10 modi per sopravvivere ad una delusione d’amore

su Diario/Il mondo di Art/Suggestioni da

Su gentile richiesta di parti interessate, nonchè per mio personale divertimento, pubblico una guida di sopravvivenza destinata ai soggetti che hanno subito una decisione di abbandono da parte del proprio partner; questo fatto consente agli stessi di entrare a pieno titolo nella categoria di individui affetti da ciò che comunemente viene definita: delusione d’amore. La guida, scritta da un uomo (me medesimo), dovrebbe poter essere applicata a tutte le “vittime” di delusioni d’amore, tuttavia posso garantirne l’efficacia solo su esponenti del sesso maschile. E’ graditissimo da parte dei miei lettori (circa 350 persone che giornalmente visitano queste pagine) qualsiasi intervento che possa essere utile a perfezionare la presente guida. Per farlo è sufficiente utilizzare la sezione commenti in fondo a questo articolo.

LE TRE FASI

Ma veniamo alla nostra guida ed iniziamo col distinguere 3 diversi momenti nell’esperienza drammatica che consegue alla fine di una storia d’amore.
Il primo di questi è quello immediatamente successivo all’abbandono, lo chiameremo: fase dei perchè!
Il secondo è quello in cui, rassegnandosi alla separazione, l’individuo tenta di sostituire il partner perduto con un altro individuo dotato di caratteristiche affini, lo chiameremo: fase del transfert!
Il terzo infine è quello della quieta rassegnazione, lo chiameremo: fase delle dolci ricordanze ove in fondo al tunnel si intravede la luce.

La fase dei perchè

In questa fase colui che subisce l’abbandono viene colto, a giorni alterni, da momenti di disperazione giocosamente conditi da ansia e, nei soggetti predisposti, da veri e propri attacchi di panico. Il soggetto abbandonato cerca continuamente risposte che spieghino la fine del grande amore che fino a poco tempo prima lo univa alla sua compagna, tende ad idealizzare il proprio sentimento ed il partner stesso e a non rassegnarsi alla decisione dell’altro. Il deluso sperimenta su se stesso ciò che in psicologia viene definito Disturbo ossessivo compulsivo (OCD), è incapace di controllare i contenuti della propria mente, la sua attenzione è monopolizzata da pensieri e immagini che la sua volontà non riesce a scacciare (pensa continuamente e senza sosta alla persona che lo ha lasciato).. non a caso, da uno studio della psichiatra italiana Donatella Marazziti, sembra che i livelli del neurotrasmettitore Serotonina siano più bassi del 40% sia in chi ha una diagnosi di OCD sia nei delusi d’amore… c’è di che riderci sopra, no? … e ‘nsomma!
A questo si aggiunga che il deluso manifesta anche buona parte dei sintomi del male oscuro e cioè la depressione: apatia, svogliatezza, senso di vuoto, perdita di interesse verso le proprie passioni, perdita di appetito, insonnia, difficoltà di concentrazione, tutti sapientemente miscelati coi tipici sintomi del disturbo bipolare della personalità che concede ai poveri sventurati il discutibile lusso di sperimentare stati d’animo che alternano sensazioni di euforia, quando ci si trova vicino alla persona amata, a disforia vera e propria (depressione), quando ce ne separiamo nuovamente.

In sostanza questa prima fase evidenzia nel deluso la mancata accettazione del fatto di essere stato lasciato, e non a caso la parola fatto è in grassetto perchè, ricordate, non ci sono ragioni sufficienti perchè un amore finisca… esistono coppie che continuano a stare insieme nonostante problemi apparentemente irrisolvibili: donne che continuano ad amare uomini che le picchiano, uomini che continuano ad amare donne che li tradiscono… gli amori finiscono, e lo fanno quasi sempre senza un valido motivo, anche se al deluso piacerebbe averne uno. Conseguenzialmente al fatto ci sono poi le implicazioni sentimentali e l’incapacità di rassegnarsi alla fine di un bel sogno, specialmente quando prima dell’abbandono le cose sembravano andare meravigliosamente bene fra voi… le pause di riflessione, brevi o lunghe che siano, aiutano molto nell’accettazione del fatto, ma su questo incide molto la sensibilità individuale: molte persone si accorgono che qualcosa è cambiato nel rapporto di coppia e cominciano ad investigarne le ragioni, allora si sperimentano periodi di pausa che solitamente sono molto utili ad entrambi per rafforzare il proprio sentimento o per distruggerlo del tutto, altre persone invece fanno finta di niente, ignorano i campanelli d’allarme (quali ad esempio cali della passionalità, mancato dialogo) per poi trovarsi di fronte all’inevitabile decisione dell’altro.

Secondo i miei studi nati dall’osservazione delle dinamiche relative alla prima fase, sperimentati di persona nonchè tramite osservazione diretta su esperienze vissute da amici, conoscenti, popolo di internet, questa ha una durata che può variare da 1 a 6 mesi, a seconda delle capacità individuali di:
– accettare il fatto,
– assecondare le occasioni di cambiamento che si presentano sulla strada del deluso,
– valutare correttamente il modo in cui una storia finisce (se c’è di mezzo un tradimento o una causa ben precisa, il fatto lo si accetta prima)
– e, dulcis in fundo, sopportare il distacco dal sentimento che ci lega ancora all’altro.

Le 10 regole

Eccovi i primi 10 modi per affrontare questa prima fase che, anche se più breve rispetto alle altre, è la più problematica. Questi “consigli” sono da perseguire nel loro ordine di successione giacchè ognuno è strettamente dipendente dal precedente e risulta spesso difficile accettare alcune di queste considerazioni se prima non se ne sono condivise altre.

  1. Dominare il tempo

    Il tempo è una componente estremamente distorta nella mente di un innamorato deluso. Ogni secondo della giornata viene vissuto con un pensiero ossessivo legato all’amore perduto ed alle ragioni per le quali è finita. Questo tipo di percezione non è condivisa da chi invece lascia (abbandona), per l’altro il tempo passa in maniera del tutto normale, nel caso in cui abbia un nuovo compagno, probabilmente penserà a voi quando non è con lui, se invece vi ha lasciato per recuperare il rapporto con la propria interiorità, penserà a voi solo quando si distaccherà dalla sua ricerca… insomma, chi lascia non soffre di alcun pensiero ossessivo e di conseguenza vive il suo tempo con normalità, mentre per voi ogni secondo rivela a fuoco sul cuore l’immagine dell’amore perduto.
    Azione: dominate il vostro tempo, riempitelo di altre cose… scrivete, suonate, dipingete, leggete, ascoltate musica (niente tv, per carità di dio, o film romantici), uscite con gli amici, fate escursioni, progettate un viaggio, prendete un’aspettativa dal lavoro… cercate di restare soli il meno possibile, in questo modo sarà più semplice riempire “di altro” i secondi della vostra giornata… ricordate che qualsiasi cosa l’altro stia pensando, non la pensa alla vostra velocità, se avrà ripensamenti, se avvertirà nostalgia o necessità di discutere ancora, lo farà con tempi molto più lunghi dei vostri. Se riuscite tentate anche di SOSPENDERE IL GIUDIZIO, non prendete alcuna decisione e non fate alcuna considerazione, vivendo il tempo in maniera così alterata potreste decidere di fare un blitz sotto casa dell’amato e pentirvene non appena siete lì, oppurle telefonare o mandare una e-mail e subito dopo mangiarvi le mani per averlo fatto. Lasciate che sia l’altro a fare le sue mosse, senza aspettative di alcuna sorta e senza fretta… ricordate che voi siete dalla parte di chi ha subito la decisione, insistere nelle proprie richieste (anche con tutta la dolcezza e l’amore del mondo) può scatenare forme di intolleranza in chi è ancora convinto della propria scelta, e posso assicurarvi che diventare fastidiosi agli occhi del perduto amore è una cosa che fa soffrire molto. Se proprio non riuscite a stare lontano dall’altro pensate che il gioco non vale la candela, che se una possibilità di tornare insieme esiste, questa non deve essere forzata in nessuna maniera, deve arrivare con naturalezza e spontaneità dall’altro. Da questo punto di vista sentitevi liberi da qualsiasi responsabilità, NON POTETE FARE NULLA per cambiare lo status quo, potete solo cercare di vivere il vostro tempo in maniera più equilibrata e con la minore sofferenza possibile.

  2. Mantenere la consapevolezza di ciò che accade

    La consapevolezza di ciò che si sta attraversando in termini di emozioni è determinante per riuscire ad affrontare con razionalità gli effetti della prima fase. Se ci si abbandona ai diversi stati d’animo che si susseguono, c’è il rischio di confondersi, di credere che si è ammalati senza rimedio, che si è depressi. Non dimenticate mai che una delusione d’amore è un’esperienza che ogni essere di questa terra ha ahimè provato, tuttavia nessuno è mai morto per questo, nessuno è mai entrato in un tunnel di paranoia infinito anzi, c’è chi giura che una volta superate le tre fasi si diventa più forti e anche più fighi agli occhi delle altre donne.
    Azione: Acquisite la consapevolezza di trovarvi sotto l’effetto di qualcosa di molto simile ad una droga, qualcosa che agisce a diversi livelli e che a volte vi fa stare bene, a volte male e che, solo col tempo, i momenti in cui si sta bene diverranno più frequenti degli altri, fin quando l’effetto non si esaurirà. Acquisite soprattutto la consapevolezza che la sensazione di aver perso la vostra identità è del tutto illusoria e soprattutto transitoria ed è determinata da null’altro che non sia “la dolce abitudine” del condividere la propria vita con un’altra persona.

  3. Accettare la sofferenza

    La paura di soffrire ancora, specialmente dopo i primi giorni, è sempre presente nella mente del deluso, ancora di più in questa prima fase. Paura di vederla con un altro e soffrire, paura di restare soli e soffrire, paura di non riuscire più a trovare una persona adatta a sè.
    Azione: Accettate la vostra sofferenza, essa è la naturale conseguenza di quello che l’altro vi ha tolto e non potete fare nulla per cambiare questa cosa. Ogni essere umano vive attimi di gioia, momenti di dolore e momenti di serenità, i momenti di dolore fanno parte della vita esattamente come tutti gli altri, sta a voi decidere se soffrire ancora di più per l’incapacità di accettarli oppure rispettarli come parte di voi stessi. Pensate alla sofferenza del mondo, alla disperazione di una madre che perde il proprio figlio in guerra, alle condizioni disastrate di una famiglia in un paese del terzo mondo… fare un paragone tra la propria sofferenza e quelle degli altri spesso aiuta nel processo di accettazione del proprio dolore. Se poi avete la possibilità di esorcizzare la vostra sofferenza attraverso l’arte (scrivere, suonare, dipingere), avete già una grande fortuna e di sicuro saprete dominare il tempo in maniera più proficua per voi stessi.

  4. Evitare i sentimenti di autosvalutazione

    Molto spesso, e a momenti alterni, capita di darsi la colpa per quello che è successo, si arriva quasi a giustificare l’altro per averci lasciato perchè siamo dei pochi di buono, perchè ci siamo fatti crescere la pancia, perchè non ci lavavamo i denti ogni mattina e perchè non prestavamo attenzione alle sue esigenze… insomma, ci si sente brutti, fragili, piccoli, inutili. So bene che è molto difficile superare queste sensazioni, specialmente se non abbiamo un motivo valido perchè la storia sia finita, allora cerchiamo di ragionare in questo modo…
    Azione: in amore le persone si amano per quello che sono, se ti scegli una lunatica pazza scatenata alcolizzata ma anche bellissima, dolce e con una sessualità travolgente, allora ti prendi tutto il pacchetto, cerchi di sopportare le cose che non vanno mettendole sul piatto di una bilancia insieme a quelle che ti piacciono, allora scendi a compromessi per accettare i lati negativi dell’altro, e lo fai per amore, perchè comunque sia non troveremo MAI NESSUNO UGUALE A NOI STESSI, anzi, molto spesso ci scegliamo gli opposti perchè sono fonte di arricchimento e di compensazione, o forse ci scegliamo le persone che soffrono perchè vogliamo essere i cavalieri senza macchia e senza paura, e questo perchè la nostra mamma ci ha amato tanto quando eravamo piccoli, e noi ricambiamo quell’amore verso la donna che scegliamo… vabbeh, ognuno poi deve fare i conti col suo passato, ma non è importante, qui la cosa importante da capire è che noi siamo OK per quello che siamo, così come lo era l’altro. Le storie finiscono per altre ragioni, finiscono perchè si esaurisce l’amore, e di sicuro non è la pancia, non è la barba lunga, non sono i capelli incolti e il vestire da frikkettone, è qualcosa che cambia negli occhi dell’altro, e a questo punto che si vada pure a cercare quello che gli piace. MASSICCI e INCAZZATI amici miei, è così che bisogna essere, tanto vedrete che la pancia andrà via perchè non mangiate più, che la barba ve la farete tutti i giorni perchè quello che vi resta è almeno piacere a voi stessi, e che diventerete splendidi con tutti perchè improvvisamente avete una voglia infinita di conoscere e farvi conoscere… e lei, comunque sia, non sarà tornata (o si… a volte succede, ma non contateci troppo).

  5. Evitare ogni processo di idealizzazione

    L’idealismo romantico, quello celebrato dai poeti, è un fenomeno tipicamente occidentale che ha fatto dell’amore una forma di religione secolare fonte di aspettative del tutto irrealistiche. E’ facile credere fortemente che il proprio amore abbia un’origine trascendente, che sia la manifestazione terrena dell’amore di Dio per le sue creature. Assecondando tale concetto, anche dopo un abbandono, ci condanniamo a prolungare la fase di sofferenza e a ritardare l’accettazione della perdita, le persone sono piene di difetti con cui spesso non riusciamo a convivere, se queste hanno preso la decisione di abbandonarci, a maggior ragione facciamo un errore nel continuare ad idealizzare un sentimento a senso unico. Ricordate che quando c’è amore corrisposto le difficoltà si affrontano insieme e mai separandosi, quindi non è che sia l’altro incapace di vedere quella luce che esiste, e per questa ragione noi dobbiamo continuare ad amare perchè così prima o poi la vedrà, l’altro ha preso una decisione magari ragionata nel tempo, ed è sbagliato crearsi l’aspettativa magica che il nostro amore possa cambiare la sua decisione, il nostro amore non cambia proprio un bel niente quando l’altro ci lascia, a meno che non vogliate accontentarvi della sua commiserazione e di parole del tipo: “voglio restare tua amica” oppure “o mio dio, perchè non riesco ad amarti, eppure sei così magnifico” o ancora peggio “sono confusa, vorrei amarti ma non riesco, se tu però avessi fatto questo, o quest’altro, forse non ti avrei lasciato”… brrrr, sentite anche voi un certo freddo lungo la schiena?
    Azione: Sebbene la soluzione possa sembrare cinica ed inaccettabile, una maniera per evitare l’idealizzazione del proprio sentimento è quella di razionalizzare i meccanismi con cui lo stesso sentimento agisce. Shopenhauer, celebre filosofo tedesco, aveva parlato dell’amore come di una sorta di meccanismo di sicurezza messo a punto dall’evoluzione per tutelare la specie dalla propria razionalità. L’amore deve quindi essere irrazionale per assicurare la procreazione e quindi la prosecuzione della specie. I nostri bambini nascono molto vulnerabili e deboli e hanno bisogno di continue cure da parte dei genitori, non è un caso che nella maggior parte delle esperienze la fase dell’innamoramento vero e proprio duri circa due o tre anni, giusto il tempo di mettere al mondo e svezzare un bambino.  L’evoluzione ci ha fornito un potente coinvolgimento emotivo che ci solleva da qualunque pensiero razionale, in modo da prendere una decisione che non è nel nostro interesse ma in quello della specie. La stessa gelosia è uno stato emotivo che può essere visto come un rimedio alle imperfezioni dell’amore, là dove il liberismo sessuale o gli stili di vita alternativi possano minare la stabilità della coppia, allora interviene la gelosia a renderci combattivi verso i nostri rivali, almeno per il tempo che serve per allevare i figli. TRISTE MA PROBABILE! Pensateci bene, o perlomeno valutate la realtà di questa possibilità, specialmente se in questo momento state pensando che il vostro amore è grande come l’amore di dio e che lei è la madonna :)

  6. Ricorrere ai familiari

    Parlare coi propri familiari, specialmente con mamma o papà, aiuta a superare più facilmente i brutti momenti, ricordate che a parte il fatto che i nostri genitori (o parenti più stretti) sono le persone che hanno più a cuore di qualsiasi altro il nostro benessere, è vero che hanno dalla loro la saggezza dell’età adulta e la capacità di sdrammatizzare stati d’animo che possono sembrarci impossibili da gestire.

  7. Vivere il qui ed ora

    Vivete sempre il presente, alla giornata, senza curarvi di ciò che accadrà domani. A volte riuscirete, altre no, ma bisogna pur sempre tentare di non pensare al domani, anche perchè, molto spesso, l’idea che avete del domani non è mai reale. Se state bene oggi non è detto che domani sarà lo stesso. Magari dopo aver letto questa guida penserete di avercela fatta, ma il meccanismo che si è innescato nella vostra mente è tale che la coerenza nei pensieri è un’opzione che non vi è concessa, ricordate che la natura tenterà comunque di farvi tornare col pensiero alla perdita perchè facciate qualcosa per recuperare (e così poter procreare ed allevare i figli :). Tenete sempre a mente che la ragione deve dominare sul cuore e lo può fare solo vivendo il presente, perchè non creandoci aspettative sul domani, allora affronteremo le giornate con la giusta energia e senza scoraggiarci.  Nei momenti difficili pensate che non dureranno, e lo stesso pensate nei momenti buoni, in questo modo riuscirete ad affrontare in maniera sana i diversi stati d’animo e sarà meno doloroso affrontarli.

  8. Evitare ogni possibilità di contatto

    Sebbene ogni attimo della giornata sia condito dall’immagine del proprio amore perduto, lasciare che questa resti nella mente è cosa molto opportuna piuttosto che andarsela a cercare nella vita vera. La sensazione che si prova quando si rivede l’oggetto del proprio amore scatena uno stato di euforia e di esaltazione, purtroppo il prezzo da pagare per questa sensazione è troppo alto se si pensa che per i successivi 2-3-7 giorni non la si vedrà più. C’è un vecchio detto: lontano dagli occhi lontano dal cuore; niente di più vero! Da valutare eventualmente il caso che sia l’altro a volerci vedere, lì la risposta varia da caso a caso, anche perchè non è da escludere che l’altro abbia avuto modo di ripensare alla sua decisione, e per l’amore che vi ha unito è giusto dare 1-10-100 possibilità di poter recuperare… però ricordate, i bla bla bla non servono a niente, se deve parlarvi per ricordare i bei momenti o per giustificarsi, beh che lo faccia davanti allo specchio, se proprio vuole parlare con voi io chiederei chiaramente l’argomento che intende approfondire, anzi, sarei ancora più diretto: se vuoi tornare con me parliamo pure, sennò possiamo stare dove siamo. Per approfondimenti consultare l’appendice dedicata ai ritorni

  9. Assecondare le occasioni di cambiamento

    La vita spesso ci mette sulla strada delle occasioni che possono aiutarci a superare i momenti difficili e a volte lo fa con una tempestività straordinaria. Queste occasioni possono presentarsi dietro il volto di una donna che ci sorride dal tavolo vicino mentre sorseggiamo la nostra birra al pub, oppure dentro un libro che atterra sotto i nostri occhi sulla vetrina di una libreria, o una canzone alla radio, o ancora la pagina Internet di un monastero che invita chi voglia fare esperienza di Dio a fare un giro da quelle parti, e ancora un’occasione di lavoro, la telefonata di un amico lontano che ci invita a passare qualche settimana dalle sue parti. Insomma, sembra che per il deluso le occasioni di cambiamento siano all’ordine del giorno, molto più di quanto non succeda durante il rapporto. Non so se questo dipende dalla predisposizione del deluso al cambiamento, cosa che lo rende più “ricettivo” alle occasioni, o ad un fenomeno soprannaturale, tuttavia si deve valutare seriamente ogni occasione e sfruttarla a proprio vantaggio. Forse non abbiamo nessuna voglia di sostituire subito la donna amata, ma la soluzione Chiodo schiaccia Chiodo è spesso un’occasione, pur sempre temporanea, di dominare il tempo (vedi primo punto) e far sì che scorra più in fretta, così come un libro che vi appassioni o un viaggio… assecondate ogni occasione, non ponete alcun limite a quello che può distrarvi.

  10. Concentrarsi su se stessi

    Non a caso questo punto è in coda a tutti gli altri. La caratteristica principale della prima fase è la sensazione di perdita dell’identità, proprio in quanto ci si è abituati a considerarla strettamente legata a quella dell’altro. Recuperare il rapporto con se stessi è qualcosa che avverrà naturalmente, col tempo. Durante i giorni trascorsi a soffrire, spesso si percepirà il senso di questa realtà, in certi momenti ci guarderemo allo specchio e cominceremo a raderci perchè la barba era davvero diventata troppo lunga, faremo una doccia, metteremo una tuta e andremo in palestra per eliminare gli effetti degli alcolici sulla pancia, cominceremo a comprare creme per le rughe, faremo cure anticaduta per i capelli… insomma, pian piano si recupera, e anche se all’inizio la costanza sarà pur sempre un’opzione, vi accorgerete presto che terrete al vostro corpo ed al vostro aspetto più di quanto non abbiate mai fatto quando stavate con lei, questi sono i primi segnali importanti di come l’essere umano sia un animale estremamente adattabile, e di come provveda (coi suo tempi) a ricostruire il prorio io interiore disgregato dalla delusione e da anni di vita di coppia.

Considerazioni finali sulla prima fase

Siete arrivati fin qui quindi le argomentazioni soprastanti hanno stuzzicato interesse e curiosità nel vostro cervello oramai stanco di sopportare il dolore. Mi rendo conto che ogni storia è diversa dalle altre ed è difficile stilare un elenco di comportamenti che possano incontrare l’approvazione di tutti, tuttavia mi preme ricordare ad ogni deluso che sebbene l’ipotesi di rinunciare al proprio amore sia davvero devastante per il “qui ed ora”, è importante mantenere la lucidità mentale ed evitare reazioni violente verso l’altro o verso se stessi, ricordate sempre che chi ha lasciato passa anche i suoi guai, spesso ripensa a quello che è stato tra di voi, ripensa al fatto che magari ha sbagliato, adesso da parte vostra un atteggiamento vittimistico è assolutamente da evitare, questi 10 punti vogliono essere una guida per evitare qualsiasi colpo di testa che vi faccia tornare dall’altro, credetemi è molto più efficace non fare nulla, se vi fa stare bene pensate che se vi ama davvero tornerà, e lo farà senza che voi abbiate in alcun modo forzato nulla, ed è quella la maniera più autentica in cui un amore può ritornare, poi sarete voi a decidere se riprendervelo o meno.

Per il momento mi fermo qui. Nel prossimo intervento toccheremo le altre due fasi, meno intense e problematiche di questo, ma altrettanto importanti per acquisire la consapevolezza di quello che si vive… la conoscenza ci rende liberi!
In bocca al lupo e siate forti!

Interventi successivi

Delusione d’amore parte seconda: la fase del transfert
Delusione d’amore parte terza: la fase del distacco

Soluzioni:

Manuale di Training Autogeno (a cura di R.d.C)

Appendici:

Fenomenologia dei ritorni
Il meccanismo dell’amore
Cos’è l’amore romantico
L’egoismo dell’amore
Distacco Totale
Repetita iuvant…
Gioco Finale
Ma noi, noi quando siamo

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Randone – La caduta della mia stella

Scrittore, musicista compositore, leader della band Randone con all'attivo 7 cd ed 1 dvd LIVE sotto edizione discografica Electromantic Music, qui pone frammenti di vita, espressioni dell'anima, lamenti del cuore ed improbabili farneticazioni intellettuali.

  • Siamoancoraqua

    Cinque anni fa leggevo questo articolo dopo una delusione d’amore. Oggi sono di nuovo qui, avevo messo questa pagina tra i preferiti, perché sapevo che mi sarebbe servita di nuovo prima o poi. Negli ultimi anni, sono stata ferita molte volte, ma questa volta penso sia la più dolorosa. Lui sta a km di distanza, quindi il problema di andare sotto casa sua non c’è (ci ho riflettuto lo stesso però), gli ho chiesto di bloccarmi ovunque, ma niente il pensiero rimane ossessivo. Il fatto è (ecco l’idealizzazione) che lui non mi prendeva per pazza per i miei interessi, per i miei sogni, ha addirittura fatto 12 h in macchina solo per stare qualche ora con me. Mi ha lasciato perché doveva prendere una decisione lavorativa che non gli avrebbe permesso di avere una vita privata e tra me e questo lavoro ha scelto il lavoro. La motivazione? Non gli avevo dimostrato di essere legata a lui. Lui mi aveva detto ti amo, mi aveva detto che voleva stare con me e io ero sempre stata fredda. E non perché non mi interessasse, ma perché avevo paura di soffrire nuovamente. E infatti, eccoci qui, di nuovo. A fare la doccia più volte al giorno per nascondere i singhiozzi, a guardare il piatto a tavola senza riuscire a mangiare e ad avere perennemente quella sensazione di nausea e sobbalzare ogni volta che il cellulare vibra. E sentirsi in colpa perché c’è gente che sta soffrendo proprio in questo momento perché non ha più una casa e ha perso familiari e amici. E io mi lamento perché non ho più il mio amore. Ci provo anche questa volta a rialzarmi, però magari domani, oggi voglio rimanere sdraiata a terra, come dopo una brutta caduta, dopo la quale non ci si rimette subito in piedi perché si vogliono prima valutare i danni.

  • Adr

    Sinceramente credo che la cosa peggiore sia l’instabilità mentale alla quale siamo sottoposti.
    In un’era come quella d’oggi, dove tutto è concentrato sul materialismo (lo voglio e subito!) e sull’egoismo (ognun per sè e dio per tutti), ci ritroviamo ad essere poco…ma veramente poco….
    E quando una storia finisce, arrivano l’abbandono, la solitudine, la sofferenza, la rabbia,
    e ci accorgiamo d’essere qualcosa che non conosciamo, perchè il partner ci amava a tal punto da farci sentire qualcuno, così alti, belli e superman.
    Ma la realtà non è questa. Tutto era velato da un meraviglioso cappello color beige, che aveva l’intento di proteggere la nostra mente da tutto ciò che era negativo, filtrando solo quello che volevamo vedere e che ci rendeva felici.
    Ma la felicità, sopratutto in una coppia, credo sia qualcos’altro.
    Il 90% delle relazioni sentimentali che vedo intorno a me si basa sul concetto della dipendenza affettiva, non poter vivere senza l’altro, voler a tutti i costi cambiarlo, mandare giù bocconi amari per non aver fatto questo o quello per lui/lei…
    E tante storie, secondo me tutte, finiscono inevitabilmente con una separazione, prima o dopo, perchè la strada non E’ quella, quella è solo una parvenza, una piacevole scorciatoia.
    Spesso sono le donne a sposare questo concetto idilliaco dell’amore,
    vogliono che sia come una tempesta, forte, imponente, vogliono essere
    travolte, vogliono ubriacarsi follemente d’amore,
    tanto da non rendersi conto che poi la tempesta, una volta
    passata, ti ha scoperchiato casa, e tu devi rimetterti lì, piano piano, a
    ricostruire mattone su mattone, e se non ne sei in grado, devi prima
    CAPIRE come si fà, e poi incominciare.
    Si vive d’amore ok, ma in primis l’amore deve essere quello per se stessi e poi per chi vogliamo che ci stia al fianco, affinchè quella persona possa veramente completarci, e non ossessionarci.
    Solo che è dura, molto dura…
    Pensare che qualcuno sia disposto a fare sacrifici, amarsi ed amare,
    trovare compromessi, essere una persona coerente e magari affascinante, non è roba da poco.
    Si farebbe prima a vincere al superenalotto…
    Sono un uomo, e posso garantirvi di aver trovato sempre donne al mio fianco disposte a tutto per me, anche troppo. Ho vissuto sempre nella massima serenità e tranquillità le mie storie,
    senza dovermi crogiolare del motivo per il quale il cielo fosse azzurro o il mare blu.
    Però anch’io sono finito in questo favoloso blog, e un motivo ci sarà….
    Spero che chi, passando da quà, butterà un occhio su questo mi insipido commento, ne farà tesoro.
    Abbiate la forza di credere che nulla accade per caso, come scriveva J.J.ABRAMS nella serie televisiva “lost”, e che noi dobbiamo fare il massimo per quello che possiamo.
    Amate, ma prima di tutto, AMATEVI.

    • Art

      Ciao Adr, il tuo pensiero rispecchia in pieno quello che anch’io credo, e concordo ahimè anche con la tua visione delle attuali coppie dove c’è sempre una parte (uomo o donna) che sta sotto l’altra e cova dentro frustrazioni e malessere ma che dipende disperatamente dall’altro … quando subiamo un abbandono, la grande opportunità che ci viene offerta è quella di riscoprirci, di ricominciare a credere che valiamo qualcosa anche da soli… per alcuni è più dura che per altri, ma alla fine tutti si riscoprono migliori (almeno tra quelli che affrontano la separazione in maniera sana).
      E’ bello pensare di poter trovare una persona che ci ami e che allo stesso tempo ami se stessa nel rispetto reciproco… ognuno ha la sua testa e interpreta le cose a modo suo, o forse per la legge degli opposti ognuno se la cerca sempre sbagliata :))

      Un abbraccione e grazie per il tuo intervento… semplice e vero!

    • mal d’amore

      “Spesso sono le donne a sposare questo concetto idilliaco dell’amore, vogliono che sia come una tempesta, forte, imponente, vogliono essere
      travolte, vogliono ubriacarsi follemente d’amore”

      Vorrei aggiungere che forse inconsciamente credono che ogni giorno o quasi della loro storia d’amore debba essere un continuo di sensazioni travolgenti, e se questo non accade (ed ovviamente non può essere così nella vita reale forse lo può essere nei film o nei cartoni animati) allora si comincia a dubitare dei propri sentimenti. Quando non si ha la forza e la volontà di scegliere ciò che è essenziale nella propria vita allora c’è il rischio di andare dietro a delle illusioni. Oggi il mondo ci offre quotidianamente una marea di illusioni in ogni aspetto della vita e dunque basta poco a distruggere ciò che hai costruito pezzo su pezzo giorno dopo giorno…come si suol dire: l’occasione fa l’uomo ladro.
      E’ questo che dispiace davvero….credi di conoscere una persona e credi di aver trovato una persona speciale che sa capire il valore delle cose ed il valore dei propri sentimenti e che sappia quello che vuole dalla propria vita….invece poi ti rendi conto che una folata di vento è sufficiente a spazzare via tutto…e lì ti crolla il mondo addosso.

      • Panterarosa

        Per Adr: “spesso sono le donne a sposare questo concetto idilliaco dell’amore, vogliono che sia come una tempesta”
        Sono una donna, ormai matura, e non ho mai avuto molta fortuna con gli uomini nonostante (detto dagli altri) avessi bellezza, vivacità e un carattere dolce ed altruista. Ho capito che c’è un’enorme differenza tra uomini e donne: noi non vogliamo che sia una tempesta l’amore, semplicemente per noi E’ una tempesta, per voi NO.Avete altre priorità: successo, denaro,ecc. e la radice del problema a mio avviso è tutta qui. Ho visto uomini rinunciare scientificamente ad una donna cui tenevano a causa di un trsferimento di lavoro e io stessa sono stata lasciata da ragazza dopo 5 anni di rapporto in favore di una ragazza brutta ma ricca possidente sposata in fretta e furia: E lui non era un bastardo. Conosco invece donne che hanno buttato all’aria un matrimonio per una passione inaspettata. Un uomo non lo farebbe mai. Il problema mi sembra sia tutto nella differenza di ‘lista di priorità. Bisognerebbe far imparare a memoria alle bambine il libro ‘Gli Uomini vengono da Marte e le Donne da Venere’.
        Per Art: non capisco quando dici che dopo aver superato un abbandono ci si sente migliori e si riscopre se stessi. Migliori non direi dato che un abbandono taglia le gambe all’autostima e poi: riscoprire se stessi….ne riparliamo tra qualche anno- Se infatti ti lascia un marito o una moglie quando hai 50 anni (ed in Italia a quell’età si è tutti da buttare mentre in altre culture non è così) non riscopri proprio niente perché ti senti solo un rottame che nessuno vuole ed avrai la prodigiosa capacità di proiettare sugli altri questa percezione di te finendo col condizionare il giudizio altrui e sarai ancora piu’ solo/a. Sono finiti i romantici anni Settanta/Ottanta , questo è il cinico e materilista mondo del terzo millennio purtroppo. Un abbraccio!

        • Crisb

          Ciao Panterarosa,
          sono un uomo e ho buttato all’aria un matrimonio per una
          passione inaspettata.
          La donna in questione è entrata nella mia vita senza rendersene
          conto, trasferitasi in Italia dalla romantica Parigi.
          Non mi degnava di uno sguardo se non quando costretta, eppure ho
          rinunciato a tutto pur di perseguire quello che ritenevo fosse vero amore,
          qualcosa che credevo di conoscere e che invece mi resi conto era ai miei occhi sconosciuto.
          Passarono mesi in cui rimasi in solitudine per scelta, soffrivo perchè avevo rinunciato a qualcuno che mi aveva amato e soffrivo perchè chi desideravo non provava nulla per me.
          Riuscii in fine a far breccia nel cuore di questa donna meravigliosa, energica, indipendente, fino a costruire una relazione stabile
          che ci portò a due anni di convivenza e mi portò a provare cose che neppure sapevo potessi sentire nel mio cuore, sentimenti che azzerano o riducono al minimo la parte scientifica della mente.
          Ora, per motivi di lavoro, lei è ritornata a vivere a casa sua e
          dopo due mesi, in prossimità di Natale mi ha detto che non mi amava più e che non vedeva un futuro tra noi e che non aveva nessun altro ma la decisione era stata presa.
          Io ho provato a convincerla, ho fatto errori su errori, cose
          “da pazzi” senza mancarle mai di rispetto.
          Queste però sono le uniche spiegazioni che mi ha dato, eppure,
          pur consapevole di averla persa, forse per sempre, non rimpiango nulla di ciò che decisi a suo tempo, tutti mi dissero che era un grosso errore e ora molti amano rinfacciarmelo, io dico che sbaglierei ancora mille volte nella mia vita perchè anche se ora sto male e soffro come mai prima di oggi so che su un’ipotetica bilancia il peso di quanto ho ricevuto è di gran lunga maggiore della sofferenza che sto provando, che credimi, come ben sai, è devastante.
          Questo per dirti che io non so se sarò migliore, non so quando e
          se mi riprenderò ma so che potrò dire di averci provato, potrò dire di aver
          tentato e che non ho alcun rimpianto anche se dovrò vivere con il mio oscuro ospite per sempre. Questo non credo sia materialismo e neppure cinismo ma è vero che ogni scelta di questo tipo porta a una conseguenza certa, il connubio amore di qualcuno + sofferenza di qualcun’altro è e sarà sempre ripetuto all’infinito.

          Un caro saluto

          • PanteraRosa

            Ciao Crisp, è una enorme fortuna per una donna essere oggetto di un setimento così forte come quello che descrivi. Tuttavia penso non sia casuale che si ami molto spesso ‘ a senso unico’. Una mia amica psicologa dice: se si esprime il sentimento si finisce in posizione di inferiorità, in fondo è così. Soddisfiamo così tanto l’ego dell’altro che l’altro è talmente appagato e sicuro da perdere interesse, semplicemente perché abbiamo soddisfatto i suoi bisogni emotivi al 100%. Anche io conosco quelle rincorse, l’inventarsi cose da pazzi per far cambiare idea qualcuno. Purtroppo ho capito che è la ricetta per il disatro totale. Penso che oggi, a fronte del cinismo di uomini e donne che lasciano il partner magari con un SMS, al contrario ci sia una massa di gente (le persone sensibili) che sono sempre troppo ‘politically correct’ e subiscono. Hai presente la situazione ‘Si lo so ti ho lasciato, ma in fondo possiamo rimanere amici, no? . Bene tu rispondi dignitoso ‘meglio di no’ e invece farebbe tanto bene all’anima urlare ‘Chi credi di essere per decidere se tu ed io possiamo essere amici ?!’. Altra situazione: hai presente che lei ti ha lasciata e non ti rassegni così arriva il suo compleanno e le comperi il libro che sai le piace tanto? La chiami e le dici: ‘Sai ho una cosa per te, passo a lasciartela al lavoro’ Lei ti risponde ‘va bene’ prende il pacchetto ti ringrazia e ti dice ‘vuoi un caffé al bar?’ perché sente di dover contraccambiare. Tu trangugi il caffé e ti senti morire mentre ti parla indifferente del piu’ e del meno. Una scena così l’ho vissuta e quel ‘Ma vuoi un caffè?’ (per contraccambiare) fu un tale insulto che mi girai di scatto e andai via senza neanche dire ‘ciao’. Nonl’ho mai dimenticata quell’umiliazione. Nessuno dovrebbe umiliare i nostri sentimenti. Sai qual è il vero problema? La noncuranza, la mancanza di sensibilità delle persone. In altre parole la freddezza. Ti auguro di cuore non soffrire piu’ perché certe brutte storie possono davvero alla danneggiare nel profondo una persona. Un abbraccione

          • Crisb

            ciao Panterarosa, quante similitudini in ciò che scrivi e la mia storia.
            Sorrido (amaro) perchè io sono stato lasciato con un messaggio dalla sera alla mattina e il giorno del suo compleanno gli ho fatto un regalo ma non ho ricevuto neppure un grazie.
            Io non la chiamo e lei mi cerca parlandomi del più e del meno….gli ho ribadito che io NON sono un suo amico ma non molla, mi chiama ogni giorno o mi manda un messaggio, la sera tardi o a volte la mattina appena sveglia con quella frase idiota “scusate il termine” <> ….oppure ricevo due squilli, io richiamo e la risposta è <> (3 volte in una settimana????)
            Ho veramente l’impressione che quando non mi sente, il suo ego dal 110% scende al 99% e ha bisogno di rabboccare il serbatoio.
            Anche perchè ogni volta che sembra mi stia riavvicinando lei con uno scatto da centometrista mi ri-allontana e mi ri-sconvolge la vita.
            Il problema è che io non riesco ma soprattutto non voglio snaturare il mio modo di essere che ritengo nulla più che civile e trasparente, perchè la gente è diventata cinica.
            Se amo una donna ritengo giusto che lei lo sappia, indipendentemente dalla sua decisione e dal mio o suo star bene o male.
            L’unica cosa che ho intenzione di fare e quella di andare avanti a non chiamarla ma rispondendo alle sue di chiamate e poi quando sarò pronto fargli la fatidica domanda “perchè mi tormenti se non mi vuoi e sai ciò che provo per te?”
            Scusa se mi sono dilungato, potrei scrivere un libro su questa storia “100 cose da NON fare per vivere felici” :-)
            Speriamo che la vita ci porti qualche bella sorpresa, mi piace pensare che il bello debba ancora venire.
            un abbraccio !

          • PanteraRosa

            ciao Crisb,racconti molto bene la situazione, ‘rabboccare il serbatoio’ dell’autostima è proprio il termine giusto.! Ti suggerisco il libro ‘ I narcisisti perversi’ di Enrico Secci. Si chiamano così queste persone, all’80% sono uomini ma un buon 20% sono donne. E’ un disturbo della personalità, sai. E’ istruttivo.Scoprirai che queste persone, che sono sempre seduttive e affascinanti, non provano nulla per nessuno ( a parte loro stessi) anche se dicono il contrario e la perversione risiede nel trarre enorme piacere nel far diventare gli altri dei ‘termometri’ della loro autostima e nel tenerli in pugno. E quando gli si dice ‘mi fai soffrire’ cadono anche dalle nuvole (certo, come fanno a capire se non provano mai niente?). Ti auguro di tutto cuore di farcela e ‘mantenere il punto’ e di riuscire a farle un giorno quella domanda, ma serenamente, con un sorriso ironico. Sarà una vittoria con te stesso e verso di lei: la dignità e l’essere consapevole di quanto vali è l’unica cosa che nessuno nella vita potra’ mai strapparti e che inesorabilmente spiazzano chi pensa di averti in pugno. Forza, tifo per te. Un abbraccio.

  • Gramigna

    Per me sono passati 5 anni dall’ultima delusione d’amore. Ed è successo di nuovo, un mese fa.
    Certe sensazioni non cambiano, ormai provocano un senso di nausea, perchè si conoscono troppo bene, nella loro essenza e nel loro processo.
    La mia storia non è nulla di speciale, una come tante altre. E’ a storia di due amici che si fanno travolgere dalla passione, e che provano, forse un po’ goffamente, a trasformarla in una storia. Perchè già di prima c’era intesa e complicità, c’era l’intimità della confidenza, e poi, quando anche i corpi si incastrano perfettamente, beh allora sembra proprio di essere di fronte alla storia della vita.
    Prima è lei a voler far finta che non sia successo nulla, a cercare di conservare il rapporto di amicizia. E poi, finalmente lei comincia a crederci e comincia a lasciarsi pervadere dalla meravigliosa energia del sentimento, beh, in quel momento, lui stacca la spina.
    – Mi sono reso conto di preferirti come amica, piuttosto che come fidanzata o amante. Te lo dico perchè ci tengo a te come persona.
    Non so che senso possano avere queste parole, ora, dopo che tutto è cambiato. Non so se c’è il modo di tornare indietro. So solo che quando ti lanciano addosso queste parole, beh, allora sei proprio nella merda.. E il dolore più grande è quello di aver perso un amore e un amico.
    La mia storia è durata solo un mese. Un solo stupido mese.
    Eppure pesa più della fine di una storia durata anni.
    In ogni caso passa, come dicevi tu, Art. Tutto passa e nessuno muore. Tutto torna, ma, non ora.
    Le tue regole mi aiutano a superare la giornata. Quando ho la volontà di rileggerle. E tanto basta, per il momento.
    P.S. sono una donna e credo che le tue regole possano valere anche per me!

    • Art

      Ciao Gramigna… le regole valgono per tutti, ma siamo sempre noi a decidere se farle valere o meno… è nostra la scelta se ossessionarci per una persona o se accettare il fatto che ogni sentimento può finire anche senza una ragione, esaurirsi come il fuoco di una candela. Credo che a molti capiti di innamorarsi di un amico e che magari il sentimento resta più forte da una parte piuttosto che dall’altra, posso anche dirti che quel sentimento di amicizia può tornare ad essere come una volta: certo non ora. All’inizio il dolore pesa Gramigna e hai ragione, sembra che lo faccia come quello di una storia durata una vita, però la fortuna è che la supererai prima di quanto credi, le persone che stanno insieme per anni hanno tanto da dimenticare: luoghi, abitudini che è più difficile sradicare dal cuore e dalla mente, per quanto possa sembrare banale, una storia di breve durata si elabora più velocemente e credimi, è stata una fortuna che lui si sia reso conto così in fretta di quello che stava accadendogli, pensa se fosse accaduto più avanti… coraggio, sopporta questo dolore e vai avanti. Un abbraccio e buona vita

    • Panterarosa

      Ciao Gramigna, sono donna anche io, ho scritto piu’ in su, sono una donna grande.
      Anche io ho vissuto vicende del genere tanto tempo fa. E’ sempre il solito copione: lei si affeziona lui se ne accorge e scappa.Come dice Shelly Argov, autrice di ‘Falli soffrire : perché gli uomini amano le str***’,” l’unica cosa che una donna possiede davvero è la dignità, il resto cercheranno di scipparglielo. Sono certa che sei una ragazza bella ed intelligente, dovresti sottolineare a quest’uomo che hai una dignità da difendere e che meriti di meglio Infatti questo individuo non ha avuto neppure la signorilità di darti una spiegazione e ha cercato di fare il furbo mantenendo l’amicizia.Arrabbiati Gramigna. Fai sfoggio della tua dignità-Come ci si arrabbia? Scrivendo ad esempio una bella email spiegando che il suo comportamento è stato indegno e che gli auguri di essere lasciato così un giorno per capire cosa si prova-Funziona! Dopo si sta meglio e risollevando la dignità aumenta l’autostima.
      Una che è sempre stata mite e comprensiva ti dice che è molto meglio tirar fuori le unghie in certe situazioni. In bocca al lupo di tutto cuore!

  • romasanta manuel blanco

    abituarsi alla salitudine,,, tutt0 finisce prima 0 p0i, l am0re svanisce , n0n viviam0 nelle fav0le

    • Art

      Ciao Romasanta… non credo bisogni abituarsi alla solitudine, semmai bisogna imparare a stare bene anche da soli perchè solo in questo modo riusciamo a stare bene e a far star bene anche il nostro compagno… molti rapporti finiscono perchè le persone fanno del legame una dipendenza

  • Stefania

    Di nuovo…ancora…dopo quasi 3 anni sono di nuovo qui. E fa male, fa male al cuore, all’autostima, alla vita. Non volevo succedesse più, non volevo stare più così male. Nessuno lo vuole, ma io sapevo che non era il momento giusto, sapevo che qualunque storia mi fosse capitata sarebbe stata un errore perché non era il momento giusto. Eppure è successo, non ne ho colpe, mi sono innamorata di nuovo e di nuovo sono qui a stare male perchè questo amore non porta niente se non tanto dolore.
    Si, la colpa è un po’ mia, perchè dopo la fine dell’ultima storia non sono stata capace di prendere in mano la mia vita e migliorarla, non sono diventata affatto più forte come dicono e infatti eccomi qui, con questo nuovo dolore che proprio non so come gestire e che mi sta devastando più che mai.
    E la cosa peggiore è che tutto questo viene da una persona che due anni fa fu fondamentale per aiutarmi a superare la crisi che ho passato, con la sua presenza discreta ma incisiva mi aveva dato tanto coraggio, mi aveva aiutato a recuperare la mia autostima, a ricordarmi chi ero, mi aveva ridato fiducia nel genere umano ricordandomi che le belle persone esistevano ancora. E tutto questo senza saperlo, tutto questo solo con dei piccoli gesti, degli sguardi, delle brevi frasi.
    Forse era inevitabile, non potevo non innamorarmi di quest’uomo. Ma quest’uomo non può essere mio. E nonostante questo si è avvicinato a me in una maniera troppo pericolosa e per quanto mi sia forzata a togliermelo dalla testa non ci sono riuscita, sono caduta nella rete, con il cuore nuovamente a pezzi.
    E adesso non so da dove cominciare per dimenticare, ho tanta rabbia, so che non voglio stare ancora così male, che devo trovare un modo per voltare pagina, ma ho ancora gli occhi, la mente e il cuore pieni dei momenti meravigliosi passati con lui e sento che è ancora troppo presto per rinunciare almeno ai ricordi, che sono così belli.
    So che non riuscirò a dimenticarlo, lo so, perchè è da quando l’ho incontrato la prima volta due anni fa che non sono riuscita a togliermelo dalla testa e ora che ho avuto i suoi baci, il suo corpo, i suoi abbracci, un piccolo pezzo del suo cuore, dopo che le sue mani si sono intrecciate con le mie non ci riuscirò mai, non tanto facilmente, non in questo momento della mia vita, dove tuto va storto e sono tanto fragile e spaventata di mio.
    Succede sempre così quando facciamo dipendere la nostra felicità dagli altri. Ma non impariamo mai. Cercare la felicità in noi stessi…come si fa se non hai nessuno che ami? che ti stimi? se non hai un lavoro e una realizzazione personale? Dovremmo essere felici di cosa?

    • Art

      Ciao Stefania… scusami per il ritardo col quale ti rispondo…
      E’ vero… quando facciamo dipendere la nostra felicità da qualcun altro cè sempre qualcosa che alla fine fa finire tutto male… cercare la felicità in se stessi non è impossibile, bisogna solo imparare ad intenerirsi per se stessi quando si passa un brutto momento, a sentire il nostro corpo come parte di tutto ciò che ci circonda e riconoscergli una qualità che probabilmente è solo umana e cioè esserne consapevole, in una parola ad amare prima noi stessi per poi legarci a qualcun altro… è la base mia cara Stefania per ogni relazione sana, perchè quando dipendiamo affettivamente da qualcuno basta un nonnulla per scatenarci paura, gelosia, paranoie… e così distruggere tutto quello che abbiamo costruito. Se ti riesce difficile trovare la strada per stare bene con te stessa prova a rivoluzionare qualcosa, fai un’esperienza che non faresti mai (ad esempio un viaggio o magari un cammino spirituale)… qualcosa succederà
      Un abbraccio

  • Stefania

    Sandrenzo…se passi di qui e leggi, per favore, rispondimi, scrivimi….

  • franco

    federico come si chiama sto video e dove lo trovo?

    • ciao franco… si è trattato di un commento di spam che portava ad un contenuto pubblicitario… fortunatamente il sistema ha inibito il link ancor prima che lo cancellassi… un saluto e in gamba

  • Mi rispecchio molto in questo articolo, anche io ho sofferto e sto soffrendo perchè la mia ragazza mi ha lasciato e, cercando in rete mi sono imbattuto in un video che propone come alleviare la mia sofferenza. Grazie a questo video a poco a poco sto cominciando ad affrontare e eliminare le cause del mio disagio. Per questo motivo vi consiglio questo video sulla sofferenza

  • franco

    che dolore che si prova

  • Ciao a tutta la community attiva sul post. Approfitto di queste festività non solo per augurare buon natale e felice anno nuovo a tutti ma anche per fare un pò di manutenzione.
    Com’è mia consuetudine, anche quest’anno ho archiviato i commenti degli utenti di questo post per evitare che il mio server tiri le cuoia prematuramente :) Se volete potete consultare gli anni 2013 e 2014 scaricando il PDF sul link che trovate in fondo all’articolo.
    D’ora in avanti invece ho scelto Disqus come gestore dei commenti, è un servizio molto popolare ed efficiente che tral’altro permette anche una maggiore interattività, spero lo troviate utile. Mi fermi qui… grazie per l’attenzione e ancora buone feste a tutti
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