo??”.
        Perchè se ci pensiamo bene il punto è solo ed unicamente questo. La sofferenza lancinante causata dalla perdita della persona amata cambia pelle in brevissimo tempo, trasformandosi da dolore in malattia e poco dopo in malattia cronica che temiamo di non riuscire a sconfiggere, di non saper sconfiggere..
        La persona amata non c’è più, chi prima, chi dopo, ognuno di noi ci mette comunque un lasso di tempo non troppo lungo a metabolizzare l’assenza della persona amata nella quotidianità.. Il problema vero è costituito dalla percezione del fatto questo dolore non accenna a diminuire.. giorno dopo giorno, settimana dopo settimana..
        E’ veramente una malattia.. va vista così.. va lottata in questi termini..
        Una malattia seria, che mette a repentaglio la nostra vita..
        Quando ne ho parlato con alcune persone in questi termini, mi sono immancabilmente sentito rispondere che ero fuori di testa..
        Può darsi, analizziamo però nel dettaglio quali effetti ha questa malattia su di noi:

        Dolore fisico
        Perdita di peso
        Smarirmento di serenità
        Paura

        Prognosi:
        Mesi, anni forse..

        Non è una malattia???

        Io sono stato lasciato 3 anni e 3 mesi fa..
        E’ passato del tempo..
        Non soffro più da circa 2 anni..
        Ma resta in me la convinzione di aver dovuto tirar fuori tutto me stesso, tutte le mia qualità, tutto il mio orgoglio, tutta la mia pazienza, la mia umiltà, la mia capacità di resistere, di sopravvivere..
        Non riesco e non riuscirò mai a dire che in fondo, alla fine, è stata meno peggio di quanto temessi, di come pensassi..

        La mente umana ci protegge e fortunatamente tende a cancellare, per quanto le è scientificamente possibile, molti brutti ricordi.. ma non tutti..

        Io ricordo di aver passato, per distacco su altri fatti spiacevoli della mia vita, il periodo più brutto della mia vita..
        Di aver temuto di non farcela..

        Ringrazio me ed i miei genitori.. per avermi dato l’amore e la forza di venirne a capo..

        Ci vuole tempo, occorre capire, piangere, soffrire.. ma ce la potete fare.. tutti..

        Un abbraccio

        • Rispondi aprile 17, 2014

          carolina

          Ciao Nicola, grazie per la spinta alla speranza, tu per non soffrire ci hai messo 1 anno e 3 mesi, ognuno di noi avrà i suoi tempi (che auguro a tutti i più brevi possibili), se la relazione è stata significativa non saranno certo pochi mesi, ma sono convinta anch’io che, prima o poi, il dolore passa. Io dopo 4 mesi sto ancora abbastanza a pezzi, sento un vuoto enorme e ho paura del futuro. Lascio che il tempo passi, nel frattempo mi dedico a qualche attività che mi fa stare bene (ho cominciato a ballare il tango, e lo consiglio, è un ottimo strumento per divagarsi, per conoscere altre persone, ma, soprattutto, per esprimere sentimenti anche dolorosi ma con la sensazione di comunicare e costruire qualcosa di bello, fa sentire leggeri ma senza mettere da parte artificiosamente i sentimenti dolorosi che si hanno), ma sento ancora tutto il peso e il dolore di questo abbandono, e a momenti sono disperata. Sì, so che se ne esce, a un certo punto per forza il dolore deve attutirsi se non altro per autodifesa psicofisica, ma uno dei problemi che mi attanaglia è il COME se ne esce. Vorrei non solo smettere di soffrire, ma anche tornare alla sensibilità viva, al sorriso, che oggi mi appare una prospettiva metafisica, fantastica. Ho paura di inaridirmi, di uscirne sì ma trasformata in una persona incapace di provare ancora amore e sentimenti. A te com’è andata sotto questo aspetto?

          • aprile 17, 2014

            abawo

            Ciao a tutti

            scrivo anch’io oggi perché il dolore è davvero tanto nonostante siano passati più di due mesi: non c’è momento della giornata che non la pensi.
            Ho purtroppo saputo poi che già si frequenta con un altro e così il dolore si acuisce all’ennesima potenza. E’ davvero devastante tutto questo.
            Ho perso quasi 7 Kg in un mese: non è giusto tutto questo! Non ce lo meritiamo. Perché tutto questo?!
            Temo di essere entrato in quel pericoloso loop che poi è difficile venirne fuori… Ho paura e sono totalmente indifeso. Cerco di elaborare il tutto e farmene una ragione e poi basta un’inezia e mi ricordo qualche parola di lei o qualche cosa che abbiamo fatto assieme e giù che sprofondo nell’abisso più nero con pianti e magoni.
            Tutti dicono che il tempo cicatrizzerà le ferite e che ognuno di noi ha bisogno dei suoi tempi, ma nel frattempo sento che qualcosa di me sta morendo piano piano. Non è giusto!

  • Rispondi febbraio 10, 2014

    Umberto

    Ciao Amici
    sono un ragazzo di 30 anni sn capitato x caso su qst sito dopo aver ricevuto una grossa delusione. L’articolo sopracitato e’ molto organico e’ sono sicuramente consigli da seguire..a me e’ successo una decina di giorni prima di natale di essere lasciato dalla ragazza che vedevo da un mese dapprima con messaggi in chat …poi c’e’ stato un chiarimento ..ero tranquillo anche se avevamo deciso di non vederci ..ma all improvviso sn andato in panico …l’ho rivista successivamente dopo ..e li ne uscivo da vari giorni di insonnia non riposo e caffe’ e pensieri continui ..alla fine le cose si stavano mettendo apposto ma un bacio forzato da parte mia credo l’abbia potuta spaventare…successivamente nella stessa giornata ho avuto un attacco di panico dapprima … e poi successivamente la sera ..ho tentato di risentirla ma lei insisteva sul fatto che io avessi nei suoi confronti solo una brutta fissazione …i giorni sn trascorsi e le festivita natalizie anche…x me sn state un incubo nn l’ho sentita…solo a natale mi ha mandato qualche messaggio a cui io ho risposto ma niente di piu’….l’ho contattata a capodanno ..ma nn ho fatto sforzi per instaurare quella continuita’ di prima … e’ iniziato un mese di infelicita’…paranoie … insicurezza ….ho tentato di ricontattarla ma la situazione mi e’ un po’ sfuggita di mano …e lei mi ha scaricato dicendomi di non poter aver nessun tipo di rapporto e che frequenta un altra persona dopo qst l’incubo e’ continuato… soffrivo di agitazione… in mezzo ai miei amici nn sembravo lo stesso le cose che dapprima mi rendevano tranquille le ho iniziate a vedere come impegni insormontabili …niente piu palestra …ne tele ..ho rinunciato a qualche lavoro …alla fine i miei genitori si sono stancati del mio svegliarmi presto e girare senza meta x casa e mi hanno portato da uno psichiatra che mi ha segnato medicinali che io nn prendero’ mai ..alla fine dopo un mese e piu inizio a razionalizzare pero’ la penso ancora a volte nn riesco a perdonarmi degli errori …il fatto che nn la vedo piu …rileggo le vecchie conversazioni …nn mi agita la cosa…ma mi sn un po’ lasciato andare…ho ripreso la palestra ma nn mi diverte piu molto…e ho una barba incolta che prima nn portavo ..piano piano sto cercando di emergere qualcuno sa darmi un consiglio ??????? UMBERTO

    • Rispondi febbraio 10, 2014

      DAVIDE

      Ciao Umberto, Non disperare, devi solo far passare un po’ di tempo e vedrai che le cose si sistemeranno da sole. Ci sono due cose da non fare assolutamente: non dimenticarti di te stesso e non contattarla. E’ normale che accada perché ora l’attenzione è rivolta verso lei, ma cerca di sforzarti a pensare al tuo di bene. Lei è stata a mio parere ( da quel che scrivi) abbastanza chiara, l’unica cosa che puoi fare è lasciarla andare. Provare a trattenerla provocherà solo l’effetto opposto. Dedica il tuo tempo a te stesso ed ai tuoi obiettivi. Cerca di non idealizzarla e di essere obbiettivo. Valuta quel che è stato, in fondo è stata solo una conoscienza di un mese, per quanto intensa possa essere stata.Prima di rendertene conto lei sarà svanita dai tuoi pensieri.

      Ps: a molte donne piace la barba incolta :)

      • Rispondi febbraio 12, 2014

        Umberto

        Ciao Davide
        ti ringrazio del consiglio ..e pensa ho parlato con chiunque…amici parenti ..e genitori piu’ o meno mi hanno detto per somme linee le stesse cose ma il senso di vuoto mi pervade ancora non per il fatto in se’ ..ma e’ come se avessi perso un opportunita’ importante di cambiare la mia vita ..invece e’ come se fossi tornato al punto di partenza anzi …come se fossi peggiorato….era tempo che nn provavo qualcosa di cosi’ forte ma nel contempo la mia poca esperienza mi ha portato a commettere errori madornali …purtoppo nn mi sento la stessa persona allegra che andava a 4000 ho avuto anche un blocco creativo …mi sn venute brutte paranoie…e ogni tanto ho dei presagi poco rassicuranti ….mi sento un po’ stranito ..sto cercando di uscire il piu possibile ..di ributtarmi nella vita che conducevo prima ..a volte le difficolta mi sembrano insormontabili c’e’ poco piacere nelle cose che facevo prima …dopo qst esperienza ho rivisto la mia vita costellata di insuccessi e di cose lasciate a meta’ prima mi sentivo bello…aitante …..ora abbastanza meno ….ora pervade solo il silenzio un silenzio pesnte quanto a un macigno forse la sto facendo tragica….ma il mio stato d’animo e come se avessi fatto brutta figura

        • Rispondi marzo 1, 2014

          carolina

          Ciao Umberto, è passata una 15ina di giorni da quando hai scritto l’ultima volta, come ti senti adesso? Mi ha colpito, nella tua vicenda, che la storia con la ragazza è durata 1 mese. Secondo me, è impossibile che in questo poco tempo si possa esser creato un legame veramente d’amore, intendendo quella struttura forte che ti lega pienamente all’altra persona. Non voglio certo sminuire il tuo dolore, ci mancherebbe, se lo provi è reale, ma quello che voglio dire è che secondo me la sofferenza che provi riguarda in questo caso veramente soltanto te stesso (di cosa può aver riempito la tua vita questa ragazza in un tempo così breve?), i tuoi vuoti, che ora proietti su questa ragazza con la quale, infine, hai condiviso poco di quel percorso che delinea l’amore. Convinciti che lei non c’entra affatto, che non è questione di brutte figure (non fartene colpe, se le cose accadono accadono e basta, nell’innamoramento reciproco non ci sono preclusioni, ci si innamora e va bene tutto), affronta questo dolore come se fosse un campanello di allarme sulla tua vita, converti completamente su di te il pensiero: non sei soddisfatto di te stesso, non sei appagato, la delusione con la ragazza ha fatto emergere questa scontentezza, è questo quello che non funziona e questo quello su cui puoi fortunatamente agire. Se stiamo bene con noi stessi, qualcuno da amare ed essere riamato apparirà, hai solo 30 anni, non ti demoralizzare! Io ti consiglio di partire alla ricerca di cose appaganti; non sono dietro l’angolo, vanno cercate con molti tentativi, puoi provare tante cose e puoi lasciarle in qualsiasi momento se non ti interessano, prima o poi qualcosa ti piacerà e ti ci soffermerai, si tratta di trovare dimensioni in cui ci si sente bene, attraverso cui si ritrovi l’autostima, il gradimento degli altri. Io, da parte mia, ti consiglio di iniziare un corso di tango argentino: se scopri che ti piace, sarà una delizia (e non finirai di ringraziarmi!). Un abbraccio.

    • Rispondi febbraio 16, 2014

      carolina

      Ciao a tutti, anche io sono capitata per caso in questo blog, ovviamente spinta da una delusione amorosa (ho 51 anni compiuti ieri, dopo 15 anni fra convivenza e matrimonio, la santa sera dell’ultima vigilia di Natale lui mi comunica che ha deciso di andarsene, e in capo a un paio di giorni così ha fatto). Dai giorni bui delle feste natalizie, ho cominciato a navigare sul web, disperata, alla ricerca di consigli di sopravvivenza, ma soprattutto di frammenti di storie che potessero farmi percepire la mia avventura meno eccezionale, più comune, più appartenente all’umana specie. A meno di due mesi dall’accaduto, io riconosco in me già più di una delle fasi descritte. Nel senso che contemporaneamente mi interrogo sul perché, provo sensi di colpa e rimpianti (se io avessi fatto…, se avessi detto…, se avessi lasciato correre …), desidero che lui ritorni e penso che possa accadere, mi affiorano i momenti belli passati insieme, lo detesto e provo rabbia, sono razionalmente consapevole che la storia è finita (mi manca, per ora, la fase del transfert, perché mi sento svuotata da capacità emotiva verso qualsiasi persona di sesso maschile che non sia lui). Tutto insieme, al punto che non so distinguere nettamente in fasi questo difficilissimo percorso che razionalmente penso che debba attuarsi portandomi dal dolore puro di ora al suo superamento finale, schiudendomi a nuova vita.
      Fin da subito ho evitato, di istinto, di chiudermi completamente in me stessa, di indulgere continuamente al dolore. Ne ho parlato con persone amiche (recuperando anche il rapporto con una sorella che mi è stata sempre molto cara ma che non ho mai frequentato molto), mi sono forzata a uscire ma senza ansia del dover farlo, accetto di attraversare il dolore senza negare che sia quel che è (un dolore quasi fisico, un pianto irrefrenabile), mi sveglio ogni mattina come resuscitando da una tomba ma vado regolarmente a lavorare, comincio a riflettere più su me stessa che su di lui. Per tutto questo, le persone intorno a me mi precepiscono come una persona forte, mentre io – nonostante tutto questo – mi sento invece fragilissima e quasi perduta. Fatico ad allineare questa percezione che gli altri hanno di me con l’immagine che io ho di me stessa (una donna distrutta), ma mi fa piacere che questa diversa percezione di me esista, e cerco di convincermi che se gli altri la sentono, qualcosa di vero ci deve essere. Per ora però è molto faticoso.
      Mi chiedo continuamente non tanto se questo dolore cesserà, ma se avrò la prospettiva di poter essere di nuovo non dico felice (una dimensione che al momento mi appare metafisica), ma serena. Se anche per me questa separazione potrà rappresentare un’occasione di rinascita, di cambiamento, di trasformazione, così come leggo negli autorevoli interventi degli psicologi in merito e così come io vorrei. La mia più grande paura non è di soffrire in eterno (penso, razionalmente, che in quanto appartenente all’umana specie per ragioni di autoconservazione il dolore dovrà per forza attutirsi), ma di non aver più accesso ad appagamento e pienezza. Insomma, al momento mi terrorizza più la propspettiva di una vita emotivamente mediocre. A questo pensiero è fortemente intrecciata l’idea che avrei potuto essere felice solo con mio marito (una persona oggettivamente piena anche di pregi, che ovviamente al momento mi appare come l’unico uomo della mia vita).
      Io mi sento più o meno così.

      • Rispondi febbraio 16, 2014

        Pat

        Carissima Carolina, ho letto con molto trasporto il tuo sfogo. Mi sono ritrovata in ogni parola, stato d’animo, pensiero e paura. Come tu stessa dici, bisogna vivere il e nel dolore che, prima o poi piano piano, svanirà. A me purtroppo non è ancora successo sono passati quasi 7 mesi da quando mi ha lasciata ma soffro ancora, la morsa al petto e allo stomaco si è allentata, è vero, ma la ferita è ancora aperta. Il pensiero di lui e di tutto quello che c’è stato (in 10 anni) sono sempre presenti e mi accompagnano ancora ogni giorno. Anche se so che non è più possibile, per me lui è ancora l’uomo della mia vita e ho la tua stessa paura (citata in chiusura). La risalita è difficile e piena di buche, l’umore è altalenante e quando pensi di stare meglio e di vedere la luce, ti accorgi che dentro di te non è così. Penso che essere lasciati dalla persona che ami ancora, sia una delle esperienze più forti per l’animo umano ma credo che questo dolore serva a renderci persone diverse e a forgiare il nostro Io. Auguro a te, a tutti quelli che soffrono per amore e a me stessa di trovare la serenità giusta per alzare la testa e guardare la vita ancora con il sorriso anche se quella persona non è più al tuo/vostro/mio fianco. Un abbraccio

        • Rispondi febbraio 17, 2014

          carolina

          Cara Pat,
          è così come dici, sì, la risalita è difficile, essere lasciati e non aver deciso noi di farlo (pur se magari il pensiero ci ha anche sfiorati) rende i rapporti di forza molto svantaggiosi per chi ha subìto la scelta. Si vive l’esclusione, il rifiuto, i pensieri si convogliano in modo ossessivo, viene danneggiata pesantemente l’autostima, è come se ti sentissi indegno di essere amato… Tutte cose dolorosissime che hanno a che fare con il nostro io profondo, anche molto al di là della vicenda per noi del tutto speciale che ci ha visto coinvolti. Io al momento, tra le altre cose, lotto contro la mia percezione di essere una vittima. Lotto contro tutti i pensieri e i desideri che scalfiscono la mia dignità. Ad esempio, sogno non di dire, ma di avvertire nella pelle che chi ha perso qualcosa di prezioso è lui, non io. Sogno persino che torni e io sia nella condizione di dire: “mi spiace, ma ormai hai perso la tua occasione”, andandomene come un’attrice sul palco nella scena finale del dramma. Ma so che sono desideri di rivalsa che, oltre al fatto che quasi certamente non si realizzeranno mai, indicano ancora il mio stato di dipendenza affettiva (mi ha anche aiutato un giro sul web sulle dipendenze affettive e gli stili di attaccamento). Le cose andranno meglio solo quando smetteremo veramente di interrogarci su cosa dirà o farà l’altro, quando smetteremo di relazionarci emotivamente al mondo come ancora l’altro ci fosse. Io al momento mi rendo conto di continuare ancora un dialogo muto con lui, di pensare interrogandomi su di lui, senza prescinderne, a volte anche ragiono ad alta voce come se stessi spiegando le mie ragioni (a chi, se non a lui?). E’ questa una delle cose al momento più difficili per me da superare, che mi pongo come obiettivo ma che tra il dire e il fare…
          Se posso socializzare le cose che mi aiutano a star meglio, suggerisco:
          1) incontrare persone con cui non è opportuno parlare del nostro dolore (è vero che, almeno nel mio caso, attaccherei a parlarne anche con l’autista dell’autobus, ma è evidente che ci sono contesti in cui per decenza non se ne deve parlare)
          2) se si conoscono, incontrare persone con cui se ne può parlare ma che non ti compatiscono né ti danno a priori ragione, ma anzi tendono a darti un punto di vista differente, lontano dal tuo; può essere anche irritante lì per là, perché vorremmo che tutto il mondo ci dicesse che abbiamo ragione e l’infame è l’altro, ma alla fine serve a relativizzare le emozioni e i sentimenti
          3) se si conoscono, incontrare persone che ti vogliono assolutamente bene (su questo non devono esserci dubbi), con cui se ne può parlare ma che hanno una spiccata tendenza all’umorismo, anche cinico; se si strappa una battuta ironica o autoironica, per me è d’aiuto
          4) se si balla, andare assolutamente a ballare, fa molto bene; pure se non si è mai ballato, consiglio di iniziare un corso di tango argentino: al di là delle vulgate sulla sua sensualità (che pure hanno del vero, ma certo dipende da come ci stai dentro), si tratta di una esperienza essenzialmente emotiva e di accoglienza nell’abbraccio umano che lenisce e pacifica molto il proprio animo, e ci aiuta a riscoprire anche un po’ di femminilità (e mascolinità, per gli uomini) che è in noi: per me al momento si tratta davvero di uno fra i rari momenti in cui o non penso troppo alla mia storia, oppure trasformo il dolore che sento in una comunicazione con altri da me senza la pesantezza delle parole (mai come in questo momento mi capita di sentirmi dire che ballo benissimo! beh, almeno una cosa che migliora…); si può cominciare anche se non sei giovanissimo (io ho iniziato a 49 anni e mezzo), non richiede particolari doti atletiche, si può raggiungere in tempi relativamente brevi una possibilità di frequentare con soddisfazione le sale da ballo, soprattutto considerando che non è che si deve per forza diventare i primi ai campionati di Buenos Aires!
          Un abbraccio

  • Rispondi gennaio 24, 2014

    Manu

    Ciao Giorgia, grazie!ma credo che da solo non riesco a gestirla questa situazione

  • Rispondi gennaio 23, 2014

    Diana

    Ieri dopo tanto tempo sono rientrata in questo sito e ho riletto i post che avevo pubblicato a suo tempo, nel lontano 2011, alcuni perchè avevo scritto veramente tanto. Sono tornata insietro nel tempo e mi sono ricordata come ero, come mi sentivo, il male lancinante al petto che avevo davvero fisicamente…..sono passati tre anni e il cammino è stato lungo e faticoso. Non ho fatto il Cammino di Santiago come te, Art, anche se mi piacerebbe un giorno, ma ho fatto un mio cammino molto introspettivo e spirituale segnato da varie tappe tra cui la morte di mia mamma che mi ha radicalmente trasformato. Quell’uomo che ho amato tantissimo è rimasto nel mio cuore e credo che da lì mai più andrà via ma mi sono resa conto in questi anni che tutto serve per aiutarci a trasformare e migliorare. Sono una donna migliore ora, più forte, più sicura, più determinata, ho superato quella dipendenza affettiva che avevo. Questo blog è stata per me una tappa fondamentale. L’aiuto che ne ho avuto è stato enorme perchè qui sai che sei compreso da persone che vivono le tue stesse sensazioni e ti capiscono più degli amici. Ragazzi so che state male, cercate ogni modo per sfogarvi e per tirare fuori tutto il dolore che purtroppo ci tocca sul vivo. E’ difficile a volte farsene una ragione ma poi si comprende che tutto accade per un motivo….e vedrete….non rinunciate ai vostri sogni e abbiate fiducia in voi stessi….un giorno l’arcobaleno spunterà anche se ora lo vedere come cosa impossibile. Ma questo dolore serve e io ne sono la prova